ALESSANDRIA

QUARGNENTO. UN ATTIMO PRIMA DELLA TRAGEDIA FESTEGGIATA LA FESTA DEL 4 NOVEMBRE.

La sindaca di Quargnento, Paola Porzio in Celon, qualche ora prima della tragedia che avrebbe scosso il borgo di Quargnento, paese di quasi 1500 anime, vicino Alessandria ha celebrato la ricorrenza del 4 novembre, festa delle forze armate e della fine fine della grande guerra che ha lasciato nelle trincee milioni di morti, alcuni dei quali quargnentini.

Quargnento è un borgo che non ha mai dimostrato grandi problematicità sul piano della sicurezza, qualche furto in abitazione, un po di spaccio di droga che comunque non è mai stato attribuito a zingari o extracomunitari tanto per intenderci, ma piuttosto a elementi locali in cerca di quattrini per acquistare “fumo” o recuperare soldi facili. Nulla di più.

Il borgo ha sempre vantato un altissimo livello di accoglienza e integrazione, sopratutto intorno alla parrocchia di don Mario bianchi, che ha saputo coniugare l’accoglienza con l’integrazione, la cultura, la crescita della comunità con la consapevolezza che vivere insieme significa gioire o soffrire insieme senza distinzione di sesso, razza e religione.

Qualcuno in verità, di tanto in tanto, ci ha provato a diffondere la paura nel paese con manifesti elettorali tanto idioti quanto falsi, a scrivere sui social di improbabili invasioni, ma se il ladro, il truffatore è il mio vicino di casa, se lo stalker che ha avvelenato la vita della comunità è un conoscente di pura razza, vestito da idiota e neppure troppo simpatico, che cosa c’entrano gli extracomunitari?

Quargnento che, almeno in apparenza, non ha mai vissuto il disagio delle grandi metropoli e riesce, con tutte le difficoltà che un piccolo paese può avere, a organizzare eventi culturali, feste, cene, apericene, sfilate in costumi d’epoca e ad attrarre tutti gli anni decine di pittori da mezza Italia per il concorso dedicato a un personaggio illustri come Carlo Carrà deve affrontare il dolore di una strage incomprensibile: tre vigili del fuoco uccisi senza alcun motivo se non il caso, quel maledetto caso in cui ci si trova nel luogo sbagliato nel momento sbagliato.

La nostra costruzione dell’evento drammatico non è provabile, ma non è neppure troppo lontano dalla realtà: Il cascinale in vendita per 750 mila euro doveva sbricciolarsi a mezzanotte precisa tra il 4 e il 5 novembre, ma non per dissidi familiari sull’utilizzo e la destinazione dello stesso, neppure per tentare una improbabile truffa alle assicurazioni perché il ritrovamento dei timer per l’innesco delle esplosioni avrebbe vanificato le velleità di un un risarcimento assicurativo e allora l’unica ipotesi che resta in piedi è quella di una vendetta o di un avvertimento che a mezzanotte avrebbe dovuto distruggere il cascinale,ma senza provocare morti.

Il cattivo funzionamento dell’innesco ha invece provocato una strage: la prima esplosione ha provocato un incendio che avrebbe poi innescato una seconda esplosione che ha ucciso i Vigili del Fuoco intervenuti sul posto.

Chi pagherà per questa strage non lo sappiamo, ma questo 4 novembre 2019, il primo della sindaca Paola Porzio in Celon lo ricorderemo come la tragedia che ha colpito Quargnento: “il borgo contadino che sulla strada di casa di Carlo Carrà deve piangere tre vite umane sacrificate mentre dedicavano il loro lavoro alla sicurezza dei quargnentini”.