Mese: agosto 2019

ROMA. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE PERIFERIE SICURE.

L’operazione “Periferie Sicure” è stata avviata dal Dipartimento della pubblica sicurezza con l’obbiettivo di rafforzare il contrasto all’illegalità diffusa soprattutto nelle aree periferiche delle città, spesso caratterizzate da fenomeni d’irregolarità e degrado.

L’iniziativa, a cui partecipano tutte le forze di polizia, prevede giornate dedicate al controllo del territorio e di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree di maggior degrado; inoltre saranno messi in atto interventi di natura amministrativa e verifiche di esercizi commerciali e locali di intrattenimento, concentrando l’attenzione nelle aree della c.d. “movida”.

L’attuale fase dell´operazione ha interessato i territori di Matera, Messina, Pordenone, Prato, Rimini e Savona con l’impegnato di oltre 2000 unità della Polizia di Stato, dell´Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e delle Polizie locali. I controlli hanno riguardato 8.241 autovetture e 203 esercizi commerciali, l´identificazione di 5.788 persone, delle quali 54 sono state arrestate, 132 denunciate in stato di libertà e per 14 sono state applicate misure di prevenzione; sono state invece 39 i provvedimenti in materia di immigrazione. Sequestrate anche 12 chili di stupefacenti.

REGGIO CALABRIA. POLIZIA DI STATO. ARRESTATO IL LATITANTE DOMENICO CREA, CAPO DELLA ‘DRINA DI RIZZICONI.

Domenico Crea capo della n’drina di Rizziconi, latitante dal 2015 ed inserito nell’elenco del ministero dell’interno dei latitanti più pericolosi è stato arrestato dagli uomini della squadra mobile di Reggio Calabria.

L’operazione è stata portata a termine dagli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria, supportati da personale del Servizio Centrale Operativo e della Squadra mobile di Vibo Valentia.

Il latitante arrestato a Santa Domenica di Ricati (Vibo Valentia), era a capo della consorteria mafiosa di Rizziconi e zone limitrofe, collegata e imparentata con la potente famiglia Alvaro di Sinopoli.

Il boss condannato con sentenza di primo grado a 15 anni di carcere per i reati di associazione mafiosa ed estorsione era ricercato dal 2015; ad aprile è stato condannato in via definitiva per altri reati a 21 anni di reclusione.

Gli investigatori,con l’utilizzo di servizi di osservazione e supportati da strumentazione tecnologica altamente sofisticata, hanno avuto la certezza della presenza del latitante dentro una villetta in Santa Domenica e di conseguenza hanno fatto scattare il blitz che ha portato all’arresto del latitante, che poteva contare su un rete di protezione oltre a denaro contante per 5 mila euro trovati nella villetta e che in quel momento si trovava in compagnia della moglie e delle due figlie minori, è stato trovato in possesso di 5.000 euro in contanti.

I poliziotti stanno valutando anche la posizione di due coniugi proprietari dell’immobile messo a disposizione della famiglia del latitante. 

ORTA SAN GIULIO. I PIRATI DEL LAGO D’ORTA IL 10 AGOSTO 2019:”LA VENDETTA DI MALANNO”.

Orta San Giulio, una ciurma di pirati organizza la giornata “pirata” con la caccia al tesoro che inizia al mattino alle 8.00 quando viene comunicato il primo indizio.

La ciurma Pirata crede fermamente si vivesse meglio 3 secoli fa, battaglie, scorribande, osterie, donne e vino a volontà.

Storia:


La Lazzara Trebisonda era la nave pirata più ricercata e temuta dalla Marina Militare dell’epoca che, però non poteva attaccarla senza una “giusta causa” per gli effetti del possesso di una lettera di corsa.

La leggenda narra che a causa di una scorribanda fatta nel convento dell’isola la nave pirata subisce un “maleficio buono”, da parte delle sorelle del convento, che la costringe a pattugliare le acque del lago in cerca di draghi per non vanificare lo sforzo di San Giulio, ma questo permette ai pirati di assumere il diritto di navigazione nelle acque del lago.
La marina militare non vede di buon grado la presenza forzata di quell’imbarcazione nelle proprie acque, ma non può far altro che sopportarla.

