Mese: marzo 2020

ALESSANDRIA. EMERGENZA CORONAVIRUS. DRONI IN AZIONE PER EVITARE GLI ASSEMBRAMENTI.

Alessandria, 27 marzo 2020

COMUNICATO STAMPA

Impiegati anche i droni per il controllo del territorio

FOTO ARCHIVIO

Per intensificare i controlli sul territorio, al fine di limitare gli assembramenti e contenere il contagio da Covid19, anche ad Alessandria saranno utilizzati i droni. Lo ha annunciato il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco che ha così commentato questa novità: “ Dobbiamo tenere la guardia alta. Le misure adottate fino ad ora e qualche timido segnale positivo, stanno creando un certo effetto che deve essere però continuativo e portare a risultati più concreti. Continuiamo a lavorare e controllare il nostro territorio per evitare assembramenti, da oggi anche con l’ausilio della tecnologia: con la collaborazione associazione ‘Due Fiumi’ di Protezione Civile utilizzeremo un drone che verrà impiegato per il controllo delle zone più a ‘rischio’. Abbiamo colto con favore l’opportunità di mettere in campo questa forma di verifica del rispetto di decreti ed ordinanze perché garantisce di osservare un’ampia porzione di territorio dall’alto e dirigere in maniera, veloce le pattuglie della Polizia Locale dove servono. Questo per ottimizzare e garantire il risultato. Il Comune di Alessandria punta moltissimo sull’innovazione e questo tipo di intervento è una risposta immediata e positiva alle attuali esigenze di sicurezza sanitaria. Ringrazio di cuore per la disponibilità sia i Volontari che i piloti ci ha messo a disposizione gratuitamente strumentazioni e competenze che permetteranno di adottare un metodo oggettivo e non soggettivo di vigilanza ”. Questa iniziativa è stata messa in campo dalla Amministrazione Comunale in collaborazione con Giorgio Melchioni dell ’associazione ‘Due Fiumi’, Volontariato di Protezione Civile, e la Flying Wolves di Castellazzo Bormida che hanno offerto gratuitamente al Comune di Alessandria questa strumentazione a favore della collettività. I droni saranno sei, gestiti da una centrale operativa mobile: cinque strumenti saranno utilizzati per la sorveglianza, uno dotato di altoparlante si muoverà rapidamente nelle località in cui sono stati rilevati assembramenti con gli altri dispositivi per diffondere informazioni di servizio a seconda delle necessità. Nel caso in cui questo intervento non sia sufficiente ad allontanare le persone assembrate, verrà richiesto l’intervento mirato delle Forze dell’Ordine. A fine servizio verrà fornita agli uffici comunali la documentazione audio e video realizzata. “ Un’iniziativa innovativa che va a supportare quando già egregiamente effettuato fino ad oggi dai nostri volontari di protezione Civile – ha aggiunto il vicesindaco, Davide Buzzi Langhi -. Non si tratta di una sostituzione, ma altresì di un ulteriore ausilio per un maggior presidio del territorio che abbiamo l’opportunità di mettere in campo per garantire che in Città ci siano le condizioni necessarie per favorire l’esaurimento dei contagi e contenere l’epidemia Punteremo l’obiettivo sulle zone più soggette ad assembramenti nonostante i divieti, anche se fortunatamente, i nostri cittadini stanno collaborando bene e il numero delle inosservanza sta calando. Questa strumentazione, altamente tecnologica, permetterà di coordinare meglio le operazioni di vigilanza: Mi unisco, pertanto, ai ringraziamenti già espressi alla associazione dal nostro Primo Cittadino: ancora una volta, Alessandria si è dimostrata un comunità coesa e solidale e con l’apporto di tutti vinceremo presto questa battaglia

NEW YORK. EMERGENZA CORONAVIRUS. LA CURA SELETTIVA CHE ESCLUDE I DISABILI E GLI INCAPIENTI.

Negli Usa disabili sono stati esclusi dalle cure contro il coronavirus.

Gli Stati Uniti in pochi giorni sono diventati il primo paese per numero di infettati da “coronavirus” e per numero di decessi ha già superato la Cina. La pandemia di Coronavirus, però continua a espandersi negli USA con oltre 70.000 contagiati, ma in questo quadro già drammatico si inserisce la discriminazione nei confronti dei disabili che sono stati esclusi dalle cure anticoronavirus.

