Mese: febbraio 2020

TRENTO. G.di F.-OPERAZIONE TURPIS OLEUM, TRAFFICO INTERNAZIONALE DI PRODOTTI PETROLIFERI.

Comando Provinciale Trento

Quattro anni di indagini su tutto il territorio nazionale ed all’estero, coordinate dal Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Bolzano, dott. Axel BISIGNANO, nell’ambito dell’operazione “TURPIS OLEUM”, attraverso le quali gli investigatori specializzati del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trento, in forza al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno disarticolato un sodalizio criminale transnazionale, operante in diverse province italiane, che, tra il 2015 ed il 2019, ha illecitamente importato dall’est Europa (Polonia, Slovenia e Repubblica Ceca) oltre due milioni di litri di prodotti petroliferi di scarsa qualità, destinato al mercato clandestino nazionale.

Si tratta dei c.d. “designer fuels”, cioè di vere e proprie miscele idrocarburiche di gasolio e di oli di diversa natura appositamente realizzate per essere classificate, sotto il profilo merceologico, come oli lubrificanti o solventi/diluenti così da essere escluse dall’imponibilità ai fini delle accise, ma che mantengono caratteristiche analoghe a quelle del gasolio e,quindi, possono essere illecitamente introdotte nel territorio nazionale per essere impiegate in autotrazione in evasione di imposta.

Le indagini della Guardia di Finanza di Trento, si sono concentrate su un gruppo composto da italiani, polacchi, cechi, sloveni ed albanesi, operante su scala europea, che, nonostante i sequestri subiti, ha nel tempo proseguito nell’attività criminosa, modificando spesso il proprio modus operandi, atto ad eludere i controlli. Nel corso dell’articolata attività investigativa sono stati eseguirti numerosi “Ordine d’Indagine Europeo” con l’interessamento di EUROPOL per il tramite del Comando Generale – II Reparto, e di EUROJUST, eseguendo mirate investigazioni in Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Ungheria, Grecia e Malta.

Carichi di oli di diversa natura arrivavano in Italia da Polonia e Repubblica Ceca, attraverso i valichi del Brennero, di Tarvisio e Trieste, per essere destinati al mercato clandestino nazionale, con particolare riferimento a quello di Campania, Puglia, Lazio, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Tali oli, presentando le caratteristiche chimiche di oli lubrificanti o solventi/diluenti, venivano merceologicamente qualificati come tali. Una volta giunti sul territorio nazionale, venivano miscelati con modeste quantità di gasolio, che ne alterava la composizione molecolare, generando quindi un prodotto che, seppur atto alla trazione, era di infima qualità e scarsamente performante, oltre che dannoso per la meccanica dei mezzi di nuova generazione.

Le miscele di idrocarburi proseguivano, quindi, i viaggi scortati da falsa documentazione commerciale che ne attestava fittizie destinazioni estere quali Malta, Cipro o la Grecia, ma in realtà venivano immessi in consumo, in totale evasione d’imposta, nel territorio nazionale. Una volta che il carico giungeva a destino, la documentazione scortante la merce veniva distrutta, al fine di non rendere tracciabile l’origine del prodotto. Al fine di eludere una completa e chiara ricostruzione economico-contabile delle operazioni, i pagamenti dei carichi venivano eseguiti spesso in contanti, a volte tramite bonifici attraverso società compiacenti, giustificati da operazioni contabili inesistenti.

A seguito di alcuni sequestri subiti, la compagine criminale ha iniziato a modificare le destinazioni cartolari dei trasporti, indicando, talvolta, come destinatari finali ditte ignare estranee ai fatti ovvero società inesistenti.

Al termine delle complesse indagini, i finanzieri trentini hanno denunciato all’A.G., a vario titolo, 49 persone per associazione a delinquere transnazionale finalizzata al contrabbando di prodotti petroliferi, sottoposto a sequestro 160 tonnellate di miscele idrocarburiche di gasolio e di oli di diversa natura, 11 automezzi (3 autocisterne e 8 camion con rimorchio) utilizzati per il trasporto dei prodotti, nonché di accertare il consumo in frode di ulteriori 2.000 tonnellate di analoghi prodotti, per un ammontare di imposte evase pari a quasi 2 milioni di euro. I prodotti petroliferi sottoposti a sequestro sono stati interamente assegnati al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, unitamente ad alcuni automezzi, per essere utilizzati per i fini istituzionali.