Il commodoro viene casualmente a conoscenza del possesso di un tesoro segreto conservato dai pirati.

Il tesoro che aveva un valore semplicemente simbolico era conservato in un piccolo scrigno sfuggito ai sequestri che ricordava ai pirati i bei tempi in cui la ciurma si divertiva a togliere a ufficiali e comandanti a causa delle loro scorribande.
La leggenda racconta che gli ufficiali della marina militare escogitò un piano per liberarsi del gruppo di manigoldi puzzolenti.

Il piano sarebbe stato realizzato con il furto dello scrigno che avrebbe scatenato la reazione dei pirati e dato alla marina il pretesto per liberarsene definitivamente.

Fu così che approfittando dell’assenza dei pirati a bordo della Lazzara Trebisonda, impegnati in una delle tante perlustrazioni del lago, gli uomini della marina scovarono e sottrassero il prezioso scrigno contenente il tesoro dei pirati.

I pirati alla scoperta del furto caddero nello sconforto intanto il Commodoro incaricò la moglie di disegnare una mappa, contenente indicazioni che solo la marina avrebbe potuto comprendere, con le indicazioni del luogo in cui era nascosto il tesoro, da recuperare dopo aver sconfitto i pirati.

Ma come vuole la leggenda non tutto fila liscio infatti, durante il periodo di esercitazioni in preparazione all’attacco ai pirati, la mappa viene smarrita per poi essere ritrovata dalla ciurma pirata che, nonostante la sconforto, la delusione e lo stato di profonda depressione in cui erano caduti, avendo inteso l’inganno riacquistando la fiducia decisero di riunirsi per stabilire come e quando sarebbe stato meglio iniziare le ricerche.

Per i pirati ritrovare il tesoro era così importante da rappresentare un confine ideale per il cambiamento radicale della loro vita: nel caso in cui avessero coronato il sogno di ritrovare lo scrigno avrebbero regalato dobloni d’oro ad ogni individuo che casualmente avesse incrociato il loro cammino, con una attenzione particolare ai più piccoli. Sempre che l’impresa fosse riuscita e comunque i dobloni di minor valore perché intendiamoci son pur sempre pirati.

La domanda che affligge i moderni pirati del lago d’Orta è la stesa che si fanno da cinque anni: “riusciranno a ritrovare il tesoro per riconquistare orgoglio, fiducia e mantenere il diritto di navigare nelle acque del lago liberandosi della maledizione oppure cadranno in qualche altra trappola della marina”?
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La risposta al dilemma che affligge i pirati la potranno dare solo i partecipanti alla giornata “Pirata” di sabato 10 agosto 2019 che dalle 08.00 del mattino si ritroveranno a Orta San Giulio per partecipare alla ricerca, segretissima, del tesoro dei pirati.


La giornata pirata così come il concilio avviene una volta l’anno.


La ciurma si riunisce in concilio per decidere la data della giornata per la ricerca del tesoro, valutare l’organizzazione,sondare quanti potrebbero essere gli eventuali partecipanti, orari e svolgimento.


Gli interpreti della marina nascondono il forziere di cui nessuno nella ciurma pirata è a conoscenza dell’ubicazione.


Il giorno precedente alla giornata pirata, la marina fa trovare ai pirati una mappa compilata solitamente dalla compagna della persona che interpreta il commodoro o scelta al concilio piratesco.

Il forziere contiene:

monete del conio attuale per poter pagare le taverne in cui si approda
monete dolci da regalare ai più piccoli, gioielli e cianfrusaglie varie da usare come merce di scambio con la gente comune e oggetti del precedente anno
n.b.: la mercanzia nel forziere è necessaria allo scambio e al baratto con persone comuni. Le monete di cioccolato vengono invece donate solitamente ai più piccoli.
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Il gruppo pirata è accomunato dalla passione per gli usi e costumi dell’età d’oro della pirateria.

