Mese: luglio 2019

REGGIO CALABRIA.POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE LIBRO NERO CONTRO LA ‘NDRANGHETA, 17 ARRESTI.

Reggio Calabria: operazione “Libro Nero” contro la ‘Ndrangheta, 17 arresti

Operazione “Libro Nero” a Reggio Calabria, la Polizia ha arrestato 17 persone, 12 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, appartenenti alla cosca Libri.

Gli indagati devono rispondere di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo,

con L’aggravate dell’agevolazione mafiosa, tentata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio.

Gli investigatori della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo di Roma, coadiuvati dagli operatori del Reparto prevenzione crimine, hanno eseguito anche numerose perquisizioni e sequestri di imprese e società del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, il cui valore complessivo è di diversi milioni di euro.

L’indagine ha consentito di ricostruire gli assetti e le dinamiche operative della cosca Libri, una delle più potenti articolazioni della ‘ndrangheta unitaria, che controllava nella città di Reggio Calabria i quartieri Cannavò, Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio e le frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana.  

In particolare è stato svelato come affermati imprenditori e politici locali e regionali fossero totalmente sottomessi alle volontà della cosca con cui facevano affari: godendo degli occulti finanziamenti e delle protezioni derivanti dalla stessa, hanno assunto posizioni di assoluto rilievo nei loro ambiti operativi, beneficiando da un lato della protezione della ‘ndrangheta, al fine di avviare e far crescere in modo esponenziale le proprie attività imprenditoriali, e finanziandola dall’altro.

Nella prospettiva di un maggiore ed efficace sviluppo dei propri interessi criminali, la cosca Libri, oltre ad essere perfettamente in grado di interferire nelle dinamiche economico-imprenditoriali locali, è stata allo stesso tempo capace di infiltrarsi in quelle politico-elettorali del territorio cittadino, gestendo un consistente bacino di voti, convogliandoli a favore di personaggi compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici, nell’ambito di un rapporto basato sul do ut des, destinato a favorire non solo la singola associazione mafiosa, ma il sistema ‘ndranghetistico nel suo complesso.

L’attività d’indagine ha fornito importanti elementi sulla centralità del ruolo esercitato dalla cosca in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale del novembre 2014. In quella tornata elettorale, parte del proprio cospicuo bacino di preferenze elettorali venne convogliato verso un politico di Reggio Calabria poi eletto al Consiglio della Regione, in cambio di favori.

Tra gli elementi di vertice della cosca Libri sono stati arrestati due noti imprenditori del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, un politico regionale, un avvocato penalista e un medico dentista.

A finire agli arresti domiciliari invece sono stati anche un consigliere regionale, un politico locale e un appartenente alle forze dell’ordine, con l’accusa di concorso in tentata corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Il patto corruttivo prevedeva che il politico regionale avrebbe dovuto ricevere, in cambio di favori, informazioni riservate su processi in corso, dall’appartenente alle forze dell’ordine, attraverso la mediazione del politico locale.

ROMA. G.di F.-Associazione per delinquere, corruzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso, misure cautelari per 13 persone.

Nucleo Speciale Polizia Valutaria

Nella mattinata odierna il Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, sta dando esecuzione a un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino impositiva della misura cautelare personale nei confronti di tredici persone (quattro in carcere, sei agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso.

Le indagini hanno consentito di far emergere l’operatività su Roma (in particolare, presso la circoscrizione del V Municipio) di uno strutturato e collaudato sodalizio criminale, composto da soggetti di nazionalità bangladese, finalizzato a favorire – a scopo di profitto – la permanenza illegale sul territorio italiano per lo più di propri connazionali, violando i presupposti giuridici per il rilascio e/o il rinnovo dei permessi di soggiorno.