NAPOLI. G.di F.- FABBRICHE CLANDESTINE DI SIGARETTE, 8 ARRESTI: SEQUESTRATE 12 TONNELLATE DI TABACCO TRINCIATO E 4 TONNELLATE DI SIGARETTE.

Comando Provinciale Napoli

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto nell’area nolana 3 siti clandestini per la produzione illecita di sigarette e tratto in arresto 8 soggetti di cittadinanza moldava sorpresi all’interno dei capannoni.

Nel corso di servizi di controllo economico del territorio, i finanzieri del Gruppo di Nola avevano osservato un’insolita operosità all’interno di un capannone industriale di Comiziano, in disuso per molto tempo e di recente rivitalizzato da “attività lavorative” che si protraevano anche in orari notturni.

All’atto dell’accesso le Fiamme Gialle si sono trovate di fronte ad una vera e propria “fabbrica” con macchinari tipici della produzione di sigarette perfettamente funzionanti che, partendo dal tabacco trinciato, realizzavano l’assemblaggio della sigaretta, il confezionamento del pacchetto e l’imballaggio finale in casse da 50 stecche.

Sono state così individuate e sequestrate nello stabilimento di Comiziano oltre 5 tonnellate di tabacco sfuso, trinciato ed essiccato, migliaia di etichette, materiale per il confezionamento dei singoli pacchetti, 8 milioni di filtri e cartine, 4 tonnellate di sigarette contraffatte con marchio “YESMOKE” già confezionate e pronte per essere immesse in commercio.

I responsabili della produzione, 8 soggetti di nazionalità moldava, sorpresi all’interno dell’opificio, sono stati tratti in arresto in flagranza di reato.

Dagli indizi raccolti in questo primo intervento, i finanzieri del Gruppo di Nola hanno individuato anche altri 2 siti produttivi a Somma Vesuviana (NA) e a Saviano (NA) che, di fatto, costituivano un’unica filiera produttiva.

Nel primo, oltre ai macchinari, sono state scoperte e sequestrate altre 7 tonnellate di tabacco trinciato, da utilizzare nell’impianto principale di Comiziano (NA), mentre a Saviano sono state rinvenute ingenti quantità di materie prime per il confezionamento delle sigarette e migliaia di rotoli di fogli di carta per l’assemblaggio dei pacchetti.

La capacità produttiva dell’intera filiera è stata stimata in almeno 3,5 tonnellate di sigarette al giorno. Sequestrati complessivamente 39 macchinari e merce illegale del valore di circa 12 milioni di euro.

VARESE. G.di F.- VENDITA DI PRODOTTI CONTRAFFATTI SUL WEB, 92 DENUNCIATI.

Comando Provinciale Varese

La Guardia di Finanza di Luino, ha concluso una complessa e articolata operazione, finalizzata al contrasto della vendita di merce contraffatta, attraverso l’utilizzo di social network.

L’attività è iniziata con il monitoraggio di un’offerta di prodotti a prezzi anomali sulla rete internet e venditori on-line di capi di abbigliamento ed accessori contraffatti operanti nell’alto varesotto: da lì è stata riscostruita la “filiera del falso”, fino ai canali di produzione e approvvigionamento delle merci.

Dal profilo di venditori che si presentavano con nomi di fantasia su una nota piattaforma di social network, le fiamme gialle sono risalite alle loro identità, effettuando diverse perquisizioni e sottoponendo a sequestro capi di abbigliamento (tute, piumini, scarpe, ecc.), accessori (borse, cinture, orologi, ecc.) e profumi, delle più prestigiose griffe di moda.

Oltre alla merce contraffatta sono stai rinvenuti e sequestrati gli apparati digitali (smartphone, table, notebook) utilizzati per gestire la rete commerciale e numerosa documentazione contabile ed extracontabile, sino ad individuare i produttori e gli importatori illegali operanti in diverse province lombarde e toscane.

L’analisi dei documenti, dei supporti informatici e le indagini economico – finanziarie della Guardia di Finanza, hanno portato all’individuazione di diversi immobili, situati in Lombardia dove erano stoccati i prodotti illegalmente importati dall’estero e di due laboratori clandestini situati in Toscana, in gran parte gestiti da romeni, senegalesi e cinesi.

