Mese: novembre 2019

ROMA. RAPINE E FURTI IN VILLA. ARRESTATA BANDA DI RAPINATORI.

Sei persone, ritenute responsabili di rapine e furti in ville del nord e del centro Italia, sono state arrestate dai poliziotti del Commissariato Aurelio a Roma. La banda, composta da cittadini albanesi, è stata fermata questa mattina nell’ambito dell’operazione “Massa San Giuliano”. Altre nove persone sono state denunciate a piede libero. I rapinatori avevano le basi operative dei quartieri periferici di Tor Bella Monaca e Ponte di Nona, alla periferia di Roma, all’interno di alcune case popolari.

I rapinatori entravano in azione esclusivamente durante le ore serali e notturne e da Roma si spostavano nelle città del centro e nord Italia per compiere furti e rapine.

I reati venivano commessi anche quando le persone erano in casa e, in diverse occasioni, oltre a denaro e oggetti preziosi i ladri avevano preso anche le chiavi delle autovetture delle vittime che utilizzavano per i loro spostamenti e per commettere i successivi furti. L’indagine è iniziata circa un anno fa quando i poliziotti avevano sorpreso alcuni degli arrestati di oggi mentre operavano “un cambio macchina” dopo aver commesso un furto nei comuni di Trevignano e Bracciano (Roma). In quella circostanza gli indagati erano riusciti a fuggire.

I malviventi spesso arrivavano a guadagnare, in un solo inverno, più di un milione di euro. Nei loro tragitti si spostavano prevalentemente con autovetture “pulite” ed erano soliti nascondere le auto rubate, tutte di grossa cilindrata, nei luoghi più disparati della Capitale come ad esempio il parcheggio di un ospedale o in box privati. Grazie alla complicità di una rete di complici, la refurtiva, gli attrezzi atti allo scasso, i lampeggianti, gli scanner, i telefoni cellulari completi di schede nonché l’attrezzatura per commettere i furti venivano nascosti in un terreno.

Durante l’indagine i poliziotti hanno sequestrato una decina di Audi rubate, orologi Rolex, Cartier, Gucci e di altre marche prestigiose, numerosi gioielli d’oro, diamanti ed altri preziosi, nonché borse ed oggetti di pregio che venivano utilizzati dalle compagne degli arrestati.

TRAPANI. RAPINATORI ARRESTATI PERCHÉ TRADITI DA UNA MAGLIETTA.

I responsabili di una rapina avvenuta presso la filiale della banca Credem di Trapani sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Trapani in collaborazione con quella di Palermo.

In trasferta da Palermo, i tre criminali sono stati traditi da una maglietta bianca e nera che non è passata inosservata all’analisi dei filmati di videosorveglianza.

Gli agenti, attraverso le telecamere sparse per la città, hanno ricostruito gli spostamenti dei rapinatori dopo il colpo, fino al loro rientro a Palermo sempre seguendo le tracce della maglietta.

La rapina è avvenuta il 26 agosto scorso: i malviventi erano entrati nella banca grazie ad uno dei tre che fingendosi un cliente, era riuscito ad oltrepassare per primo la bussola di sicurezza, con il viso parzialmente nascosto da un cappellino.

Una volta all’interno, l’uomo aveva minacciato uno dei cassieri con un paio di forbici trovate su una scrivania e gli aveva fatto aprire la bussola, per far entrare gli altri due complici.
Con sangue freddo e autocontrollo, i tre avevano chiuso in una stanza gli impiegati e i clienti presenti insieme a quelli che, via via, entravano nella filiale.

I rapinatori avevano atteso, con il cassiere e il direttore, l’apertura nel caveau della banca di uno dei due “tesoretti” temporizzati e si erano impossessati di 50mila euro; poi avevano costretto un impiegato a fare dei prelievi dalla cassa di 15mila euro e, infine erano scappati a bordo di due auto.
Gli investigatori, dopo la rapina, avevano perlustrato la città, individuando la via di fuga e le auto usate dai tre grazie alle immagini della videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali della zona.

Sul percorso fatto dalle due auto, i poliziotti avevano trovato, dentro a un cassonetto dei rifiuti, una camicia e i guanti in lattice indossati da uno dei malviventi e tre telefoni cellulari, che erano stati sottratti ai clienti della banca.

