Mese: agosto 2019

ROMA. GOVERNO PD-M5S: “SE PROPRIO DEVE NASCERE CHE SIA UN GOVERNO IN DIFESA DELL’AMBIENTE”.

Nicola Zingaretti in una intervista esclusiva a Linkiesta rilanciava i temi ambientali e gli investiementi pubblici: “Ci sono 126 miliardi in pancia dello Stato che nessuno tocca-spiegava il segretario del Pd. Fanno parte del fondo investimento per le opere pubbliche delle amministrazioni centrali. Noi non li prendiamo tutti. Noi ne prendiamo 50. Li spostiamo dai capitoli di spesa cui sono dedicati, e che nessuno si sta preoccupando di far partire e facciamo diventare l’Italia un Paese verde”.

Vogliamo partire da queste dichiarazioni per rilanciare l’idea di un green new deal all’italiana.

 Un fondo di investimenti pubblici già messi a bilancio per il rilancio delle opere pubbliche e l’ambiente in Italia, un piano per aumentare significativamente gli investimenti a favore della produzione e del consumo delle energie rinnovabili, per realizzare un piano di incentivi “green 4.0” per le imprese, 13 mila km di nuove piste ciclabili e per acquistare almeno 20 mila nuovi mezzi elettrici per il trasporto pubblico locale.

Se dovrà essere un governo PD-M5s vorremmo che si partisse dall’ambiente, dalla restituzione alla scuola dei fondi tagliati da Conte per l’edilizia scolastica, la messa in sicurezza dei territori e la creazione di nuovi posti di lavoro legati alla salvaguardia dell’ambiente.

Una maggioranza che profumi di ambiente, che sappia far rinascere la speranza di far nascere e crescere i nostri figli in un mondo migliore, che abbia l’aria che profuma di bosco e non di scarico delle macchine e ciminiere, insomma un cambiamento radicale che sappia sposare la difesa dell’ambiente con il progresso.

Il cambio di radicale di mentalità in un paese incattivito e ostaggio dei peggiori sentimenti, che deve ritrovare la forza della solidarietà, della difesa dei più deboli e dell’accoglienza. Un sogno che per diventare realtà non deve fare altro debito, ma che che può trovare le risorse nelle pieghe della legge di bilancio, può accedere ai fondi europei che pure ci sono, per investire nel futuro e dare nuovo slancio all’economia italiana.

Le retoriche sulle poltrone innescate da Matteo Salvini sull’Italia del No possono essere facilmente smontate presentando un piano di investimenti che favoriscano lo sviluppo del paese senza pesare sui giovani e senza ipotecarne il futuro.

La proposta nasce dall’estate più calda che si ricordi, a Roma la Temperatura a terra è arrivata a 50°, in concorrenza con il deserto del Sahara, il paese è devastato da fenomeni estremi, l’ultimo in ordine di tempo la grandinata che ha colpito tutto l’arco della zona nord del Monferrato da Asti ai confini con la provincia di Torino al Monferrato casalese e alessandrino, uragani e trombe d’aria, fenomeno quasi normale nei paesi tropicali e in America, ma che non si erano mai viste in passato in Italia.

La Siberia colpita da un incendio nessuno ha domato perché l’ambiente non è sentito come una emergenza nel paese di Putin, che ha bruciato un’area grande quanto il Portogallo, e mentre i sovranisti stranieri che tanto piacciono a Salvini, come Jair Bolsonaro, stanno deforestando l’Amazzonia come mai era successo negli ultimi dieci anni, l’Italia potrebbe rappresentare un grande laboratorio europeo di un nuovo ambientalismo.

L’Italia sui temi ambientali potrebbe essere riportata al centro del dibattito e dell’interesse nel Vecchio Continente e dalla parte giusta del dibattito. 

Ursula von der Leyen ha messo al primo punto del suo programma nel discorso di insediamento i temi ambientali con l’Europa climaticamente neutrale senza emissioni entro il 2050.

