Mese: luglio 2019

ROMA. LA POLITICA DELL’ODIO HA SPORCATO LA MEMORIA DEL VICE BRIGADIERE MARIO CERCIELLO REGA.

Il vice Brigadiere dell’arma dei carabinieri Mario Cerciello Rega si dedicava alla cura dei senza fissa dimora vivono nei pressi della Stazione Termini tutti i martedì sera.

Certa politica ha sporcato non solo la memoria di un militare che al’arma ha dedicato la sua vita, ma anche una persona che fuori dal lavoro si dedicava ai più deboli.

I nostri politicanti da strapazzo, pronti a sfruttare ogni occasione per instillare odio nelle persone dovrebbero tacere e vergognarsi di quanto scritto e detto. La biografia di Mario Cerciello Rega raconta di una persona che ha dato la vita per il suo lavoro e non per la politica. Ucciso probabilmente non da nord africani come il ministro dell’odio ha immediatamente indicato e accogliendo un coro di approvazione dalla Meloni e da altri politici, ma da due ricchi turisti americani, di cui uno reo-confesso a seguito del sequestro di una borsa piena di cocaina.

Mario sposato da 40 giorni che dedicava il suo lavoro per far rispettare la legge e il suo tempo libero per aiutare quanti sono in difficoltà.

Noi non intendiamo in alcun modo strumentalizzare una morte assurda, una tragedia umana che ha distrutto una famiglia appena costruita e con chissà quante difficoltà.

Quella che ci fa, però schifo e lo ripetiamo schifo perché proviamo orrore quando davanti alla morte di un carabiniere è stata scatenata l’ennesimo tam tam di odio contro i migranti, incolpevoli almeno in questo caso, e un pogrom verbale sui social network che è servizio ad aizzare l’odio sociale nei confronti dello straniero,forse per dare ancora giro di vite alla compressione delle nostre libertà individuali.

Sappiamo per certo che non è il colore della pelle a fare di un uomo un assassino oppure un buono e non sarà il fatto di aver arrestato i probabili autori dell’assassinio di un carabiniere a farlo ritornare in vita.

Quello di cui oggi sentiamo il bisogno, si chiama sicurezza sociale, lavoro, benessere economico e personale, ma ci ritroviamo ancora una volta a vivere la tragedia di un paese che a distanza di pochi mesi deve èpiangere la vita di un secondo carabiniere ucciso a distanza di pochi mesi, l’altro,Vincenzo Carlo di Gennaro, ucciso nel centro di Foggia lo scorso 13 aprile.

I facili proclami, gli slogan e le “stronzate” propagandistiche le lasciamo al ministro Matteo Salvini e DiMaio con i loro: “lavori forzati in carcere finché campa” (Salvini) e di “carcere a casa loro” (Di Maio), che so è distinto per aver superato nei pregiudizi e nel razzismo il suo inafferabile collega.

Chi è il ministro competente per le tutele dovute alle forze dell’ordine nello svolgimento delle loro funzioni e il sindaco di Roma competente per la città fuori controllo e qual è la coalizione che governa Foggia?

Ministri, sindaci e giornalisti prono al potere preferiscono ancora una volta abbattere la mannaia anti-buonista, per la morte di Mario Cerciello Rega, contro gli ultimi, quelli che Mario Cerciello aiutava, quasi a significare che la questione della sicurezza si risolve con la chiusura dei porti e dei confini, fomentando altro l’odio sui social da parte di quelli che già esultavano per la morte di 150 persone nel Mediterraneo, comprese le foto dei figli sull’immagine del profilo e accompagnata dallo slogan “verità per Bibbiano”.

Mangime per pesci definivano i morti dell’ultimo naufragio con un tale sprezzo per la vita che chiedere “verità per Bibbiano” sembra una battuta comica. Paradossi e frasi che non hanno nulla da invidiare all’odio che i nazisti avevano nei confronti degli ebrei.

E i davvero non ha niente di diverso rispetto a quello dei nazisti verso gli ebrei.

Un Paese incapace di ritrovare la solidarietà umana, un paese che disumano che gode solo alla vista di centinaia di morti in mare, ma che è capace di indignarsi solo se la morte del carabiniere è avvenuto per mano nord africana, altrimenti nulla la morte di Mario non fa notizia, un paese che è stato capace di indignarsi per l’arresto dei due marò in India, ma che ha completamente dimenticato il nome della ragazza, la cooperante, Silvia Romano, sequestrata in Kenia da sette mesi.

