Mese: agosto 2019

ALESSANDRIA.LE “BALLE” DI RICCARDO MOLINARI PER NON FAR AUMENTARE L’IVA:” TUTTE “BALLE” A CUI RISPONDIAMO PUNTO PER PUNTO”.

La Lega scende in campo, anzi No! in campo c’è sempre stata avendo governato, con il capo di allora Umberto Bossi, per 20 anni in compagnia di Silvio Berlusconi e Tremonti.

Il capo della Lega,Matteo Salvini”, che ci teniamo ripeterlo mentre ha sfiduciato con un pretesto il premier Giuseppe Conte, il voto del TAV voluto dai 5 stelle, il vice premier Matteo Salvini non si è mai dimesso dalla sua carica di ministro dell’interno e continua a fare campagna elettorale con un beach tour a spese degli italiani con tanto di poliziotti e reparti della celere al seguito,(il tutto ovviamente pagato da noi tanto per rispondere chi contestava il fatto che le manifestazioni e i Pride erano organizzati a spese degli italiani).

La tanto sbandierata ritrovata “neo verginità politica” dei leghisti, per cui la colpa è sempre degli altri, si scontra con la realtà che li smentisce in modo inequivocabile. Il capo gruppo della Lega alla Camera dei deputati, Riccardo Molinari, in un intervista ad “Affaritaliani.it” si cimenta nel ruolo di alchimista, detta i tempi della crisi, in totale sintonia con il suo leader, ma che la Costituzione non attribuisce alla Lega, ne a Salvini e neppure a Molinari,(La Costituzione attribuisce al capo dello stato il potere ed l’unico a poter decidere quando sciogliere le camere e solo dopo aver verificato che in parlamento non ci sono le condizioni per una nuova maggioranza di governo), il potere di sciogliere le Camere e indire “libere” elezioni che sono prerogativa del capo dello stato quindi se ne facciano una ragione invece di agitare le acque come i bambini quando aspettano il pallone per giocare.

Riccardo Molinari, che non manca di esperienza politica,vice presidente del consiglio regionale del Piemonte, e neppure di condanne, l’ultima inflittagli dal tribunale di Torino in secondo grado per peculato, nell’intervista accusa anonimi interlocutori di agitare lo spettro dell’aumento dell’IVA, peccato che gli “anonimi” sono gli stessi con cui ha governato e con cui ha condiviso questo disastro economico fino a 15 giorni fa: “Qualcuno sta agitando lo spettro dell’aumento dell’Iva e dell’esercizio provvisorio. Se seguiamo i tempi di una crisi rapida e andiamo a votare il 13 ottobre può esserci un governo legittimato che fa la manovra di bilancio. E per come vogliamo farla noi, non c’è l’aumento dell’Iva, ma c’è soprattutto l’abbassamento delle tasse, che è uno dei motivi per cui abbiamo rotto questa esperienza di governo e cioè i continui veti e blocchi dei 5 Stelle anche sull’ipotesi di riforma fiscale”. 

A Riccardo Molinari rispondiamo noi che non siamo degli esperti in materia economica, ma qualche domanda, qualche dubbio e qualche sassolino dalla scarpa ce lo siamo voluti togliere.

EVITARE L’AUMENTO AUTOMATICO DELL’ALIQUOTA IVA.

L’amento dell’IVA non si evita solo evita solo presentando la finanziaria 2020, ma serve reperire “24 miliardi di euro” per disinnescare le clausole di salvaguardia e dove e come si trovano questi soldi Riccardo Molinari nella sua intervista propaganda non lo spiega e non lo può fare perché non ne ha la minima idea se non attraverso tagli di spesa:”scuole, sanità,assistenza e previdenza”.

Oppure come ha spiegato il leader della Lega,Matteo Salvini, ed è uno dei motivi per cui la Lega ha rotto con il governo Conte è quello di aumentare il debito pubblico al 3,5% del PIL che aprirebbe la strada a una nuova procedura di infrazione da parte della UE,( procedura che all’Italia costerebbe 200 miliardi di euro in 10 anni), sempreché Matteo Salvini non abbia intenzione di avviare una Italexit cioè uscire dall’Europa e dalla moneta unica.

