Mese: novembre 2019

ALESSANDRIA. DOCENTI UNIVERSITARI CINESI IN VISITA AL PALAZZO COMUNALE

Alessandria, 27 novembre 2019

Comunicato Stampa

Visita di due docenti cinesi a Palazzo Comunale nell’ambito delle strategie di sviluppo dei rapporti internazionali di Alessandria e del suo territorio

Il Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco e l’Assessore Comunale al Turismo Mattia Roggero hanno accolto ieri pomeriggio a Palazzo Comunale le professoresse ZHONG Bingru e LI Jun dell’Istituto Tecnico Professionale Universitario di Wenzhou (Cina).
Ad accompagnare le due ospiti il Direttore di ALEXALA, Rita Brugnone, con il proprio staff e, con funzione di interprete, Arianna Papalia di ANGI-Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese con sede a Torino.
Durante l’incontro a Palazzo Comunale si sono approfonditi diversi aspetti legati al flusso crescente nell’ultimo decennio di turisti e visitatori cinesi nel territorio alessandrino e alle prospettive di ulteriore crescita di questo trend, su cui — secondo le dichiarazioni del Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco e dell’Assessore Mattia Roggero — «Alessandria intende essere attenta, favorendo sempre di più la propria vocazione di Città aperta allo sviluppo di rapporti internazionali e quale “porta del Monferrato».
La presenza di Alexala, da questo punto di vista, è strategica e anche l’incontro di ieri pomeriggio ha messo a fuoco l’importanza di una collaborazione tra Amministrazione Comunale, ALEXALA e gli altri Soggetti Istituzionali locali che sta consolidandosi positivamente e con risultati sempre più significativi.
Il frutto della visita delle due docenti cinesi in questi giorni nel territorio alessandrino e le strategie per aumentare ulteriormente l’appeal del territorio verso i turisti cinesi sarà anche oggetto di un dibattito in programma, domani, giovedì 28 novembre, dalle ore 9 alle 11, presso la Sala Lauree del DIGSPES (via Cavour 84, Alessandria) dell’Università del Piemonte Orientale, in cui le professoresse ZHONG Bingru e LI Jun si confronteranno con il Marco Novarese (Direttore del Master UPO per l’Impresa Turistica), Pierluigi Prati (Presidente ALEXALA) e Roberta Panzeri (Segretario Generale della CCIAA di Alessandria).

ROMA. PD E M5S NELLA LEGGE DI BILANCIO INSERISCONO IL PROFESSIONISMO NEL CALCIO FEMMINILE.

Dopo le mosse delle organizzazioni nazionali di calcio anche a Roma inizia a muoversi qualcosa. Grazie ad un emendamento alla Legge di stabilità, il governo apre al professionismo nel calcio femminile e in altri sport.

Nel testo è stato inserito uno stanziamento di 20 milioni per i prossimi tre anni dedicati esclusivamente allo sport. L’emendamento firmato da Susy Matrisciano dei 5 Stelle e da Tommaso Nannicini del PD, prevede un robusto incentivo per le società che “stipulano con le atlete contratti di lavoro sportivo”.

Nello specifico, si tratterebbe del versamento pari al 100% dei contributi previdenziali e assistenziali, entro il limite massimo di 8mila euro, su base annua. Tale importo corrisponderebbe ad un ingaggio lordo di circa 30 mila euro.

Delle cifre stanziate si parlerebbe di 4 milioni di euro per il 2020, 8 milioni per il 2021 e pari somma anche per il 2022. Gli sport interessati da tali incentivi sono calcio, basket, pallavolo e rugby.

L’AIC (Assocalciatori) ha lavorato alla stesura dell’emendamento e alla presentazione il presidente Umberto Calcagno e Katia Serra. Il testo però non andrà a intaccare la legge 91 che già attribuisce alla federazione la possibilità di riconoscere il professionismo.

TORINO. FABBRICAVA BUSTE ESPLOSIVE. ARRESTATO UN 40ENNE.