L’introduzione della carbon tax, contrariamente a quanto propone la Lega per fare nuove trivellazioni in Adriatico, un trilione di euro di investimenti in finanza sostenibile, con la trasformazione di una parte della Banca Europea per gli Investimenti in Banca Climatica Europea, giusto per ricordarlo agli smemorati perché possano evitare di storcere il naso di fronte a una manovra che spinge nella medesima direzione.  

La Germania non avrebbe nulla da replicare di fronte a una iniziativa in favore dell’ambiente, dopo che proprio ieri Annegret Kramp-Karrenbauer, leader della Cdu e succeditrice designata di Angela Merkel, ha annunciato la proposta di una rivoluzione verde per il fisco tedesco con incentivi shock alle imprese private, ai cittadini e ulteriori incentivi per contribuire a ridurre le emissioni di carbonio da realizzare con sussidi per lo sviluppo di carburanti ecologici e quelli per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Il governo istituzionale con Renzi e Zingaretti, Di Maio e Fico, se proprio deve nascere che nasca mettendo in agenda un piano pensando a un Europa migliore,all’ambiente e al benessere del paese.

La maggioranza per dare al paese un agenda e delle priorità diverse da quella di Matteo Salvini esiste già, basta volerlo.

In caso contrario,non lamentatevi, se alla nascita di un governicchio seguirà una maggioranza, a guida Matteo Salvini, con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica, la cui unica politica sarà l’emergenza migranti.

ALESSANDRIA. PROVVEDIMENTI VIABILI PER LA PROCESSIONE IN ONORE DI SAN ROCCO A CASCINAGROSSA.

Alessandria, 13 agosto 2019
Comunicato stampa
Provvedimenti viabili

16 agosto 2019
Processione in onore di San Rocco
Cascinagrossa (Alessandria)

Per permettere il transito della Processione di San Rocco in onore del Santo Patrono del Sobborgo di Cascinagrossa, in programma il giorno 16/08/2019 alle ore 22.00, in data 16/08/2019 dalle ore 22.00 sino al termine della processione, durante il passaggio del corteo, le strade facenti parte e/o interferenti con lo stesso potranno essere temporaneamente inibite alla circolazione, secondo il seguente percorso:
partenza dalla Chiesa Parrocchiale di San Rocco
percorso di tutta via Gramsci sino alla cappella del Santo Patrono sita all’incrocio tra via Ministra e via Bellocchio
rientro alla Chiesa con percorso inverso con arrivo alle ore 23.00 circa.


ALESSANDRIA.LE “BALLE” DI RICCARDO MOLINARI PER NON FAR AUMENTARE L’IVA:” TUTTE “BALLE” A CUI RISPONDIAMO PUNTO PER PUNTO”.

La Lega scende in campo, anzi No! in campo c’è sempre stata avendo governato, con il capo di allora Umberto Bossi, per 20 anni in compagnia di Silvio Berlusconi e Tremonti.

Il capo della Lega,Matteo Salvini”, che ci teniamo ripeterlo mentre ha sfiduciato con un pretesto il premier Giuseppe Conte, il voto del TAV voluto dai 5 stelle, il vice premier Matteo Salvini non si è mai dimesso dalla sua carica di ministro dell’interno e continua a fare campagna elettorale con un beach tour a spese degli italiani con tanto di poliziotti e reparti della celere al seguito,(il tutto ovviamente pagato da noi tanto per rispondere chi contestava il fatto che le manifestazioni e i Pride erano organizzati a spese degli italiani).

La tanto sbandierata ritrovata “neo verginità politica” dei leghisti, per cui la colpa è sempre degli altri, si scontra con la realtà che li smentisce in modo inequivocabile. Il capo gruppo della Lega alla Camera dei deputati, Riccardo Molinari, in un intervista ad “Affaritaliani.it” si cimenta nel ruolo di alchimista, detta i tempi della crisi, in totale sintonia con il suo leader, ma che la Costituzione non attribuisce alla Lega, ne a Salvini e neppure a Molinari,(La Costituzione attribuisce al capo dello stato il potere ed l’unico a poter decidere quando sciogliere le camere e solo dopo aver verificato che in parlamento non ci sono le condizioni per una nuova maggioranza di governo), il potere di sciogliere le Camere e indire “libere” elezioni che sono prerogativa del capo dello stato quindi se ne facciano una ragione invece di agitare le acque come i bambini quando aspettano il pallone per giocare.

