POLITICA

ROMA.MATTEO SALVINI STACCA LA SPINA AL GOVERNO, M5S E DI MAIO SEDOTTI, MAZZIATI E ABBANDONATI.

Sono passati 25 anni e la storia si ripete uguale a se stessa.

Nel 1994 fu Umberto Bossi a staccare la spina all’astro nascente della politica italiana,Silvio Berlusconi, dopo aver sedotto e abbandonato il giovane premier incapace di credere che avesse davvero vinto le elezioni politiche e di essere il presidente del consiglio.

Umberto Bossi lo usò, esattamente come Matteo Salvini ha usato Di Maio, per poi staccare la spina al governo nel momento considerato il miglior momento per la Lega. La storia andò diversamente e l’elettorato punì il centro destra alleato con la Lega al nord e la destra di Fini al sud.

La storia di oggi, non per retorica,ma la abbiamo raccontata un anno fa alla nascita di una alleanza anomala benedetta da Silvio Berlusconi, che pare sia anche il proprietario del marchio “Lega nord”, ceduto dalla Lega in cambio del salvataggio della banca della lega.

Che cosa è cambiato nel governo del cambianiente presieduto da un fantasma chiamato Giuseppe Conte, chiamato a fare la figurina da presentare ai partner internazionali, e nei rapporti tra M5s e Lega?

Sono cambiati gli scenari elettorali con una notevole parte dell’elettorato del M5s che dopo l’esperienza di governo è ritornata nell’alveo naturale del centro destra e l’elettorato di sinistra deluso dall’esperienza Renzi dopo aver votato per il M5s adesso si astiene oppure non si presenta neppure alle urne.

In questo contesto possiamo tranquillamente affermare che senza uno scatto di orgoglio del P.D. e del centro sinistra, il recupero di di consenso con una scelta di campo chiara, il ritorno alla speranza di milioni di persone per condizioni di vita più dignitose, il recupero della unità, la credibilità del centro sinistra per garantire il rispetto dei diritti di tutti, lavoratori, studenti, precari, disoccupati,famiglie tradizionali e arcobaleno non andiamo da nessuna parte se non verso un altra sconfitta disastrosa(se ne facciano una ragione i nostalgici di Renzi).

Matteo Salvini sa già di aver vinto o se non altro aver assolto al suo compito di liquidare il M5s e le sue velleità di partito unico nel panorama politico italiano, del 70% di voti tanto vituperato da Beppe Grillo per governare l’Italia resta solo un pallido ricordo, e nel fare questo ha garantito a se stesso e al centro destra la continuità delle politiche economiche indicate nelle linee guida da Silvio Berlusconi, dalle regioni e dai gruppi industriali del nord est per garantirsi maggiori risorse mentre si prospetta un deciso taglio delle tasse insieme al taglio dei fondi per regione del sud Italia.

Che poi sia un bicolore Lega-F.di I. che sia un tricolore con Forza Italia poco importa quel che importa è che la stagione di barbari non è ancora conclusa e a farne le spese saranno ancora una volta le fasce più deboli della società con buona pace per i diritti civili conquistati e che ora rischiano di essere vanificati dai vari decreti Pillon, dei lavoratori che dovranno accontentarsi di rosicchiare quel che resta dell’osso lanciato loro da padroni sempre più avidi e dei migranti che continueranno ad affogare nel cimitero chiamato Mediterraneo.

In conclusione un ringraziamento a Di Maio, Grillo, Casaleggio, Di battista, agli amministratori e il M5s tutto che ci hanno regalato tutto questo e lasciato in eredità il futuro governo presieduto da nostalgici neo-fascisti che non hanno mai abiurato alle leggi razziali e le atrocità del passato.

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