POLITICA

ALESSANDRIA. EMERGENZA CORONAVIRUS NEL MONDO: LEADER POLITICI TRA FRASI SHOCK E POSITIVI AL COVID-19.

L’era Brexit ha raggiunto il livello peggiore che si potesse immaginare, Boris che ha vinto le elezioni di dicembre promettendo agli Inglesi un futuro di sviluppo, ricchezza per l’isola e avviato l’Inghilterra verso una hard brexit che in parole povere significa ripristino delle frontiere doganali, controlli e passaporto almeno per una parte degli Europei che decidono di visitarla: tra questi italiani e francesi.

La diffusione del contagio da “coronavirus” non ha fatto cambiare idea a un personaggio che, come nelle peggiori farse, ha gelato le speranze degli Inglesi con un frase choc: “Molte famiglie perderanno i loro cari” e poi ha proseguito con un altro intervento che per i suoi connazionali suona come la doccia fredda, il risveglio di chi si è addormentato con un sogno ed è stato svegliato da un incubo, dopo l’ubriacatura post elettorale: non faremo nulla. Il governo Inglese non muoverà un dito per contrastare la diffusione del virus mentre la popolazione Inglese rischia la decimazione in una catastrofe annunciata le cui dimensioni potrebbero essere sproporzionate alla capacità del virus stesso di provocare vittime.

La linea scelta dal governo di Boris Johnson: “avanti come se niente fosse. La Gran Bretagna si smarca dal resto dell’Europa in questo momento di grave crisi sanitaria”.

Nel Continente Europeo i governi dopo un momento di sottovalutazione stanno prendendo le misure più drastiche per il contenimento della diffusione del virus mentre Londra, in controtendenza, letteralmente se ne lava le mani.

Il consiglio contro il coronavirus resta quello di usare acqua e sapone e chi ha sintomi è invitato a starsene a casa per una settimana, ma nulla di più, il resto è business as usual.

Per il governo Inglese non servono contro misure per contrastare la diffusione del virus: “Niente chiusure, niente emergenze, la vita a Londra continua a scorrere normalmente e nessuno va in giro con la mascherina.

Boris Johnson, nel suo intervento da Downing Street,ha ammesso che il paese si trova in una situazione grave: “la più seria emergenza sanitaria in cui il numero reale dei contagiati potrebbe aver già toccato i diecimila“, ma ha anche affermato che “misure drastiche per fermare il contagio non farebbe una grande differenza e potrebbe addirittura risultare controproducente.

La posizione di Boris è condivisa dai massimi esperti scientifici e sanitari britannici per i quali bloccare il virus è impossibile e l’unica strategia è spalmarne la diffusione nel tempo, in modo da consentire al sistema sanitario di gestire la situazione.

Hanno sostenuto che non è desiderabile che nessuno venga contagiato, perché è preferibile che la popolazione sviluppi da sé anticorpi al virus.

La posizione espressa da Boris e dai sanitari britannici è stata criticata sia a livello sanitario che politico: “ma il governo ha continuato a difendere la sua linea “.

Ma la linea di Johnson riceve anche consensi e non sono pochi: il Times lo ha paragonato a Churchill che prometteva “lacrime e sangue”e  ha scritto che si sta comportando da statista, senza cedere alle pressioni populiste. E’ stato paragonato Quinto Fabio Massimo, il Temporeggiatore che sfiancò Annibale mentre qualcuno evoca lo spirito del 1940, quando l’Europa capitolò, gli Stati Uniti si isolarono e la Gran Bretagna da sola a combattere contro il nemico.

Da parte della popolazione inglese le reazioni sono contrastanti, in molti fanno scorta di generi di prima necessità che in qualche supermercato già scarseggiano,ma non ci sono scaffali vuoti, alcuni eventi che sono stati cancellati, ma altri proseguono la loro strada come se nulla fosse. Le Università e i college restano aperti e solo qualche professore fa lezione a distanza, ma sono iniziati individuali che non scalfiscono il rischio di una epidemia diffusa su tutta l’isola.

I britannici vanno fieri della loro tipica indifferenza alle difficoltà, senza mai abbandonarsi a reazioni emotive, ma il paese dopo la Brexit politica resisterà alla Brexit sanitaria?

In Brasile le cose non vanno meglio che in Inghilterra con il presidente Jair Bolsonaro che pare sarebbe risultato positivo al “coronavirus” creando non poca preoccupazione alla Casa Bianca dopo la diffusione della notizia.

Il presidente del Brasile Bolsonaro ha smentito la notizia twittando che: “Vi sono molte voci e poca informazione”, ma la moglie Michelle e Jair si sono sottoposti al test dopo aver cenato sabato sera con Donald Trump nella residenza di Mar-a-Lago.

La Casa Bianca trema perché un collaboratore del presidente del Brasile, il capo della comunicazione, Fabio Wajngarten, è risultato positivo al virus. Una foto di Trump a fianco di Wajngarten durante la cena a Mar-a-Lago è stata pubblicata nelle ultime ore e nonostante l’ostentata sicurezza Trump sarebbe seriamente preoccupato di aver contratto il Covid-19 mentre alla Casa Bianca si starebbe organizzando una riunione urgente.

La classifica dei leader mondiali vede Bolsonaro come primo primo leader di un Paese a risultare positivo. Il premier del Canada Justin Trudeau è in isolamento dopo aver scoperto che la moglie è risultata contagiata dal virus.

La politica italiana non esce indenne dal contagio del “coronavirus”, i governatori delle regioni più esposte risultano risultano positivi al contagio o sono gravemente esposti. La notizia del trasferimento di Silvio Berlusconi che ha lasciato Milano per Nizza, nella residenza della figlia Marina, da dove segue l’evolversi dell’emergenza in Italia in compagnia della nuova compagna,Marta fascina, che è stata aspramente criticata sul web e da molti giudicata come una fuga dal focolaio della zona rossa per eccellenza, la Lombardia. E le critiche sul web non sono mancate.

La scelta di Berlusconi è stata interpretata come una fuga e attirato una serie di critiche e commenti piccati: “Il Comandante #Berlusconi si è rifugiato a Nizza… come uno Schettino qualsiasi”. Qualcuno fa notare come Berlusconi nella sua fuga sia uscito dalla zona rossa dichiarata inviolabile alle persone normali: “Ma non c’era il Divieto di uscire dalla zona rossa?” Qualcuno ricorda ironicamente la frase pronunciata all’annuncio della sua discesa in politica: “L’Italia è il paese che amo… Ah no”, “della serie capitani coraggiosi” e chi si è espresso in maniera molto più pesante: “Quando la nave affonda i topi sono i primi ad abbandonarla”. Non mancano i paragoni e paralleli storici: “un po’ come Craxi, un po’ come il Duce…”.

Provocatoriamente ci vediamo qualcosa di positivo: “Speriamo ci resti a Nizza!”