ALESSANDRIA

ROMA. GOVERNO PD-M5S: “SE PROPRIO DEVE NASCERE CHE SIA UN GOVERNO IN DIFESA DELL’AMBIENTE”.

Nicola Zingaretti in una intervista esclusiva a Linkiesta rilanciava i temi ambientali e gli investiementi pubblici: “Ci sono 126 miliardi in pancia dello Stato che nessuno tocca-spiegava il segretario del Pd. Fanno parte del fondo investimento per le opere pubbliche delle amministrazioni centrali. Noi non li prendiamo tutti. Noi ne prendiamo 50. Li spostiamo dai capitoli di spesa cui sono dedicati, e che nessuno si sta preoccupando di far partire e facciamo diventare l’Italia un Paese verde”.

Vogliamo partire da queste dichiarazioni per rilanciare l’idea di un green new deal all’italiana.

 Un fondo di investimenti pubblici già messi a bilancio per il rilancio delle opere pubbliche e l’ambiente in Italia, un piano per aumentare significativamente gli investimenti a favore della produzione e del consumo delle energie rinnovabili, per realizzare un piano di incentivi “green 4.0” per le imprese, 13 mila km di nuove piste ciclabili e per acquistare almeno 20 mila nuovi mezzi elettrici per il trasporto pubblico locale.

Se dovrà essere un governo PD-M5s vorremmo che si partisse dall’ambiente, dalla restituzione alla scuola dei fondi tagliati da Conte per l’edilizia scolastica, la messa in sicurezza dei territori e la creazione di nuovi posti di lavoro legati alla salvaguardia dell’ambiente.

Una maggioranza che profumi di ambiente, che sappia far rinascere la speranza di far nascere e crescere i nostri figli in un mondo migliore, che abbia l’aria che profuma di bosco e non di scarico delle macchine e ciminiere, insomma un cambiamento radicale che sappia sposare la difesa dell’ambiente con il progresso.

Il cambio di radicale di mentalità in un paese incattivito e ostaggio dei peggiori sentimenti, che deve ritrovare la forza della solidarietà, della difesa dei più deboli e dell’accoglienza. Un sogno che per diventare realtà non deve fare altro debito, ma che che può trovare le risorse nelle pieghe della legge di bilancio, può accedere ai fondi europei che pure ci sono, per investire nel futuro e dare nuovo slancio all’economia italiana.

Le retoriche sulle poltrone innescate da Matteo Salvini sull’Italia del No possono essere facilmente smontate presentando un piano di investimenti che favoriscano lo sviluppo del paese senza pesare sui giovani e senza ipotecarne il futuro.

La proposta nasce dall’estate più calda che si ricordi, a Roma la Temperatura a terra è arrivata a 50°, in concorrenza con il deserto del Sahara, il paese è devastato da fenomeni estremi, l’ultimo in ordine di tempo la grandinata che ha colpito tutto l’arco della zona nord del Monferrato da Asti ai confini con la provincia di Torino al Monferrato casalese e alessandrino, uragani e trombe d’aria, fenomeno quasi normale nei paesi tropicali e in America, ma che non si erano mai viste in passato in Italia.

La Siberia colpita da un incendio nessuno ha domato perché l’ambiente non è sentito come una emergenza nel paese di Putin, che ha bruciato un’area grande quanto il Portogallo, e mentre i sovranisti stranieri che tanto piacciono a Salvini, come Jair Bolsonaro, stanno deforestando l’Amazzonia come mai era successo negli ultimi dieci anni, l’Italia potrebbe rappresentare un grande laboratorio europeo di un nuovo ambientalismo.

L’Italia sui temi ambientali potrebbe essere riportata al centro del dibattito e dell’interesse nel Vecchio Continente e dalla parte giusta del dibattito. 

Ursula von der Leyen ha messo al primo punto del suo programma nel discorso di insediamento i temi ambientali con l’Europa climaticamente neutrale senza emissioni entro il 2050.

L’introduzione della carbon tax, contrariamente a quanto propone la Lega per fare nuove trivellazioni in Adriatico, un trilione di euro di investimenti in finanza sostenibile, con la trasformazione di una parte della Banca Europea per gli Investimenti in Banca Climatica Europea, giusto per ricordarlo agli smemorati perché possano evitare di storcere il naso di fronte a una manovra che spinge nella medesima direzione.  

La Germania non avrebbe nulla da replicare di fronte a una iniziativa in favore dell’ambiente, dopo che proprio ieri Annegret Kramp-Karrenbauer, leader della Cdu e succeditrice designata di Angela Merkel, ha annunciato la proposta di una rivoluzione verde per il fisco tedesco con incentivi shock alle imprese private, ai cittadini e ulteriori incentivi per contribuire a ridurre le emissioni di carbonio da realizzare con sussidi per lo sviluppo di carburanti ecologici e quelli per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Il governo istituzionale con Renzi e Zingaretti, Di Maio e Fico, se proprio deve nascere che nasca mettendo in agenda un piano pensando a un Europa migliore,all’ambiente e al benessere del paese.

La maggioranza per dare al paese un agenda e delle priorità diverse da quella di Matteo Salvini esiste già, basta volerlo.

In caso contrario,non lamentatevi, se alla nascita di un governicchio seguirà una maggioranza, a guida Matteo Salvini, con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica, la cui unica politica sarà l’emergenza migranti.