Mese: agosto 2019

CASALE MONFERRATO(AL). CARABINIERI-SENSIBILIZZAZIONE E REPRESSIONE PER I REATI DI STALKING E VIOLENZA IN FAMIGLIA.

Sensibilizzazione e repressione dei reati di stalking e violenze in famiglia.

Comando Provinciale di Alessandria – Casale Monferrato (AL), 08/08/2019

Nel corso dell’ultimo periodo, la Compagnia Carabinieri di Casale Monferrato, attraverso le Stazioni dipendenti e con l’impiego di personale femminile, ha proceduto a un’attenta sensibilizzazione, prevenzione e repressione dei reati di stalking, maltrattamenti in famiglia e violenze su donne e minori.

A tal proposito, l’Arma monferrina, che dispone, a Casale, all’interno della caserma, di una sala attrezzata a gestire con il metodo investigativo più adeguato questa particolare fenomenologia di reati, mantiene da tempo stretti contatti con le organizzazioni pubbliche e di volontariato capaci di gestire le emergenze connesse alla specifica materia, e, in  particolare, a Casale Monferrato, con l’Associazione Soroptimist.
In tale contesto, sotto il profilo repressivo sono stati raggiunti i seguenti risultati:
– i Carabinieri della Stazione di Murisengo, a conclusione degli accertamenti successivi alla querela di una donna, denunciavano in stato di libertà il suo convivente, che, nell’arco di una decina di anni, si sarebbe reso responsabile di una serie di violenze e maltrattamenti, sfociati anche in  vere e proprie lesioni;
– i Carabinieri della Stazione di Vignale Monferrato, in seguito alla querela presentata da una donna, denunciavano in stato di libertà per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, un artigiano del posto che, dall’agosto del 2010, non provvedeva al sostentamento famigliare come disposto da un provvedimento del Tribunale;
– i Carabinieri della Stazione di Ticineto Po, a conclusione degli accertamenti in seguito alla querela presentata da una anziana, denunciavano in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia il figlio della querelante, con precedenti di polizia, responsabile dell’aggressione della madre;
– i Carabinieri della Stazione di Balzola, a seguito della querela presentata da una donna,  denunciavano in stato di libertà per minacce un suo concittadino, che per futili motivi avrebbe intimidito la signora con frasi minacciose. 
Nella circostanza, si richiamano alcuni utili e semplici consigli anti-stalking:
• informarsi sull’argomento e adottare comportamenti tesi a scoraggiare, fin dall’inizio, lo stalker, cercando di non reagire agli atti persecutori con paura, rabbia o minacce, in quanto si potrebbe rafforzare la motivazione del molestatore;
• non sottovalutare il rischio ed essere prudenti; ad esempio: registrare le chiamate, fuori casa non fermarsi in luoghi isolati o appartati, non seguire sempre gli stessi itinerari;
• tenere un diario per riportare e ricordare gli eventi più importanti che potrebbero risultare utili in caso di denuncia;
• raccogliere “prove” sullo stalking di cui si è vittima, conservando lettere, sms e e-mail a contenuto offensivo e intimidatorio;
• tenere sempre a portata di mano un cellulare per chiamare in caso di emergenza un numero di pronto intervento.

NOVI LIGURE(AL). CARABINIERI- HA UN MALORE IN CASA,ANZIANA SALVATA DAI MILITARI.

Anziana sola in casa, colpita da malore salvata dai militari dell’Arma.

Comando Provinciale di Alessandria – Novi Ligure (AL), 08/08/2019

La sera di martedì i Carabinieri di Novi Ligure sono intervenuti in un appartamento nel centro cittadino dopo essere stati allertati dalla figlia, residente a Savona,di una anziana donna che non era più raggiungibile telefonicamente dal mattino precedente.


I Carabinieri hanno bussato inutilmente alla porta dell’anziana, ma dall’interno avvertivano una flebile richiesta d’aiuto, temendo per la vita della donna un militare raggiunta l’abitazione attigua superava, proiettandosi nel vuoto, la paratia in vetro che separa il terrazzo delle due case vicine, al settimo piano del palazzo, raggiungendo la finestra della camera da letto dell’anziana.

L’anziana supina sul pavimento del soggiorno,ma ancora cosciente e visibilmente provata.


La donna dopo l’intervento dei carabinieri è stata poteva soccorsa dal personale del 118 e trasportava al pronto soccorso dell’ospedale di Novi Ligure, dove si trova tuttora ricoverata per le ricevere le cure necessarie .

ROMA. POLIZIA DI STATO-OBBLIGO DEL CERTIFICATO MEDICO PER LA DETENZIONE DI ARMI.

Armi: l’obbligo del certificato medico per la detenzione

armi pistola

Con il Decreto Legislativo nr. 104 del 10/08/2018, in attuazione di specifica direttiva comunitaria, sono state apportate alcune modifiche alle norme in materia di armi.

Tra le novità, è stato previsto l’obbligo di presentare ogni cinque anni un certificato medico attestante i prescritti requisiti di coloro che detengono le armi, anche in collezione.

Tale certificato medico può essere rilasciato dal settore medico-legale delle ASL, o da un medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in servizio e da esso dovrà risultare che il soggetto detentore di armi non è affetto da malattie mentali oppure da vizi che ne diminuiscano anche temporaneamente la capacità d’intendere e di volere.

La certificazione medica dovrà essere presentata all’ufficio locale di pubblica sicurezza (Commissariato di P.S. competente in base alla residenza dell’interessato) o, in assenza, al locale Comando dell’Arma dei Carabinieri.

