Mese: febbraio 2020

NAPOLI. “CORONAVIRUS”: TAMPONE POSITIVO AL VIRUS, NESSUN ALLARMISMO.

La Campania è la sesta regione che isola il “coronavius”, il test di un paziente è risultato positivo mentre altri due sono sospetti.

Le analisi dei tamponi sono stati effettuati al Cotugno di Napoli e inviate a Roma all’ospedale Spallanzani per la conferma.

Il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, le ha rso noto nel pomeriggio durante un incontro con i sindaci e i prefetti della regione per condividere le Linee Guida nazionali e regionali contro il Coronavirus.

De Luca ha esortato i primi cittadini a non esasperare gli animi sulla diffusione del virus e dichiarato che al momento le scuole e gli uffici rimarranno aperti.

La Regione sta valutando in collaborazione con le forze armate la disponibilità delle caserme inutilizzate per eventuali quarantene.

De Luca ha raccomandato di effettuare periodiche sanificazioni negli ambienti in cui vi siano assembramenti di persone. Tra le raccomandazioni quella di evitare riunioni pubbliche non necessarie.

Quanto ai possibili casi di “coronavirus” sarà il Ministero della Salute a dare l’ufficialità.

ROMA. POLIZIA DI STATO. CORONAVIRUS ,MALINTENZIONATI E NUMERI UTILI.

Coronavirus: attenzione ai malintenzionati

Anziani truffati

L’emergenza “coronavirus” in questi giorni è stato oggetto di raggiri da parte di male intenzionati che in diverse città d’Italia tentano di convincere gli anziani ad aprire la porta di casa per controlli sanitari.

Questi impostori agiscono senza scrupoli per mettere in atto truffe o derubare le vittime prescelte.

La truffa viene messa in atto da finti operatori della Asl che contattano telefonicamente le persone con la scusa di dover fare il tampone per verificare la presenza del coronavirus;in seguito finti infermieri si presentano alla porta di anziani con la scusa di sanificare i soldi.

A Torino un uomo ha tentato d’introdursi in un palazzo dopo aver cercato di convincere una donna di 72 anni, che stava rincasando, di essere un impiegato della Asl e di essere stato mandato per disinfestare il palazzo.

La donna, però non ha creduto alle parole dell’uomo e dopo aver intuito che poteva trattarsi di una truffa in maniera molto determinata gli ha chiuso il portone in faccia mentre una vicina di casa, che aveva assistito alla scena, ha immediatamente chiamato la Polizia mettendo in fuga il malintenzionato.

LA POLIZIA DI STATO HA DIRAMATO I NUMERI UTILI DA CONTATTARE IN CASO DI SOSPETTO CORONAVIRUS.

Condividete queste informazioni con gli anziani vostri familiari e vicini di casa e segnalate tempestivamente i casi sospette alle Forze di polizia.

Covid-19: numeri utili da contattare

Numeri regionali coronavirus

Per le esigenze connesse alla diffusione del Coronavirus, molte Regioni, per fornire informazioni più precise e puntuali alle persone residenti sul proprio territorio, hanno istituito numeri verdi da affiancare al numero 1500 istituito dal ministero della Salute.

Contattate tali numeri solo se strettamente necessario.

La Polizia ha inoltre fornito il link della pagina ministero della Salute dei numeri verdi per verificare possibili ulteriori aggiornamenti.

PAVIA. IL RACCONTO DEL 30ENNE IN ISOLAMENTO PER CORONAVIRUS, <>. PARLA ANCHE IL SINDACO.

Il 30enne che da venerdì scorso è in isolamento in casa racconta e rassicura.

Da quando ha scoperto di aver contratto il Covid-19, il Coronavirus, è chiuso in casa, in isolamento. Ci dovrà restare per 24 giorni, così gli hanno detto i medici, in attesa di non essere più contagioso e soprattutto di essere guarito.

Il giovane di Zavattarello racconta «Per lavoro sono sempre in giro per tutta la regione, tra Pavia, Milano, Lodi. E proprio nella zona di Lodi ero stato nei giorni scorsi, dove ho poi mangiato in una trattoria. Venerdì mattina, verso le dieci, ho iniziato ad avere dei sintomi di influenza, un po’ di febbre, cose del genere. Beh, mi sono preoccupato. Un amico mi ha scritto una mail facendomi notare che ero stato nelle zone “incriminate”. Così ho chiamato il 112 perché qualcuno venisse qui a casa a farmi il test. Niente. Da quel momento non ho sentito né visto nessuno. Allora, sabato mattina, ho richiamato, ho risegnalato la mia situazione e ho chiesto ancora. Mi hanno detto di aspettare, che sarebbero intervenuti. Ma anche sabato, stesso silenzio. Francamente sono rimasto un po’ stupito, anche se mi rendo conto che le richieste di intervento devono essere state tantissime. Comunque, per prudenza, da quel venerdì mattina mi sono messo un auto-isolamento, per non contagiare qualcun’altro. Sabato sera, in mancanza di una qualsiasi risposta, ho avvertito il pronto soccorso dell’ospedale di Varzi, ho detto che sarei andato da loro e di attrezzarsi» – continua -«Ho avuto solo dei leggerissimi sintomi influenzali, due giorni di febbre non alta. Una normalissima influenza, per quello che mi riguarda. Certo, so che per le persone con problemi di salute può essere un grave problema. Sono preoccupato, infatti, per i miei genitori, anche loro in isolamento».