Il gruppo” i pirati dell’Orta” si è formato il 19 settembre 2015 in concomitanza con la “giornata mondiale della parlata pirata” pastafariana”. Le finalità del gruppo è la realizzazione di una caccia al tesoro sulle sponde del lago “saccheggiando” simbolicamente le coste.

La ciurma si riunisce periodicamente per eventi o feste, ma la tradizionale caccia al tesoro avviene con cadenza annuale. Le tavolette di cioccolato vengono invece donate solitamente ai più piccoli.

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LA STORIA DEI PIRATI:

PIRATI DEL LAGO D’ORTA

La prima ciurma dei PIRATI DEL LAGO D’ORTA si formò durante l’anno quindicesimo del XXI secolo.

I motivi che indussero i pirati a riunirsi in un gruppo stabile, oltre alla comune passione per la pirateria, fu l’organizzazione di una caccia al tesoro per celebrare la giornata della parlata pirata (19 settembre).

Da allora tutti una volta all’anno, di solito nel mese di Agosto, si celebra la “Giornata Pirata” con annessa caccia al tesoro ed è diventato un evento tradizionale per gli avventori del lago d’Orta.

I fondatori della ciurma dei pirati consiste in 6 membri, che potreste incontrare di tanto in tanto, se non vi è già accaduto, frequentando le sponde del lago.

La ciurma dei pirati è composta da::