Riccardo Molinari, che non manca di esperienza politica,vice presidente del consiglio regionale del Piemonte, e neppure di condanne, l’ultima inflittagli dal tribunale di Torino in secondo grado per peculato, nell’intervista accusa anonimi interlocutori di agitare lo spettro dell’aumento dell’IVA, peccato che gli “anonimi” sono gli stessi con cui ha governato e con cui ha condiviso questo disastro economico fino a 15 giorni fa: “Qualcuno sta agitando lo spettro dell’aumento dell’Iva e dell’esercizio provvisorio. Se seguiamo i tempi di una crisi rapida e andiamo a votare il 13 ottobre può esserci un governo legittimato che fa la manovra di bilancio. E per come vogliamo farla noi, non c’è l’aumento dell’Iva, ma c’è soprattutto l’abbassamento delle tasse, che è uno dei motivi per cui abbiamo rotto questa esperienza di governo e cioè i continui veti e blocchi dei 5 Stelle anche sull’ipotesi di riforma fiscale”. 

A Riccardo Molinari rispondiamo noi che non siamo degli esperti in materia economica, ma qualche domanda, qualche dubbio e qualche sassolino dalla scarpa ce lo siamo voluti togliere.

EVITARE L’AUMENTO AUTOMATICO DELL’ALIQUOTA IVA.

L’amento dell’IVA non si evita solo evita solo presentando la finanziaria 2020, ma serve reperire “24 miliardi di euro” per disinnescare le clausole di salvaguardia e dove e come si trovano questi soldi Riccardo Molinari nella sua intervista propaganda non lo spiega e non lo può fare perché non ne ha la minima idea se non attraverso tagli di spesa:”scuole, sanità,assistenza e previdenza”.

Oppure come ha spiegato il leader della Lega,Matteo Salvini, ed è uno dei motivi per cui la Lega ha rotto con il governo Conte è quello di aumentare il debito pubblico al 3,5% del PIL che aprirebbe la strada a una nuova procedura di infrazione da parte della UE,( procedura che all’Italia costerebbe 200 miliardi di euro in 10 anni), sempreché Matteo Salvini non abbia intenzione di avviare una Italexit cioè uscire dall’Europa e dalla moneta unica.

ABBASSAMENTO DELLE TASSE.

Riccardo Molinari motiva la rottura con i 5 stelle su un programma di abbassamento delle tasse.

Ricordiamo a Molinari, di conseguenza anche a Salvini e agli elettori del Cdx, che la flat tax per le partite IVA a regime forfettario esiste da anni: “LE IMPRESE CHE HANNO UN FATTURATO FINO A 30.000 EURO L’ANNO VERSANO IL 15% DETRATTO L’ABBATTIMENTO FISSO CHE VARIA DA ATTIVITA’ AD ATTIVITA’ E L’AMMORTAMENTO PER I BENI STRUMENTALI FINO A 20.000 EURO. ALLE NUOVE ATTIVITA’ A REGIME FORFETTARIO SI APPLICA UNA ALIQUOTA IRPEF RIDOTTA AL 5% NEI PRIMI 5 ANNI PER POI ESSERE UNIFORMATA AL 15%”. Come può notare il capo gruppo alla Camera Riccardo Molinari non hanno inventato nulla di nuovo, ma scopiazzato l’esistente.