In estrema sintesi, il sistema illecito ricostruito dai finanzieri – anche attraverso attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti ed osservazione – ha permesso di individuare specifici ruoli e responsabilità, tra cui:

  • il contributo attivo di nove cittadini bangladesi (A.H. classe ’80 quale promotore del sodalizio, S.U. classe ’80, S.H., classe ’87, K.B. classe ’68, M.A.K.P. classe ’66, M.F., classe ’82, M.A.Y. classe ’73, R.K. classe ’88 e T.A. classe ’88) costituenti una vera e propria “agenzia di fatto”, con il compito di “reclutare” la clientela interessata a concludere pratiche amministrative presso l’anagrafe comunale con un tariffario variabile tra gli 80 e gli 800 euro complessivi, “gestire” i successivi appuntamenti presso il Municipio, ritirare i relativi certificati di residenza e occuparsi delle “questioni” relative agli immobili utilizzati; uno di tali soggetti, titolare di un’attività di assistenza fiscale, era deputato all’accensione/cessazione di partite IVA, nonché al rilascio di dichiarazioni fiscali fittizie;
  • la compiacenza di tre dipendenti dell’Anagrafe capitolina (A.A., classe ’66, A.L., classe ’55, S.T., classe ’60) che – dietro compensi variabili generalmente tra i 50 e i 100 euro per ogni pratica evasa – emettevano certificati di residenza falsi o rilasciavano (anche in bianco, da utilizzare a seconda delle necessità) prenotazioni per appuntamenti in assenza di ragioni di urgenza. Peraltro, A.A. ha proseguito nell’attività corruttiva, anche se trasferita ad altro incarico, mantenendo contatti con gli organizzatori al di fuori del Municipio (con reiterati incontri in locali pubblici, quali bar) utilizzando spesso nelle conversazioni tra loro la messaggistica Whatsapp;
  • il coinvolgimento di due italiani (M.P., classe ’28 e M.S., classe ’72), proprietari di immobili (nelle zone di via di Tor de Schiavi e nel quartiere Casal Monastero), disponibili a redigere contratti d’affitto o di comodato d’uso con persone che poi effettivamente non vi dimorano, ovvero ad attestare simulatamente dichiarazioni di ospitalità. In un caso, l’appartamento di via Tor de’ Schiavi è stato locato a n. 17 cittadini extra-comunitari, con offerte di ospitalità dell’alloggio ad altri n. 32 cittadini stranieri. I proprietari degli immobili venivano spesso “istruiti” sulle dichiarazioni da rendere al vigile urbano in caso di controllo.

I pagamenti illeciti all’organizzazione per le “pratiche” evase avvenivano per lo più in denaro contante oppure attraverso ricariche su carte postpay.

ALESSANDRIA. L’ADUNATA DEL TRICOLORE 2021, PRESENTATA LA CANDIDATURA.

Alessandria, 31 luglio 2019

   COMUNICATO STAMPA

L’Adunata del Tricolore. Alessandria 2021
Candidatura della sezione A.N.A. Gen. Camillo Rosso
per lo svolgimento della 94a Adunata degli Alpini in Alessandria

La Città di Alessandria è candidata per aggiudicarsi lo svolgimento della 94° Adunata Nazionale degli Alpini nel 2021.
L’evento, in programma nel secondo week end di maggio nel 2021, è conteso fra il nostro capoluogo e le città di Brescia, Matera e Udine.
Per portare avanti l’iter necessario che culminerà nella comunicazione della assegnazione definitiva della sede (prevista per il prossimo 9 novembre) oggi, mercoledì 31 luglio è in programma nella nostra città un sopralluogo effettuato dai consiglieri nazionali degli Alpini che esamineranno tutti gli spazi utili e valuteranno come sarà possibile organizzare la logistica generale dell’evento.
Nel corso della visita ispettiva saranno esaminati alcuni luoghi di interesse in particolare per l’insediamento del Comitato Organizzatore dell’Adunata (locali dei Giardini Pittaluga, Villa Guerci), le vie pedonali del centro città per organizzare il percorso della Bandiera di Guerra, oltre a valutare quello che potrebbe essere il percorso della sfilata, i luoghi delle cerimonie, la zona di ammassamento e i parcheggi. E’ prevista anche una visita alla Cittadella.
La candidatura della Città di Alessandria è stata proposta dagli esponenti della sede alessandrina dell’ANA ed è sostenuta dalla Regione Piemonte, dalla Provincia e dal Comune di Alessandria e dai comuni centri zona.
Le motivazioni che stanno alla base della candidatura sono le seguenti:
In Italia, il Tricolore sventolò pubblicamente per la prima volta in Cittadella l’11 marzo 1821. Da Alessandria, dove si erano radunati patrioti provenienti da ogni parte del Piemonte, partì l’insurrezione piemontese per chiedere alla monarchia sabauda di unificare l’Italia. Figura chiave e promotore del moto rivoluzionario fu l’alessandrino Santorre di Santarosa che, insieme ad altri Generali, diede vita ad una insurrezione dei reparti militari di Alessandria subito imitati dai presidi di Vercelli e Torino. L’avventura di Santarosa e degli altri carbonari terminò tragicamente, ma la vicenda è di indubbia importanza.
Issare, per la prima volta, il simbolo che rappresenta la nostra nazione è un riferimento importante dal momento che le precedenti adunate si sono sempre identificate, oltre che con il nome della città ospitante, anche con un fatto storico. Nel 2021, questo sarebbe particolarmente significativo perché ricorrerà il bicentenario della prima esposizione della bandiera nazionale.

