NOTIZIE DAL MONDO

WASHINGTON. DONALD TRUMP E’ UN GANGSTER E DEVE ANDARE IN GALERA.

In Usa le proteste sfociano in violenza, è rivolta in tutti gli Stati. Trump costretto ad allertare il Pentagono, tuona contro i gruppi organizzati: “Antifa e sinistra radicale”. Trump attacca le amminstrazioni Democratiche:”Come mai tutti questi luoghi che si difendono così male sono governati da democratici liberal?” Incita le forze dell’ordine: “Siate duri, combattete (e arrestate quelli cattivi), forza”. Intanto mentre Trump si fa fotografare intento a giocare una partita di golf i morti per Covid-19 hanno superato la soglia di 100.000 vittime.

In una intervista Robert De Niro,l’attore protagonista di capolavori come “Toro Scatenato” e “Taxi Driver”, in vista della sua partecipazione a ‘Writers on Writers’, nel contesto del festival delle Conversazioni, è tornato ad attaccare pesantemente Donald Trump: “Io ritengo che Donald Trump non meriti altro, e l’unica alternativa è mandarlo in galera: credo che sia un vero e proprio gangster. È un uomo profondamente corrotto, che corrompe gli altri e il tessuto del nostro paese. Ha dimostrato di essere un inetto e ha enormi responsabilità morali che nella gestione della pandemia ha compiuto errori gravissimi, minimizzandola e parlando per molto tempo di una bufala. Mi chiedo quanti morti si sarebbero potuti evitare: è un uomo che è arrivato a dire “se siamo bravi moriranno 100.000 persone” e nel giorno in cui si è raggiunta quella tragica cifra si è fatto fotografare mentre giocava a golf. Credo che ci sia ben poco da aggiungere, se non che rappresenti un’enorme vergogna per gli Stati Uniti. Un presidente come Donald Trump ha fatto crollare la credibilità dell’intero paese, ed è riuscito a far rivalutare, e di molto, George W. Bush”.

Actor Robert De Niro at the Sarajevo Film Festival in Sarajevo Bosnia Friday Aug 12 2016

Intanto negli Usa è rivolta e le proteste sfociano in violenza in tutto il Paese. Trump costretto ad allertare il Pentagono.

Stati Uniti a ferro e fuoco dopo l’assassinio di George Floyd, giovane afroamericano, ucciso da un poliziotto che già in passato si era reso protagonista in vicende a sfondo razziale poco chiare.

L’onda della protesta ha travolto tutto il Paese sfociando in violenza.

Donald Trump allerta il Pentagono a tenersi pronto, ma le forze di polizia e la Guardia nazionale potrebbero non essere sufficienti a domare la protesta.

La Costituzione non prevede la mobilitazione dell’esercito in casi di rivolte interne, ma sulla base dell’Insurrection Act del 1807, questo intervento potrebbe essere invocato.

Atlanta. La tensione è altissima, un’auto è stata data alle fiamme e i dimostranti hanno rotto i vetri del quartiere generale della Cnn e riempito di scritte il logo dell’ emittente tv.

La protagonista è stata Erika Shields,donna, capo della polizia, che è scesa in strada per parlare ai manifestanti: si è detta disgustata e aggiunge che vuole vedere incriminato il poliziotto che ha ucciso Floyd.

A New York i manifestanti si sono radunati davanti al Barclays Center, alcuni veicoli della polizia sono stati bersagliati dal lancio di oggetti e uno dato alle fiamme. Vetture distrutte e vetrine dei negozi infrante.

Gli episodi di violenza ormai non si contano più: a Lower Manhattan un uomo ha picchiato un agente con un tirapugni e una donna è stata accusata di tentato omicidio per aver lanciato una bottiglia Molotov dentro un auto della polizia con gli agenti a bordo.

Il bilancio della rivolta è drammatico: un agente della polizia è stato ucciso e un altro è rimasto ferito da colpi di arma da fuoco ad Oakland, in California.

Un altro agente è rimasto ferito a Los Angeles, mentre a Detroit, in Michigan, è stato ucciso un ragazzo di 19 anni da spari probabilmente indirizzati contro una folla che manifestava per la morte di Floyd.