Mese: giugno 2019

SIENA. POLIZIA DI STATO. TRUCCA LA CENTRALINA DE MOTORE PER NON USARE L’ADDITIVO ANTINQUINAMENTO.

È stato fermato sull’Autopalio, da una pattuglia della Polizia stradale di Siena, l’autista di un Tir che per risparmiare, aveva modificato la centralina del motore per non usare un additivo con cui si riducono le sostanze inquinanti in uscita dai tubi di scarico.

Tale sistema permette al mezzo, automaticamente, di diminuire velocità e potenza appena le emissioni prodotte assumono livelli troppo elevati e quindi particolarmente nocivi per l’ambiente e la salute. Il conducente, un cittadino tunisino di 54 anni, ma residente a Campi Bisenzio, Firenze, sapendo che su quella strada in particolare, alcuni suoi colleghi che avevano usato lo stesso escamotage erano stati scoperti e sanzionati dai poliziotti, si era attrezzato di tutto punto per sviare i controlli. Infatti aveva nascosto l’arnese usato per risparmiare, nel vano porta fusibili, convinto di farla franca; ma il nascondiglio scelto non lo ha di certo salvato.

Gli agenti della pattuglia si sono accorti che era stato tolto un fusibile da 15 ampere, la cui mancanza ha fatto intuire la presenza del “tarocco”; con l’aiuto di un meccanico che ha smontato quasi tutto il cruscotto, i poliziotti hanno trovato il dispositivo.

Infine, dall’esame della scatola nera presente nel mezzo è emerso che l’autista non aveva rispettato i tempi di riposo e di guida del Tir e poi, dagli accertamenti sul posto, le gomme montate sono risultate usurate. Gli agenti hanno sequestrato il dispositivo utilizzato per modificare la centralina del Tir, ritirato il libretto di circolazione e bloccato l’uso del mezzo prima del superamento di una nuova revisione, sanzionando l’autista con 2mila euro e 2 punti in meno sulla patente.

         

ROMA. POLIZIA DI STATO. 23 INDAGATI PER TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI TRA ROMA E LATINA.

Un’operazione condotta da Polizia e Carabinieri contro il traffico illecito dei rifiuti ha consentito di sequestrare tre aziende operanti nel campo della gestione di rifiuti, due in provincia di Latina ed una in provincia di Roma, una discarica di proprietà di una società di Roma, quattro appezzamenti di terreno (nei comuni di Pontinia e Roma) e 10 mezzi tra autocarri, trattori, semirimorchi, escavatori.

I reati contestati alle 23 persone indagate sono il concorso in traffico illecito di rifiuti, nonché, per alcuni di loro, anche il falso ideologico in atto pubblico nella predisposizione di certificati di analisi, abbandono di rifiuti e discarica abusiva, e infine l’intralcio all’attività di vigilanza e controllo ambientale.

Tutti gli indagati, nelle diverse qualifiche di amministratori, dipendenti delle società nonché di autisti di mezzi, proprietari dei terreni dove veniva spanso il compost, al fine di conseguire un ingiusto profitto, gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi conseguendo un risparmio di spesa valutabile intorno al milione di euro.

L’attività investigativa è iniziata a seguito di continui esposti da parte di numerosi comitati presenti nel comune di Pontinia (LT) per l’emissione di miasmi maleodoranti provenienti, in particolare, da un’azienda produttrice di compost.

Le indagini sono state condotte in maniera coordinata, dalla Polizia stradale di Aprilia, dal Nucleo investigativo di Polizia ambientale forestale e dal Gruppo CC di Latina, con sopralluoghi e servizi sul territorio corredati da rilievi fotografici e con il ricorso a strumentazioni sofisticate.

Gli accertamenti hanno fatto riscontrare il superamento di diversi parametri previsti dalla normativa di settore, riguardanti il corretto utilizzo di fertilizzanti e prodotti affini. Ma non solo. Mediante riprese video dagli elicotteri del Reparto Volo della Polizia di Stato, nonché con intercettazioni telefoniche e ambientali è stata documentata anche la gestione illecita di rifiuti.

Infatti, la società di Pontinia, formalmente adibita e autorizzata al recupero di rifiuti mediante produzione di “compost di qualità”, produceva stabilmente, rifiuto, che veniva spanso in terreni non solo in zone vicine all’azienda stessa ma anche presso terreni in provincia di Roma.