L’adunata del maggio 2021 potrebbe essere dedicata all’alpino gen. Camilllo Rosso che ha lasciato una forte ed indelebile traccia, sia durante il suo servizio militare con ripetuti comportamenti eroici, sia, in seguito, con una vita associativa attiva nell’ambito della sezione alessandrina. Il pluridecorato generale Camillo Rosso, che di Alessandria fu anche podestà, ebbe un ruolo da protagonista nella presa del Monte Nero, l’importante vittoria della Prima guerra mondiale che avvenne ad opera dei due battaglioni alpini piemontesi di Exilles e Fenestrelle.

La Città di Alessandria ha un forte legame con gli Alpini per il sostegno e il contributo che hanno offerto durante la tragica alluvione del 1994 quando ‘Penne Nere’, provenienti da tutti Italia, si radunarono per offrire il proprio sostegno alla popolazione pesantemente colpita. Durante la ricostruzione, il rifacimento della scuola ‘Bovio’ venne effettuato dagli Alpini.

Si prevede che l’evento possa richiamare in città dalle 300 mila alle 500 mila persone e, pertanto, si configura come una iniziativa di forte impatto territoriale per le ricadute positive che ne potranno derivare.
La proposta di candidatura ha trovato un convinto appoggio delle istituzioni del territorio (Regione, Provincia e Comuni), ma anche dei rappresentanti delle associazioni di categoria delle principali forze economiche presenti.
Gli stessi cittadini hanno dimostrato il forte interesse di poter manifestare la propria vicinanza agli alpini e il desiderio di condividere le emozioni , gli spettacoli e le celebrazioni dedicate alla Adunata.
Si tratta di una grande opportunità non solo per la Città di Alessandria, ma per tutto il territorio provinciale che compattamente si è schierato insieme agli amici alpini per sostenere questa ambita e prestigiosa assegnazione che indiscutibilmente avrà un forte impatto su tutto il tessuto economico e sociale: è l’occasione per mettere in pista la più che necessaria unità del nostro territorio, prova generale per costruire insieme un progetto di sviluppo in armonia e serenità. Ad Alessandria gli alpini potrebbero trovare un ambiente ospitale, attento e orgoglioso di mettere in mostra il meglio di sé per onorare il loro l’arrivo e la loro permanenza.

ALESSANDRIA.CARABINIERI- DENUNCIATI QUATTRO GIOVANI PER IMBRATTAMENTO DL PONTE.

Denunciati quattro giovani per imbrattamento del ponte

Comando Provinciale di Alessandria – Cabella Ligure (AL), 30/07/2019

I Carabinieri della Stazione di Cabella Ligure, in seguito a segnalazioni del primo cittadino, hanno denunciato in stato di libertà quattro giovani dell’età compresa tra i 26 e 29 anni, di cui uno di nazionalità britannica, che hanno imbrattato parte della superficie di sostegno del ponte di collegamento tra l’abitato di Cabella Ligure e le Località Celio e Casa Zampa.
I giovani allontanatisi dal luogo del fatto sono stati raggiunti dai militari di Cabella Ligure, coadiuvati da quelli di Voltaggio e Serravalle Scrivia. 
I carabinieri sono riusciti ad acquisire prove inconfutabili nei confronti dei quattro giovani in quanto sono state sequestrato le bombolette spray utilizzate dai giovani “writers” per imbrattare il ponte nonché i telefoni cellulari utilizzati dagli stessi per fare foto e filmare video durante l’imbrattamento. Adesso sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria e dovranno rispondere del reato di imbrattamento aggravato in concorso.

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