POLITICA

ROMA. IL SUICIDIO PERFETTO DEL M5S: L’OPERA D’ARTE DI DI MAIO E SALVINI DAL TAV,AL DECRETO SICUREZZA BIS AL FINTO SALVATAGGIO DELLA PERNIGOTTI.

Il movimento 5 stelle con la sconfitta sul Tav, ultimo baluardo di una politica disastrosa, manda in onda in diretta TV il suicidio perfetto del movimento che voleva aprire il parlamento come una scatola di tonno ed ha finito per diventare il tonno nella scatola.

Torino manifestazione SiTav piazza castello

Limitarsi a dire che ha sdoganato il neo-fascismo espresso da Matteo Salvini in Italia, aver reso il nostro paese il luogo perfetto per dar voce a persone della peggiore specie: razzisti, xenofobi, fascisti, che per la Costituzione non dovrebbero neppure esistere, qualunquisti che sanno solo usare l’arma della “cattiveria” per conquistarsi un spazio sui social e per un momento immaginarsi “statisti e politici di alto rango”. Ma se qualcuno pensa che Di Maio, Salvini e soci abbiano sdoganato tutto questo si sbagliano di grosso.

Il governo del fantasma Giuseppe Conte non ha realizzato solo questo, ma ha messo in moto una macchina della propaganda che non è seconda a nessuno per il numero impressionante di “scemenze” messe in campo.

Affacciandosi al balcone, lo stesso dove Mussolini sproloquiava sull’impero, la campagna d’Africa e la grandezza della nazione, Di Maio e soci inneggiavano alla sconfitta della povertà per “decreto” come se bastasse un decreto per cambiare la condizione sociale di milioni di persone.

Intanto che Di Maio sconfiggeva la povertà Matteo Salvini proseguiva nella sua opera di mistificatoria non contro i soli migranti, ma sopratutto per criminalizzare coloro che operano per salvare vite umane nel Mediterraneo. Matteo Salvini che con la “Bestia”, un gruppo specializzato in fake news, ha continuato a creare nuove emergenze, nuove insicurezza nel paese e per far fronte alle emergenze da lui stessa creata ha proposto le soluzioni: restringimento delle libertà personali con il decreto sicurezza e armarsi per far fronte al pericolo costituito dagli immigrati dediti alla delinquenza, dati per altro smentiti dal Viminale e dalle Questure di tutta Italia che invece parlano di una diminuzione significativa dei reati e dei delitti nel nostro paese.

Ma fatto sta che la politica dell’odio ha fatto incassare un ottimo risultato elettorale al ministro Matteo Salvini e contemporaneamente ha affossato le speranze del M5S.

Sul fronte economico, come già avevamo anticipato e non per fare maestri di sventura, Matteo Salvini ha bocciato e sepolto definitivamente gli 80 euro della legge 66 istituita da Matteo Renzi a favore dei redditi medio bassi fino a 26.000 euro lordi l’anno e spiegato che quei soldi serviranno per fare la flat tax e favorire i redditi da lavoro autonomo fino a 100.000 con due aliquote secche mentre famiglie lavoratori dipendenti dovranno aspettare tempi migliori.

Quello che ci salta all’occhio è che tutte le emergenze e tutte le soluzioni “puzzano” di interesse economico e politico. Interessi economici neppure tanto nascosti considerando che per armarsi si dovranno acquistare armi che per uno strano caso sono prodotte da industrie lombarde e venete, le stesse che ha voluto e appoggiato la candidatura di Matteo Salvini a segretario della Lega, ma certo non immaginavano una manna così succulenta scesa dal cielo grazie ad una manica di incompetenti e intrallazzoni ambiziosi affamati di potere eletti in parlamento tra le file del M5S.

Lo stesso per quanto riguarda le politiche dell’accoglienza e l’organizzazione dei centri di accoglienza che nei piani del ministro passerebbe dalle associazioni No profit come la Caritas e alcune Coop alle multinazionali specializzate nel business dell’accoglienza già operative in Svizzera e Germania con il conseguente ulteriore travaso di risorse dal territorio, se consideriamo che i centri di accoglienza che operano sul territorio necessitano di personale, alla finanza che specula sulla disperazione.

Tra una minaccia e una promessa Matteo Salvini ha fatto votare ai 5 stelle tutti i provvedimenti che realizzavano i programmi della Lega e del centro destra, ma l’unico che avrebbe salvato Di Maio e soci dal suicidio politico ha risposto “niet”, la Lega vota contro i 5 stelle e lo stesso fanno il P.D. e il centro destra a dimostrazione che il movimento che conta il 33% dei consensi in parlamento a seguito delle politiche del 4 marzo 2018 è così isolato e debole da non riuscire a esprimere nessuna delle premesse e delle promesse con cui si era presentato agli elettori e poco importa se ha distribuito qualche spicciolo con il reddito di cittadinanza.

In questo contesto Di Maio cerca di recuperare consensi e credibilità nel paese annunciando il salvataggio della Pernigotti e della salvaguardia dell’occupazione, ma anche questa è il frutto avvelenato della propaganda perché come già abbiamo anticipato su un articolo precedente non c’è nessuna garanzia ne sul salvataggio dello stabilimento e neppure sulla reale capacità occupazionale dei due gruppi che,attenzione, hanno acquistato due rami d’azienda di quello che rimane della Pernigotti, ma non la “Pernigotti 1860” che resta di proprietà dei turchi della famiglia Toksoz e in Turchia continueranno a produrre, distribuire e commercializzare il cioccolato, praline, torrone e creme spalmabili.

L’operazione per l’acquisizione dei due rami d’azienda da parte del gruppo Spes è vincolata all’aiuto economico di Stato e Regione per ammodernare lo stabilimento.

Diversamente non se ne farà nulla.

Dice Emendatori: sarà fondamentale l’aiuto economico dello Stato poiché devono essere rifatti gli impianti, e non solo.

Antonio Di Donna, presidente del gruppo Spes, ricorda: “Il nostro impegno a Novi Ligure sarà per dieci anni e dovrà essere supportato da un impegno economico sia della Pernigotti sia della Regione e del Mise”.

La propaganda del ministero ha nascosto tutto questo e non c’è il minimo accenno nelle comunicazioni dell’Ufficio Circonvenzione di Elettore Incapace del M5S, sicuramente per una piccolissima dimenticanza.

Sempre l’ufficio della propaganda del vice premier Di Maio annuncia e che il cottimo, nel caso dei rider, è stato abolito per decreto e Di Maio si arrabbia perché ci ha messo la faccia, ma gli facciamo notare che anche in questo caso racconta fregnacce perché ai rider è stata posta la condizione di dover accettare almeno un incarico ogni ora. E questo lo dicono i rider, non noi.

Salvini è a colloquio con il presidente del consiglio Giuseppe Conte, ma che si tatti di un rimpasto con cui viene defenestrato il ministro Toninelli,(Tontinelli per gli amici), che si tratti della formalizzazione della crisi di governo “il suicidio perfetto del Movimento 5 Stelle è servito”.

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