ABBASSAMENTO DELLE TASSE.

Riccardo Molinari motiva la rottura con i 5 stelle su un programma di abbassamento delle tasse.

Ricordiamo a Molinari, di conseguenza anche a Salvini e agli elettori del Cdx, che la flat tax per le partite IVA a regime forfettario esiste da anni: “LE IMPRESE CHE HANNO UN FATTURATO FINO A 30.000 EURO L’ANNO VERSANO IL 15% DETRATTO L’ABBATTIMENTO FISSO CHE VARIA DA ATTIVITA’ AD ATTIVITA’ E L’AMMORTAMENTO PER I BENI STRUMENTALI FINO A 20.000 EURO. ALLE NUOVE ATTIVITA’ A REGIME FORFETTARIO SI APPLICA UNA ALIQUOTA IRPEF RIDOTTA AL 5% NEI PRIMI 5 ANNI PER POI ESSERE UNIFORMATA AL 15%”. Come può notare il capo gruppo alla Camera Riccardo Molinari non hanno inventato nulla di nuovo, ma scopiazzato l’esistente.

Questo ovviamente senza contraddittorio è quanto afferma Riccardo Molinari ad Affaritaliani.it il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari che poi aggiunge: “Non è certo colpa nostra se dovesse aumentare l’Iva, ma di chi vuole tirare a lungo la crisi facendo anche proposte bizzarre, come quella di cambiare il calendario dei lavori per cercare di prendere tempo o rinviare la discussione in Parlamento sulla sfiducia”. 

LA COLPA DELL’AUMENTO DELL’IVA.

La colpa dell’aumento dell’IVA Molinari la attribuisce a chi tira la crisi per le lunghe cioè ai 5 stelle e intanto dimentica che con i 5 stelle ha governato al lega e le scelte in politica economica sono state condivise anche da Molinari, tra queste ricordiamo il RdC che adesso la Lega vorrebbe negare, l’aumento dello “spead”, che è costato agli italiani almeno 5 miliardi di euro in maggiori interessi sul debito, è il risultato della rissa continua che Salvini ha innescato con la UE, sulla manovra economica che aumentava il debito pubblico e non chiariva dove sarebbero state reperite le risorse, sui dubbi in merito alla permanenza dell’Italia nella Ue e sull’accoglimento dei migranti, che (anche qui è bene chiarire) il trattato di Dublino firmato da Lega Nord, Forza Italia e Alleanza Nazionale delegava l’Italia come unico paese che si faceva carico dell’accoglienza e l’identificazione dei migranti.

Alla domanda se ad allungare i tempi sono i 5 Stelle risponde? “Evidentemente sì”. 

Molinari qui non ti rispondiamo perché è una balla colossale.

Hanno paura del voto? “Non lo so, diciamo che probabilmente vogliono far durare il più possibile questa esperienza di governo perché pensano di non ritrovarsi nella stessa situazione”. 

Molinari anche qui non ti rispondiamo perché è un altra balla colossale.

Quando verrà votata la sfiducia al governo Conte in Parlamento? “Lo deve decidere la presidente Casellati, è convocata una riunione dei capigruppo al Senato lunedì pomeriggio. Mi auguro nel più breve tempo possibile”. 

Prima di Ferragosto? “Lunedì è il 12 agosto e Ferragosto è il 15, non so che tempi abbia il Senato per riconvocarsi, chiamare i commessi e riaprire. Si può fare in qualche giorno, insomma”. 

E lo scioglimento delle Camere? “Una volta che ci sarà la sfiducia, Conte dovrà andare a dimettersi da Mattarella e immagino che avvierà un giro di consultazioni. Dipende da quanto durerà e come vorrà gestire la situazione il Presidente. E’ chiaro che prima c’è la discussione sulla sfiducia e prima iniziano le consultazioni”, risponde il presidente dei deputati della Lega. 

Scioglimento delle Camera prima della fine del mese? “Non ne ho idea, non dipende da noi, dipende da Mattarella. Saprà lui come agire per il meglio”. 

E infine Molinari torna anche sull’ipotesi di un governo Pd-M5S di cui ha parlato oggi Matteo Salvini: “E’ chiaro che a volte per stare attaccati alle poltrone ci si può inventare di tutto, staremo a vedere. Avrebbe del sorprendente. Alla Camera avrebbe i numeri, al Senato sarebbe più complicato”.

