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BUDAPEST. EMERGENZA CORONAVIRUS. IL COLPO DI STATO BIANCO DI VIKTOR ORBAN.

Il parlamento ungherese cede i pieni poteri al premier ungherese Vicktor Orbàn con la scusa della lotta alla diffusione del “Covid-19 coronavirus”. Tra i primi provvedimenti del nuovo dittatore la chiusura delle frontiere mentre le Ong denunciano il rischio di una dittatura.

La “legge abilitante”, Ermächtigungsgesetz, richiama alla memoria il decreto del 24 marzo 1933 con cui il Partito Nazionalsocialista dei lavoratori usò una volta approvato dal parlamento tedesco, il Reichstag, per dichiarare lo stato di emergenza nel Paese e concentrare i potere nelle mani di Adolf Hitler.

Viktor Orbán al governo dell’Ungheria dal 2010 non poteva che scegliere un momento meno infelice per far approvare dal parlamento una legge che concentra nelle sue mani tutti poteri, compreso quello di esautorare il parlamento dalle sue funzioni.

La“Legge abilitante” voluta dall’uomo forte di Budapest per contenere la diffusione del coronavirus, che in realtà crea una emergenza ancora più grave del virus la messa in quarantena a tempo indeterminato della democrazia in Ungheria..

Il premier Orbàn, che si fregia di avere molti ammiratori tra i sovranisti nostrani, potrà sospendere a tempo indeterminato le leggi esistenti, discostarsi dalle norme e imporre misure straordinarie senza doverne rispondere al parlamento e ad alcun potere dello stato.

Qualsiasi legge può essere sospesa o annullata finché l’emergenza prosegue con il solo obbligo del governo di fornire informazioni sul proprio operato ai capigruppo, ma non al Parlamento, che non potrà contrastare le misure adottate dall’esecutivo.

Viktor Orbán nato a Székesfehérvár,( “la città dei re” perché vi avevano luogo le incoronazioni dei sovrani ungheresi) potrà governare come un monarca assoluto senza neppure dover dimostrare una parvenza di democrazia.

Il Parlamento ungherese per due terzi nelle mani di Fidesz, il partito di Orbàn,ha concesso al suo capo poteri assoluti, pieni poteri, mentre la poca opposizione esistente nel paese viene spazzata via dallo stato d’emergenza creata da coronavirus, che in Ungheria conta attualmente 13 contagiati, di cui 8 studenti( due iraniani).

Il dato del contagio in Ungheria non determinerebbe neppure lo stato d’emergenza, ma Viktor Orbàn negli ultimi 10 anni ha usato qualsiasi opportunità per indebolire le istituzioni del paese e quindi nessuno si stupisce che l’emergenza coronavirus rientri tra le opportunità, date a orbàn, per instaurare un regime dittatoriale.

L’assenza di un termine dell’emergenza è tra i punti che allarma gli osservatori internazionali, quattro Ong che operano in Ungheria, (Amnesty e l’Hungarian Helsinki committee) hanno stilato un lungo e articolato documento: “Gli ultimi 10 anni hanno fornito molte prove del fatto che il governo ungherese sfrutta e abusa delle opportunità per indebolire le istituzioni che fungono da controllo del suo potere (crisi migratoria docet), ogni volta che ha la possibilità di farlo. Situazioni legali straordinarie sono molto facili da introdurre, ma è molto più difficile tornare alla situazione pregressa”.

La nuova legge ha introdotto due nuove tipologie di crimini: “chiunque pubblicizzi fatti falsi o distorti che interferiscono con la protezione dell’opinione pubblica può essere punito con la reclusione fino a cinque anni”, ma l’assenza di specifiche sui reati lascia spazio a qualsiasi interpretazione della legge.

La norma così formulata induce a evidenziare la volontà di applicare un ulteriore bavaglio a una stampa già assoggettata al potere.

Chiunque violi le misure di coprifuoco può esser punito con il carcere da cinque o otto anni.

L’Ungheria dal primi giorni dal mese di marzo è definitivamente blindata,sigillata, con un provvedimento giustificato per bloccare l’ingresso del virus.

Viktor Orbàn non ha speso una parola per spiegare quali misure e incentivi statali e fiscali intende mettere in campo per sostenere l’economia, le famiglie e le imprese una volta terminata l’emergenza, invece è stata diffusa la notizia di un ampio ricorso al richiamo di militari riservisti per pattugliare le strade.

La disastrata sanità ungherese è in attesa di una emergenza che non sarà in grado di fronteggiare, ma questa è sola una previsione futura perché il numero di contagi ufficiali pare essere eccezionalmente basso, come il numero di tamponi diagnostici effettuati che sono praticamente nulli.