Calcio Femminile

IL SOGNO CALCISTICO PASSANDO DAGLI STATI UNITI. RAFFAELLA GIULIANO SI RACCONTA. -L’AMERICA E’ UN’ESPERIENZA DI VITA- IL MIO SOGNO? – TORNARE PRESTO IN CAMPO E PRENDERE UN MASTER-.

Volare negli States per rincorrere i propri sogni.

L’America è sempre stata quel sogno italiano dal sapore dolce, l’idea di lasciare il proprio paese e ripartire da zero per trovare fortuna, oppure, per continuare a coltivare i propri sogni.

Ed è proprio così che da qualche anno alcune calciatrici italiane, grazie ad una borsa di studio, lasciano casa per volare negli Stati Uniti dove possono coltivare e coniugare la loro passione per il calcio e lo studio all’interno del campus. Un’esempio di questa avventura la si può trovare in casa Florentia e Inter con le rispettive Cecilia Re ed Eleonora Goldoni ma oggi ai microfoni del Quotidiano On Line parlerà una delle protagoniste che sta vivendo ancora il sogno a stelle e strisce. Raffaella Giuliano, classe 1998, terzino sinistro della East Tennessee State University (ETSU)

Raffaella come hai iniziato a giocare a calcio? Qual è stata la tua prima squadra?

Ho iniziato a giocare grazie a mio fratello, giocavamo spesso insieme sul terrazzo di casa poi a 8 anni mi sono iscritta, sempre con lui, nella società vicina a casa mia, la Us Caianello, dove ho seguito tutta la trafila. Dopo 5 anni, mi sono trasferita nella società del Napoli femminile.

In che ruolo giochi?

Ho cambiato ruolo al Napoli femminile, che tutt’oggi ricopro ancora, ovvero, terzino sinistro

Devo ammettere che è stata una scelta azzeccata

Il ricordo più bello con la maglia della Roma?

Sicuramente l’aver vinto lo scudetto con la primavera, è sempre stato un mio obiettivo dato che con il Napoli arrivavamo sempre in semifinale senza però riuscire a qualificarci per la finale. Poi anche tutta stagione per me è stata bellissima, eravamo la squadra più giovane e talentuosa che ha saputo farsi spazio e vincere.

Come sei venuta a conoscenza della possibilità di poter partire per il campus sportivo?

Mio padre navigando su internet ha trovato un articolo sull’esperienza che stava vivendo Cecilia Re, attualmente alla Florentia. Per me l’America è sempre stata un sogno, quindi ho mandato una mail al mister chiedendo informazioni sulla borsa di studio, da quel momento ha iniziato a seguirmi durante le partite con la Roma e controllava anche le convocazioni in nazionale. Dopodiché mi ha offerto la borsa di studio e sono partita.

Che genere di avventura stai vivendo negli Stati Uniti? Cosa fai?

E’ l’esperienza di una vita, la più bella e me la sto godendo a pieno dato che è organizzato tutto per il meglio. Le mie giornate sono divise tra allenamenti e lezioni, oltretutto lavoro in una palestra del campus. In questi anni ho creato dei grandi rapporti sia con le mie connazionali sia con le compagne di squadra, c’è un grande scambio culturale dato che ognuna di noi arriva da ogni parte del mondo.

Com’è il rapporto con le tue colleghe italiane e non?

Abbiamo un rapporto bellissimo, facciamo tutto insieme. ci separiamo solo durante le lezioni dato che seguiamo facoltà diverse, per il resto siamo sempre unite. Io nel campus abito insieme a Beatrice Abati e difronte alla nostra stanza c’è Elena Pisani che fino all’anno scorso condivideva la stanza con Eleonora Goldoni. Per me sono come una seconda famiglia.

All’inizio ovviamente è stato difficile perché non parlavo molto inglese ma con il tempo ho saputo farmi apprezzare, imparando a parlare è adesso ho un rapporto bellissimo anche con le compagne di squadra.

Quali differenze ci sono tra calciatrici italiane e calciatrici statunitensi?

Loro sono molto più fisiche e noi più tattiche. Noi siamo in grado di fare la differenza grazie a questo ma loro sopperiscono questa mancanza con il fisico e devo ammettere che sono atleticamente sono più preparate.

Come si svolge la vostra stagione? Contro chi giocate?

Giochiamo in due semestri, uno chiamato Fall che si gioca da Agosto a Dicembre e l’altro si chiama Spring che va da Gennaio a Maggio.

Il calcio gioca da Agosto a dicembre, giochiamo dalle due alle tre partite alla settimana e facciamo parte del campionato NCAA, siamo nella prima divisione della Southern Conference.

E’ diviso in fasi, la prima è la Pre-Season: Amichevoli per il Ranking dell’università; poi si passa al Campionato e in base alla classifica si accede alla fase di Tournament; chi vince si qualifica per la fase nazionale, dove si gioca un vero e proprio campionato nazionale. Noi purtroppo non siamo mai riuscite a qualificarci per la fase nazionale perché dopo una certa fase ti ritrovi a giocare contro università veramente forti.

Raccontaci del gol su punizione, avevi già deciso di metterla lì?

Quella partita si chiama Senior day, dove si celebrano tutti i giocatori dell’ultimo anno. Eravamo tutte sul pezzo ed il calcio di punizione era proprio sulla mia mattonella dunque ho posizionato la palla, ho preso la rincorsa e calciato, fortunatamente è entrata.

Il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è di tornare presto a giocare sperando che questa situazione passi presto, comunque voglio prendere un master e continuare a giocare, non mi precludo nessuna esperienza, mi piacerebbe soprattutto in giro per l’Europa.

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