ALESSANDRIA. IL COMO VINCE CONTRO L’ACF. BIELLESE IN TESTA.

L’Acf gioca bene e segna ma i tre punti vanno al Como. La Biellese vola In solitaria.

Foto d’archivio, Sofia Bergaglia (Acf Alessandria – Real Meda). Andrea Amato

Le comasche cercano e trovano riscatto contro le ragazze dell’Acf Alessandria, scese in campo con la grinta e la cattiveria giusta. Il primo tempo è gestione celeste, cinque le reti segnate da loro, Pellegrini e Vivirito aprono i giochi con una doppietta a testa. Ferrario partecipa alla festa. Attenzione però alla reazione delle grigie che, pur sapendo del risultato ormai chiuso, non si fanno abbattere e reagiscono trovando la rete con Sofia Bergaglia, primo centro per lei in stagione. Segno che finalmente la squadra inizia ad arrivare al gol con le proprie attaccanti, segnate fino ad ora soltanto dal reparto difensivo e del centrocampo.

Nel secondo tempo ancora le alessandrine mostrano il loro potenziale arrivando al raddoppio con Agnese Colombaro, la giocatrice fino ad oggi aveva mostrato grandi segni di crescita e di determinazione. Le Comasche con il risultato in tasca lasciano gestire palla all’Alessandria ma ogni volta che il pallone diventava sfruttabile per una ghiotta occasione ecco che le ragazze lombarde non deludevano le aspettative. Valente, Ostini, Trezzi e Ambrosetti, nel finale, fissano il risultato e confermano la grande condizione fisica che mostrano da ormai 7 giornate. Una squadra compatta, con un fraseggio impeccabile e con grandi doti balistiche. Aggiungendo la versatilità delle giocatrici che segnano.

Il Como dunque, alle Ex casermette di Alessandria, conquista tre punti importanti. La classifica però ha una nuova solista, ovvero, la Biellese che grazie alla vittoria per 2 a 1 in casa del Real Meda conquista la vetta staccando proprio le comasche di due punti. Le piemontesi in queste sette giornate hanno totalizzato ben 19 punti su 21 disponibili, collezionando 6 vittorie ed un pareggio, confermandosi l’imbattuta del girone A e di tutta la Serie C, insieme al Pomigliano del girone D.

ALESSANDRIA. AUDITORIUM MARENGO: “IL DIAVOLO & L’ACQUA SANTA”: TERRITORIO, GRAPPA E TIFO GRANATA E IL “SAX WINE” .

LA FOTOCRONACA DELLA 2^ GIORNATA ALL’AUDITORIUM MARENGO PER PARLARE DI TERRITORIO, DI MUSICA, DI CALCIO E ASSAGGIARE LE GRAPPE MAZZETTI.

L’Auditorium Marengo si colora di Granata, ma prima i due: il diavolo & l’acqua santa hanno discusso di territorio, delle fragilità dell’alessandrino e la ricchezza delle Langhe, imprenditoria, tifo granata e grappe.

Non è stato un caso mettere a confronto due realtà così vicine, ma anche così distanti per crescita, per ricchezza, progettazione e realizzazione di progetti.

Due coppie di nomi langaroli fra tutti sono riecheggiati e riempito l’acustica della sala: “Perino e Farinetti”, “Pavese e Fenoglio”.

La progettazione delle Langhe, la grande capacità di progettazione, la voglia di sperimentare e di investire in nuovi progetti a far da contraltare alla realtà apparentemente più povera dell’alessandrino che troppo spesso negli anni scorsi ha peccato di poca volontà e di essersi ripiegata su se stessa di fronte alle difficoltà in attesa di tempi migliori.

Il ricordo delle Langhe di ieri sono stati idealizzati e analizzati dal “diavolo” o forse “dell’acqua santa” è alla memoria sono ritornati gli scritti di Beppe Fenoglio e Cesare Pavese, alle colline maledette e povere delle Langhe, al barolo, vino da tavola, che veniva regalato per il troppo modesto valore economico che gli veniva attribuito.