Tra le tante ovvietà che Molinari ha detto nell’intervista, alcune le condividiamo, ne ha dimenticate altre.

Siamo d’accordo con Molinari che lo scioglimento delle Camere spetta al Presidente della Repubblica e ci mancherebbe pure che il Parlamento lo sciogliesse Matteo Salvini o Silvio Berlusconi, ma sul fatto che Giuseppe Conte una volta sfìduciato dovrebbe dimettersi nelle mani del capo dello stato Molinari ha detto un altra scemenza: il capo del governo,Giuseppe Conte, dovrebbe presentare le dimissioni al capo dello stato prima del voto di fiducia, questo gli consentirebbe da una parte di non essere sfiduciato e dall’altra tentare di riottenere l’incarico per formare un nuovo esecutivo mentre se viene sfiduciato da uno dei due rami del parlamento decade, decadrebbe anche se in Senato dovesse ottenere la metà esatta dei voti perché sarebbe comunque chiaro che non ha più la maggioranza per governare, non deve presentare le dimissioni e non può ottenere un altro mandato per formare un nuovo esecutivo.

Mi pare chiaro che questa crisi fosse premeditata, da settimane da mesi e per dirla tutta fin dalla nascita del governo di Giuseppe Conte si sapeva che sarebbe durato l’arco di una stagione.

L’alleanza Lega-5 stelle in tempi non sospetti scrivemmo che sembrava molto la riproposizione del primo governo Berlusconi quando fu Bossi a cuocere il Cavaliere, incredulo di aver vinto le elezioni e essere diventato premier, a fuoco lento; far votare a F.I. i provvedimenti che interessavano alla Lega Nord per poi consegnarlo nelle mani dell’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro.

Ebbene dopo 15 mesi di governo la storia si ripetuta uguale a se stessa, ma a farne le spese oggi è stato l’incolpevole Giuseppe Conte, (che tanto era il vice premier dei due vice premier e nelle decisioni del governo ha sempre contato quanto il due di picche nel mazzo di carte), e il piccolo Di Maio al quale evidentemente è mancata la memoria e la prudenza, così elettrizzato dall’idea di aver vinto le politiche del 4 marzo da non aver saputo intuire la trappola nella quale era stato attirato dal Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

Tanto per la cronaca ricordiamo a Riccardo Molinari che il governo gialloverde, nonostante Silvio Berlusconi abbia quasi sempre fatto finta di osteggiarlo, è nato solo dopo la benedizione impartita dall’ex cavaliere Berlusconi a Salvini al solo scopo di ridurre il M5s ad una appendice del Cdx e abbandonarlo, al momento opportuno, al suo destino con una scusa qualsiasi. Salvini avrebbe sperato di poter giustificarne l’abbandono in seguito al voto contrario dei 5 stelle sul decreto sicurezza bis, ma i grillini hanno votato a favore e allora restava solo il TAV come scusa anche se poco originale.

Infine l’accusa rivolta ai grillini di essere attaccati alla poltrona regge poco e male perché ricordiamo a Molinari che pur avendo sfiduciato il governo ne Salvini ne gli altri ministri della Lega hanno rassegnato le dimissioni dai loro ministeri e questa la dice lunga sulla volontà di voler gestire la crisi rimanendo ben ancorati e incollati alle poltro da parte dei ministri della Lega, Matteo Salvini in testa.

MILANO. NADIA TOFFA HA LOTTATO CON DIGNITA’ E CORAGGIO. HA PERSO LA SUA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO, MA “CHI HA VISSUTO COME TE NON PERDE MAI”.

Nadia Toffa è morta, a darne la notizia un commovente post su facebook pubblicato dalle Iene: “E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI. Hai combattuto a testa alta col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi. D’altronde nella vita hai lottato sempre. Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa”.

La conduttrice delle Iene, 40 anni, fu colta da malore due anni fa, dicembre 2017, a Trieste e immediatamente ricoverata nel reparto do terapia intensiva dell’ospedale Cattinara per poi essere trasferita a Milano.

