Mese: novembre 2019

KIRKUK. LO STATO ISLAMICO FERISCE 5 MILITARI ITALIANI IN UN ATTENTATO.

La fine dello Stato Islamico aveva indotto molti a pensare che ad esso sarebbe seguita la fine dell’Isis, della violenza e degli attentati contro la popolazione civile, la polizia e l’esercito iracheno. Non è così e con l’aggressione della Turchia nei confronti dei curdi anche i gruppi dell’Isis in Iraq hanno rialzato la testa e ripreso ad organizzarsi per compiere attentati.

I militari italiani sono stati investiti da una esplosione mentre rientravano da una operazione di bonifica a fianco dei Peshmerga curdi nel nord dell’Iraq.

Cinque militari italiani di stanza in Iraq sono rimasti vittime di uno Ied, ordigno esplosivo rudimentale, nell’area della città di Kirkuk.

I più gravi hanno subito lesioni interne e l’amputazione delle dita dei piedi e per uno di loro la parziale amputazione dell’arto inferiore.

I militari in prognosi riservata sono ricoverati nell’ospedale militare di Baghdad.

L’attentato realizzato probabilmente con l’ausilio di una mina antiuomo ha ferito i nostri militari intorno alle 11 del mattino nella zona di Kirkuk che in queste settimane sta subendo la riorganizzazione dell’Isis e la ripresa degli attentati con attacchi con armi da fuoco e ordigni rudimentali, almeno 30 attacchi negli ultimi 15 giorni.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo sull’attentato per terorismo internazionale.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco, delegherà ai carabinieri del Ros una serie di approfondimenti sul luogo dell’attentato. .

I militari impegnati nella missione stavano svolgendo attività di addestramento, “mentoring and training”, delle delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis.

I militari sono stati soccorsi ed evacuati con elicotteri USA per essere trasportati nell’ospedale “Role 3”per le cure del caso.

Nessuno dei cinque militari italiani feriti in Iraq è in pericolo di vita, secondo i medici che li hanno in cura come ha spiegato ha l’ambasciatore italiano a Baghdad, Bruno Antonio Pasquino, contattato dall’Ansa.

Il ministro della DifesaLorenzo Guerini, che è stato messo al corrente dell’attentato dal capo di Stato maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, e segue con attenzione l’evolversi della situazione ha espresso vicinanza alle famiglie dei militari coinvolti nell’attentato.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte sono stati informati della vicenda dalla Difesa. Il presidente della Repubblica ha inviato a Guerini e Vecciarelli, un messaggio di solidarietà per i militari rimasti feriti. Il premier esprime vicinanza ai militari feriti, che stanno ricevendo in queste ore le cure mediche, e alle loro famiglie. Luigi Di Maio in un post su facebook ha espresso preoccupazione: “in queste ore di preoccupazione, esprime la più profonda vicinanza alle famiglie e ai colleghi dei militari coinvolti. ‪Sto seguendo con dolore e apprensione quel che è accaduto in Iraq ai nostri militari, coinvolti in un attentato. ‬‪I nostri ragazzi erano impiegati in attività di formazione delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis. ‪In questi casi il primo pensiero va ai soldati colpiti, alle loro famiglie e a tutti i nostri uomini e donne in uniforme che ogni giorno rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza. Seguiamo con attenzione ogni sviluppo”.

Un altro episodio inquietante sulla situazione in Iraq risale ad alcuni giorni fa quando alcuni razzi Katyusha erano stati lanciati verso la base aerea a sud di Mosul, che ospita anche truppe americane.

I razzi pare siano stai lanciati dall’ex capitale dello stato islamico, Mosul, contro la base di Qayyara a circa 60 chilometri.

QUARGNENTO. LA BASILICA GREMITA PER COMMEMORARE I TRE VIGILI DEL FUOCO UCCISI DALLA STUPIDITA’ UMANA.

Mentre Giovanni Vincenzi si dispera e continua a proclamare che il suo gesto sarebbe dovuto servire a truffare l’assicurazione, ma non voleva compiere la strage in cui sono morti tre vigili del fuoco, feriti altri tre ed un carabiniere la comunità di Quargnento si stringe intorno alle famiglie delle vittime con una cerimonia imponente per presenza e partecipazione nella Basilica Minore di San Dalmazio a Quargnento.

Moltissime le presenze istituzionali: i vigili del fuoco, i volontari della protezione civile di Quargnento, Alessandria e dei paesi limitrofi che fanno capo al COM6 di Felizzano. In prima fila i sindaci di Quargnento e Solero che da anni condividono numerose iniziative: dalle scuole ai centri estivi per i ragazzi al coro dei due campanili al parroco delle due parrocchie: il super impegnato don Mario Bianchi.