Le altre società sequestrate sono le aziende che svolgono rispettivamente la gestione di alcune fasi della lavorazione del materiale in ingresso proveniente dalla raccolta differenziata dei comuni e la ditta che gestisce i trasporti, dunque i mezzi che effettuano i movimenti dall’impianto di Pontinia alla discarica romana.

L’operazione, denominata “smokin’ fields” deriva dal fatto che i terreni sui quali veniva effettuato lo spandimento del compost, “fumavano” letteralmente, segno evidente di una mancata maturazione del materiale, che invece continuava a fermentare in corso d’opera, contravvenendo in tal modo ai più elementari principi di rispetto dell’ambiente, a cui si sarebbero dovuti attenere i responsabili degli impianti sequestrati.

ROMA. POLIZIA DI STATO. LE INIZIATIVE DI CONTRASTO CONTRO LE TRUFFE AGLI ANZIANI.

A un mese dal lancio della campagna nazionale contro le truffe agli anziani, organizzata dall’Anap (Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato), d’intesa con la Direzione centrale della polizia criminale e con il contributo della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza, siamo nel pieno dell’attività di sensibilizzazione.

La Campagna che ha lo scopo di coinvolgere gli anziani sul tema della sicurezza, fornendo informazioni e consigli utili per difendersi dai malintenzionati soprattutto contro le truffe, soprattutto in vista dei mesi estivi durante i quali si moltiplicano i rischi per gli anziani che rimangono soli, sta producendo i suoi frutti.

In concreto si stanno realizzando convegni e incontri organizzati a livello provinciale da Anap Confartigianato, in accordo con le prefetture, con la partecipazione delle Forze di polizia, delle autorità locali e di psicologi. Nel corso di questi eventi, vengono distribuiti un vademecum e un dépliant, realizzati con la collaborazione del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, con consigli semplici ma altrettanto importanti e accorgimenti da adottare per difendersi dai rischi di truffe o raggiri che potrebbero verificarsi in casa, per strada, sui mezzi di trasporto, nei luoghi pubblici o utilizzando Internet.

dati relativi ai reati in danno degli anziani, riferiti all’arco temporale 2016-2018, sono complessivamente in costante diminuzione; sono invece, in lieve controtendenza, le truffe che presentano un trend in leggero aumento nell’ultimo anno. Il dato può essere anche letto nel senso di una maggiore consapevolezza della necessità di denunciare, senza vergogna e senza la paura di apparire inadeguati, perché anziani.

Il consiglio che deve arrivare agli anziani è quello di rivolgersi sempre con fiducia alle Forze di polizia (Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza) per segnalare atteggiamenti sospetti e per denunciare situazioni di pericolo.

Sul nostro sitoweb potrete trovare i video tutorial, che inscenano alcune delle truffe più ricorrenti o la loro descrizione nella pagina dedicata.

BOLZANO. POLIZIA DI STATO.7 ARRESTI PER EVASIONE FISCALE SUGLI ALCOLICI.

Evasione milionaria delle accise di prodotti alcolici e sistematiche frodi sull’Iva è quanto hanno scoperto gli agenti della questura di Bolzano. Sette sono gli arrestati accusati di far parte di un’associazione per delinquere che aveva ideato un lucroso traffico fiscale attraverso il commercio di birra fra Austria, Italia e Germania.

La truffa consisteva nell’inviare autoarticolati carichi di bevande alcoliche (in particolare birra) in regime di sospensione di imposta, stoccarli in un deposito fiscale compiacente in Austria e rispedirli in Italia senza pagare l’Iva e le accise. In seguito le bevande alcoliche venivano piazzate sul mercato ad un prezzo notevolmente inferiore rispetto al valore di mercato dovuto al mancato pagamento delle imposte. Così facendo gli indagati procuravano un danno allo Stato stimato, dall’Agenzia delle dogane, tra i due e i tre milioni di euro nel corso di cinque anni.

L’operazione è stata condotta anche grazie alla collaborazione degli omologhi servizi di polizia esteri coordinati e supportati da Eurojust e con l’intervento del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia – Sirene- Enfast (Rete europea delle unità ricerche attive latitanti).

Oltre agli arresti, il provvedimento di oggi ha disposto il sequestro preventivo ai fini di confisca del profitto conseguito dagli indagati quantificato in oltre un milione e 600 mila euro da eseguirsi sui conti delle ditte riconducibili agli indagati.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati cellulari, titoli di credito, carte di credito e di pagamento, un’autovettura Range Rover, nonché documentazione utile al proseguimento delle indagini.

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