Nella fase di prima applicazione della nuova normativa – entrata in vigore il 14 settembre 2018 –  ai suddetti detentori di armi, è stato concesso un anno di tempo per produrre tale certificato medico.

Allo scadere dell’anno, pertanto (14 settembre 2019), gli Uffici di P.S. provvederanno a diffidare formalmente i singoli interessati, affinché ottemperino alla produzione della certificazione entro i successivi 60 giorni, decorsi i quali, in mancanza di tale presentazione, le armi verranno ritirate cautelarmente dalle Forze di Polizia ex art. 39 T.u.l.p.s., e trasmessi gli atti al Prefetto per la successiva emissione del divieto detenzione armi.

L’obbligo, per espressa previsione normativa, non si applica:

  • ai detentori che siano anche titolari di licenza di porto d’armi in corso di validità. A tal proposito si evidenzia che, in caso di licenza non più rinnovata, i cinque anni decorrono dalla scadenza dell’ultimo rinnovo;
  • ai collezionisti di armi antiche.

ROMA.POLIZIA DI STATO – IN VIAGGIO CON I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE

Viaggiare in sicurezza con i nostri animali da compagnia

Trasporto in sicurezza animali

Viaggiare in sicurezza con i nostri animali da compagnia è possibile rispettando alcune norme e i consigli previsti dalla Campagna educativa dell’Ordine medici veterinari di Roma a cui ha aderito anche la Polizia di Stato, che quest’anno con la Campagna nazionale #lamiciziaèunacosaseria è in prima linea contro l’abbandono degli amici a quattro zampe.

Nell’ambito della collaborazione è stato stilato un vademecum per affrontare gli spostamenti con i nostri amici a quattro zampe in serenità. Non solo suggerimenti utili, come la dovuta attenzione alle norme di trasporto di cani e gatti negli appositi supporti previsti a norma di legge, ma anche regole da osservare in caso di incidenti o avvistamenti di animali sulle strade.

Testimonial della campagna Cinzia Leone, Enzo Salvi, insieme ai loro amatissimi cani e Lillo, Pasquale Petrolo del duo comico “Lillo e Greg”, amante dei gatti.

Per il benessere in viaggio dei nostri animali ricordiamo di: fare soste, munirsi di una ciotola d’acqua fresca, mettersi in viaggio, quando possibile, in orari meno caldi, predisporre gli appositi documenti in caso di viaggi all’estero e valutare i disturbi legati al mal d’auto con il proprio medico veterinario.

In caso di avvistamento di un animale su strada chiamare i numeri di emergenza e avvisare le Forze dell’ordine, evitare di fermarsi e scendere dall’auto nel tentativo di bloccare l’animale perchè si rischia di essere coinvolti in un incidente.

Olivia Petillo

PALERMO. POLIZIA DI STATO- COMMEMORAZIONE IN RICORDO DI ANTONINO CASSARA’ E ROBERTO ANTIOCHIA.

Palermo ricorda Antonino Cassarà e Roberto Antiochia

Scopertura della stele a Palermo in onore di Antonino Cassarà e Roberto Antiochia

Palermo 06/08/2019,

in occasione del 34° Anniversario dell’uccisione del Vice Questore della Polizia di Stato Antonino Cassarà e dell’Agente Roberto Antiochia, assassinati per mano mafiosa, è stata scoperta una stele marmorea dedicata alla loro memoria, rivolta verso il luogo dell’eccidio. Alla scopertura è seguita la deposizione di una corona di alloro a nome del Capo della Polizia, Franco Gabrielli.

Subito dopo è stata celebrata una Messa in suffragio delle vittime, presso la Cappella di Maria Santissima della Soledad.

I due uomini vennero uccisi il 6 agosto 1985, presso l’abitazione di Cassarà in via Croce Rossa a Palermo: un gruppo di nove uomini armati di kalashnikov appostati nei piani del palazzo di fronte a quello dove viveva il Vice Questore, cominciarono a sparare sull’Alfetta di scorta, colpendo mortalmente i due poliziotti.

A segnare il destino del giovane Antiochia fu l’omicidio avvenuto pochi giorni prima del dirigente della Squadra “catturandi” di Palermo, Giuseppe Montana con cui Roberto aveva lavorato dal 1983 al 1985 in delicate indagini sull’associazione mafiosa Cosa Nostra.

L’agente da pochi giorni era stato assegnato a Roma ed era tornato nel capoluogo siciliano per partecipare ai funerali di Montana. Arrivato in città, però, decise di restare per l’atmosfera terribile che si respirava in Questura.

Scopertura della stele a Palermo in onore di Antonino Cassarà e Roberto Antiochia

Tutti i poliziotti si sentivano nel mirino delle cosche e Roberto scelse di rimanere a Palermo per il forte legame di amicizia e il senso del dovere nei confronti dei suoi amici e colleghi; anche se ufficialmente in ferie, infatti, lavorava alle indagini sulla morte del suo ex capo e faceva la scorta a coloro che erano più minacciati: tra questi il vice capo della Mobile Antonino Cassarà.

Antonino Cassarà a Palermo rivestì dal 3 maggio 1980, l’incarico di Vice Dirigente della Squadra Mobile dove svolse delicate indagini sulle cosche mafiose, prendendo parte a numerose operazioni di Polizia Giudiziaria ed assicurando alla giustizia alcuni tra i più pericolosi esponenti di Cosa Nostra. Fu uno stretto collaboratore del giudice Giovanni Falcone e del cosiddetto “pool antimafia” della Procura di Palermo. Le sue indagini contribuirono infatti all’istruzione del primo “maxiprocesso” alle cosche mafiose.

Entrambi sono stati insigniti della “medaglia d’oro al valor civile alla memoria.

Olivia Petillo