ALESSANDRIA

QUARGNENTO. IL MAGNIFICO POLITTICO DI GANDOLFINO TORNA A CASA.

Nella giornata di ieri si è svolta a Quargnento, presso la Basilica di San Dalmazio, un importante appuntamento religioso e culturale.

Dopo un lungo periodo di restauro e dopo l’esposizione alla mostra “Alessandria scolpita”, che si è tenuta a Palazzo Monferrato ad Alessandria dal dicembre 2018 al giugno 2019, il magnifico polittico di Gandolfino da Roreto, che fa parte del patrimonio della basilica di San Dalmazio, torna finalmente a casa. L’evento è salutato con grande soddisfazione del parroco, don Mario Bianchi, da tutti i fedeli e gli abitanti di Quargnento.

L’opera è stata restaurata con il finanziamento della Consulta per la valorizzazione dei Beni artistici dell’Alessandrino, presieduta da Piergiacomo Guala, intervenuto per un saluto e per ringraziare per l’invito.

L’intervento di restauro è stato condotto dal laboratorio Nicola Restauri di Aramengo, sotto la supervisione della Soprintendenza Belle Arti Archeologia e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo. E proprio Giulia Marocchi, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza, ad illustrare il restauro del polittico che raffigura La Madonna in trono col Bambino e i santi Pietro e Dalmazzo, l’Annunciazione e il Padre Eterno benedicente.

Oltre al recupero della funzionalità sul piano conservativo, l’intervento ha consentito di apprendere significativi dati di tipo tecnico ed esecutivo. Le indagini preliminari al restauro hanno permesso, ad esempio, di scoprire un disegno preparatorio in parte variato nella fase esecutiva e di appurare l’estensione di varie ridipinture, rimuovendo le quali è stato possibile recuperare dettagli figurativi e valori cromatici prima del tutto mutati. Queste le dichiarazioni di Giulia Marocchi “ Il restauro del Polittico di Gandolfino da Roreto appartenente alla parrocchiale di San Dalmazzo in Quargnento rappresenta uno dei più prestigiosi obiettivi raggiunti in oltre vent’anni di impegno in favore del patrimonio storico-artistico della città e diocesi di Alessandria. La tavola organizzata in forma di trittico, infatti, rappresenta uno dei punti forti nella diffusione del linguaggio del pittore astigiano nei territori alessandrini e meritava senza dubbio un intervento che la riportasse allo splendore primitivo e consentisse di conoscerne meglio la genesi. Infatti, quello di Quargnento è stato definito da Giovanni Romano “ il più bel polittico piemontese, dopo quello di Spanzotti già in San Francesco a Casale e prima di quelli di Gaudenzio e del Grammorseo ”. Dobbiamo questo magnifico risultato alle capacità tecniche del Laboratorio Nicola Restauri di Aramengo e alla cura appassionata con cui Giulia Marocchi, funzionaria della Soprintendenza Belle Arti Archeologia e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti, Cuneo, ha interpretato il ruolo di direzione dei lavori.

La nostra Consulta, come al solito, si è messa al servizio della comunità parrocchiale, affidata a don Mario Bianchi, e degli organi di tutela, sotto la guida di Egle Micheletto e ora di Luisa Papotti, per rinnovare ancora una volta il circolo virtuoso che dalla tutela porta alla valorizzazione, passando attravers quella insostituibile occasione di conoscenza che è costituita dal restauro. Il Gandolfino è stata, è bene ricordarlo, una delle opere più ammirate dal pubblico dei visitatori della recente mostra “Alessandria scolpita” ed è una palese testimonianza del ruolo di cerniera tra cultura pittorica piemontese e lombarda svolto dal nostro territorio all’inizio del Cinquecento ”.

Il nuovo sindaco di Quargnento, Paola Porzio, intervenuta all’evento ha ringraziato lo staff per il lavoro di restauro e le camere di commercio di Alessandria e Torino per il supporto economico. Sottolineando la valorizzazione artistica del borgo che ormai da un anno è stato inserito nell’itinerario turistico della provincia.

Don Mario Bianchi ha poi benedetto il polittico e accompagnato all’organo il tenore Milena Zammataro, la cui esibizione ha dato fine all’evento emozionando i presenti.

Foto Andrea Amato