Inoltre è stata avviata anche un’attività di cooperazione internazionale di polizia che ha portato alla segnalazione di fornitori esteri che producevano la merce che veniva poi spedita sul territorio nazionale.

L’operazione, nel suo complesso, ha permesso di:
– denunciare 92 persone per i reati di associazione per delinquere, contraffazione ed introduzione nello stato e commercio di prodotti falsi, pirateria audiovisiva, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, ricettazione;
– sequestrare oltre 650.000 prodotti contraffatti e pericolosi;
– effettuare centinaia di contestazioni amministrative nei confronti dei clienti finali.

Nel corso delle indagini informatiche è stata anche accertata la diffusione di materiale pedopornografico per via telematica da parte di uno dei soggetti denunciati.

L’operazione di servizio si inquadra nella costante attività del Corpo a tutela dell’economia e delle imprese oneste nonché della salute e dei diritti dei privati cittadini.

ROMA. G.di F.- ANALISI CLINICHE GRATUITE PER AMICI E PARENTI, INDAGATI 141 PERSONE PER TRUFFA AL S.S.N.

Comando Provinciale Roma

Sono 141 – tra medici e paramedici – i dipendenti dell’ospedale “G.B. Grassi” di Lido di Ostia denunciati all’Autorità Giudiziaria dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma per aver permesso ad amici e parenti di eseguire accertamenti diagnostici completamente gratuiti senza seguire le ordinarie liste di attesa.

L’attività investigativa delle Fiamme Gialle del 6° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, ha preso le mosse nel novembre 2017 da una denuncia presentata nei confronti di un’infermiera del reparto di chirurgia, estendendosi a “macchia d’olio” in tutto il nosocomio.

I militari hanno proceduto ad un meticoloso esame dei tabulati relativi alle prestazioni erogate e all’assunzione di testimonianze, individuando artefici e beneficiari della truffa che, oltre a danneggiare il Servizio Sanitario Nazionale, ha leso i diritti degli altri utenti i quali, prenotandosi regolarmente al C.U.P., dovevano attendere il proprio turno prima di sottoporsi a un esame diagnostico.

La pratica fraudolenta era piuttosto semplice quanto diffusa: la persona bisognosa di una prestazione si rivolgeva a uno dei sanitari compiacenti che, grazie alla password personale per l’accesso al sistema informativo dell’ospedale, avanzava richiesta all’articolazione competente. Eseguito l’esame diagnostico ovvero l’analisi chimico-clinica, gli stessi sanitari venivano in possesso del referto, che provvedevano a consegnare al beneficiario, evitando così il pagamento del ticket alla Regione Lazio.

A usufruire della “corsia preferenziale” 523 tra parenti e amici dei medici ed infermieri, questi ultimi a loro volta beneficiari dell’illecito sistema.

Oltre a dover rispondere all’Autorità Giudiziaria ordinaria del reato di truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, gli indagati dovranno vedersela con la Corte dei Conti per il danno cagionato all’Erario.

La Guardia di Finanza è in prima linea nel contrasto alle frodi sanitarie, garantendo il corretto impiego delle risorse pubbliche a favore di chi ne ha realmente bisogno.

ROMA. G.di F.- CORRIERE CINESE CON 5 KG DI “SHABOO” ALL’AEROPORTO LEONARDO DA VINCI.

Comando Provinciale Roma

Oltre 5 chili di “shaboo” che stavano per essere immessi sul mercato sono stati intercettati all’aeroporto “Leonardo Da Vinci” dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che, con la collaborazione di personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno arrestato un corriere di nazionalità cinese.

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino hanno individuato l’uomo, in arrivo dal Brasile e diretto a Bologna, che aveva diluito lo stupefacente, grazie a un sofisticato procedimento chimico, all’interno di confezioni di cosmetici e di maschere per il viso trasportate nel proprio bagaglio.

Le droga, denominata metanfetamina e conosciuta come “ICE” per la somiglianza ai cristalli di ghiaccio, esiste dalla fine dell’800, allorquando venne ottenuta sinteticamente da chimici di origine giapponese. Viene assunta fumandola con effetti assai duraturi, superiori dieci volte a quelli alla cocaina, rendendola una delle sostanze più dannose in circolazione.