Un Paese che posta frasi contro Roberto Saviano al quale il ministro vuole togliere la scorta indifferente al destino cui andrebbe incontro, ma che anche in caso di assassinio non potrebbe essere strumentalizzato come la vicenda in cui un carabiniere viene ucciso da due nord africani.

 Un Paese imbruttito che non nasconde più il suo odio razziale, ma lo ostenta e lo fomenta ad ogni occasione, sia quando viene ammazzato un carabiniere :“Sono stati due nordaricani, due risorse, come direbbe Laura Boldrini”, ha commentato a cadavere ancora caldo Mario Giordano, maitre a penser del salvinismo -, sia quando centocinquanta esseri umani muoiono in mezzo al Mediterraneo.

Un Paese che mastica e sputa indignazione senza alcuna coerenza.

Se non quella dell’odio nei confronti degli stranieri e di chi li aiuta.

Anche quando è un carabiniere morto ammazzato sulle strade di Roma.

ROMA. CARABINIERI-VICEBRIGADIERE UCCISO A COLTELLATE NELLA NOTTE. IL COMUNICATO DELL’ARMA.

Omicidio: Carabiniere accoltellato durante lo svolgimento del servizio.

Comando Provinciale di Roma – Roma, 26/07/2019

Un vice brigadiere dei Carabinieri è deceduto, in servizio, questa notte, a Roma dopo essere stato accoltellato da un individuo, probabilmente un cittadino africano nel corso di un servizio per assicurare alla giustizia gli autori di un reato. Il sovrintendente, con altri colleghi che stavano svolgendo le indagini, si era appostato per fermare due persone ritenute responsabili di un furto e conseguente tentativo di estorsione, quando una delle due ha estratto un coltello e ha ferito più volte il vicebrigadiere dei Carabinieri mortalmente. Inutili i soccorsi presso l’ospedale S. Spirito dove il militare è poi deceduto.  

ALESSANDRIA. “I BAMBINI NON SI TOCCANO” CAMMINATA PER LE VIE DEL CENTRO. MA FACCIAMO CHIAREZZA SU QUANTO ACCADUTO A BIBBIANO.

Alessandria, 25 luglio 2019

PUBBLICHIAMO VOLENTIERI IL COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI ALESSANDRIA IN CUI SI ANNUNCIA UNA CAMMINATA IN DIFESA DEI MINORI, SPECIALMENTE DOPO I FATTI DI BIBBIANO, MA VOGLIAMO ANCHE FARE CHIAREZZA SU QUANTO E’ ACCADUTO A BIBBIANO, LO STATO DELLE INDAGINI E LE ATTRIBUZIONI DI RESPONSABILITA’ PER EVITARE CHE LA MANIFESTAZIONI IN DIFESA DEI BAMBINI SI TRASFORMI NELL’ENNESIMO TENTATIVO DI STRUMENTALIZZARE POLITICAMENTE LA VICENDA ED EVITARE CHE SI RIPETANO FENOMENI DI SCIACALLAGGIO SULLA PELLE DEI BAMBINI.


COMUNICATO STAMPA

‘I bambini non si toccano’
Si comunica che lunedì 29 luglio si svolgerà la camminata ‘I bambini non si toccano’, organizzata da Lucia Sarmentino in collaborazione con Barbara Tettei.


L’evento, con partenza da piazzetta delle Lega, alle ore 20.30, si snoderà per le vie del centro per sensibilizzare contro i fatti di Bibbiano.


All’iniziativa parteciperanno il vicesindaco, Davide Buzzi Langhi ed alcuni consiglieri comunali.
MA SULLA VICENDA DI BIBBIANO BISOGNA FARE CHIAREZZA PER EVITARE OPERAZIONI DI SCIACALLAGGIO E STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE PERTANTO ALLEGHIAMO UN ARTICOLO GIA’ PUBBLICATO DAL NOSTRO GIORNALE CHE RIPERCORRE I FATTI DEI BAMBINI TOLTI ALLE FAMIGLIE E DATE IN AFFIDO.

Il “partito di Bibiana” è in realtà una bufala costruita per infangare l’opposizione politica al governo e il partito democratico.

L’indagine dei Carabinieri di Reggio Emilia ha portato agli arresti domiciliari 18 persone per traffico di minori nel comune di Bibbiano.

L’indagine: “Angeli e Demoni” su un presunto sistema illecito di gestione dei minori in affido sorretto sulla manipolazione delle testimonianze dei bambini da parte di assistenti sociali e psicologi.

Il giudice delle indagini preliminari,Luca Ramponi, nell’ordinanza scrive che gli indagati sono accusati a vario titolo di frode processuale, depistaggio, maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, abuso d’ufficio, peculato d’uso e lesioni gravissime.

