Mese: luglio 2019

ALESSANDRIA. IL 74° MOTORADUNO INTERNAZIONALE DELLA MADONNINA DEI CENTAURI. LA PHOTOGALLERY EDIZIONI PRECEDENTI.

I gruppi di motociclisti in arrivo dal tutta Europa stanno arrivando in città per il 74° motoraduno internazionale della Madonnina dei centauri, una parte consistente si fermerà nella città di Alessandria mentre un altra parte farà tappa a Castellazzo Bormida dove è in programma la “mezzanotte bianca” per intrattenere gli ospiti giunti sdulle due ruote.

Sabato si inizia subito con la una gita di 120 Km per fare tappa a Castellania, paese di Fausto Coppi, dove i centauri sosteranno per il pranzo.

Alle 15 partenza per l’aperitivo a Moleto, la gita si concluderà con l’arrivo nel piazzale del Santuario della Madonnina dei Centauri a Castellazzo Bormida.

Domenica sarà la giornata conclusiva del motoraduno con il corteo da Alessandria per Castellazzo e ritorno.

Il programma completo su:

FORLI’. G.di F. OPERAZIONE FANTACALCIO. LE INDAGINI SUL CESENA CALCIO E LE FALSE PLUSVALENZE.

Comando Provinciale Forlì

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì stanno eseguendo l’ordinanza con la quale il GIP del Tribunale di Forlì (dott.ssa Monica Galassi), su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto una misura interdittiva di “divieto di esercitare attività d’impresa” nei confronti del principale indagato ed il sequestro preventivo di beni per il valore complessivo di circa 9 milioni di euro.

L’attività eseguita dal Gruppo di Cesena giunge nell’ambito di complesse indagini che hanno interessato la locale società di calcio che è stata dichiarata fallita nell’agosto del 2018.

Le investigazioni effettuate dalle fiamme gialle hanno tratto origine da attività informativa svolta nel mese di febbraio del 2018, in merito a possibili condotte illecite connesse alla compravendita di giovani calciatori avvenute tra la società fallita (già militante nel campionato di calcio di serie B) e il Chievo Verona.

In ragione delle informazioni acquisite la Procura della Repubblica di Forlì ha immediatamente avviato il relativo procedimento penale che ha indotto a ipotizzare fondatamente la commissione dei reati di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e i reati tributari di emissione ed utilizzo di fatture false.

Nello specifico è emerso che, negli anni dal 2014 al 2018, il Cesena Calcio ed il Chievo Verona hanno effettuato delle reciproche compravendite di calciatori minorenni che, in realtà, si verificavano solo cartolarmente (atteso che il giocatore non si trasferiva mai presso la nuova società in ragione della contestuale stipula del “prestito”) ed a valori del tutto sproporzionati. I giovani atleti, infatti, oltre a non venir mai utilizzati dalla società acquirente venivano addirittura “prestati” a squadre dilettantistiche.

In tale ambito è ad esempio significativa la vicenda di un giovane calciatore, ceduto dalla squadra veneta alla romagnola al prezzo di 1,8 milioni di euro, che ha deciso addirittura di smettere di giocare a calcio in quanto mai schierato proprio a causa del suo scarso valore tecnico.

Le false plusvalenze ricostruite nel periodo 2014-2018 ammontano a quasi 30 milioni di euro e costituivano l’escamotage per mantenere in vita una società che avrebbe dovuto richiedere l’accesso a procedure fallimentari da diversi anni e che continuava ad omettere con sistematicità il versamento delle imposte trasformando tale espediente straordinario nella normalità della gestione imprenditoriale. Il debito accumulato con l’Erario ammontava a oltre 40 milioni di euro.

Tali illecite operazioni, confermate da alcuni indagati nel corso di conversazioni telefoniche intercettate, hanno comportato la completa alterazione dei bilanci delle due società che hanno potuto così riportare in positivo i risultati di esercizio pur essendo, in realtà, in perdita ed omettendo così l’adozione delle misure di ripristino del patrimonio previste dalla legge.

Inoltre, grazie agli artifici contabili adottati, le due società hanno potuto formalmente rispettare le norme imposte dalla Federazione Italiana Gioco Calcio ed ottenere così l’iscrizione ai campionati di serie A e B nelle ultime 4 stagioni sportive.