Conclude dicendo «Come sto? Direi bene, ho avuto un po’ di febbre, ma niente di che. Medicinali? Guardi, mi hanno prescritto della Tachipirina, ma da usare soltanto se dovesse salire la temperatura…».

Il sindaco di Zavattarello, Simone Tiglio, elogia il suo cittadino: «Con il suo comportamento ha evitato tutti i contatti possibili, è così che ci si comporta» – continua – «Il ragazzo ha seguito alla lettera le disposizioni diramate in questi giorni. E’ rimasto in casa avendo la febbre, ha evitato contatti con le altre persone e ieri mattina si è recato all’ospedale a Varzi per sottoporsi al tampone – sottolinea ancora Tiglio –, ma tutto autonomamente per evitare di contagiare altre persone». Psicosi a Zavattarello dopo questo caso? «Ma no, cerchiamo di restare sereni».

LECCE. 67 ARRESTI CONTRO IL CLAN PEPE. ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, ESTORSIONE E TRAFFICO DI DROGA.

A Lecce eseguita un’ordinanza cautelare nei confronti di 108 persone indagate, di cui 67 arrestate a vario titolo per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione finalizzata al traffico di droga ed esercizio aggravato e partecipazione al gioco d’azzardo.

Le indagini della Squadra mobile, coordinate dal Servizio centrale operativo, sono iniziate alla fine del 2017 dopo aver intercettato una lettera dell’ergastolano Cristian Pepe; gli investigatori hanno accertato l’egemonia su Lecce del Clan Pepe soprattutto nello spaccio di droga, nelle estorsioni e nel gioco d’azzardo.

Anche i diversi gruppi criminali operanti nelle zone di Squinzano, Galatone, Nardò, Surbo, nonché in quelle delle Marine adriatiche si erano assoggettati al Clan.

L’attività investigativa ha documentato anche i riti di iniziazione dei nuovi affiliati eseguiti con il fine di rafforzare il potere e rendere ancora più marcati i tratti identitari del Clan e dei suoi alleati.

Le indagini hanno consentito, inoltre, di far luce sull’attentato incendiario del 30 agosto 2017 in danno dell’auto del comandante della stazione Carabinieri di Surbo, commesso da appartenenti alla criminalità organizzata operanti nella località salentina.

Nel corso delle investigazioni sono state documentate cessioni di svariati chilogrammi di eroina e cocaina e sequestrate alcune centinaia di chili di marijuana; sequestrata anche una pistola con relativo munizionamento, perfettamente funzionante.

ROMA. USURA, ESTORSIONE E ABUSIVO ESERCIZIO DEL CREDITO. 3 CUSTODIE CAUTELARI.

Dalle prime luci dell’alba, poliziotti della Questura di Roma e militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, nei confronti di U. R. (classe 1947), sua figlia F. (classe 1983) e il “luogotenente” F.P. (classe 1967), indagati per usura, estorsione e abusivo esercizio del credito.

Gli investigatori, coordinati dalla D.D.A., hanno ricostruito numerosi rapporti usurari gestiti dai R., che, nel caso di mancata o ritardata restituzione del denaro, estorcevano, unitamente a P., con minacce e violenza, i crediti che vantavano dalle vittime.

Emblematiche appaiono le parole proferite da U. R.: “…io te pio a bastonate… non è cattiveria… però devi fare la persona seria… io i soldi che c’ho me li sò fatti con l’anni de galera non me li hanno regalati a me”, “…a me quelli grossi mi piaciono perché fate il botto quando cascate”.

Accanto ai due uomini, destinatari di misura cautelare in carcere, emerge la figura di F. R., figlia di U., per la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari.

La donna, oltre ad aver fattivamente partecipato ad alcuni episodi di usura, è la compagna di B. G., primogenito del più noto G. A. – pregiudicato per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti (oggi defunto) – e fratello di V. – esponente di vertice dell’omonima cosca calabrese di Guardavalle (CZ), da anni stanziata sul litorale romano, soprattutto tra Nettuno e Anzio.

L’operatività dei G. come locale di ‘ndrangheta in provincia di Roma è stata giudizialmente sancita dalla Corte di Appello di Roma che con la sentenza del giugno 2018 ha confermato e inasprito le condanne per associazione mafiosa comminate in primo grado dal Tribunale di Velletri a diversi esponenti della cosca.