Questo ovviamente senza contraddittorio è quanto afferma Riccardo Molinari ad Affaritaliani.it il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari che poi aggiunge: “Non è certo colpa nostra se dovesse aumentare l’Iva, ma di chi vuole tirare a lungo la crisi facendo anche proposte bizzarre, come quella di cambiare il calendario dei lavori per cercare di prendere tempo o rinviare la discussione in Parlamento sulla sfiducia”. 

LA COLPA DELL’AUMENTO DELL’IVA.

La colpa dell’aumento dell’IVA Molinari la attribuisce a chi tira la crisi per le lunghe cioè ai 5 stelle e intanto dimentica che con i 5 stelle ha governato al lega e le scelte in politica economica sono state condivise anche da Molinari, tra queste ricordiamo il RdC che adesso la Lega vorrebbe negare, l’aumento dello “spead”, che è costato agli italiani almeno 5 miliardi di euro in maggiori interessi sul debito, è il risultato della rissa continua che Salvini ha innescato con la UE, sulla manovra economica che aumentava il debito pubblico e non chiariva dove sarebbero state reperite le risorse, sui dubbi in merito alla permanenza dell’Italia nella Ue e sull’accoglimento dei migranti, che (anche qui è bene chiarire) il trattato di Dublino firmato da Lega Nord, Forza Italia e Alleanza Nazionale delegava l’Italia come unico paese che si faceva carico dell’accoglienza e l’identificazione dei migranti.

Alla domanda se ad allungare i tempi sono i 5 Stelle risponde? “Evidentemente sì”. 

Molinari qui non ti rispondiamo perché è una balla colossale.

Hanno paura del voto? “Non lo so, diciamo che probabilmente vogliono far durare il più possibile questa esperienza di governo perché pensano di non ritrovarsi nella stessa situazione”. 

Molinari anche qui non ti rispondiamo perché è un altra balla colossale.

Quando verrà votata la sfiducia al governo Conte in Parlamento? “Lo deve decidere la presidente Casellati, è convocata una riunione dei capigruppo al Senato lunedì pomeriggio. Mi auguro nel più breve tempo possibile”. 

Prima di Ferragosto? “Lunedì è il 12 agosto e Ferragosto è il 15, non so che tempi abbia il Senato per riconvocarsi, chiamare i commessi e riaprire. Si può fare in qualche giorno, insomma”. 

E lo scioglimento delle Camere? “Una volta che ci sarà la sfiducia, Conte dovrà andare a dimettersi da Mattarella e immagino che avvierà un giro di consultazioni. Dipende da quanto durerà e come vorrà gestire la situazione il Presidente. E’ chiaro che prima c’è la discussione sulla sfiducia e prima iniziano le consultazioni”, risponde il presidente dei deputati della Lega. 

Scioglimento delle Camera prima della fine del mese? “Non ne ho idea, non dipende da noi, dipende da Mattarella. Saprà lui come agire per il meglio”. 

E infine Molinari torna anche sull’ipotesi di un governo Pd-M5S di cui ha parlato oggi Matteo Salvini: “E’ chiaro che a volte per stare attaccati alle poltrone ci si può inventare di tutto, staremo a vedere. Avrebbe del sorprendente. Alla Camera avrebbe i numeri, al Senato sarebbe più complicato”.

Tra le tante ovvietà che Molinari ha detto nell’intervista, alcune le condividiamo, ne ha dimenticate altre.

Siamo d’accordo con Molinari che lo scioglimento delle Camere spetta al Presidente della Repubblica e ci mancherebbe pure che il Parlamento lo sciogliesse Matteo Salvini o Silvio Berlusconi, ma sul fatto che Giuseppe Conte una volta sfìduciato dovrebbe dimettersi nelle mani del capo dello stato Molinari ha detto un altra scemenza: il capo del governo,Giuseppe Conte, dovrebbe presentare le dimissioni al capo dello stato prima del voto di fiducia, questo gli consentirebbe da una parte di non essere sfiduciato e dall’altra tentare di riottenere l’incarico per formare un nuovo esecutivo mentre se viene sfiduciato da uno dei due rami del parlamento decade, decadrebbe anche se in Senato dovesse ottenere la metà esatta dei voti perché sarebbe comunque chiaro che non ha più la maggioranza per governare, non deve presentare le dimissioni e non può ottenere un altro mandato per formare un nuovo esecutivo.