AI reati tributari si sommano – come già anticipato – quelli di natura fallimentare che, peraltro, avevano portato la Procura della Repubblica di Forlì a richiederne il fallimento che è stato poi disposto nell’agosto del 2018. Numerose le distrazioni ricostruite e poste in essere anche dallo stesso presidente del Cesena Calcio che, nei giorni caldi del luglio 2018 – allorquando i tifosi erano in apprensione per le sorti della loro squadra, continuava a farsi pagare fatture per operazioni inesistenti al solo fine di svuotare i conti della società ed adottava accorgimenti per tutelare i propri beni personali in vista delle possibili azioni esecutive della magistratura.

Il provvedimento emesso è volto al recupero di somme complessive pari a:

  • 3,7 milioni di euro nei confronti del Chievo Verona e del suo attuale presidente;
  • 5,3 milioni circa nei confronti del Cesena Calcio e società satellite, oltre che del suo ex presidente e di altri 2 indagati.

In totale sono 29 le persone indagate nel procedimento penale.

BOLOGNA. G.di F.-CONFISCATI BENI PER 300 MILIONI DI EURO.

Comando Provinciale Bologna – Comando Provinciale Napoli

In data odierna i finanzieri del Comando Provinciale di Bologna e del Comando Provinciale di Napoli, hanno sottoposto a confisca un ingente patrimonio del valore di circa 300.000.000 di euro, in esecuzione di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria napoletana, riconducibile a P.A., cl. 1956, “imprenditore” operante nel settore immobiliare, condannato nell’ambito della nota operazione “Omphalos” per i reati di esercizio abusivo del credito ed intestazione fittizia di quote societarie e di beni, quest’ultimo con l’aggravante del cd. “metodo mafioso” per aver agevolato vari clan camorristici

L’odierno provvedimento costituisce un primo epilogo delle complesse indagini di polizia giudiziaria e di polizia economico-finanziaria condotte in stretta collaborazione dalle Fiamme Gialle felsinee e campane, in particolare dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna e Napoli, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia partenopea, che avevano portato, nel mese di luglio del 2017, all’arresto di 17 persone ed al sequestro di di beni del valore complessivo di 700.000.000 di euro.

Le attività investigative (sviluppate tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e attività di osservazione e appostamenti), le approfondite e sofisticate ricostruzioni dei flussi bancari e analisi societarie nonché le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia hanno consentito di ricostruire l’operatività di un articolato gruppo criminale legato a diversi clan camorristici.

L’organizzazione, operante in diverse regioni italiane – quali Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Lombardia – ma con base prevalente in Campania era risultata attiva in diversi settori illeciti, quali le truffe alle assicurazioni, l’esercizio abusivo del credito, gli investimenti immobiliari e l’intestazione fittizia di beni, effettuando in questo modo un’attività di reimpiego sistematico di enormi somme di denaro di provenienza illecita.

Dalle indagini era poi emerso come il gruppo camorristico fosse riuscito ad operare indisturbato anche grazie allo stabile e determinante appoggio di insospettabili colletti banchi; funzionari di banca e commercialisti infedeli i cui apporti si erano rivelati cruciali per la vita e l’espansione della compagine criminale.

La confisca eseguita ha interessato l’intero compendio patrimoniale e monetario illecitamente accumulato dall’imputato, costituito da un ingente numero di cespiti dislocato in 7 province (Bologna, Ravenna, Napoli, Caserta, Benevento, Latina e Sassari); si tratta, infatti, di ben 628 tra fabbricati e terreni, 16 autovetture, anche di lusso, rapporti bancari e partecipazioni societarie, il cui valore è risultato nettamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati dallo stesso e dal suo nucleo familiare.

ALESSANDRIA. PROVVEDIMENTI VIABILI PER IL RITORNO DE ”RITORNA BAMBINO IN VIA MILANO”

Per permettere lo svolgimento della manifestazione denominata “Ritorna Bambino in via Milano” in programma in via Milano e piazzetta Santa Lucia, d alle ore 18:30 alle ore 23:00 del 18 luglio 2019, sono vietati la fermata con rimozione forzata e il transito nelle seguenti vie:

  • via Trotti , nel tratto compreso tra via Alessandro III e via Milano,
  • via Milano , nel tratto compreso tra piazzetta della Lega e via Verona,
  • piazzetta San Lucia,
  • via Vochieri, nel tratto compreso tra via Rattazzi e piazzetta Santa Lucia,
  • via Migliara, nel tratto compreso tra via Vochieri e via Milano.

Da tali divieti sono esclusi i mezzi atti e per le sole operazioni di allestimento e successiva rimozione delle strutture mobili necessarie per lo svolgimento della manifestazione.

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