Malanno
Capitano e Timoniere
scorbutico, bipolare, testardo, ipocondrianco, irritante
È il diretto responsabile delle azioni della ciurma. Ha potere decisionale (oltre a quello del concilio) e l’ultima parola viene sempre affidatagli.
Ha fondato la prima ciurma istituendone la bandiera e organizzando la prima spedizione. Convinto sostenitore della vita piratesca, adora egli stesso condurre l’imbarcazione. Si occupa attivamente dell’organizzazione della ciurma e delle attività ad esse legate. Nominato dalla ciurma stessa Capitano alla prima caccia al tesoro (forse per diritto di anzianità) cerca di mantenere un clima democratico tra i membri nonostante su certe fissazioni sia irremovibile. Schiavo del tabacco, del banchettare e del grog cerca costantemente nuovi stimoli per i compagni e regole atte a migliorarne l’organizzazione.
Scolo
Primo Ufficiale e Cannonaro
artista, poliedrico, fantasioso, conciliatore, caposquadra
Il braccio destro del capitano. Si occupa dell’aspetto sociale, politico ed economico della ciurma. A lui si deve rispetto e obbedienza.
È uno dei membri fondatori della ciurma originaria, in cui si diede un gran da fare nell’organizzare la spedizione. Unitosi come Mastro Pipa (grazie appunto alle sue abilità nel costruire pipe) gli venne poi concesso di modificare il suo nome in Scolo per poter risuonare più minaccioso e in armonia con il resto della ciurma. Partito da QuartierMastro, nonostante la molesta ubriachezza della prima caccia, ha sempre dimostrato di essere fondamentale nella buona riuscita di ogni iniziativa della ciurma per cui promosso senza possibilità d’obiezioni a Primo Ufficiale. Egli è inoltre il creatore di molte cose usate dalla ciurma come ad esempio gli scrigni e altri arnesi. Partecipa in modo attivo al sostentamento economico della ciurma ed è inoltre il custode e responsabile della ricetta del grog.
Ebola
QuartierMastro e Ciurmiere
combattente, stacanovista, propositivo, scaltro, affidabile
È il sottoufficiale che si occupa dell’ordine e della disciplina della ciurma tutta. Si distingue per la severità e per l’attitudine verso la disciplina.
Fratello di sangue di Scolo e anch’egli membro della prima ciurma fondatrice. Distintosi non solo per l’ottimo temperamento durante la prima caccia, ha dimostrato poi sempre maggior interesse e concitazione nelle attività legate alla ciurma partecipando attivamente. Partito da mozzo è stato promosso dal capitano a QuartierMastro, grazie innanzitutto alla sua serietà nel seguire regole e all’attaccamento alla vita piratesca. Ha forgiato le sciabole e le spade per la seconda edizione e insieme al fratello organizzato il forziere prima che fosse seppellito.
Colica
Nostromo e Urlatore
cordiale, entusiasta, narcisista, caotico, festaiolo
È il sottoufficiale più esperto di imbarcazioni. Custode del legame tra uomo e mezzo navale si occupa attivamente delle relazioni sociali della ciurma.
Membro entusiasta fin dalla fondazione della ciurma, nonostante fosse non in piena forma fisica (da qui il nome per l’appunto) si è dimostrato in grado di superare ogni vicissitudine per amor della pirateria. Ha più esperienza sulle imbarcazioni di ogni altro membro nonostante nella prima caccia le sue scelte non si siano sempre dimostrate eccellenti (probabilmente a causa del grog). Partito come marinaio e mastro si è guadagnato il grado di nostromo. Membro affidabile e generoso, malgrado la sua particolare propensione nel far baccano a volte senza apparente motivo e più degli altri, è un anello fondamentale tra la ciurma e i comuni mortali grazie alle sue capacità di abbonitore, nel relazionarsi con la gente, nel mantenere pubbliche relazioni e nell’ammorbidire i dissidi (ammesso e concesso che le dosi di grog glielo permettano, altrimenti può diventare un grattacapo egli stesso).
Malocchio
Avvistatore e Informatore
buonista, pacato, indagatore, bevitore, idealista
Unitosi successivamente ha però dimostrato in diverse occasioni di essere onorevolmente degno di farne parte.
Nonostante la sua propensione a esser più pacato e a tenere un più basso profilo tra la gente non si tira indietro praticamente davanti a nulla rimanendo sempre al fianco dei compagni. Accetta di buon grado ogni decisione cercando dove può di suggerire la via del buon senso. Ottimo consigliere è anche un eccellente conoscitore e custode di molti dei segreti e delle indiscrezioni riguardo a ciò che avviene sulla terraferma. (al momento in cui vengono scritte queste parole la seconda caccia è da venire).
SuperLemon
Luminiere e Droghiere
pacifico, introverso, benevolo, generoso, imprevedibile
Unitosi all’ultimo alla ciurma per la prima caccia al tesoro ha poi deciso di ritirarsi a vita più tranquilla e agiata.
Dopo un anno sabbatico, alla terza edizione ritorna più in forma e motivato che mai. È entusiasta e riesce a cogliere bene le situazioni più esilaranti e i momenti da ricordare della vita dell’equipaggio. Non manca di iniziativa ma il suo carattere pacifico tende a portarlo a essere a volte il più morigerato del gruppo e a evitare situazioni pericolose salvo quando poi ci si trova in mezzo e allora non si risparmia di certo per aiutare i propri compagni.

COME FUNZIONA:


La giornata pirata è una caccia al tesoro sulle sponde del lago d’Orta.

Un evento puramente goliardico, non a scopo di lucro e gratuito a cui tutti possono partecipare.

Tuttavia potreste incorrere in qualche piccola spesa durante le vostre ricerche, se non altro per poterVi dissetare.

Ci sono 3 condizioni da tenere presenti e che sono imprescindibili:

1) DOVETE essere abbigliati da PIRATI del 1700 (può influire sulla vittoria).

2) I BAMBINI devono essere ACCOMPAGNATI da adulti.

3) Partecipando SOLLEVATE gli organizzatori da qualsiasi onere e responsabilità
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EQUIPAGGIAMENTO
Non è necessario possedere un’imbarcazione:
è sicuramente più piratesco, ma può rivelarsi tanto vantaggioso quanto svantaggioso a seconda dei tratti della caccia al tesoro. Ecco l’occorrente:

1) vestiti pirateschi
2) una penna
3) un sistema per leggere coordinate
4) un sistema per rubare l’anima

Tutto segretissimo e se vi state chiedendo cosa siano i punti 3 e 4 iniziate già male.

Meditate.