La sanità privata degli USA, ricordiamo che quel poco che era stato fatto in favore del servizio sanitario pubblico da Obama è stato azzerato dall’amministrazione Trump, gli ospedali che dovranno farsi carico di ricevere i pazienti con difficoltà respiratorie non sono in grado di sostenere e gestire l’emergenza, fatto che comporta gravi discriminazioni nei confronti di disabili o di candidati che hanno meno possibilità di sopravvivere.

A rivelare lo scandaloso comportamento della sanità americana è stata la scoperta di un documento in Alabama dal titolo “Scarce resource management” che coinvolge 35 stati in cui sono stati resi noti i criteri con cui decidere chi ha diritto ad essere curato e chi invece può essere lasciato morire: “la tendenza sembra essere quella di escludere chi soffre di disturbi intellettivi o fisici, come i disabili, o chi ha “meno valore per la società”, “disabili psichici sono candidati improbabili per il supporto alla respirazione”.

Le linee guida sono le stesse dello stato di Washington, in cui sono stati isolati i primi casi di Coronavirus, dove vengono evidenziate le discriminanti quali la “capacità cognitiva”, in Maryland o Pennsylvania in cui si ipotizzano caratteristiche come “disturbo neurologico grave”, che comporterebbero l’esclusione dalla terapia intensiva in caso di mancanza di posti.

Le associazioni che si occupano della difesa dei diritti dei disabili si sono allarmate: Disability Rights Washington, Self-Advocates in Leadership, The Arc of the United States hanno già fatto causa allo Stato di Washington per impedire l’entrata in vigore dei criteri per l’accesso alle cure salvavita.

Altre organizzazioni umanitarie si sono appellate al governo federale perché imponga alle amministrazioni locali e agli ospedali il principio che i disabili non possono essere discriminati e che alcune vite non valgono più di altre.

Ari Ne’eman, docente al Lurie Institute for Disability Policy dell’Università di Brandeis e attivista in 23 marzo ha pubblicato sul New York Times un commento dal titolo “I Will Not Apologize for My Needs” (non mi scuserò per i miei bisogni) in cui denuncia la situazione in cui potrebbero trovarsi i disabili e afferma che anche durante un’emergenza i dottori non devono sospendere il principio di non discriminazione: “Le persone affette da disabilità sono terrorizzate che se le risorse si fanno scarse, verranno inviati in fondo alla fila. E hanno ragione, perché molti Stati lo affermano in modo abbastanza esplicito nei loro criteri”.

L’America delle opportunità che strumentalizza e discrimina le persone affette da disabilità, mentre gli Stati regolano sui criteri di accesso con l’esclusione dei disabili al diritto alle cure, sembra che la gestione della sanità voglia imporre una pressione inaudita al disabili con la richiesta, una “golden rule” è stata definita, al paziente se, in caso di scarsità di strumenti salvavita, vuole avervi accesso o lasciare la precedenza a chi potrebbe avere più possibilità di sopravvivere. O addirittura “maggiore valore per la società”.

ROMA.EMERGENZA CORONAVIRUS. ITALIA E SPAGNA BLOCCANO LE CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO UE

La crisi economica innescata dall’epidemia di “coronavirus” non si può risolvere con gli stessi metodi di cura usati per la Grecia, ma Olanda e Germania si sono messi di traverso contro l’utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità e una raccolta di fondi con l’utilizzo di “eurobond” o”coronabond”.

La drammatica riunione in videoconferenza dei leader europei sulla crisi economica si è conclusa senza neppure una dichiarazione congiunta, la spaccatura tra i paesi europei è netta.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte insieme al premier spagnolo Pedro Sanchez hanno posto il veto e bloccato la bozza di conclusioni circolata nel pomeriggio, che non conteneva alcun riferimento né all’uso del Meccanismo europeo di stabilità, né tanto meno agli eurobond.

Il presidente del consiglio oltre a caldeggiare la proposta italo-spagnola di affidare il compito per fare proposte ai cinque presidenti delle istituzioni europee ha anche chiarito che l’unione ha: “Dieci giorni di tempo all’Europa per battere un colpo”. poi l’Italia farà da se.

