Mese: agosto 2019

ASCOLI PICENO. G.di F.- SEQUESTRATI ARTICOLI DI GIOIELLERIA CONTRAFFATTI.

Comando Provinciale Ascoli Piceno

Singolare quanto scoperto dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno che, all’esito di mirati approfondimenti, sono arrivati ad individuare un canale di distribuzione di articoli di gioielleria abilmente contraffatti, venduti all’interno di una gioielleria della Riviera delle Palme. Un modo per “arrotondare” le entrate dell’esercizio commerciale e “allargare” la platea dei clienti, quello adottato dall’imprenditore locale, il quale, però, aveva esposto i gioielli contraffatti anche nelle proprie vetrine, insieme ad altri pezzi originali, agevolando, così, il lavoro delle Fiamme Gialle della Compagnia di San Benedetto del Tronto, che hanno avuto tutto il tempo per acquisire fotografie di ogni singolo pezzo, per analizzarne, poi, insieme ai periti delle più prestigiose “firme” coinvolte, le caratteristiche e le componenti.

Ed è proprio da queste fotografie che, su alcuni esemplari dei gioielli contraffatti, sono stati ingranditi anche dei particolari dei cartellini di identificazione degli stessi prodotti, che, per la loro grossolanità, hanno costituito una delle prime conferme della contraffazione, consolidatesi, poi, anche grazie ad alcuni prezzi, “confusi” tra i “codici prodotto” (anch’essi ovviamente falsi), del tutto inverosimili rispetto agli originali. Il controllo di circostanza effettuato all’interno della gioielleria, scattato pochi giorni dopo l’avvenuta conferma, da parte dei periti, dei sospetti di contraffazione ipotizzati dai militari del Nucleo Mobile della Compagnia di San Benedetto del Tronto, ha avuto, quale naturale evoluzione, il sequestro penale delle decine di esemplari dei “prestigiosi” articoli e la denuncia dell’imprenditore, alla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno, per i reati contemplati dagli articoli 474 “Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi” e 648 “Ricettazione” del Codice penale.

Da un punto di vista amministrativo, constatate violazioni di carattere fiscale commesse nell’ultimo triennio, che, muovendo dall’irregolare tenuta/conservazione delle scritture contabili obbligatorie, sono state quantificate in circa 11.000 euro. L’imprenditore, infine, è stato sanzionato anche per quanto attiene agli aspetti previdenziali ed assistenziali, in relazione ad un lavoratore, trovato all’interno dell’esercizio commerciale all’atto delle operazioni di sequestro, impiegato completamente “in nero”.

L’attività in rassegna consolida l’impegno che il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno dedica costantemente al contrasto alla contraffazione e alla tutela del “Made in Italy” per la salvaguardia degli interessi dell’economia legale, per la tutela della correttezza del mercato e il rispetto della concorrenza leale. L’esercizio delle ulteriori prerogative ispettive affidate dalla legge al Corpo, quale punto di presidio per la salvaguardia della sicurezza economica e finanziaria, in questo caso, hanno ulteriormente determinato la scoperta di violazioni fiscali e condotte di illiceità connesse all’assunzione di manodopera che, nel loro insieme, sono alcune delle pregiudizievoli che rendono ancor più “socialmente pericolosa” la stessa contraffazione di prodotti, che costituisce sempre e comunque un “moltiplicatore d’illegalità”.

Per quanto riguarda la contraffazione, nel solo anno 2019, il Comando Provinciale di Ascoli Piceno ha sottoposto a sequestro 137.303 articoli per un valore commerciale corrispondente a poco meno di 2 milioni di euro, rappresentati, per la maggioranza, da accessori di abbigliamento (104.964 articoli, per un valore di 1,8 milioni di euro) e giocattoli (32.320 articoli, del valore di 190.000 euro), intervenendo, soprattutto in questo ultimo caso, “a difesa” dei più piccoli, nella prevenzione dai potenziali danni cagionati dai prodotti “non sicuri”.

ROMA.POLIZIA DI STATO. PAOLO VENTURINI- #RUNSPECT, LA CORSA PER RICORDARE IL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA.

#Runspect, una corsa per ricordare il terremoto nel centro Italia

venturini in ricordo delle vittime del terremoto

Esattamente tre anni fa il terremoto tra Marche e Lazio.

Una forte scossa distrugge intere città. Subito si mobilitano i poliziotti delle Volanti e della Stradale scavando per salvare i sopravvissuti e liberando le strade per agevolare i soccorsi. Alle prime luci dell’alba i contingenti del Reparto mobile affiancano i Vigili del fuoco e la Protezione civile nella ricerca di sopravvissuti e dispersi e, con i nostri Cinofili ed il fiuto dei cani, cercano le persone sotto le macerie.

Oggi Paolo Venturini, atleta delle Fiamme oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato, vuole contribuire a dare visibilità a quei territori martoriati dal terremoto, e lo fa attraverso l’iniziativa #Runspect, correre per il rispetto.

