Mese: aprile 2019

ROMA. POLIZIA DI STATO. VILIPENDIO ALLA POLIZIA DI STATO, DENUNCIATO UN TRAPPER.

Aveva fatto girare un video in Rete dal contenuto denigratorio nei confronti della Polizia di Stato ed oggi è stato denunciato per vilipendio alle istituzioni della Repubblica, dopo le indagini svolte dai poliziotti della Squadra mobile e della divisione polizia amministrativa della Questura di Roma.

Si tratta di un trapper 28enne italo romeno che aveva preso a noleggio un’auto scenica simile a quelle della Polizia di Stato, con cui ha girato scene irrispettose della Polizia di Stato.

Oltre al trapper è stato denunciato anche il noleggiatore dell’autovettura per illecita detenzione di segni distintivi e contrassegni di identificazione in uso ai corpi di polizia e per essere sprovvisto delle necessarie autorizzazioni per il noleggio di auto ad uso scenico.

L’auto utilizzata dall’uomo è stata sequestrata.

RAGUSA.POLIZIA DI STATO. ADESCAVA MINORI IN RETE, ARRESTATO UN 64 ENNE.

Aveva nel computer oltre mille file tra immagini e video raccapriccianti che avevano come protagonisti bambini, spesso anche molto piccoli. Per questo motivo i poliziotti della Squadra mobile di Ragusa e del commissariato di Vittoria hanno arrestato un insospettabile pensionato di 64 anni.

Tutto è successo perché i poliziotti avevano interrogato l’uomo per un altro reato. Ma da testimone chiave ben presto la sua posizione è cambiata e il 64enne è diventato indagato. Durante una perquisizione nella sua auto gli agenti hanno trovato un hard disk e dalla visione è emersa una notevole quantità di materiale pedopornografico. In una cartella sono state scoperte numerose chat con bambine molto piccole. Al termine dell’ispezione sono stati rinvenuti centinaia di file pedopornografici tra video e foto che l’indagato nascondeva assieme a immagini della sua famiglia. L’arrestato, che dopo la scoperta dell’hard disk non ha più parlato con la polizia e si è limitato a dire che il contenuto risaliva a quattro anni fa.

ALESSANDRIA. I MIGRANTI SPARITI DEL MINISTRO DELL’INVASIONE: 5/600 MILA? NO FORSE SOLO 90 MILA.

Il tempo passa inesorabilmente,con il tempo passano le bugie del ministro dell’invasione africana. Erano 5/600 mila solo un anno fa ed ora, forse, sono solo 90 mila, ma gli altri certamente il Ministro Matteo Salvini non li ha rimpatriati considerando che le sue politiche sulle espulsioni sono fallite miseramente, come sono falliti i suoi proclami contro i migranti, i porti chiusi e le Ong.

Ancora non è cessato il rumore, che in verità ha suscitato poche polemiche, sull’ordinanza antiaccattonaggio del sindaco Cuttica che se ha liberato il salotto di piazza Libertà dall’ingombrante presenza delle piccole accattone non ha certo resa la città migliore,non ha sconfitto la povertà, non ha risolto nessuno degli endemici problemi che affliggono Alessandria: occupazione, strade, piccolo commercio e rilancio del centro storico e della periferia.

La giunta Cuttica che amministra Alessandria ha tentato un timido provvedimento per il rilancio delle attività nel centro storico utilizzando lo strumento degli sgravi fiscali per quel che un comune può fare, ma ha dimenticato di coinvolgere i proprietari immobiliari, i locatari per creare un “paniere calmierato” nella giungla degli affitti dei locali ad uso commerciale.

Risultato:”Un ragazzo giovane che volesse avviare una piccola attività artigianale, uno studio professionale o una attività commerciale deve mettere in conto un spesa di almeno 15.000 euro per il solo costo di locazione nei primi 3 anni di attività, di cui il primo anno di locazione, i locatari, ( ma te lo dicono solo dopo aver manifestato l’interesse per il locale), lo pretendo anticipato insieme alla cauzione di almeno 3 mesi e una fidejussione bancaria a loro favore per garantirsi da chiusure improvvise(dicono), con tutte le incognite che una attività appena nata può generare.

Dimentichiamoci per un momento le problematiche giovanili per dipingere un quadro a tinte fosche perché: “In questo quadro disarmante si inserisce il rischio di dissesto del comune di Alessandria, il commissariamento della città con la giunta al gran completo e il consiglio comunale che stazionano, nonostante le misure antiaccattonaggio, davanti alle macchinette del parcometro a chiedere le monetine per pagare i debiti di Alessandria”.

Allora dimentichiamoci dell’invasione dei 500/600 mila migranti irregolari che hanno agitato per mesi i sonni del ministro, delle ronde organizzate dalle bande leghiste militanti e dei suoi elettori.

Matteo Salvini che per anni ha agitato i numeri dell’invasione, ha dato i numeri da giocare al lotto tanto da farne il cavallo di battaglia vincente nella passata campagna elettorale ed ha incassato, infatti almeno 3 milioni, dei 49 truffati e fatti scomparire, di euro pare siano finiti suoi conti correnti dei suoi amici più fidati.