La proposta di Olanda e Germania è troppo debole nei confronti ella crisi economica creata dal coronavirus. Lo stop italo-spagnolo è sostenuto da Emmanuel Macron e dai paesi firmatari della lettera inviata ieri a Charles Michel: Italia, Francia e Spagna: Portogallo, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Slovenia e Belgio che ha mantenuto una Belgio posizione più defilata.

Un fronte unito dei paesi della comunità europea contro le ipotesi di Olanda,germani, Finlandia e Austria e i paesi del gruppo est-europeo contrario a condividere i rischi economici della crisi dettata dalla pandemia.

Mentre il consiglio europeo rischia di essere un fiasco, Conte e Sanchez hanno chiesto che a questo punto siano i cinque presidenti delle istituzioni europee a formulare una proposta, dato che non c’è accordo tra gli Stati membri in Consiglio.

I cinque rappresentanti più alti delle istituzioni europee sono il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che si è spesa a favore del fronte italo-spagnolo.

La Ursula von der Layen ha detto che una volta passata la pandemia di Covid-19 gli europei: “si ricorderanno di chi c’è stato per loro e di chi non c’è stato. Si ricorderanno di chi ha agito e di quelli che non lo hanno fatto. Si ricorderanno delle decisioni che prenderemo oggi. E di quelle che non prenderemo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, la presidente della Bce Christine Lagarde, il presidente dell’Europarlamento David Sassoli.

Il premier Conte ha chiarito che nessuno pensa a mutualizzare  il debito pubblico, ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne.

L’Italia ha le carte in regola con la finanza pubblica: “il 2019 l’abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato. Ma qui si tratta di reagire con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile. Una risposta forte ed adeguata la dobbiamo ai nostri cittadini e in definitiva alla stessa Europa. Che diremo ai nostri cittadini se l’Europa non si dimostra capace di una reazione unitaria, forte e coesa di fronte a uno shock imprevedibile e simmetrico di questa portata epocale? Come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico di così devastante impatto strumenti elaborati in passato, che sono stati costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici con riguardo a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi? Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno! Le conseguenze del dopo covid-19 vanno affrontate non nei prossimi mesi ma domani mattina”.

ALESSANDRIA. CORONAVIRUS. GLI SCIACALLI CONTRO OPERATORI SANITARI E VOLONTARI DI P.C.

Quante belle parole sprecate, poteva essere l’inizio di una nuova stagione di solidarietà e convivenza umana nel dolore, invece niente tutto questo gli sciacalli restano tali anche nell’emergenza del Coronavirus, che sta decimando la popolazione mondiale. Un episodio vergognoso e successo a Pisa, ma in altre parti di Italia anche gli operatori dl volontariato e della Protezione Civile sono entrati nel mirino dello sciacallaggio politico che non risparmia niente e nessuno se non sei una “bestia” come loro.

Nel condominio il cartello contro la dottoressa: «Fai attenzione quando rientri a casa». La rabbia dell’ospedale per una frase così violenta e ingiuriosa nei confronti di operatore sanitario che ogni giorno mette a rischio la sua salute e la sua stessa vita per salvarne altre.

E’ perfino troppo facile cantare l’inno all’eroismo dei tanti ,”eroi” o “angeli”, medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale delle strutture ospedaliere che ogni giorno combattono in prima linea per contenere e curare la persone colpite dall’emergenza coronavirus.

la natura umana in questi casi riesce a dare il peggio di se stessi perché l’azione di contrasto alla diffusione del coronavirus è importante, molto importante, ma è ancora più importante che chi lotta in prma linea lo faccia stando lontano, molto lontano da noi. 

La realtà amara come il veleno di cui solo noi siamo capaci emerge da quanto accaduto in provincia di Pisa: Una dottoressa dopo essere costretta a turni di lavoro massacranti è finita nel mirino dei condomini, dove nei pressi del portone è stato affisso un cartello immediatamente condannato dai vertici dell’ospedale in cui la donna lavora.

Il Tirreno riporta che la dottoressa lavora in un ospedale di Cisanello (Pisa) e rincasando al termine del turno di lavoro in ospedale ha trovato un messaggio diretto a lei: “Sappia che in questo condominio abitano una neonata di sei mesi e una signora ultraottantenne vedova. Perciò usi le massima precauzioni quando utilizza gli spazi comuni e deve toccare cancelli, scale, sottoscala e corrimano”.

