ATTUALITA'

MARCINELLE(BELGIO). 8 AGOSTO 1956 MUOIONO 262 MINATORI, 136 ITALIANI.

Le morti sul lavoro non possono essere solo una ricorrenza da ricordare, ma dal loro esempio dovrebbero svilupparsi politiche che garantiscano sicurezza sul posto di lavoro da opporre alla crescente precarizzazione, la riduzione dell’applicazione delle norme di sicurezza e la riduzione dei controlli sulla sicurezza innescati dalle politiche del governo giallo-verde.

Foto tratta dall’archivio di Nino di Pierantonio

Marcinelle (Belgio), oggi ricorre il 63° anniversario di quello che è ricordato come l’incidente più grave dal dopo guerra a oggi in Europa. Le delegazioni politiche italiane, assenti le autorità politiche del governo con il ministro del lavoro e il ministro dell’interno, che ha commemorato i morti con un twitt, impegnati a Roma per colloqui con il premier Giuseppe Conte.

Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno evidentemente più a cuore il salvataggio delle poltrone di ministro che la vita di 262 lavoratori.

Che pensare? Nulla se non che è la persona più inadatta al ruolo di ministro del lavoro.

Il Partito Democratico ha invece inviato una delegazione a Marcinelle e,come spiega in una nota congiunta del Pd estero e la federazione del Pd Belgio, non lo ha fatto solo per commemorare i nostri lavoratori emigrati e morti in quella tragica mattina del 1956, ma anche per ribadire oggi che lasciare il proprio paese d’origine non deve significare morire, in una miniera o sotto al mare.

La delegazione della Federazione del Pd in Belgio, guidata da Nadia Buttini, vice-presidente dell’Assemblea PD estero, deporrà le corone della Federazione del PD Belgio e dell’Assemblea del PD Mondo al cimitero dei Caduti alla presenza delle autorità belghe ed italiane.

La storia del più grave incidente sul lavoro nella nota del Pd: “L’8 agosto del 1956 nella miniera di carbone del Bois du Cazier si è consumata una tragedia che ha coinvolto 236 minatori provenienti da 12 paesi diversi, dall’Europa e dal Nord Africa. Sono morti belgi, polacchi, olandesi, francesi, maghrebini e russi. L’Italia intera renda omaggio ai nostri 136 connazionali provenienti da molte regioni,  abruzzesi, siciliani, friulani, sardi.

Marcinelle rappresenta la più grande tragedia sul lavoro mai accaduta in Europa e anche uno spartiacque definitivo che ha convinto le autorità nazionali ed europee ad adottare finalmente standard più elevati di sicurezza sul lavoro. Come ha ricordato il nostro presidente Mattarella non si può non riconoscere una triste similitudine con le tragedie che si verificano oggi non più sotto terra ma nel fondo del nostro mare Mediterraneo. E’ una colpevole ed inumana cecità.

Spetta ai governi nazionali oggi impegnarsi con maggiore efficacia per fare fronte ad una grande e sempre attuale emergenza che è quella della migrazione. L’insegnamento e la memoria dei nostri caduti impone scelte coraggiose ispirate alla solidarietà piuttosto che respingimenti e barriere dettate da egoismi nazionalistici”.

ALESSANDRIA RICORDA IL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO.

Comunicato stampa


Alessandria ricorda
il sacrificio del lavoro italiano nel mondo

Nei giorni scorsi è giunta al Comune di Alessandria la nota della Prefettura di Alessandria relativa all’invito a ricordare gli italiani scomparsi tragicamente durante l’attività lavorativa e ai quali è dedicata la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, istituita dal Presidente della Repubblica nel 2001.
Questo il testo della lettera pervenuta: «Il Governo, nella “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” istituita in memoria della tragedia di Marcinelle ricorda tutti i connazionali caduti sul lavoro in Patria e all’estero. In osservanza dei valori affermati dall’art. 1 della Costituzione, le SS.LL. sono invitate a ricordare in tale giornata, giovedì 8 agosto, i nostri concittadini scomparsi tragicamente».
La data dell’8 agosto non è casuale; corrisponde infatti al giorno in cui, nel 1956, nella miniera di carbone del “Bois du Cazier” a Marcinelle in Belgio, un incendio causò la morte di 262 minatori di cui 136 italiani.
Moltissimi erano stati gli italiani emigrati in Belgio in quegli anni per lavorare, soprattutto nelle miniere di carbone di cui il Paese era ricco: si pensi che, in quel tragico anno 1956, fra i 142.000 minatori impiegati complessivamente, 63.000 erano stranieri e fra questi circa 44.000 erano proprio italiani.

«In ottemperanza all’invito del Governo pervenuto tramite la Prefettura – sottolinea il Sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco – anche la nostra Amministrazione Comunale intende ricordare e sottolineare la tragedia di Marcinelle e quel sacrificio che, ancora ai giorni nostri, ci richiama alla memoria le molteplici storie di ricerca del lavoro e di migliori condizioni di vita che videro, in passato, tanti italiani emigrare all’estero.
La ricorrenza della “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” dell’8 agosto sia dunque occasione importante per rendere omaggio a tutti i caduti sui luoghi di lavoro, in Patria e all’estero, e ci aiuti a cogliere sempre meglio il senso di quel primo articolo della nostra Carta Costituzionale per il quale la nostra Repubblica non solo è democratica, ma è anche fondata sul lavoro».