Il ministro ha mantenuto la promessa di rimpatriare 600 mila migrantio irregolari in meno di un anno, No! ma magicamente li fatti sparire, svaniti nel nulla oppure con un opera puntigliosa di pulizia li ha scopati, come la polvere, sotto il tappeto perché nessuno possa più vederli. Dimenticateli perché non ci sono più.

Il ministro contestato un po ovunque durante la sua campagna siciliana, dopo aver vinto 7 regioni a 0 sul centro sinistra, sempre, ovviamente, usando lo spauracchio del migrante, promettendo con lo slogan prima i Sardi, prima i Lombardi, prima i Piemontesi, prima i Liguri tutto quello che nei fatti nega, come l’eliminazione delle accise sui carburanti che invece hanno superato abbondantemente i 2 euro al litro, la flat tax che avrebbe regalato valanghe di soldi a imprenditori e professionisti,ma magicamente scomparsa dall’agenda di governo, il RDC che regalerà pochi spiccioli di elemosina, quota 100 che si sta mostrando come l’ultimo dei fallimenti che lascerà vuote le cattedre senza creare neppure un posto di lavoro in più. Il ministro ora ci ripensa e scopre che: “Il numero di irregolari che si stima siano presenti sul nostro territorio è molto più basso anche rispetto a quanto potessi presumere”. Dal combinato dei dati degli ultimi quattro anni emerge che in Italia si ha una clandestinità di 90 mila soggetti massimo, essendo pessimisti”.

Banalmente in tempo di campagna elettorale questi numeri non sono sfuggiti neppure all’alleato di governo, tanto che il M5s con Di Maio ha finito per aprire un nuovo fronte di polemica con il ministro dell’interno accusandolo di aver rimpatriato pochi irregolari: “Sorprendono le parole del ministro dell’Interno visto che fu proprio lui a scrivere nel contratto di governo il numero di 500 mila irregolari. Non capiamo il senso di dover anche smentire ciò che è riportato dal contratto, forse perché sui rimpatri ancora non è stato fatto nulla?”.

Le salvinate non finiscono mai, immigrazione, sicurezza e terrorismo riscrivono la storia d’Italia e anche in questo caso il ministro dimentica che gli unici attentati sono stati fatti da suoi simpatizzanti e non da estremisti islamici. la riscrittura della storia in chiave salviniana racconta che: “Dal 2015 sono sbarcati 478 mila migranti di cui 268 mila hanno lasciato l’Italia e sono presenze certificate in Paesi Ue e altri 119 mila sono in accoglienza in Italia. Quelli di cui non c’è traccia sono 90 mila. Un numero molto più basso rispetto a quanto qualcuno va narrando in questi giorni.

Ma Salvini sta smontando pezzo a pezzo la sua narrazione dell’invasione non perché stia cambiando quelle politiche tese a raccogliere i voti dell’estrema destra o perché fulminato sulla via di Damasco, ma perché deve difendersi dagli attacchi degli alleati a 5 stelle che lo incalzano sull’esiguità dei rimpatri operati in meno di un anno di governo giallo-verde.

Matteo Salvini spiega in questo modo il fallimento delle politiche in materia di emigrazione ed espulsione: “Stiamo lavorando per le espulsioni, ma per espellere devi trattenere, se non ho posti dove trattenere non posso espellere”. Poi si lancia in una nuova avventura propagandistica promettendo più posti nei Centri per i rimpatri (Cpr).

Attualmente i Cpr operativi sono sei divisi tra Roma, Potenza Bari, Brindisi, Caltanissetta e Trapani, ma Salvini assicura che sono in arrivo altri posti da aggiungere a quelli esistenti: “I posti sono 672, nelle prossime settimane arriveranno altri 250 posti , tra Bari, Roma, Torino e Potenza, altri 400 entro ottobre, quindi a ottobre 2019 arriveremo a triplicare il numero dei posti per gli immigrati che possono essere espulsi, saranno circa 1.400 rispetto ai 400 trovati”.

Il ministro non tiene conto di altri fattori che faranno aumentare in modo esponenziale il numero di clandestini, dai 90 mila irregolari si rischia di superare i 450 mila per effetto delle sanatorie degli scorsi anni,ma che per effetto della crisi ha nuovamente spinto nel limbo della clandestinità migliaia di immigrati che non hanno potuto rinnovare il permesso di soggiorno dopo aver perso il lavoro.

La Fondazione Ismu ha calcolato in circa 450 mila le presenze di immigrati irregolari in Italia, cifra destinata a crescere per gli effetti del decreto sicurezza voluto dal ministro Salvini che farebbero aumentare ulteriormente la fila dei clandestini di almeno 50 mila nel corso dell’anno.