Le parole del sindaco di Quargnento hanno voluto dipanare i dubbi sull’atteggiamento che l’amministrazione comunale terrà nei confronti di Vincenzi che dopo aver orchestrato e messo in atto l’attentato ha cercato di sviare le indagini accusando ignari quanto incolpevoli vicini di casa e cittadini di Quargnento.

La comunità che oltre a dover piangere la morte dei tre vigili del fuoco per mano di un folle ha anche dovuto incassare gli insulti e le dichiarazioni diffamatorie del responsabile dell’attentato, perché innescare sette bomble di gas liquido avrebbe potuto compiere una stage molto più grave, innescare una serie di esplosioni a catena che avrebbe potuto distruggere quasi tutto il paese. Ma di questa ipotesi preferiamo non parlare perché le tre vittime rappresentano un tributo altissimo immolato sulla sicurezza dei cittadini.

Le testimonianze di don mario Bianchi, del sindaco di Quargnento,Paola Porzio e dei ragazzi presenti in Basilica li lasciamo ai video realizzati durante la cerimonia.

ALESSANDRIA. UBRIACO COLPITO ALLA GOLA CON UNA BOTTIGLIA DI VETRO ROTTA IN PIAZZA GARIBALDI.

L’aggressione nella centralissima piazza Garibaldi ad Alessandria dove un uomo non ancora identificato, forse di nazionalità rimena, in stato di ubriachezza dal mattino è stato colpito con una bottiglia di vetro rotta.

Piazza Garibaldi teatro dell’aggressione al clochard

Improbabile la caduta accidentale su un coccio di vetro, ma le dinamiche dell’accaduto le chiariranno i militari intervenuti sul posto dopo l’allarme di due persone, che notato il corpo dell’uomo a terra, insanguinato e con una profonda ferita ala gola hanno immediatamente allertato i soccorsi.

Il personale medico e paramedico con due ambulanze del 118 e una pattuglia dei carabinieri sono intervenute sul posto.

Sono in corso accertamenti per stabilire la nazionalità della vittima, che a giudicare dall’abbigliamento trasandato e la barba incolta potrebbe essere un clochard.

QUARGNENTO. IL CASCINALE L’HO FATTO ESPLODERE PER SOLDI: “TRE VIGILI DEL FUOCO VITTIME SENZA COLPA”.

Il movente dell’esplosione del cascinale in strada Ronco a Quargnento sarebbero i soldi, quelli che Giovanni Vincenti, 55 anni, avrebbe incassato dall’assicurazione che stranamente per una polizza assicurativa comprendeva il risarcimento per l’incendio doloso.

Nella suo cascinale di Quargnento, pare, avesse posizionato sette bombole di gas perché dell’attentato non restasse nulla che potesse condurre all’attentatore, ma qualcosa è andata storta, gli inneschi non hanno funzionato come avrebbero dovuto e l’imperizia del bombarolo hanno fatto il resto:” Tre vigili del fuoco assolutamente innocenti, intervenuti per spegnere quello che sembrava un banale principio di incendio, sono morti in seguito all’esplosione di almeno una delle bombole,”bomba”, mentre altri tre ed un carabiniere sono rimasti feriti.

Una strage di innocenti per riscuotere l’assicurazione dell’immobile, che molto stranamente comprendeva l’ipotesi di dolo: il movente dell’attentato è stato spiegato dal procuratore, Enrico Cieri, in una conferenza stampa al comando provinciale del carabinieri di Alessandria.

La moglie di Vincenti, Antonella, era stata interrogata ieri ed indagata per concorso nel reato (omicidio plurimo, lesioni e crollo doloso), a piede libero.

Giovanni Vincenti
Giovanni Vincenti

La svolta nelle indagini venerdì quando la Procura aveva disposto una perquisizione domiciliare del proprietario del cascinale nella sua abitazione di Alessandria: La perquisizione era stata effettuata quando Vincenti non era ancora indagato,ma vittima del reato. Nel corso della perquisizione sono stati acquisiti elementi oggettivi che dimostrano con assoluta certezza la sua responsabilità. Marito e moglie hanno raccontato di essere molto indebitati con alcune banche. Dopo una notte di interrogatori il proprietario ha ammesso di aver organizzato l’attentato che avrebbe dovuto distruggere il cascinale e permettergli di incassare il premio assicurativo.

Per il procuratore Cieri: “Una confessione piena ed esaustiva”.

ALESSANDRIA. “TU QUI NON TI SIEDI A UNA BIMBA DI 7 ANNI” (PERCHE’ DI COLORE). COME SIAMO CADUTI IN BASSO!

La decadenza della decenza umana, la sub cultura dell’odio nei confronti degli Altri che in questi ultimi anni hanno avvelenato la vita di milioni di persone fino a renderli più simili insetti “schifosi” che ad esseri umani.