Proprio il legame tra i G. e i R. sarebbe stato talvolta rimarcato da U. R. per conferire maggiore forza intimidatoria alle proprie minacce. I sodali imponevano pagamenti settimanali per il rientro del debito, applicando tassi di interesse pari al 40% mensile per prestiti fino a € 5.000.

Oltre tale importo si “accontentavano” del 10% mensile, ma, in questo caso, il pagamento era a “capitale fermo”, in quanto le rate non decurtavano il capitale iniziale.

Una vittima, ad esempio, per un prestito di € 80.000, è stata costretta a pagare € 8.000 al mese senza che l’importo iniziale venisse ridotto nel tempo. Per estinguere il debito, infatti, l’usurato era tenuto a corrispondere l’intera somma presa a prestito più una rata. In caso di ritardi nei pagamenti, poi, venivano applicate “multe” fino all’intero importo della rata non corrisposta.

La perfetta sinergia tra il personale della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, armonizzati dalla regia della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha permesso di smantellare definitivamente l’agguerrito sodalizio, liberando dal giogo dell’usura molte famiglie della Capitale, dove operavano, in prevalenza, i tre soggetti arrestati.

PALERMO. DIPENDENTE DI RISCOSSIONE SICILIA INDAGATA PER PECULATO E AUTORICICLAGGIO.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica della città, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo hanno notificato a R.S. (classe ’79) di Palermo, dipendente di Riscossione Sicilia S.p.A, la misura cautelare della sospensione dai pubblici uffici per un anno.

La misura cautelare è stata disposta dal G.I.P. in sede di convalida di un sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica ed eseguito nei giorni scorsi per un importo pari a 163 mila euro in relazione alle ipotesi di reato di peculato e autoriciclaggio. Le indagini, svolte dagli specialisti del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle, hanno consentito di accertare che l’indagata – addetta alla gestione delle istanze di rateizzazione e rottamazione delle cartelle esattoriali presso l’ente di riscossione -, tra il 2017 e il 2019, si è fatta consegnare da vari contribuenti ingenti somme di denaro, stimate in almeno 163.000 euro, con la promessa di potere aderire in tal modo a procedure particolarmente agevolate per la trattazione delle relative pratiche.

Ottenuti i pagamenti, per lo più in contanti ovvero a mezzo ricariche di postepay, l’indagata si è appropriata delle cospicue somme senza effettuare alcun versamento per la gestione delle posizioni debitorie dei contribuenti raggirati. Parte delle somme sono state anche utilizzate per la ricarica di conti di gioco e scommesse online, per cui è scattata anche la denuncia per autoriciclaggio. Tra i soggetti danneggiati figura anche una congregazione religiosa e una cooperativa che gestisce una comunità alloggio per famiglie svantaggiate e donne vittime di violenza e maltrattamenti. All’indagata sono stati sequestrati un immobile nel centro di Palermo, due autovetture di recente immatricolazione, disponibilità finanziarie ed è stato anche disposto il blocco su un quinto dello stipendio, come previsto dalla legge. Sono in corso specifici approfondimenti al fine di verificare il possibile coinvolgimento di ulteriori contribuenti in buona fede nelle condotte delittuose contestate.

Riscossione Sicilia ha fattivamente collaborato con gli investigatori, per una corretta ricostruzione delle somme illecitamente sottratte alle casse dell’ente. Prosegue l’azione della Guardia di Finanza di Palermo, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, a contrasto dei reati contro la Pubblica Amministrazione che sottraendo risorse all’Erario incidono sulle performance degli enti pubblici e ledono la fiducia che i cittadini devono poter riporre nei confronti delle Istituzioni.

ARABIA SAUDITA. ANNUNCIO STORICO, AL VIA IL PRIMO CAMPIONATO FEMMINILE.

Dopo la cina anche l’Arabia Saudita cambia passo.

Getty Image

Altro passo in avanti verso la parità di genere in Arabia. E’ stato annunciato, infatti, il primo campionato, di massima serie, di calcio femminile. A pochi giorni da un’altro annuncio importante, la massima serie di calcio femminile in Cina.

Una svolta epocale per il paese saudita, preceduta da un altro passo importante con la concessione di entrata negli stadi alle donne durante la finale di supercoppa italiana. Il torneo WFL, Women’s Football League, è stato annunciato in occasione dell’evento si lancio a Riyad.

L’iniziativa porta il nome del presidente della federazione, il principe Khaled bin Al-Waleed bin Talal, attivo negli ultimi anni per la promozione delle attività sportive per entrambi i sessi.

La WFL sarà caratterizzata da turni preliminari, che si svolgeranno nelle altre città, per costituire campionati regionali. I vincitori si qualificheranno alla competizione ad eliminazione diretta, la serie massima WFL Champions Cup, che determinerà la squadra vincitrice a livello nazionale.

Inoltre, il torneo avrà un premio finale di 130 mila euro e, nella prima stagione, si svolgerà a Riyad, Gedda e Dammam, con la possibilità di allargarsi in altre città in futuro.

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