La paura del contagio è comprensibile, ma un simile messaggio stride con chi ha dovuto nuovamente scoprire l’importanza di alcune categorie di lavoratori, troppo spesso bistrattati e ritornati agli albori della gloria con la diffusione del coronavirus.

Il messaggio ha scatenato la rabbia di Stefano Taddei, ordinario di Medicina e direttore della clinica medica 1 Universitaria, e di Marco Taddei, direttore di Medicina 4 dell’ospedale: “Questo è un atto vergognoso, che non può passare sotto silenzio. Quando i medici lasciano l’ospedale, tutto avviene in sicurezza e ogni ambiente viene igienizzato e sanificato”.

Altro episodio, sicuramente meno grave di quello di Pisa, ma degno di nota se non altro per il clima di sciacallaggio politico che, non solo i certi leader nazionali, ma persone comuni continuano a fare.

Post ripreso da facebook in cui si accusano i volontari di Protezione Civile di volersi mettere in mostra solo per fare polemiche politiche:

Per tutti quegli altezzosi sapientoni che, son voci di piazza, di frasi tipo”Ci sono i preposti”Sappiano che ho appena avuto notizia del contagio di un caro amico e di un’ altra famiglia di amici. E ancora, a meno che non siano nascosti negli angoli, che da quando tutto questo è cominciato non si è visto nessun “preposto” ad invitare a stare a casa o a seguire quello che, la scorsa settimana, e voglio essere noioso e petulante, io ed altri dicevamo, a chi era in piazza, di stare a casa. Leggetevi i vecchi post. L’unico che potrebbe essere stato “preposto” postava selfie con la divisa della protezione civile ma non per occuparsi delle persone che continuavano ad uscire e stare in piazza a ciarlare, ma a fare polemiche politiche.

Eccoci siamo noi che gratuitamente mettiamo a disposizione il nostro tempo e scusateci se qualche volta ci facciamo i selfie e li postiamo, magari per ricordare a chi accusa le Ong, i centri sociali, le sardine di essere sparite con l’emergenza coronavirus.

Il clima non proprio ideale in cui anche i volontari di protezione Civile devono operare. Il meglio che ci si possa aspettare è questo e il tutto evidentemente perché mostrare alle persone che un volontario di PC non ha colore politico e se lo ha non va ad inficiare in nessun modo nel attività di volontariato, che sta svolgendo gratuitamente al servizio della comunità, ma evidentemente infastidisce.

Infastidisce perché smentisce i molti post che accusano le Ong, i centri sociali, le sardine e le organizzazioni umanitarie di essere sparite dalla scena sociale italiana e infastidisce sopratutto perché portano in strada un po di umanità e tanta solidarietà nei confronti di coloro a cui umanità e solidarietà sono da troppo tempo negate.

La gente ha paura, si molta paura perché il coronavirus è un nemico invisibile, non lo vedi, ma ti aggredisce e troppo spesso ti uccide.

Il virus “COVID-19” ci fa paura perché è invisibile e con la sua sola presenza ci impedisce di fare quelle cose a cui eravamo abituati; è così aggressivo che ci ha imposto di cambiare le nostre abitudini,le regole, la nostra vita, il nostro mondo, ma gli sciacalli restano tali di fronte alla vita e alla morte.

ALESSANDRIA. CORONAVIRUS, 32 GUARITI IN PIEMONTE DAL CORONAVIRUS.

L’Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato il numero di pazienti guariti dall’infezione da coronavirus è salito a 32, suddivisi su base provinciale: 13 residenti in provincia di Torino, 3 nell’Alessandrino, 5 nel Cuneese, 5 nell’Astigiano, 3 del Novarese, 1 nel Vercellese, 2 provenienti da fuori regione.

I decessi registrati di persone positive al coronavirus sono 46, 10 in provincia di Torino, 11 in provincia di Alessandria, 3 nel Cuneese, 2 nel VCO, 3 nell’Astigiano, 15 nel Biellese, 1 nel Vercellese, 1 residente fuori regione.