Arrestato dagli uomini della Digos di Torino un 40enne, militante anarchico, responsabile di fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo.

L’arresto eseguito in collaborazione con la Digos di Verona è stato il risultato delle indagini svolte per l’operazione “Scintilla” dello scorso febbraio, durante la quale furono arrestati 6 militanti riconducibili al centro sociale “Asilo”.

Nel corso della perquisizione nell’abitazione dell’indagato è stato sequestrato materiale utile alle indagini.

In particolare, è stato possibile ricondurre all’associazione anarchica 21 attentati: 15 sono stati compiuti attraverso l’invio di plichi postali esplosivi a ditte e società impegnate nella gestione dei centri per i rimpatri con sedi a Torino, Bologna, Milano, Roma, Bari, Ravenna; 6 attentati sono stati invece compiuti attraverso ordigni rudimentali (taniche di benzina con innesco esplosivo) messi davanti gli uffici di “Poste Italiane” di Torino, Bologna e Genova.

Ulteriori indagini della Digos hanno consentito di attribuire all’indagato la fabbricazione materiale del plico esplosivo indirizzato ad una società di ristorazione a Roma.

L’ordigno, contenuto in una busta, era costituito da un sistema di attivazione con batteria ed innesco mediante una lampadina alogena con carica esplosiva formata da circa 22 grammi di polvere pirotecnica. L’ordigno sarebbe esploso con l’apertura della busta.

Covo anarchici a Torino

Il DNA trovato sul sistema di attivazione del congegno esplosivo ha consentito agli investigatori l’identificazione dell’attentatore.

La persona arrestata, inoltre, era coinvolta anche nella manifestazione che a Torino ha espresso la protesta per gli arresti effettuati con l’operazione “scintilla” e lo sgombero dello storico centro sociale “Asilo”. Insieme ad altri manifestanti l’arrestato fu bloccato e denunciato per il possesso di caschi, maschere antigas, mazze, bottiglie con liquido infiammabile, biglie e bocce di ferro, abbigliamento per travisarsi e medicinali per lenire gli effetti dei gas lacrimogeni.

CASALE. IN PIAZZA IL GIURAMENTO DEI 90 NEO AGENTI DI ALESSANDRIA.

Hanno varcato il portone delle scuole di Polizia lo scorso 11 aprile e oggi, i 90 agenti della scuola di Alessandria (con età media di 25 anni) e i 118 di Peschiera del Garda (con età media di 24 anni) del 206° corso, hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica.

Durante le cerimonie è stata data lettura del messaggio di saluto del capo della Polizia Franco Gabrielli e sono stati premiati i migliori allievi nelle diverse discipline di formazione.

Tutti gli agenti del 206° hanno voluto intitolare il corso alla memoria dell’agente scelto Matteo Demenego e dell’agente Pierluigi Rotta, deceduti in servizio in questura a Trieste, lo scorso 4 ottobre.

Gli allievi della scuola di Alessandria, hanno prestato giuramento in forma solenne a Casale Monferrato, in Piazza Mazzini. Alla cerimonia, accompagnata dalla musica della Fanfara della Polizia di Stato ha preso parte il direttore centrale degli Istituti di istruzione Maria Luisa Pellizzari.

Il giuramento è stato anticipato dall’alzabandiera nello spazio antistante il Castello dei Paleologi dove erano presenti alcuni mezzi della Polizia stradale, operatori del Reparto a cavallo di Torino e il camper della Questura di Alessandria per la campagna di sensibilizzazione “…Questo non è amore”.

giuramento allievi di Peschiera

Gli allievi della scuola di Peschiera del Garda hanno invece giurato al Palazzo dello Sport di Verona, offerto gratuitamente dall’amministrazione comunale in un evento aperto a scuole e cittadini.  

