ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. “I BAMBINI NON SI TOCCANO” CAMMINATA PER LE VIE DEL CENTRO. MA FACCIAMO CHIAREZZA SU QUANTO ACCADUTO A BIBBIANO.

Alessandria, 25 luglio 2019

PUBBLICHIAMO VOLENTIERI IL COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI ALESSANDRIA IN CUI SI ANNUNCIA UNA CAMMINATA IN DIFESA DEI MINORI, SPECIALMENTE DOPO I FATTI DI BIBBIANO, MA VOGLIAMO ANCHE FARE CHIAREZZA SU QUANTO E’ ACCADUTO A BIBBIANO, LO STATO DELLE INDAGINI E LE ATTRIBUZIONI DI RESPONSABILITA’ PER EVITARE CHE LA MANIFESTAZIONI IN DIFESA DEI BAMBINI SI TRASFORMI NELL’ENNESIMO TENTATIVO DI STRUMENTALIZZARE POLITICAMENTE LA VICENDA ED EVITARE CHE SI RIPETANO FENOMENI DI SCIACALLAGGIO SULLA PELLE DEI BAMBINI.


COMUNICATO STAMPA

‘I bambini non si toccano’
Si comunica che lunedì 29 luglio si svolgerà la camminata ‘I bambini non si toccano’, organizzata da Lucia Sarmentino in collaborazione con Barbara Tettei.


L’evento, con partenza da piazzetta delle Lega, alle ore 20.30, si snoderà per le vie del centro per sensibilizzare contro i fatti di Bibbiano.


All’iniziativa parteciperanno il vicesindaco, Davide Buzzi Langhi ed alcuni consiglieri comunali.
MA SULLA VICENDA DI BIBBIANO BISOGNA FARE CHIAREZZA PER EVITARE OPERAZIONI DI SCIACALLAGGIO E STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE PERTANTO ALLEGHIAMO UN ARTICOLO GIA’ PUBBLICATO DAL NOSTRO GIORNALE CHE RIPERCORRE I FATTI DEI BAMBINI TOLTI ALLE FAMIGLIE E DATE IN AFFIDO.

Il “partito di Bibiana” è in realtà una bufala costruita per infangare l’opposizione politica al governo e il partito democratico.

L’indagine dei Carabinieri di Reggio Emilia ha portato agli arresti domiciliari 18 persone per traffico di minori nel comune di Bibbiano.

L’indagine: “Angeli e Demoni” su un presunto sistema illecito di gestione dei minori in affido sorretto sulla manipolazione delle testimonianze dei bambini da parte di assistenti sociali e psicologi.

Il giudice delle indagini preliminari,Luca Ramponi, nell’ordinanza scrive che gli indagati sono accusati a vario titolo di frode processuale, depistaggio, maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, abuso d’ufficio, peculato d’uso e lesioni gravissime.

L’accusa spiega che alcuni funzionari pubblici, assistenti sociali e psicologi avrebbero fatto parte di un’organizzazione criminale volta a togliere bambini a famiglie in difficoltà e affidarli, dietro pagamento, a famiglie di amici o conoscenti.

Molto resta da chiarire mentre altri aspetti della vicenda sono già stati ridimensionati.

L’inchiesta secondo quanto riportato sarebbe iniziata nel 2018 a seguito delle troppe denunce presentate dai servizi sociali contro genitori accusati di aver compiuto violenze nei confronti dei propri figli.

Il fulcro dell’indagine è rappresentata dai servizi sociali dell’Unione Val d’Enza, un consorzio di sette comuni che condividono la gestione di molti servizi. 

I pubblici ministeri di Reggio Emilia indagano su presunti illeciti commessi dagli psicologi e gli assistenti sociali coinvolti per trarre guadagni illeciti sfruttando l’affidamento dei bambini, Sempre secondo l’accusa avrebbero falsificato documenti e manipolato le dichiarazioni dei bambini in modo che emergessero situazioni di abusi e violenze in famiglia ,che non sarebbero mai avvenute, tali da giustificare il loro affido ad altri nuclei familiari.

Le intercettazioni telefoniche farebbero emergere situazioni in cui in apparenza venivano segnalate, da parenti o conoscenti, situazioni che potevano far pensare che ci fossero stati abusi sessuali o maltrattamenti, come una frase riportata da un bambino ai maestri di scuola o una denuncia di un parente che potevano essere comportamenti interpretabili, e di fatto interpretati puntualmente dagli assistenti sociali e psicologi indagati in termini di erotizzazione precoce.

Le segnalazioni e relazioni venivano inviate all’Autorità Giudiziaria Minorile e alla Procura della Repubblica del tribunale di Reggio Emilia ed erano elaborate in modo da manipolare le reali dichiarazioni dei bambini.

Quanto bastava per ottenere l’allontanamento dei bambini.

I minori venivano in seguito ospitati in una struttura pubblica di Bibbiano, “La Cura”, nata come un centro di sostegno per i minori vittime di violenza e abuso sessuale, gestita da una onlus di Moncalieri, “Hansel e Gretel”: il centro privato specializzato in abusi su minori gestito da Claudio Foti e da sua moglie, entrambi indagati.

Foti è uno dei principali esperti in Italia di lavoro con bambini vittime di abusi, è autore di diversi testi e ha formato decine di altri psicoterapeuti.

Le accuse rivolte al centro sono che i bambini sarebbero stati sottoposti a sedute di psicoterapia e gli psicologi che avrebbero ricevuto dal comune compensi di circa 135 euro a seduta, a fronte della media di 60-70 euro e nonostante il fatto che l’Asl potesse farsi carico gratuitamente del servizio.

Il danno economico per l’Asl di Reggio Emilia e per l’Unione sarebbe quantificabile in 200 mila euro.