Il totale delle persone positive al coronavirus decedute è di 545, suddivisi su base provinciale: 131 ad Alessandria, 19 ad Asti, 56 a Biella, 34 a Cuneo, 67 a Novara, 170 a Torino, 25 a Vercelli, 33 nel Verbano-Cusio-Ossola, 10 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

ROMA. POLIZIA DI STATO. INTERVISTA AL CAPO DELLA POLIZIA GABRIELLI SULL’ATTIVITA’ DI CONTRASTO AL CORONAVIRUS.

Il capo della Polizia ha fatto il punto sulle attività della Polizia e delle forze dell’ordine impegnate nel contenimento del Coronavirus.

In una intervista ha chiarito i punti in oggetto dei nuovi provvedimenti introdotti nel decreto legge 19 del 25 marzo.
Il capo della Polizia nell’intervista ha ricordato come ci sia in corso una “battaglia che medici paramedici e strutture sanitarie combattono per la vita ma c’è un’altra battaglia che si combatte ed è spezzare la catena del contagio. Abbiamo la stragrande maggioranza dei nostri concittadini che rispetta le regole; c’è un’altra parte che non le rispetta. Dall’inizio dell’emergenza al 24 marzo, su 2 milioni e mezzo di persone controllate, abbiamo rilevato 110 mila comportamenti non corretti”.
Gabrielli ha voluto sottolineare le indicazioni date alle donne e agli uomini della Polizia di Stato e ha concluso affermando che “Dobbiamo essere rigorosi, ma anche umani non solo nelle modalità, comprendendo le condizioni di necessità che a volte non trova riscontro in un modulo; colpire i furbi, ma aiutare le persone che hanno bisogno”.

L’AVANA. EMERGENZA CORONAVIRUS. LE SANZIONI AMERICANE CONTRO I MEDICI CUBANI IN LOTTA CONTRO IL COVID-19.

DA HISPANTV

NEXTO LATINO.

Gli Stati Uniti sollecitano i paesi a rifiutare l’assistenza medica cubana per COVID-19

  • Medici e infermieri cubani prima di recarsi in Italia per aiutare a combattere la pandemia di coronavirus, L'Avana, 21 marzo 2020.Medici e infermieri cubani prima di recarsi in Italia per aiutare a combattere la pandemia di coronavirus, L’Avana, 21 marzo 2020.

Postato: giovedì 26 marzo 2020 alle 00:24

Nel fervore della lotta contro la pandemia del COVID-19, in cui Cuba ha guadagnato elogi, gli Stati Uniti. esorta i paesi a rifiutare la cooperazione medica dell’isola.

Tramite il suo account Twitter, l’ambasciata americana all’Avana (capitale cubana) ha scritto mercoledì che “Cuba offre le sue missioni mediche internazionali a coloro che sono affetti da COVID-19 solo per recuperare i soldi persi quando i paesi hanno smesso di partecipare il programma abusivo “.

In un altro tweet, ha invitato i governi a cercare l’aiuto di Cuba per frenare il nuovo coronavirus, chiamato COVID-19, per “esaminare gli accordi e porre fine agli abusi del lavoro”.

Il messaggio dell’ambasciata americana, che ha meritato numerose espressioni di ripudio sui social network, si svolge quando la più grande delle Antille partecipa al contenimento di COVID-19 in Cina, Nicaragua, Venezuela, Suriname, Granada, Giamaica, Belize e Italia, tra gli altri paesi.

Nel caso dell’Italia, le critiche sono dirette contro l’Unione Europea (UE),  che non ha adottato misure per sostenere questo Paese europeo, che per ora è il più colpito nel vecchio continente da COVID-19.

Inoltre, il governo cubano ha ricevuto richieste da 15 paesi per l’acquisto del farmaco Interferone Alfa 2B, che ha contribuito a fermare la nuova pandemia di coronavirus in Cina, il paese in cui la malattia è stata rilevata per la prima volta. 

Washington ha pubblicato i suddetti tweet mentre la pandemia minaccia gli Stati Uniti, che sembra essere chiamato a diventare l’epicentro della diffusione della malattia, ha avvertito l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) martedì.

Nel frattempo, gli Stati Uniti Continua a imporre sanzioni unilaterali e illegali a vari paesi, nonostante il fatto che queste misure coercitive rappresentino gravi ostacoli nella lotta contro il nuovo coronavirus.

Ad oggi, in tutto il mondo, circa 461.969 persone hanno contratto COVID-19, 20.852 sono morte e 113.802 sono guarite.

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