ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. EMERGENZA CORONAVIRUS: QUANDO LE RESTRIZIONI FANNO A PUGNI CON LA REALTA’

ALESSANDRIA.La sintesi, ovvia fin troppo ovvia, nel clima di emergenza è: “State a casa, non lasciate il vostro luogo di residenza se non strettamente necessario”.

La regola varrebbe se in gioco non ci fossero esigenze produttive, economiche e lavorative che come l’altra faccia della medaglia rappresentano il contrario del buon senso, delle misure messe in atto dal governo per far fronte all’emergenza.

In Comune si è tenuta una conferenza stampa, con il vice sindaco Davide Buzzi Langhi e alcuni assessori, seguita alla riunione in prefettura, per spiegare come verrà applicato il Dpcm emanato sulla “zona 1”. 

L’assessore all’Ambiente, Paolo Borasio e al commercio,Mattia Roggero, hanno spiegato che ci sono alcuni temi su cui chiederanno chiarimenti al consiglio dei ministri:” take away, e sul mercato”.

La zona 1 non prevederà controlli con posti di blocco come è successo a Codogno e a Vò, ma sicuramente effettueranno controlli sulle auto in transito sul territorio e in città.

L’amministrazione comunale ha chiesto alla Polizia municipale di sospendere altre attività e controllare che i locali pubblici applichino gli obblighi previsti dal decreto della presidenza del consiglio: 

Chiusura alle 18 che significa locali chiusi alle 18 già da oggi domenica 8 marzo. 

Per i parrucchieri e i centri estetici si applicano le stesse stesse regole di sicurezza degli altri locali pubblici con in più l’obbligo dei guanti, la mascherina e distanza di sicurezza tra i clienti.

La conta dei contagiati è stata fatta durante la conferenza stampa, i dati dei pazienti ricoverati nei reparti dell’ospedale di Alessandria che sono saliti in maniera esponenziale dai 3 di giovedì ai 26 venerdì e per ora i 30 di sabato, ma possiamo immaginare che la diffusione del virus interesserà molte altre persone nei prossimi giorni.

Il vice sindaco di Alessandria ha insistito sul fatto che nella nostra città non ci sono focolai e quindi si possono raggiungere i posti di lavoro, fare la spesa al supermercato, ma rispettando comunque le regole imposte dall’emergenza.

Le associazioni di volontariato si attiveranno per garantire il servizio di consegna della spesa a chi per motivi di salute e sicurezza, anziani e malati, sono impossibilitati a muoversi da casa.

L’appello lanciato in conferenza stampa: “State nel comune di residenza”.

Le deroghe al decreto Dpcm “zona 1” valgono solo per chi deve spostarsi per lavoro o per le emergenze sanitarie.