Nel corso della cerimonia, a cui ha preso parte il vice capo vicario della Polizia Antonio De Iesu, sono stati eseguiti due brani dal coro dei bambini “un cuore di voci” di Brescia che hanno utilizzato anche il linguaggio dei segni.

Ieri sera, sempre nel Palazzo dello sport, la Banda musicale della Polizia di Stato ha tenuto un concerto per gli allievi e i loro familiari e per tutta la cittadinanza.

Durante i primi sei mesi di corso gli agenti in prova hanno seguito un percorso formativo sia teorico, finalizzato a trasmettere nozioni e conoscenze, sia pratico, volto a far acquisire le fondamentali capacità tecnico operative.

La formazione non ha riguardato solo questi aspetti ma, contemporaneamente, gli allievi hanno avuto modo di sperimentare i valori dell’Amministrazione, e sviluppare il senso di appartenenza e lo spirito di corpo, accompagnando “il saper fare al saper essere”. Per questo hanno seguito iniziative e cerimonie istituzionali e partecipato ad eventi di solidarietà.

Diversi anche gli incontri esperienziali che hanno fatto riflettere gli allievi sull’importanza dei valori che connotano la Polizia di Stato.

Gli allievi hanno avuto modo di conoscere la signora Tina Montinaro, moglie del caposcorta del giudice Falcone, Antonio Montinaro; l’ispettore Adele Gesso, costretta sulla sedia a rotelle dopo un grave incidente in servizio e la signora Teresa Salaorni Turazza, madre delle Medaglie d’oro al valor civile Massimiliano e Davide Turazza, vittime del dovere, entrambi deceduti in servizio, rispettivamente il 19 ottobre del 1994 e il 21 febbraio del 2005.

Non sono mancate poi, per alcuni di loro, le prime esperienze “operative” durante i momenti di libertà, intervenendo occasionalmente in situazioni di aggressioni o per prestare soccorso a persone ferite o ad automobilisti in difficoltà.

MESSINA. MONTAGNA FANTASMA. SCOPERTA E SEQUESTRATA MAXI DISCARICA.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina e del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Messina, stanno procedendo al sequestro preventivo, disposto dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale peloritano, di un’area di circa 12 mila metri quadri, sita a Messina, in Contrada San Corrado del Rione Gravitelli, trasformata in discarica abusiva a cielo aperto. Le investigazioni – condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dai militari della Stazione Navale di Messina – sono state rivolte nei confronti delle ditte e società – anche registrate come ONLUS – riconducibili ai congiunti M.D. (cl. 66) e M.G. (cl. 87), operanti nel settore del movimento terra. I predetti principali indagati, con il supporto di terzi fiancheggiatori, pure indagati, hanno illecitamente sversato una quantità smisurata di rifiuti speciali, costituita da materiali di risulta derivanti da attività edili e di sbancamento, in una estesa area privata, sprovvista di qualsivoglia tipologia di autorizzazione.

Più in particolare, come documentato dalle indagini svolte, l’enorme abusiva discarica oggi cautelata, sita in località Gravitelli, in prossimità dell’omonimo torrente e di un noto eremo cinquecentesco, è stata destinataria di molteplici rifiuti, identificabili in sfabbriciti, laterizi, elementi cementizi, ceramici, plastici ed in vetroresina, residui di materiale in gesso, tubazioni, profilati in PVC, frammenti di asfalto, polistirolo, pneumatici, sanitari, terra derivante da attività di sbancamento, rifiuti vegetali derivanti da scerbatura. Nell’ambito della medesima attività, i Finanzieri hanno, altresì, sequestrato i mezzi pesanti, utilizzati per trasportare e scaricare i rifiuti speciali (prelevati presso diversi cantieri edili del comprensorio messinese), nonché mezzi da movimento terra (pale meccaniche ed escavatori), utilizzati per creare le buche che venivano riempite con i rifiuti, poi coperte e livellate. Gli accertamenti disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ed eseguiti dalla Guardia di Finanza hanno documentato, in aggiunta, la singolare circostanza come gli odierni indagati risultassero contigui a strutturate organizzazioni criminali di matrice mafiosa: del resto, appare inverosimile che una discarica di tali dimensioni non abbia suscitato reazioni da parte della cittadinanza.