Mi pare chiaro che questa crisi fosse premeditata, da settimane da mesi e per dirla tutta fin dalla nascita del governo di Giuseppe Conte si sapeva che sarebbe durato l’arco di una stagione.

L’alleanza Lega-5 stelle in tempi non sospetti scrivemmo che sembrava molto la riproposizione del primo governo Berlusconi quando fu Bossi a cuocere il Cavaliere, incredulo di aver vinto le elezioni e essere diventato premier, a fuoco lento; far votare a F.I. i provvedimenti che interessavano alla Lega Nord per poi consegnarlo nelle mani dell’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro.

Ebbene dopo 15 mesi di governo la storia si ripetuta uguale a se stessa, ma a farne le spese oggi è stato l’incolpevole Giuseppe Conte, (che tanto era il vice premier dei due vice premier e nelle decisioni del governo ha sempre contato quanto il due di picche nel mazzo di carte), e il piccolo Di Maio al quale evidentemente è mancata la memoria e la prudenza, così elettrizzato dall’idea di aver vinto le politiche del 4 marzo da non aver saputo intuire la trappola nella quale era stato attirato dal Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

Tanto per la cronaca ricordiamo a Riccardo Molinari che il governo gialloverde, nonostante Silvio Berlusconi abbia quasi sempre fatto finta di osteggiarlo, è nato solo dopo la benedizione impartita dall’ex cavaliere Berlusconi a Salvini al solo scopo di ridurre il M5s ad una appendice del Cdx e abbandonarlo, al momento opportuno, al suo destino con una scusa qualsiasi. Salvini avrebbe sperato di poter giustificarne l’abbandono in seguito al voto contrario dei 5 stelle sul decreto sicurezza bis, ma i grillini hanno votato a favore e allora restava solo il TAV come scusa anche se poco originale.

Infine l’accusa rivolta ai grillini di essere attaccati alla poltrona regge poco e male perché ricordiamo a Molinari che pur avendo sfiduciato il governo ne Salvini ne gli altri ministri della Lega hanno rassegnato le dimissioni dai loro ministeri e questa la dice lunga sulla volontà di voler gestire la crisi rimanendo ben ancorati e incollati alle poltro da parte dei ministri della Lega, Matteo Salvini in testa.

MILANO. NADIA TOFFA HA LOTTATO CON DIGNITA’ E CORAGGIO. HA PERSO LA SUA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO, MA “CHI HA VISSUTO COME TE NON PERDE MAI”.

Nadia Toffa è morta, a darne la notizia un commovente post su facebook pubblicato dalle Iene: “E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI. Hai combattuto a testa alta col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi. D’altronde nella vita hai lottato sempre. Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa”.

La conduttrice delle Iene, 40 anni, fu colta da malore due anni fa, dicembre 2017, a Trieste e immediatamente ricoverata nel reparto do terapia intensiva dell’ospedale Cattinara per poi essere trasferita a Milano.

Fu la stessa Nadia Toffa a raccontare quanto le era successo e condividere la sua battaglia contro il cancro. L’ultimo post su Instagram 6 settimane fa come sempre sorridente.

Le Iene piangono la NOSTRA Toffa, la guerriera come l’hanno definita altri, ma NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA.

Le Iene

E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI.
Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi.
D’altronde nella vita hai lottato sempre. 
Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi.
Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi.

Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta… il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente “Il male incurabile” e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio. 
“Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, – dicevi – che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi”.

E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto.
Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare a essere quelli di sempre. 
Niente per noi sarà più come prima.

“È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è cosi difficile lasciarsi. Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi. Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta… il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente ‘Il male incurabile’ e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio”.

“‘Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo – dicevi – che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi’. E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto”.

“Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare ad essere quelli di sempre. Niente per noi sarà più come prima”.

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