Il maratoneta, che si è confrontato con corse impossibili dal deserto alle zone ghiacciate della Jakutia, ripercorre le vie dei paesi distrutte dalla calamità parlando con i poliziotti che lavorano in quelle comunità e che furono tra i primi ad intervenire quella notte.

Un impegno quello di Venturini, per manifestare il rispetto per i tanti morti e il rispetto per coloro che ostinatamente sono rimasti combattendo, ancora oggi, per far rivivere le loro comunità.

TARANTO. POLIZIA DI STATO. SCAVI CLANDESTINI, RECUPERATI REPERTI ARCHEOLOGICI.

Taranto: recuperati reperti archeologici da scavi clandestini

reperti archeologici

I reperti archeologici, provenienti da scavi clandestini, erano stati nascosti in un terreno incolto dove sono stati ritrovati dai poliziotti della Sezione Falchi della squadra mobile di Taranto.

La scoperta di circa 300 reperti archeologici del periodo ellenistico composto di anfore e statuette votive del periodo che va dal VI al III secolo a.C. frutto di scavi clandestini effettuati in sepolcreti delle colonie greche sparse lungo tutto il territorio ionico della provincia.

I falchi della polizia erano stati informati da tempo da tempo delle attività di scavi clandestini e che alcuni tesori archeologici erano nascosti nella zona di Lama.

Il materiale rinvenuto era destinato a ricettatori che lo avrebbero immesso nel mercato illegale.

Gli accertamenti effettuati dal gruppo per recuperare il patrimonio artistico si sono concentrati su un terreno incolto dove il materiale di terracotta è in seguito stato ritrovato.

L’analisi storico-artistica è stata effettuata da un funzionario della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio di Lecce che ha preso parte a tutte le operazioni di catalogazione.

Continuano le indagini per scoprire i responsabili degli scavi clandestini.

RAVENNA. POLIZIA DI STATO. FERMATA BANDA RESPONSABILE DELLE RAPINE IN AUTOGRILL.

Avevano rapinato più volte l’addetto al distributore di carburante nell’autogrill dell’area di servizio Santerno ovest in provincia di Ravenna e stavano compiendo un ulteriore colpo quando sono stati fermati ed arrestati in flagranza. Si tratta di due componenti di una banda criminale arrestati dai poliziotti del Compartimento Polizia stradale Emilia Romagna, coadiuvati da quelli della Sezione di Forlì, conl’operazione “Kusar”.

La banda era responsabile di numerosi colpi.La notte dell’8 luglio scorso la prima rapina: due malviventi, armati di coltello e con il volto coperto, hanno sottratto dalla cassa del distributore di carburante e dal marsupiodell’operatore denaro in contante.

Il 12 e il 16 agosto invece, sono state messe a segno altre due rapine, sempre ai danni dello stesso distributore, che hanno fruttato in totale circa 4 mila euro.

I poliziotti della Stradale, incrociando le informazioni raccolte con le testimonianze delle vittime, sono riusciti a restringere il campo dei sospettati a un gruppo di persone di origine albanese della zona di Faenza (Ravenna).

Gli agenti ha sequestrato, a casa dei due arrestati, vario materiale frutto di precedenti rapine.

Donatella Fioroni

LECCE. POLIZIA DI STATO. SPACCIO NELLA “MOVIDA” SALENTINA,AGENTI SOTTO COPERTURA E 13 ARRESTI

Stop allo spaccio di cocaina nelle discoteche della movida salentina e nel centro di Lecce grazie all’operazione “Movida” portata a termine dalla Squadra mobile in collaborazione con il Servizio centrale operativo.

L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, è stata condotta nell’ambito del progetto “Pusher 3 – Piazza pulita”, caratterizzato dall’impiego di operatori sotto copertura per l’acquisto di droga nell’ambito di indagini volte ad annientare gruppi criminali impegnati nello spaccio di stupefacenti.

L’attività investigativa, avviata nel luglio scorso con il contributo della Direzione centrale per servizi antidroga e del Servizio polizia scientifica, ha portato in carcere 13 spacciatori che operavano in quattro zone diverse; sequestrate anche numerose dosi di cocaina pronte per essere vendute.

I poliziotti “undercover” si sono infiltrati nei locali della movida e nelle piazze di spaccio salentine, simulando l’acquisto degli stupefacenti e documentando l’attività illecita anche con telecamere nascoste, ritardando l’esecuzione dell’arresto dei pusher al momento più opportuno, per avere il tempo di acquisire ulteriori elementi investigativi.

Si tratta di quattro gruppi di spacciatori non collegati tra loro, che operavano in quattro discoteche a Marine di Lecce (San Foca), Marine di Nardò (S. Isidoro, Porto Selvaggio, Torre Uluzzo) e in piazzetta Santa Chiara, nel centro di Lecce.

Sergio Foffo