Fu la stessa Nadia Toffa a raccontare quanto le era successo e condividere la sua battaglia contro il cancro. L’ultimo post su Instagram 6 settimane fa come sempre sorridente.

Le Iene piangono la NOSTRA Toffa, la guerriera come l’hanno definita altri, ma NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA.

Le Iene

E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI.
Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi.
D’altronde nella vita hai lottato sempre. 
Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi.
Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi.

Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta… il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente “Il male incurabile” e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio. 
“Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, – dicevi – che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi”.

E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto.
Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare a essere quelli di sempre. 
Niente per noi sarà più come prima.

“È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è cosi difficile lasciarsi. Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi. Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta… il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente ‘Il male incurabile’ e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio”.

“‘Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo – dicevi – che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi’. E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto”.

“Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare ad essere quelli di sempre. Niente per noi sarà più come prima”.

ROMA. POLIZIA DI STATO- OPERAZIONE “SUMMER CLEAN STATION” DELLA POLFERR.

Controlli intensificati in particolare nelle 10 principali stazioni ferroviarie del Paese disposti dal Capo della Polizia Franco Gabrielli con l’operazione “Summer Clean Station”.

L’operazione, avvenuta dal 2 all’8 agosto, ha avuto lo scopo d’innalzare ulteriormente il livello di attenzione rispetto alle infrastrutture ferroviarie soprattutto in questi giorni di partenze per le vacanze.

Identificati 32.305 persone, 19 arrestati, 185 indagati, 199 le sanzioni elevate. Trentasette i minori non accompagnati rintracciati e riaffidati alle famiglie o alle comunità e 44 i cittadini stranieri sul territorio nazionale irregolari.

Le stazioni interessate: Torino Porta Nuova, Milano Centrale, Genova P. Principe, Roma Termini, Napoli Centrale, Bari Centrale, Palermo Centrale, Venezia Mestre, Bologna Centrale e Firenze S.M.N.

Gli operatori dotati di metal detector, nonché di smartphone di ultima generazione per il controllo in tempo reale dei documenti elettronici, hanno controllato 4.548 persone, 6 arrestati e 26 gli indagati. Sono state elevate 48 sanzioni amministrative, eseguiti 26 sequestri e 22 allontanamenti in base alla normativa sul daspo urbano. Complessivamente la Polizia di Stato ha impegnato 608 operatori, 261 pattuglie.

Oltre alla Polizia ferroviaria hanno partecipato anche gli uomini del Reparto volanti, quelli dei Reparti prevenzione crimine, Reparti mobili e il reparto cinofili per il controllo dei bagagli.

A Venezia erano presenti anche le U.O.P.I (Unità operative di pronto Intervento), specificamente addestrate per la prevenzione di atti di terrorismo o azioni di natura violenta mentre a Bari Centrale, la Polizia scientifica ha messo in campo il Moving Lab, laboratorio mobile per il riscontro dei rilievi dattiloscopici e la verifica dei documenti falsi.

Olivia Petillo

GENOVA.POLIZIA DI STATO- IL”VOLO DI MIRKO” SUI CIELI DI GENOVA

Volare sull’elicottero della Polizia: questo era uno dei desideri di Mirko Vicini, 30 anni, l’ultima vittima a essere stata estratta dalle macerie del crollo del ponte Morandi di Genova.

Il suo desiderio è stato esaudito il 18 ottobre dello scorso anno con la signora Paola, mamma di Mirko, che ha volato sui cieli di Genova con l’elicottero del Reparto volo di Milano Malpensa, indossando una felpa del figlio.

Con l’aiuto di due poliziotti della sezione della Polizia stradale di Savona e di una psicologa del servizio psicosociale della Croce Rossa Italiana di Varazze che ha assistito Paola nei giorni delle ricerche delle vittime e che ha raccolto le sue confidenze, il desiderio di Mirko si è realmente avverato.

A quasi un anno di distanza dal crollo, la Polizia di Stato e la signora Paola hanno voluto rendere pubblico il video realizzato durante il volo: e ciò che doveva portare solo un po’ di conforto alla sua grave perdita è diventato così un toccante messaggio di vicinanza e speranza per tutti i familiari delle 43 vittime di quella tragedia.

