Mese: luglio 2019

TORINO. INCONTRO CON L’ASSESSORE ALLA SANITA’.

COMUNICATO STAMPA

Sanità – Regione Piemonte

Ravetti Domenico – Capogruppo PD – “Finalmente si è tornati alla realtà. Nessun buco allarmante. Ora si lavori al Piano sociosanitario” Finalmente siamo passati dalle discussioni sui giornali al confronto in commissione. Questa mattina l’assessore Icardi nella sua informativa ha precisato che il disavanzo finale, anche grazie all’uso di fondi extra, sarebbe di circa 14 milioni di euro, una situazione ben più governabile rispetto ai paventati 450 milioni che emergono dai bilanci preventivi e che potremo analizzare solo quando saranno messi a disposizione i dati dei consuntivi trimestrali. La preoccupazione dell’assessore è relativa al 2020 e al 2021, ed è una preoccupazione condivisibile perché la spesa per i farmaci innovativi ed il costo del rinnovo del contratto di lavoro richiedono che si apra con il Governo una discussione sulla quantificazione del fondo sanitario, altrimenti la maggiore spesa verrà scaricata sulle Regioni. Questo è il vero allarme ed è necessario che Cirio ed Icardi chiedano al Governo di aprire urgentemente una trattativa che porti ad un aumento della quota del fondo sanitario. Governare significa trovare il punto di equilibrio tra la capacità di erogare servizi e la compatibilità economica. Nei cinque anni passati la Giunta Chiamparino ha fatto scelte precise per contenere la spesa, come ha riconosciuto lo stesso assessore Icardi, senza recare ulteriori disagi ai cittadini. E’ importante sottolineare, in particolare, il contenimento della spesa farmaceutica attraverso le gare centralizzate. In merito, poi, all’apertura alla sanità privata annunciata da Cirio, è importante chiarire che i maggiori fondi per gli erogatori privati non vadano a discapito della sanità pubblica. Quindi, come ha intenzione di fare Icardi? Come Pd, poi, crediamo sia urgente che la Regione si doti di un piano socio – sanitario per affrontare questioni non più differibili come le cronicità, la non – autosufficienza e le post-acuzie. Se si ritiene che queste siano priorità, allora bisogna fare scelte precise in termini di politica sanitaria.

Domenico Ravetti Presidente Gruppo Consigliare PD

ALESSANDRIA. ALLARME NEL CENTRO COMMERCIALE BENNET PER LA CADUTA DI UN AEREO ULTRA LEGGERO IN AUTOSTRADA.

L’allarme è scattato questa mattina intorno alle 10 nella frazione di Alessandria, Astuti San Michele di fronte al centro commerciale Bennet.

A dare l’allarme alcuni dipendenti del centro commerciale e un gruppo di clienti che hanno notato il veicolo in difficoltà puntare il terreno seguito da uno scoppio fragoroso, che ha immediatamente fatto pensare al peggio.

Sul posto e nelle immediate vicinanze è iniziata la ricerca dell’aereo, prima da parte dei dipendenti del centro, in seguito da numerose pattuglie di polizia e carabinieri. Poco dopo aver iniziato le ricerche dell’ultraleggero è stato ritrovato sulla corsia di emergenza dell’autostrada A26 Genova-Gravellona Toce, all’altezza al km 65 tra gli svincoli di Alessandria Sud e della A 21 Torino-Piacenza. Morto il pilota del veicolo mentre nessun altro veicolo è stato coinvolto nell’incidente.

Lo schianto in cui ha perso la vita è avvenuto in una zona molto impervia, coltivata a granturco che in questo periodo supera abbondantemente i due metri fino a due metri e mezzo, tutto intorno si stendono boschi, sterpaglie e acquitrini.

Le forze dell’ordine con i vigili del fuoco, un elicottero del 118 e un aereo di appoggio continuano a perlustrare la zona, ma a questo momento non si hanno notizie del ritrovamento di altre persone coinvolte nell’incidente.

ROMA. SBATTERE IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA NON FARA’ RESUSCITARE MARIO CERCIELLO REGA.

Sbatti il mostro in prima pagina. Ma farlo non serve a far ritornare in vita Mario, il carabiniere ucciso dal mostro.

foto Cristian Gabriel Natale Hjort

Trattato come un mostro dalle forze dell’ordine che lo esibiscono, anche con una certa soddisfazione per gli ultrà del giustizialismo a corrente alternata, come la preda e ripropongono il proprio ruolo di vendicatori.

La foto del prigioniero seduto e bendato, Christian Gabriel Natale Hjort, lo studente diciannovenne arrestato per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, rilanciata con la consueta violenza dalla Lega del ministro dell’odio Matteo Salvini, è la carne da macello lanciata nell’arena affollata di mostri pronti a scarnificare l’assassino, a strapparne le carni dalle ossa per la sete di vendetta e che fa aumentare la loro voglia di sangue.