Chi è l’Altro? Foto di un bambino ferito dalla bombe al Napalm e al fosforo bianco nella guerra sporca con il popolo Curdo, immagini simili si possono trovare in tutto il mondo.

Ma in che mondo viviamo?

Siamo sicuri che è questo è il mondo che desideriamo e quello che vogliamo dalla vita?

Tutto questo lo troviamo nel racconto che Vittoria Oneto, consigliere comunale ad Alessandria, imprenditrice, mamma ed ex assessore alle politiche culturali, politiche giovanili, manifestazioni e promozione del territorio ha fatto sul suo profilo facebook.

Non ce l’ha fatta a mantenere la calma, testimone di un episodio di razzismo nei confronti di una bambina di colore di soli 7 anni.

La signora,sicuramente una signora perbenista pronta a puntare il dito contro i giovani chiassosi e maleducati, sicuramente pronta a chiedere il carcere a vita per il furto di una mela, ma ugualmente pronta a perdonare i suoi amici, perché una razzista “schifosa” non può che tifare per altri razzisti ugualmente “schifosi”: simili ad essa in tutto e per tutto. Circa 60 anni, forse ha frequentato le scuole superiori o forse no!Ma tanto non le è servito a molto studiare che tutti nasciamo dallo stesso ventre, cresciamo con gli stessi desideri e alla fine della vita finiamo negli stessi due metri di terra. La “sìura” era comodamente “svaccata” sui sedili dell’autobus quando una bambina di 7 anni, salita sull’autobus con la madre e il fratellino in carrozzina, ha cercato di sederlesi accanto sull’altro sedile libero. Ma la razzista si è rifiutata di spostare le borse della spesa che occupavano illecitamente il sedile e le ha anche detto: “No, no, tu qui non ti siedi!”. La madre della bimba con gli occhi bassi non ha avuto il coraggio di rimproverare l’anziana “sìura” razzista, forse temendo la reazione negativa degli altri occupanti dell’autobus. Il gesto della “donna”, se si può chiamare donna, ha acceso l’ira di Vittoria Oneto che gentilmente le ha chiesto di spostare le borse per far sedere la piccola e al rifiuto della donna, che ha anche intimato al consigliere di farsi gli affari propri, Vittoria è sbottata.

Il risultato è ottenuto, la bimba si è seduta, ma quanta amarezza in bocca lascia un fatto di questo genere..

Alla “sìura” che speriamo voglia mostrarci la sua faccia dedichiamo qualche versetto ispirato dall’ultima canzone che Nicolò Fabi ha dedicato all’Altro.

“Sìura” razzista, sappiamo perfettamente che ci leggerà, che roderà dalla rabbia e dalla voglia di querelarci per averle scritto che è una solo una povera “merdosa” razzista, quindi legga bene e impari:

L’Altro sono io, sono il tuo specchio, la tua anima,le tue paure anche se il colore della mia pelle è diverso dal tuo.

L’Altro sono io, sono io che che ti aiuto a salire le scale e portare la spesa in casa.

L’Altro sono io, sono io che ti soccorro se cadi per strada, che chiamo l’ambulanza se resti schiacciata sotto le ruote del tram o sotto il muro di casa.

L’Altro sono io, sono io che ti curo: sono il tuo medico, il tuo chirurgo,il tuo infermiere e il tuo angelo custode.

L’Altro sono io, sono io che ho il figlio Handicappato che a scuola siede nel banco vicino al tuo.

L’Altro sono io, sono io che tutti i giorni mi preoccupo che tu possa ricevere la pensione, l’assistenza, un piatto di pasta e un tetto sulla testa.

L’Altro sono io, sono lo stesso che guarda il tuo stesso mare,ma dall’altra parte.

L’Altro sono io, sono io che con il mio sangue ti ho restituito la libertà, anche la libertà di essere razzista.

L’Altro sono io, sono io che difendo il tuo diritto a vivere una vita dignitosa, ma se la tua vita dignitosa non lo è non è certamente colpa mia.

L’Altro sono io, sono io “siura” che domani crescerà, si prenderà cura della tua vecchiaia, della tua salute e che alla tua morte porterà i fiori sulla tua tomba.

L’Altro sono io, sono lo stesso a cui oggi hai negato il diritto di sedere accanto a te.

L’Altro sono io, sono io lo stesso a cui hai negato un sorriso, non una carezza perché forse è chiedere troppo a una “sìura” perbene, ma un sorriso quello si! Ci avrebbe aiutato a vivere meglio tutti e due.

L’Altro sono io, ma sei anche tu”sìura” perché in qualche angolo del mondo esiste una altra razzista che restituirà a te lo stesso male che stai facendo a me e agli Altri.