In ogni caso, una penna e un cellulare dovrebbero esserVi sufficienti.
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ISCRIZIONE
Per iscriversi è sufficiente
1) inviare un Whatsapp a 351 524 6262
OPPURE
2) compilare il modulo all’indirizzo http://piratidellago.it/come-partecipare al fine di lasciare un vostro contatto.

Da qui in poi sarete iscritti (senza nessun obbligo) e riceverete le comunicazioni via WHATSAPP (non sarete inseriti in nessun gruppo, non temete).

POTETE IN OGNI MOMENTO DECIDERE DI NON PARTECIPARE PIÙ ANCHE SE SIETE GIÀ ISCRITTI OPPURE DI RINUNCIARE CAMMIN FACENDO.

La mattina stessa del giorno dell’evento, sarà comunicato il primo indizio. La caccia al tesoro ha una durata media di circa mezza giornata. Non esiste un orario di inizio vero e proprio, ma sappiate che di tesoro ne esiste solo uno e se lo volete ci dovrete arrivare per primi risolvendo tutti gli indizi.

ASTI. IL PALIO DI ASTI 1° SETTEMBRE 2019

La storia del Palio di Asti

La storia del Palio di Asti: Il Palio nacque nel 1275 nel momento di massima espansione commerciale, sociale ed economica della città. Gli scritti di Giovanni Ventura risalgono invece al 1264 che fanno ipotizzare che il Palio di Asti fosse già una consuetudine che lo collocano intorno al 1170/80 a seguito del rinnovamento economico dell’Europa occidentale.


Il Palio, la corsa dei cavalli, veniva organizzato in concomitanza con i festeggiamenti del santo patrono di Asti, San Secondo.

Il primo regolamento prevedeva:

Alla corsa erano ammesse tutte le chiese, le università e le società di Asti

Collegi e privati cittadini potevano prendere parte alla competizione

Le iscrizioni erano subordinate al pagamento di una quota per il cavallo montato da un “paggio” di età inferiore ai 21 anni.

I paggi venivano equipaggiati di speroni e frustino,“sborello”.

Il cavallo poteva essere montato solo a pelo.

Il “paggio” doveva cavalcare senza briglie, ma era concesso tenersi al crine rigorosamente sciolto

I controlli erano molto rigorosi, la sera prima o la mattina stessa della corsa del Palio di Asti, i cavalli e i loro fantini venivano esaminati in Piazza San Secondo, da una commissione.

I controlli servivano a rendere la corsa coerente con il regolamento, le caratteristiche del cavallo, l’età del paggio,la misura del frustino.

I controlli venivano ripetuti prima della corsa.

Il moderno canapo, allora si trattava solo di una fune, veniva stesa e tenuta tesa con le mani da due messi, mentre i fantini con i loro cavalli si posizionavano,nell’ordine deciso con il lancio dei dadi, davanti alla fune.

Le regole sono cambiate negli anni.

La falsa partenza “falsa” prevedeva la penalizzazione del fantino che non avrebbe più potuto vincere il palio, ma la corsa non veniva sospesa.

In caso in cui il fantino fosse disarcionato dal cavallo la corsa era valida e il cavallo scosso poteva vincere la corsa e ricevere il premio.

In caso di ex equo tra due cavalli la corsa veniva ripetuta, ma solo per i cavalli arrivati al traguardo in parità.

Solo quando i cavalli erano posizionati sulla riga di partenza e fermi ai propri posti potevano iniziare la corsa dopo il suono della tromba o della campana.

Al cavallo vincitore veniva consegnato il Palio.

Al secondo classificato veniva consegnato in premio una borsa di monete d’argento, al terzo gli speroni e al quarto classificato del palio, un gallo vivo.

5° classificato: un cespo di insalata

6° classificato: una cipolla

7° classificato: un’acciuga

La corsa del palio spesso non superava i 5 partecipanti, in questo caso l’acciuga era il premio al 5° classificato.

Nel 1800 si registrarono alcuni cambiamenti nella celebrazione del Palio, per esempio,non era più il sindaco a indire il palio, ma il Maire, membro della Legione d’Onore.