Olivia Petillo

ROMA. ELEZIONI SI! ELEZIONI NO! LA SFIDA DEI DUE MATTEO: RENZI PROPONE UN GOVERNO DI SCOPO, SALVINI ELEZIONI E NON ESCLUDE ALLEANZE CON FI E FDL.

Roma. Matteo Renzi un anno dopo il gran rifiuto per un alleanza con i 5 stelle ci ripensa e propone un governo di scopo per mettere in sicurezza i conti pubblici e evitare l’aumento dell’Iva: “Bisogna offrire a Mattarella un’alternativa alle urne“. Il gruppo dei parlamentari Dem è in agitazione perché la proposta di Renzi va in direzione opposta alla linea scelta dal segretario Zingaretti per il quale invece il ricorso alle urne è l’unico possibile in questa fase e con questo scenario.

L’ex premier del Pd, Matteo Renzi, certo di poter rientrare in gioco dopo la sequenza di sconfitte elettorali tende una mano ai 5 stelle in difficoltà con il proprio elettorato già prima della crisi di governo. Sicuro di poter dare una mano a tutti quei peones che temono le elezioni: dai 5 stelle che se confermati i consensi delle Europee vedrebbero crollare il numero di seggi in parlamento ai forzisti che dopo essere stati fagocitati dalle politiche della Lega scenderebbero notevolmente sotto il 10%. Gli unici che in questa situazione possono esultare sono la Lega che spera di confermare, salvo ripensamenti dell’elettorato di Cdx, il risultato delle Europee, si confermerebbe partito di maggioranza relativa in Italia e nel Cdx e Fratelli d’Italia che potrebbero migliorare la loro posizione nel Cdx ai danni di Forza Italia ridotta ad uno sparuto gruppo di “Moicani” al seguito di Silvio Berlusconi.

Matteo Renzi proporrà un governo di responsabilità nazionale,  formula usata nel passato: “solidarietà nazionale” 1976-1979. Un governo istituzionale di garanzia guidato da una personalità terza: un costituzionalista, un economista o una personalità del mondo della cultura che affronti le emergenze del Paese in tema economico: la legge di Stabilità che eviti il ricorso all’esercizio provvisorio con tutti i danni che produrrebbe, le clausole di salvaguardia da disinnescare per evitare l’aumento dell’Iva al 26% che colpirebbe inevitabilmente i consumi e i consumatori con un aggravio medio stimato in oltre 600 euro a famiglia. L’altro tema caldo che il governo istituzionale dovrebbe affrontare sono le riforme costituzionali, il taglio dei parlamentari e una nuova legge elettorale proporzionale che possa garantire rappresentatività a tutte le realtà politico-economico-sociali del paese.


Matteo Renzi che si pone come fine la possibilità di traghettare il paese verso acque più tranquille, un paese tranquillo che sia in grado ragionare razionalmente e sia in grado di votare senza quella spinta irrazionale fomentata dal rancore, l’odio, la cattiveria che sono state al centro della vita sociale e politiche degli ultimi anni.

Renzi rifiuta l’accusa di “inciucio” e di “pensare solo alle poltrone” mentre spiega che il nemico comune è “Capitan Fracassa” (Salvini) che punta alle elezioni e “vuole pieni poteri per restare al Viminale per gestire a modo suo le elezioni”.

Ma se Renzi e il gruppo di fedelissimi,(è bene ricordare che la composizione delle liste il 4 marzo 2018 fu decisa dai vertici del partito impedendo di fatto alla base di esprimersi in merito alle candidature, eccezionalmente la prima volta dalla nascita del Pd), tenta di impedire nuove elezioni pare che invece Zingaretti e i suoi le vogliano se non altro per riequilibrare, nel prossimo passaggio elettorale, gli equilibri del Pd nella composizione della pattuglia presente in parlamento.


Le premesse per un grande spettacolo: “il più grande spettacolo dopo il Big Bang che consiste nel vedere Renzi che intende allearsi con il nemico giurato di sempre, il’M5S, e con tutti gli Scilipoti e i Razzi di turno che dopo aver scaricato tonnellate di fango su Renzi e la sua famiglia, su Maria Elena Boschi e suo padre, sui militanti del partito tacciati e accomunati ai ladri di bambini di Bibbiano, massacratori della classe operaia, complici del sistema, della Fiat(ora Fca) e di Marchionne “, potrebbero ora trovarsi alleati con il M5s anche se con il dubbio di quanti parlamentari potrebbero essere disponibili a seguire la linea di matteo Renzi.

