POLITICA

ROMA. CRISI DI GOVERNO: MATTEO SALVINI CHIEDE ELEZIONI E COME BENITO MUSSOLINI VUOLE IL POTERE ASSOLUTO.

La crisi di governo è stata ufficializzata con la deposizione in senato della mozione di sfiducia della Lega nei confronti del premier Giuseppe Conte.

Matteo Salvini annuncia la sua candidatura a premier e chiede agli italiani di concedergli i pieni poteri o peggio il potere assoluto come fece Benito Mussolini il 16 novembre 1922 quando tenne il celebre “discorso del bivacco”.

Ripercorriamo le fasi della crisi innescata da Matteo Salvini prima di annunciare la sua candidatura a premier durante il comizio di Pescara: “Abbiamo fatto una scelta di coraggio. Adesso chiedo agli italiani se hanno la voglia di darmi pieni potermi per poter fare quello che abbiamo promesso senza palle al piede. Chi sceglie Salvini sa cosa sceglie”.

Il ministro dell’Interno nel pomeriggio di giovedì 8 agosto aveva avuto un incontro con il premier Conte, al quale aveva dichiarato conclusa l’esperienza di governo, ma i conti non tornano perché non si capisce che cosa voglia realizzare Salvini senza la palla al piede.

Matteo Salvini dopo aver uffficializzato che “non c’è più la maggioranza e dettato i tempi della crisi andiamo subito al voto”, altro passaggio incomprensibile perché i tempi della crisi non li detta il ministro dell’interno, ma il Presidente della Repubblica al quale è delegato il compito di verificare se in parlamento ci siano altre maggioranze possibili in sostituzione del governo uscente.

Ma non basta perché il segretario della Lega ha lasciato intendere che alle prossime elezioni correrà da solo, in modo tale da avere le mani libere, sicuro di poter capitalizzare 14 mesi di politica dell’odio, delle insicurezze che lui stesso ha creato nel paese, dell’Italia incattivita nei confronti degli stranieri e dei diversi:” è solo di oggi il ritrovamento di un biglietto scritto contro un uomo di 35 anni diventato paraplegico a causa di un infortunio sul lavoro al quale sono stati rivolti insulti pesantissimi per aver chiesto la modifica dell’ascensore condominiale” .

Salvini forte dei sondaggi che lo vedono quasi al 40% potrebbe governare il paese senza bisogno di stampelle, ma ovviamente tra i sondaggi, le intenzioni di voto e il voto reale espresso dagli elettori non sempre le speranze e i sogni si avverano e vogliamo sperare in un sussulto di orgoglio degli italiani contro i nuovi e vecchi fascismi.

Ma stando ai sondaggi Salvini vincerebbe comunque sia in coalizione con i centro destra unito sia con i soli fratelli d’Italia.

L’unica battaglia che Salvini potrebbe perdere in questo momento è sulla data delle elezioni e per questo motivo sta facendo pressing nel tentativo di essere lui a dettare i tempi della crisi e del voto.

Giorgia Meloni che si vede incoronata vice premier alla corte di Salvini auspica un governo sovranista anche se non spiega per fare che cosa in una situazione di incompatibilità nei tempi delle elezioni, della composizione del nuovo governo,del giuramento, il voto di fiducia, la presentazione e il voto per la legge finanziaria del 2020 che ci obbligherò al’esercizio provvisorio e l’aumento dell’IVA al 26% a danno dei consumatori.

Ma forse è la presentazione del DEF e la legge di bilancio che spinto Matteo Salvini ad aprire la crisi di governo, quindi non solo la voglia di potere assoluto, ma il timore che dovendo far quadrare i conti di una manovra che si prospetta “lacrime e sangue” verrebbero vanificati 14 mesi di politiche dell’odio con cui è stato costruito un effimero consenso.

L’ennesimo “esecutivo tecnico” sarebbe un ulteriore manna dal cielo per il leader della Lega che mettendosi all’opposizione del governo, come del resto ha già fatto con il governo Monti, non voterebbe la finanziaria a tutto vantaggio della sua campagna elettorale, che se da una parte lo vedrebbe fuori dai giochi dall’altra gli consentirebbe di avviare una serie di speculazioni politiche contro un governo tecnico che “deruba” gli italiani.

I conti che non tornano dopo un anno e due mesi di governo del cambiamento sono molti a partire dal rifinanziamento di Quota 100 per le pensioni al Reddito di Cittadinanza per i quali si stima una spesa tra i 3 e i 5 miliardi di euro, almeno 24 miliardi per scongiurare l’aumento dell’Iva al 26%, clausola di salvaguardia, e poi i maggiori interessi sul debito che lo stato è stato costretto a pagare a causa dell’aumento dello spread, l’allargamento della platea di chi avrebbe i requisiti per il R.di C., la flat tax anche se in forma ridotta fino a 29.000 prospettata dal governo che i soldoni porta a una finanziaria per il 2020 di almeno 64 miliardi di euro.

64 miliardi di euro che il governo deve reperire attraverso legge di bilancio che penalizzerà i contribuenti italiani, diversamente potremmo dichiarare la bancarotta e che la Maria Vergine, troppo spesso chiamata in causa a sproposito da Salvini, ci assista.

Categorie:POLITICA