Un destino segnato,ma ribaltato dalla capacità di unire il territorio, la forza dei viticoltori, la capacità organizzativa e programmatica, il lavoro di squadra e gli investimenti hanno che dagli anni cinquanta hanno saputo capovolgere la condizione delle colline maledette facendole crescere, creando ricchezza e lavoro e quel vino che veniva regalato tanto basso era il suo valore oggi viene venduto a peso d’oro.

Lo sviluppo industriale della dolciaria Ferrero, diventata una potenza mondiale nel settore dolciario, e l’industria Tessile Miroglio hanno realizzato quel miracolo economico che ha saputo ribaltare il destino della terra descritta da Pavese e Fenoglio.

La condizione dell’alessandrino ha invece subito il percorso inverso, la poca capacità di programmazione, la scarsa propensione agli investimenti, la condizione caricaturale di scaricare sul “fato” il declino altrimenti arcigno e cattivo hanno realizzato quello che l’IRES chiama tendenza al “pessimismo” dell’area sud del Piemonte.

Le differenze territoriali, i differenti modi di porsi di fronte alle difficoltà, è stato al centro dell’intervento di Silvia, studentessa del alessandrina che dopo il Liceo Classico di Alessandria, ha deciso di seguire un corso di laurea e un master in cucina all’università del gusto di Pollenzo, tra le città di Alba e Bra, dove dopo aver conseguito la laurea e un master ha fatto ritorno in città portandosi in dote la ricchezza dell’esperienza maturata durante la permanenza nelle Langhe.

Ma esistono anche nell’area alessandrina aziende floride che si affidano all’export la creare le condizioni per una crescita costante, battere la concorrenza e conquistare di nuovi mercati.

Durante la 2^ giornata di discussione sul territorio all’Auditorium Marengo ha fatto il suo ingresso trionfale la Grappa Mazzetti.

La Grappa raccontata con le parole di chi la produce tutti i giorni, ottenuta dalla fermentazione dei graspi dell’uva e da un sapiente lavoro di separazione e eliminazione durante le diverse fasi della prima parte composta da alcolici poco digeribili e nell’ultima fase dell’eliminazione di degli oli saturi per mantenere solo la parte centrale del distillato, quello che si trasformerà in Grappa,ma solo dopo la fase di stoccaggio e invecchiamento in botti di legno. Le distillerie Mazzetti di Altavilla(AL) sono sempre aperte e a disposizione dei visitatori per spiegare il ciclo vita dlla Grappa.

“I granata”, un popolo riunito sotto la bandiera granata, la tifoseria di ieri raccontata nel libro di Marco Margrita presentato nel pomeriggio nella sala dell’Auditorium Marengo.

Lo stadio Philadelphia un simbolo che univa, come ha ricordato l’autore e Mirko Feretti ex giocatore del Toro, una squadra eretta a simbolo di un popolo che la viveva così intensamente da esserne parte integrante. L’unione solidale tra tifosi, dirigenza e squadra diventavano un corpo unico dentro e fuori lo stadio, di domenica come nei giorni feriali con i lavoratori del 1° turno che usciti dal lavoro si recavano ad assistere agli allenamenti della squadra granata.

La distanza attuale del Toro dai suoi tifosi, la dirigenza che una volta si mischiava ai tifosi ed oggi troppo distante, poco attenta al rapporto con il suo popolo e troppo ai bilanci hanno cambiato la fisionomia di quel Toro ricordato con un po di rimpianto.

L’angolo dedicato alla musica e il vino è stato rievocato durante l’esibizione del Sax Wine con uno spettacolo che ha unito teatro, poesia, musica e riflessione sul territorio, sul legame intimo che lega la terra all’uomo e l’uomo al vino, ovviamente bevendo senza mai esagerare.

Il Gruppo dell’Incanto, dallo spettacolo “Sax wine”, composto da Andrea negruzzo, Gigino Capogna, Mario Martinengo e Daniela Desana si sono esibiti e suonato in musiche e canzoni “per bacco”

La rievocazione del legame profondo degli scrittori delle Langhe con la loro terra, le colline e il vino , ma anche il ricordo di fabrizio De André, che al rapporto uomo-vino ha dedicato molti dei suoi versi.

Due giorni intensi e densi di eventi per guardare avanti, valorizzare il buono e il bello del territorio, del Monferrato e dell’alessandrino.

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