ALESSANDRIA

QUARGNENTO. IL CASCINALE L’HO FATTO ESPLODERE PER SOLDI: “TRE VIGILI DEL FUOCO VITTIME SENZA COLPA”.

Il movente dell’esplosione del cascinale in strada Ronco a Quargnento sarebbero i soldi, quelli che Giovanni Vincenti, 55 anni, avrebbe incassato dall’assicurazione che stranamente per una polizza assicurativa comprendeva il risarcimento per l’incendio doloso.

Nella suo cascinale di Quargnento, pare, avesse posizionato sette bombole di gas perché dell’attentato non restasse nulla che potesse condurre all’attentatore, ma qualcosa è andata storta, gli inneschi non hanno funzionato come avrebbero dovuto e l’imperizia del bombarolo hanno fatto il resto:” Tre vigili del fuoco assolutamente innocenti, intervenuti per spegnere quello che sembrava un banale principio di incendio, sono morti in seguito all’esplosione di almeno una delle bombole,”bomba”, mentre altri tre ed un carabiniere sono rimasti feriti.

Una strage di innocenti per riscuotere l’assicurazione dell’immobile, che molto stranamente comprendeva l’ipotesi di dolo: il movente dell’attentato è stato spiegato dal procuratore, Enrico Cieri, in una conferenza stampa al comando provinciale del carabinieri di Alessandria.

La moglie di Vincenti, Antonella, era stata interrogata ieri ed indagata per concorso nel reato (omicidio plurimo, lesioni e crollo doloso), a piede libero.

Giovanni Vincenti
Giovanni Vincenti

La svolta nelle indagini venerdì quando la Procura aveva disposto una perquisizione domiciliare del proprietario del cascinale nella sua abitazione di Alessandria: La perquisizione era stata effettuata quando Vincenti non era ancora indagato,ma vittima del reato. Nel corso della perquisizione sono stati acquisiti elementi oggettivi che dimostrano con assoluta certezza la sua responsabilità. Marito e moglie hanno raccontato di essere molto indebitati con alcune banche. Dopo una notte di interrogatori il proprietario ha ammesso di aver organizzato l’attentato che avrebbe dovuto distruggere il cascinale e permettergli di incassare il premio assicurativo.

Per il procuratore Cieri: “Una confessione piena ed esaustiva”.

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