La partita di “shaboo” sequestrata avrebbe consentito di ricavare oltre 50 mila dosi di droga, garantendo alle organizzazioni criminali guadagni pari a circa due milioni di euro. L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti predisposto dal Comando Provinciale negli scali aeroportuali e portuali della Capitale.

ROMA. POLIZIA DI STATO. CORONAVIRUS: LE PRECAUZIONI DA PRENDERE PER EVITARE LA DIFFUSIONE DEL CONTAGIO.

Coronavirus: le precauzioni da prendere

coronavirus

A seguito della diffusione del virus COVID-19, raccomandiamo di seguire le disposizioni e i consigli impartiti dal ministero della Salute. In particolare sono 10 le principali regole da seguire:

  • Lavati spesso le mani
  • Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani
  • Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci
  • Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  • Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  • Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate
  • I prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  • Contatta il numero verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni
  • Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione. È bene lavare le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base alcolica.

Ricordiamo inoltre che il numero di pubblica utilità 1500 è stato attivato dal ministro della Salute per rispondere alle domande dei cittadini sul nuovo coronavirus.

Per ogni chiarimento consigliamo di consultare la pagina dedicata del ministero della Salute.

CASALE MONFERRATO. CRISI OFFICINE CERUTTI SENZA SOLUZIONE, POSTICIPATO L’INCONTRO PER LA CESSIONE DELL’AZIENDA.

CASALE MONFERRATO. La cessione per crisi delle Officine meccaniche Cerutti a due imprenditori internazionali, uno messicano e l’altro canadese già clienti del gruppo, è di nuovo in alto mare.

L’incontro programmato nella sede di confindustria di Vercelli, senza alcun motivo apparente o spiegazione, è stata posticipata e dovrebbe tenersi tra il 24 e 28 febbraio 2020, ma è molto probabile che slitti ancora per l’alarme creato dall’emergenza “coronavirus”. L’unica certezza della crisi delle meccaniche Cerutti sono gli esuberi nonostante la disponibilità dei lavoratori a fare straordinari come spiegò qualche tempo fa, in assemblea il delegato Luca barbero: “Abbiamo un credito maturato verso le Officine meccaniche Cerutti, perché quando ci è stato chiesto di fare straordinari, pur durante part-time o contratti di solidarietà, non ci siamo mai tirati indietro quando c’era l’urgenza di consegnare un macchinario”.

La soluzione sembrava essere dietro la porta per l’interessamento dei due imprenditori internazionali che sarebbero dovuti tornare a casale Monferrato a metà febbraio e solo allora come spiegava il direttore del personale Angelo Novarino avrebbero potuto dare notizie certe sul destino dell’azienda e dei suoi dipendenti: “La crisi degli ultimi cinque anni è dovuto al crollo della domanda di rotocalco e di quotidiani, assorbita solo parzialmente da grandi sacrifici finanziari del Gruppo”.

Lo stabilimento di Casale Monferrato è comunque destinato ad ospitato solo la parte tecnica e amministrativa, fatto che creerà esuberi di personale, ma no per ora non si sa quanti. Il numero degli occupati in azienda sono diminuiti negli anni come spiegano i sindacalisti: “fin da quando, nel 1987 eravamo in 1000, poi scesi alla metà alcuni sindacalisti nel 2009 ed ora a 307”.

Il timore del sindacato che anche i nuovi esuberi non basteranno a far fronte alla situazione debitoria del Gruppo con fornitori e banche.

Per dare ossigeno alle meccaniche Cerutti è necessario un rilancio delle attività e la cessione dell’azienda con l’ingresso di nuovi investitori in grado per portare nuova liquidità nelle casse dell’azienda.

L’unica notizia positiva è stata la concessione della cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale concessa il 1° febbraio a Roma per tutti i dipendenti delle officine Cerutti.

Contemporaneamente al Ministero, come spiegano Luigi Coppo, Fim, Roberto Annarratone, Daniele Miotto, e Naurizio Cantello Fiom, partirà una procedura di ricollocazione per l’assunzione di lavoratori anche in cassa integrazione.

L’altra notizia positiva dopo i contatti con alcune banche per l’anticipo della cassa integrazione, operazione impossibile per l’Inps che avrebbe potuto versare le indennità della cassa non prima di due mesi.