Non si esclude che tale contingenza possa trovare logica spiegazione nel possibile timore per eventuali ritorsioni, in virtù dei rapporti parentali degli indagati con il boss, ora collaboratore di giustizia, già dominante sulla zona di Gravitelli di Messina. Vieppiù, si è accertato come primarie e numerose imprese edili – impegnate in importanti opere di costruzione e/o ristrutturazione di complessi residenziali, centri commerciali, cliniche private, centri benessere, opere di riqualificazione del territorio (anche connesse all’eliminazione dell’annoso problema relativo alle baracche che grava sulla città di Messina) – abbiano scelto la più comoda – ed economica – via dello smaltimento illegale dei relativi rifiuti. Le indagini si stanno rivelando estremamente complesse e sono ancora in corso. Fin qui ciò a cui la cronaca giudiziaria ci ha, purtroppo, sempre più spesso abituato e che, sciaguratamente, è ancora spesso sottovalutato; i reati ambientali faticano a destare allarme sociale nelle comunità.

La cosa particolare dell’odierna indagine, tuttavia, è come l’area – a ridosso della tangenziale di innesto dell’autostrada Messina/Catania e nelle immediate vicinanza del centro abitato cittadino – risulti gravemente compromessa dal punto di vista ambientale: è scomparso, nel tempo, un intero strato montuoso, fino a 5 anni fa coperto da una fitta vegetazione, come noto indispensabile per garantire l’equilibrio idrogeologico. In altri termini, l’illecita e grave condotta criminale accertata dalle Fiamme Gialle ha prodotto un deterioramento significativo e misurabile di una estesa porzione del suolo, aggravato dalla circostanza come la discarica oggi sequestrata risulti attigua al nominato Villaggio Gravitelli, situato nella parte alta del torrente – oggi coperto – Portalegni, sulle colline ad ovest di Messina, a soli 2 km. dal centro cittadino. Tale torrente nascosto attraversava l’intero centro città, lungo la via Tommaso Cannizzaro, arrivando fino al mare: non v’è chi non veda come un’eventuale alluvione, peraltro sempre più frequenti in funzione dei gravi cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo, facilitato nella sua forza distruttiva da colpevoli discariche abusive realizzate a monte di antichi torrenti, potrebbe agevolmente provocare – in ipotesi – fenomeni disastrosi, sulla scorta di quanto anche di recente accaduto, nell’ottobre del 2009, nei Villaggi a sud di Messina, Giampilieri su tutti, allorquando persero la vita ben 37 cittadini di quei centri. Gli esempi potrebbero continuare all’infinito su tutto il territorio nazionale.

Tale grave situazione è ormai ampiamente nota agli Organi di Governo, tanto da spingerli ad adottare, nel recente febbraio 2019, il Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, il Ripristino e la tutela della Risorsa Ambientale. Successivamente, quindi, nel recentissimo luglio 2019, il Ministero dell’Ambiente ha diramato gli elenchi di interventi per liste regionali, nonché i relativi fabbisogni finanziari. La Regione Sicilia è destinataria di quasi 21 milioni di €, di cui larghissima parte, pari ad oltre 13 milioni di euro, destinati alla sola provincia di Messina, così identificandola come l’area a maggiore e perdurante rischio idrogeologico. L’operazione odierna testimonia l’impegno e la costante attenzione della Procura della Repubblica di Messina e della Guardia di Finanza, quale forza di polizia a competenza generale in materia economico-finanziaria, nel contrasto all’inquinamento ambientale, a beneficio della migliore qualità di vita, della salute e della sicurezza pubblica, nonché nella tolleranza zero verso gli ecocriminali, un business, quello dei rifiuti, che non conosce crisi.