I numeri in parlamento pendono a favore di Matteo Renzi con almeno 40 senatori di area renziana, su 51, a Palazzo Madama, alla Camera Renzi potrebbe contare su 80 deputati , su 111 deputati, ma potrebbero esserci defezioni a favore di Zingaretti.

Il  governo istituzionale, però, potrebbe sulla totalità dei parlamentari a 5 stelle, un folto gruppo di forzisti, 20 alla Camera e 20 al Senato, sul gruppo Misto (27+15), ma la cosa che ci lascia più increduli è che potrebbe contare sul gruppo di LeU (14 deputati e 7 senatori),che nel Pd e nella sinistra sono sempre stati i più acerrimi nemici del renzismo, il dem Dario Franceschini, che non ha mai nascosto la sua ferma convinzione che con i grillini si debba discutere e ci si possa anche alleare oltre ovviamente all’area di Lotti-Guerini con l’appoggio di quella di Orfini che starebbero in partita. 

Al Nazareno lo strappo di Matteo Renzi non è piaciuto e non l’hanno presa molto bene: “Renzi vuole guidare, con Grillo, Fico, Bersani, Berlusconi, il partito dei morenti contro il partito dei viventi, noi”.

Dal Nazareno gelano le aperture di Renzi: “Solo 15 giorni fa la Direzione ha votato all’unanimità contro ogni alleanza col M5s“.

Gentiloni e Calenda si sono contrari e indisponibili ad una alleanza con Di Maio e Grillo, che dopo un periodo di silenzio tenta di risollevare le sorti del movimento con la carta di una nuova inedita alleanza e pensare che nei suoi ultimi interventi prima del disastro giallo-verde voleva ridurre il Pd a un circolo per anziani dove l’unica cosa che gli era concesso fare era una partita a scopone scientifico o a ruba-mazzetto.

L’unica cosa certa è che se il gruppo che fa riferimento a Renzi dovesse decidere per un governo istituzionale con il M5s dovrebbe uscire dal Pd e aderire al gruppo misto, valutando attentamente quali sarebbero le conseguenze sul vita del partito e nel partito. La rottura segnerebbe definitivamente la fine del Pd come lo abbiamo conosciuto in questi anni.

MATTEO SALVINI L’ALTRA SPONDA.

foto ripresa da facebook

Matteo Salvini si muove sull’altra sponda della politica e pensa alle alleanze, probabilmente spaventato dalla possibilità che i risultati delle elezioni non confermino il dato delle Europee, è accaduto già all’altro Matteo che la vittoria alle europee non sia stato poi confermato alle politiche nazionali.

Le alleanze che Salvini vorrebbe realizzare non sono sicuramente con il Pd: “Sicuramente mai nella vita con il Pd”, ma dopo un periodo di separazione consensuale benedetta da Silvio Berlusconi, che è bene ricordarlo nel suo ruolo di burattinaio decide dove, come, quando e con chi allearsi e far alleare i suoi “burattini”. Lo fece con il governo Prodi che definì: inquilino a capo di un “governo provvisorio” a palazzo Chigi che fece sfiduciare dal Dini e mastella al Senato appena avuto sentore di una possibile vittoria elettorale (come da copione la colpa della sfiducia a prodi venne fatta cadere sui “comunisti” di rifondazione guidati da Fausto Bertinotti) e lo ripetuto con il povero Giuseppe Conte vicepremeir del duo vicepremier Di maio/Salvini sedotti, mazziati e abbandonati dal leader leghista fedele al pollice verso mostrato dal burattinaio Silvio Berlusconi.

Il teatrino della politica a cui ci ha abituati Silvio Berlusconi vuole che a mostrare la faccia sia non lui,ma il suo alleato Salvini che manda a dire: “Li vedrò già la prossima settimana” per decidere che cosa? Per discutere e decidere una cosa già decisa da tempo: “il ritorno anticipato alle urne con il M5s ridotto a una corrente minoritaria, una appendice del Cdx senza arte ne parte nel futuro politico del trio Berlusconi-Salvini-Meloni”.