L’effetto che il ministro dell’odio voleva ottenere è quello di aumentare la virulenza dei suoi sostenitori, incitarli a urlare che se lo merita, con uno così non bisogna usare le buone maniere, ma anzi deve scontare la sua pena ai lavori forzati, deve stare per il resto della sua vita con una palla al piede e il piccone in mano a spaccare pietre.

Gli stessi toni usati dal ministro dell’odio che avrebbe preferito due assassini nord africani, ma ormai tanto vale usare lo stesso linguaggio con la stessa richiesta, alla quale si sono associati altri politici destroidi, che devono marcire in carcere, essere posti ai lavori forzati oltre a una serie di pene non previste dal nostro codice penale che mostra come la Lega e le destre siano digiune di codice, ma impregnate di giustizia sommaria che risponde al sangue con il sangue, che vorrebbe sprofondarci nella legge del taglione ed è pronta a scambiare la vendetta per il buonsenso.

La foto è un’offesa per le migliaia di servitori dello stato che tutti i giorni si sacrificano e sacrificano le loro famiglie sull’altare della legalità. E’ un offesa alla memoria di Mario Cerciello Rega che ha sacrificato la propria vita per servire lo Stato e le sue regole, che si è messo al servizio dei poveri, dei diseredati quando era fuori servizio e non si è mai abbandonato a soddisfare la voglia di gente affamata di lividi e di torture.

La foto che renderà nulla la confessione dell’assassino in qualsiasi tribunale. La foto che sprofonda lo stato di diritto nel fango e si pone sullo stesso piano degli assassini svilendo secoli di studi e di storia che dovrebbero renderci un Paese civile agli occhi del mondo.

La foto rappresenta il segno del risultato che è stato raggiunto dalla campagna di odio studiata, organizzata e messa in atto scientemente dal ministro dell’interno che con tutto il suo staff della comunicazione è sempre pronto a alzare il tiro pur di conquistare qualche pugno di voti.

La foto a differenza dell’arresto degli assassini di Mario non ha nulla di civile di cui andare fieri.

L’episodio non è sfuggito all’uomo con il grado più alto dell’Arma dei Carabinieri che è prontamente intervenuto per condannare l’episodio e annunciare un’indagine interna per individuare i responsabili.

La foto del giovane seduto alla sedia, bendato e ammanettato diffusa e semplicemente schifosa, lo stesso lo facevano e fanno i regimi autoritari tanto in voga negli slogan delle destre, ed è facile indovinare lo schifo che proviamo nei confronti di cavalca un atto gravissimo come l’omicidio del carabiniere Mario che è stato strumentalizzato e ucciso una seconda volta da chi in fondo non gli frega niente della morte di una persona che aveva scelto la professione del carabiniere, ma che è stato utile per lanciare l’ennesima campagna di odio contro il povero e lo straniero.

ALESSANDRIA. L’ULTIMO TEST FINISCE IN PARI. SARTORE L’AGGIUSTA.

Ultimo test per la squadra. Sartore aggiusta il punteggio, ora testa al Monza.

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foto Andrea Amato

Ultimo test pre-campionato per i Grigi, oggi scesi in campo in allenamento congiunto con il Seregno. Occasione per presentare le nuove divise, scelte dai tifosi nello scorso campionato tramite un sondaggio.

Chiarello pericoloso dopo 5 minuti di gioco, la difesa lombarda si libera bene e pallone al portiere. Il Seregno all’8’ zittisce lo stadio con una splendida rete di Bertani che da fuori area calcia di potenza e Valentini osserva il pallone infilarsi sotto la traversa.

L’Alessandria non demorde e al 20’ Chiarello tanta una rovesciata impossibile che non inquadra lo specchio della porta. Un giro di orologio dopo Lupu si rifugia in corner parando il tiro di Gazzi. Il cross dalla bandierina lo recupera di destro Sartore che insacca riportando il risultato in parità. Al 39’ Chiarello recupera la palla e davanti alla porta tira deciso ma Lupu blocca.


Nel secondo tempo, Grigi vicini al goal al 54’ con Sartore. Lupu, però, anche questa volta dice di no all’attaccante. Al 67’ Chiarello nuovamente vicino al goal ma ancora una volta l’estremo difensore lombardo gli nega la rete. La partita continua e il tempo si esaurisce, l’arbitro fischia la fine e fissa il tabellino sull’1 a 1.

Un pari che lascia molti dubbi, i Grigi hanno un impronta di gioca ma devono ancora imparare a gestirla al meglio sfruttando gli spazi ed i tempi morti portati da esso. La testa ormai è improntata verso domenica prossima contro il Monza, partita valida per la Coppa Italia.

Foto e articolo Andrea Amato

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