L’accordo sindacale prosegue da anni con uno spirito di collaborazione come è stato riconosciuto da entrambe le parti; la mobilità sarà solo volontaria ma è necessario avere informazioni più dettagliate sul piano industriale, tempi, modi e natura dell’accordo.

L’accordo con i nuovi investitori, però negli ultimi giorni sono slittati e ancora non sappiamo se i 100 anni del Gruppo delle Officine meccaniche Cerutti, nato nel 1920, saranno festeggiati.

In Confindustria a Vercelli le carte sul futuro dell’azienda, tra sindacati e proprietà, sulla crisi che sta attraversando il gruppo, che negli anni ha aperto stabilimenti in Usa, Cina, Spagna producendo macchine per la stampa, poi imballaggi e persino banconote in polimeri.

La presenza di due imprenditori slittata a fine mese, uno canadese, l’altro messicano interessati alle Officine, non chiariscono, però i dubbi su quali saranno i nuovi assetti delle officine: se sarà una new-co o se si tratterà di una fusione o che altro.

L’interesse, ribadita da Luigi Cerutti dei due permane, ma non c’è ancora nulla di definito tanto che il comunicato ufficiale della proprietà parla di:”un percorso legato alle manifestazioni di interesse rivolte al Gruppo da investitori industriali internazionali che prosegue intensamente e con sensibili avanzamenti”.

Lo volontà di continuare l’attività produttiva è stata ribadita dall’azienda parlando del ricorso ad ammortizzatori sociali e dal direttore delle risorse umane: “Ma la società per salvaguardare la continuità aziendale ha deliberato di presentare al tribunale di Vercelli la domanda di ammissione a una procedura cosiddetta “prenotativa” (articolo 161 del Rd 16 marzo 1942; ndr) che potrà evolvere in una procedura concorsuale o di concordato di continuità. E ciò in conseguenza alla volontà espressa dagli investitori industriali internazionali a partecipare alla ristrutturazione finanziaria e industriale del Gruppo”.

La pratica certificherebbe la volontà della continuità produttiva e contemporaneamente bloccherebbe eventuali azioni di creditori nei confronti del Gruppo.

Novarino ribadisce anche che:”Si cercheranno le soluzioni più idonee per salvaguardare il futuro del Gruppo e procedere alla sua necessaria ristrutturazione”.

Ma i sindacati pongono alcune domande e sottolineano alcuni punti interrogativi sul futuro della produzione,soprattutto “dove” sarà il cuore della produzione centrale «perché si è parlato di accorpamenti della parte produttiva e il discorso si sposta su quale stabilimento tra Casale e Vercelli sarà più appetibile” .

Di seguito riportiamo il comunicato sindacale sul mancato incontro tra la proprietà e i nuovi investitori:

COMUNICATO SINDACALE


Nell’ incontro sindacale avvenuto in data 31/01/2020 presso la Confindustria di Vercelli tra la Proprietà Cerutti e le RSU con le Organizzazioni Sindacali FIM-FIOM-UILM, l’Azienda aveva comunicato che nella settimana tra il 17 e il 21 di febbraio la trattativa avviata con un potenziale socio internazionale, avrebbe dovuto pro seguire presso la sede aziendale con la presenza dell’interessato stesso .

Per motivi a noi sconosciuti, i sopraccitati impegni sono stati nuovamente posticipati a data da definirsi, voci non ufficiali individuano nella settimana corrente (24/28 febbraio 2020) le nuove possibili date.

Questi continui ritardi e soprattutto questa incertezza ormai cronica rispetto al futuro e alle prospettive aziendali non sono più accettabili, per questi motivi le Organizzazioni Sindacali in data 2 1/02/2020 hanno ufficialmente richiesto un incontro urgente con la Direzione Aziendale e la Proprietà Cerutti.

Considerando tale riunione risolutiva, auspichiamo che in tale occasione l’Azienda venga al tavolo della discussione con un piano industriale credibile che possa garantire una prospettiva di lavoro e di occupazione accettabile.

Se questo non dovesse accadere, nelle assemblee sin dacali che si effettueranno nei giorni successivi alla riunione, si valuteranno le necessarie e dovute azioni da intraprendere.

Casale M. Vercelli R.S.U. 21/02/2020

FIM-FIOM-UILM

Casale M. Vercelli

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