Matteo Salvini, impegnato nel tour nel sud del Paese dove tra le promesse non mantenute, una presa per i fondelli dei meridionali e la rabbia che serpeggia per lo spezzatino che la Lega si accinge a fare dell’Italia(a tutto danno per i “terroni”) è stato, finora, sonoramente contestato, ed è questo l’unico motivo per il quale alla fine ha confermato che nei prossimi giorni vedrà Forza Italia e Fratelli d’Italia.

La riunione tra gli storici alleati di martedì servirà per fare il punto sulle prossime elezioni regionali, ma il leader della Lega ammette che al vertice si parlerà di lezioni politiche anticipate.

Berlusconi, salvie e Meloni parleranno un accordo pre-elettorale in seguito alle richieste dalla parte forzista e FdI nel centrodestra.

Giorgia Meloni aveva precisato: “FdI gli accordi li fa prima delle elezioni”. Renato Brunetta, sulla scia della Meloni, ribadisce la linea dei forzisti: “Salvini farebbe bene a chiarire subito che tipo di Governo vuole guidare- prosegue- la crisi di Governo arriva in un momento delicato per il nostro Paese con un bilancio di assestamento ancora da approvare a settembre, senza il quale si riaprirebbe la procedura d’infrazione per debito eccessivo da parte della Commissione”.

Salvini, possiamo affermarlo senza timore di essere smentiti, ha già preso contatti telefonici con Berlusconi, ma il ministro nega e rilancia sui temi economici: “La nostra manovra è già pronta, a Renzi,che propone un governo istituzionale anche al M5s, interessa solo perder tempo per salvare la poltrona”.

Il leader della Lega ritorna sulla promessa della flat tax al 15% per milioni di lavoratori italiani, pace fiscale con Equitalia per milioni di Italiani, nessun aumento dell’Iva, ma riduzione delle tasse sulla casa, insomma il nuovo sogno accompagnato dal’ennesima presa in giro per milioni di elettori( una per tutte la riduzione delle accise sui carburanti e il latte a 1 euro per i pastori sardi, regione che, tra l’altro nel suo tour estivo in giro per le spiagge del sud, è stata esclusa per il timore di essere contestato dopo l’ennesima fregatura tirata ai pastori”

Gli appuntamenti in Sicilia super scortato dalla polizia,accolto a suon di contestazioni che lo hanno obbligato a fuggire come un ladro dal municipio di Catania e inseguito per le strade cittadine con annesso lancio di bottigliette d’acqua e pomodori marci, sono stati per il ministro dell’interno l’occasione per parlare delle possibili alleanze negli altri schieramenti: “Se qualcuno crede che l’Italia possa essere governata per anni dall’accoppiata Renzi-Grillo auguri, forse è il caldo d’agosto…”.

A Taormina Mateo Salvini critica frontalmente Beppe Grillo che ha esortato a “salvare l’Italia dai nuovi barbari. L’Italia verrà salvata da 60 milioni di abitanti che voteranno, a meno che qualcuno non pensi che l’Italia sia popolata da barbari. In democrazia la parola spetta al popolo”.

Poi conclude con un affondo contro Renzi, Boschi, Grillo e Fico: “Siamo seri. Ogni giorno che passa è un danno per l’Italia”.

Come dargli torto,ma se pensiamo che al governo nel 2011 con Berlusconi c’era il “Capitone”Salvini con Tremonti e Bossi ed è finita con il governo Monti e la riforma Fornero.

E se pensiamo che negli ultimi 15 mesi il “Capitone” Salvini è stato al governo con Di Maio e nel governo del vicepremier dei vicepremier presieduto da Giuseppe Conte e l’unico risultato che è riuscito a ottenere è stato quello di scolarsi quintali di birra, superalcolici,vino, moito e ingozzarsi di cibo spazzatura sulle spiagge di mezza Italia a spese degli italiani come fare a dargli torto: “l’Italia l’hanno rovinata gli “Altri” e il “capitone”Salvini ci salverà dal fallimento annunciato perché come ci ha spiegato ha già la prossima legge finanziaria pronta”.

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