CRONACA

LAMPEDUSA. CAROLA RACKETE ARRESTATA. UNA VERGOGNA PER LO STATO: “CHI RUBA 49 MILIONI DI EURO DIVENTA MINISTRO MENTRE CHI SALVA VITA IN MARE VIENE ARRESTATA”.

Il capitano della sea Watch, da quanto si apprende, sarebbe stata arrestata dopo l’approdo nel porto di Lampedusa e fatto sbarcare i 40 migranti salvati in mare 18 giorni fa.

La comandante Rackete ha forzato il blocco della Guardia di Finanza per entrare in porto dove ad attenderla c’erano due fazioni, pro e contro migranti, che si sono scontrate.

L’annuncio dato sul twitter della Ong per informare l’opinione pubblica che la Sea Watch sarebbe entrata nel porto di Lampedusa: “Basta, dopo 16 giorni entriamo in porto”.

Carola Rackete, dopo l’estenunte braccio di ferro con im ministro dell’ointerno Matteo Salvini, ha deciso di entrare in porto senza le autorizzazioni, esponendosi all’arresto con accuse gravissime come gravissime erano le condizioni dei migranti a bordo della nave.

Carola al centro della foto.

Dopo l’attracco, i militari della Guardia di Finanza sono saliti a bordo della nave e prelevato l’attivista.

Carola Rackete è stata portata in caserma dove è in stato di fermo per violazione dell’art.1100 del codice di navigazione: “resistenza o violenza contro nave da guerra”.

Il reato contestato alla Rackete se provato potrebbe portare ad una condanna dai ai 10 anni di reclusione.

La motovedetta della Guardia di Finanza pare, saranno le indagini a stabilirlo, abbia tentato più volte di impedire avrebbe l’ormeggio, fino a che ha dovuto desistere per non rimanere incastrata tra la nave e la banchina.

Alcune ore dopo è iniziato lo sbarco dei migranti presenti a bordo della Sea Watch 3.

Prima di essere trasferita in caserma Carola ha voluto salutare e abbracciare i volontari della Sea Watch. La nave è stata in seguito perquisita dalla Guardia di Finanza.

I migranti sono stati accolti sull’isola da due diverse fazioni che si sono fronteggiate fino allo scontro verbale. I sostenitori di Carola Rackete l’hanno a lungo applaudito per la sua scelta di infrangere il blocco navale mentre un altro gruppo, tra cui l’ex vicesindaco Angela Maraventano, hanno inveito e offeso i volontari della Sea Watch, che vogliamo ricordarlo prima che l’attuale governo si insediasse era considerati “angeli del mare” per l’attività di ricerca e salvataggio dei naufraghi nel mare Mediterraneo.

La leghista avrebbe urlato,secondo fonti attendibili: : “È una vergogna! Qui non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo”. Rivolgendosi poi alle forze dell’ordine: “Fate scendere i profughi e arrestateli tutti“.

L’ex sindaco PD Giusi Nicolini ha risposto alla leghista: “Che vuoi tu? Chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no?”.

Giorgia Linardi, portavoce della Sea Watch, ha commentato così la scelta della comandante Carola Rackete di entrare nel porto di Lampedusa: “Non avevamo scelta. Al comandante (…) non è stata data nessuna soluzione di fronte a uno stato di necessità dichiarato trentasei ore fa. E quindi era sua responsabilità portare queste persone in salvo. La violazione è stata non del comandante, ma delle autorità che non hanno assistito la nave per sedici giorni”.

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