L’accusa spiega che alcuni funzionari pubblici, assistenti sociali e psicologi avrebbero fatto parte di un’organizzazione criminale volta a togliere bambini a famiglie in difficoltà e affidarli, dietro pagamento, a famiglie di amici o conoscenti.

Molto resta da chiarire mentre altri aspetti della vicenda sono già stati ridimensionati.

L’inchiesta secondo quanto riportato sarebbe iniziata nel 2018 a seguito delle troppe denunce presentate dai servizi sociali contro genitori accusati di aver compiuto violenze nei confronti dei propri figli.

Il fulcro dell’indagine è rappresentata dai servizi sociali dell’Unione Val d’Enza, un consorzio di sette comuni che condividono la gestione di molti servizi. 

I pubblici ministeri di Reggio Emilia indagano su presunti illeciti commessi dagli psicologi e gli assistenti sociali coinvolti per trarre guadagni illeciti sfruttando l’affidamento dei bambini, Sempre secondo l’accusa avrebbero falsificato documenti e manipolato le dichiarazioni dei bambini in modo che emergessero situazioni di abusi e violenze in famiglia ,che non sarebbero mai avvenute, tali da giustificare il loro affido ad altri nuclei familiari.

Le intercettazioni telefoniche farebbero emergere situazioni in cui in apparenza venivano segnalate, da parenti o conoscenti, situazioni che potevano far pensare che ci fossero stati abusi sessuali o maltrattamenti, come una frase riportata da un bambino ai maestri di scuola o una denuncia di un parente che potevano essere comportamenti interpretabili, e di fatto interpretati puntualmente dagli assistenti sociali e psicologi indagati in termini di erotizzazione precoce.

Le segnalazioni e relazioni venivano inviate all’Autorità Giudiziaria Minorile e alla Procura della Repubblica del tribunale di Reggio Emilia ed erano elaborate in modo da manipolare le reali dichiarazioni dei bambini.

Quanto bastava per ottenere l’allontanamento dei bambini.

I minori venivano in seguito ospitati in una struttura pubblica di Bibbiano, “La Cura”, nata come un centro di sostegno per i minori vittime di violenza e abuso sessuale, gestita da una onlus di Moncalieri, “Hansel e Gretel”: il centro privato specializzato in abusi su minori gestito da Claudio Foti e da sua moglie, entrambi indagati.

Foti è uno dei principali esperti in Italia di lavoro con bambini vittime di abusi, è autore di diversi testi e ha formato decine di altri psicoterapeuti.

Le accuse rivolte al centro sono che i bambini sarebbero stati sottoposti a sedute di psicoterapia e gli psicologi che avrebbero ricevuto dal comune compensi di circa 135 euro a seduta, a fronte della media di 60-70 euro e nonostante il fatto che l’Asl potesse farsi carico gratuitamente del servizio.

Il danno economico per l’Asl di Reggio Emilia e per l’Unione sarebbe quantificabile in 200 mila euro.

ALESSANDRIA. IL COMUNE TAGLIA I FONDI PER L’ASSISTENZA.

COMUNICATO STAMPA

TAGLI AL C.I.S.S.A.C.A. + EMERGENZA – FONDI IL COMUNE DI ALESSANDRIA

TAGLIA 150.000 EURO SUL 2019

Apprendiamo del taglio di 150.000 euro a valere sul 2019.

Cgil Cisl e Uil sono indignate e contrarie al taglio dei fondi al C.I.S.S.A.C.A. mentre cresce l’emergenza di bisogni assistenziali, dai minori agli anziani. Ciò è ancor più grave se si considera che incide sui progetti in corso, il che significa tagliare le attività già programmate. Il C.I.S.S.A.C.A. era già in affanno per rispondere ai bisogni strutturali dovuti principalmente a una popolazione sempre più anziana, come tutti i dati statistici dimostrano.

Con questi tagli non si riuscirà più a rispondere nemmeno all’emergenza, vale a dire a quelle situazioni drammatiche che senza il sostegno mandano persone e famiglie sul lastrico. Ieri si è tenuto l’incontro con il C.I.S.S.A.C.A. chiesto da Cgil Cisl e Uil per fare il punto su BISOGNI, RISORSE E SERVIZI, a cui deve rispondere il Consorzio.

Cgil Cisl e Uil chiedono all’Amministrazione Comunale di tornare sui suoi passi e una forte presa di posizione del Consiglio Comunale.

Alessandria, 25 luglio 2019

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