La corsa venne spostata da maggio ad Aprile.
Con l’arrivo dei Francesi in Piemonte vennero apportati molti cambiamenti nella programmazione e regolamentazione del Palio.

Nel 1802 al primo classificato il nuovo regolamento stabilì che venisse assegnata una consistente somma di denaro. Lo stesso al 2° e 3° classificato.

Al primo 300 lire, al secondo 200 lire e al terzo 100 lire, ma dal 1804 il premio non fu più assegnato in lire,ma in franchi.


Il palio fu sospeso durante il periodo fascista per non dover sottostare alle disposizioni del regime che legare il palio alla propaganda fascista. La sospensione proseguì durante la guerra.

Il Palio di Asti riprese le celebrazioni in occasione dei festeggiamenti per le celebrazioni dei mille anni del marchesato di Monferrato e delle commemorazioni dell’ottavo centenario di Pontida e della Lega Lombarda.

La corsa ritrovò il suo legame con il Medioevo e al questo periodo storico rimase legato negli anni, fino ai giorni nostri.

Nel corso degli anni il Palio è stato spostato nel periodo di settembre come veicolo per attrarre e proporre ai visitatori i prodotti dell’enogastronomia del territorio astigiano.

Tra le celebrazioni di Settembre ricordiamo la Douja d’Or, Salone nazionale dei Vini Selezionati, ma nello stesso periodo possiamo assistere al Festival delle Sagre, grande rassegna della cucina contadina che come il Palio è caratterizzata da una sfilata con trattori d’epoca, carri e costumi tradizionali contadini.

Il Palio di Asti si corre nel mese di Settembre, ma l’organizzazione e i preparativi iniziano in primavera con i festeggiamenti per San Secondo. In occasione della festa del Santo Patrono di Asti i rettori fanno il giuramento con il capitano del Palio e sempre nella stessa giornata possiamo assistere alla stima dei drappi.

Il giuramento è un pronunciamento solennemente fatto in pubblico dai magistrati del Palio, una promessa di impegno al rispetto delle regole e dello statuto della corsa.

Molti eventi cittadini sono dedicati al palio, tra questi ricordiamo il palio degli sbandieratori,Paliotto, paliotto dei bambini e numerose iniziative legate alle feste medievali.

ASTI. MEDITAZIONE PER TERRA MADRE OGNI PRIMO MARTEDI’ DEL MESE.

La Scuola di Kemò-vad “Sole Nero” e SOS Gaia Asti

presentano

MEDITAZIONE per MADRE TERRA

Dedicata al Pianeta e a tutti i suoi Figli

Condotta con la Nah-sinnar, la Musica del Vuoto                                

degli antichi Druidi

eseguita al flauto da Giancarlo Barbadoro

La Meditazione sarà preceduta da una lettura di poesie,

al termine estrazione delle gemme propiziatorie.

Concluderanno la serata dolcetti e bibite

Martedì 6 agosto 2019   Ore 21,15

presso La Grotta di Merlino   Via G. Aliberti 43   Asti   

Ingresso libero

Ogni primo martedì del mese tantissime persone meditano in contemporanea in tutto il mondo: è l’iniziativa della Meditazione Planetaria, promossa dalla Ecospirituality Foundation Onlus.

Un’occasione per condividere un momento di silenzio, dedicato al benessere del Pianeta e di tutti gli esseri che lo popolano.

Occasione in cui la Scuola di Kemò-vad “Sole Nero” e Sos Gaia invitano, presso la Grotta di Merlino di Asti, a una Meditazione condotta con la Nah-sinnar, la Musica del Vuoto degli antichi Druidi, oggi riproposta da Giancarlo Barbadoro.

Per informazioni:

La Grotta di Merlino Via G. Aliberti 43 Asti

Tel. 0141.598403   335.5339623    331.5660650

ecospiritualityasti@libero.it 

www.kemovad.org   www.sos-gaia.org    www.eco-spirituality.org   www.giancarlobarbadoro.net

E’ un’iniziativa della                                                                                            

ECOSPIRITUALITY FOUNDATION Onlus, NGO in Consultative Status with the United Nations