Inoltre se gli irregolari sono 90 mila significa che i governi precedenti non hanno lavorato così male nel blocco degli sbarchi, come invece accusa Salvini. Al M5S si associano le reazioni del PD con Debora Serracchiani: “Dopo un anno che dal Viminale grida all’invasione, Salvini oggi scopre che non deve più rimpatriare i 600 mila migranti irregolari che ci raccontava in campagna elettorale. Avvisi i suoi caporali sui territori che possono stare tranquilli: le ronde possono rientrare”.

Nel gioco a dare i numeri tutti dimenticano che i migranti non sono numeri, ma persone che meritano di vivere una vita dignitosa in luoghi sicuri.

La conta dei morti nel cimitero chiamato “Mediterraneo” non la ricorda nessuno eppure i morti ci sono galleggiano sull’acqua o giacciono in fondo al mare e nessuno se ne preoccupa oppure vengono torturati, violentati e uccisi nei campi di sterminio organizzati in Libia anche con i fondi di “prima gli italiani”.

TORINO. LA NOVESE IN TRASFERTA PER COCLUDERE IN BELLEZZA. IL 5 MAGGIO LO SCONTRO FINALE.

Domenica Juventus e poi tutti in viaggio verso i playoff.

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Il campionato di Serie C si chiude questa settimana e la Novese prepara i bagagli per andare a Torino per sfidare la Juventus femminile.

l’obbiettivo di giornata sarà quello di far segnare il più possibile la bomber Maria Levis per farle conquistare una volta per tutte il titolo di capocannoniere del torneo. Per superare Caterina Bargi servono 4 gol, un impegno difficile ma non impossibile.

Il mister Fossati si aspetta comunque impegno e serietà da parte delle sue e non accetta cali di concentrazione, perché il countdown per la sfida contro il Napoli è partito e dopo la sfida contro la Juve mancheranno solamente 7 giorni.

Ma la sfida di questo weekend potrebbe riservare delle sorprese perché le Bianconere volano sulle ali dell’entusiasmo dopo aver conquistato 3 vittorie consecutive, rispettivamente contro il Romagnano, il Real Meda e nel derby contro il Torino. Daranno sicuramente del filo da torcere alle novesi che invece aspettano il fischio finale per concentrarsi sui playoff.

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Nella gara di Domenica le ragazze Biancocelesti scenderanno in campo indossando la maglia grigia, con il doppio logo, per sancire il legame tra Alessandria calcio e Novese, un simbolo di unità e crescita per un prossimo futuro tra i professionisti.

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QUARGNENTO. LA FESTA DELLA LIBERAZIONE, 25 APRILE 2019.

La festa della Liberazione come da tradizione nel borgo di Quargnento ha unito la celebrazione religiosa e la commemorazione civile sotto i portici del comune. La Santa Messa in Basilica dove don Mario ha ricordato la figura di don Gioccahino Rei, cappellano militare con esperienza di guerra e sapeva come trattare con le truppe, tentò di salvare i romani del suo quartiere,(il Quadraro, facilmente controllabile nelle vie di accesso e di uscita),durante i rastrellamenti operati dai nazifascisti utilizzando i cunicoli presenti nel sottosuolo.Mettendo a rischio la propria vita. Don Mario ha ricordato come la resistenza sia stata attiva e passiva, ma sempre ugualmente importante per liberare l’Italia dalla dittatura e dall’occupazione nazista.

 Il sindaco, ancora per un mese essendo al suo ultimo 3° e mandato, Luigi Benzi ha invece ricordato come il 25 aprile non sia “divisiva”  o la festa di una sola parte del paese,ma sia invece la festa che unisce tutti gli italiani nei valori dell’antifascismo e della liberazione dalla dittatura fascista, dall’occupazione militare nazista e la riconquista della libertà.

Qualcuno scrive sui giornali che vorrebbe abolire la festa della liberazione e questo è una cosa orribile per l’Italia e gli italiani che da 74 anni festeggiano la libertà ritrovata. Sia di monito ai giovani di oggi che possono vivere in libertà perché i giovani di 16/17 anni negli anni della guerra civile non lo hanno potuto fare e molti sono morti per mano dei fascisti e degli invasori nazisti.

La commemorazione si è conclusa con la benedizione della corona ai quargnentini caduti nella lotta di liberazione alla presenza dei parenti dei partigiani.

ROMA. IL 25 APRILE NON SI TOCCA:”NESSUNO RIUSCIRA’ A CANCELLARE IL 25 APRILE”.

“Nessuno riuscirà a cancellare il 25 aprile”

23 Aprile 2019

Comunicato della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI

Il 25 aprile è Festa nazionale. La Festa della Liberazione dell’Italia dal giogo nazi-fascista. Essa vedrà migliaia e migliaia di persone nelle piazze e nelle vie di tantissime città e paesi. Nessuno riuscirà a cancellarla.

Ci riferiamo, in particolare, a chi cerca di negarla, paragonandola ad uno scontro tra “fascisti e comunisti, mentre essa fu lotta vincitrice del popolo italiano contro il nazi-fascismo; a chi continua a gettare fango e fuoco sulla memoria delle partigiane e dei partigiani; a chi tenta con il solito argomentare razzista e ignorante di riportare l’orologio della storia al ventennio del criminale Benito Mussolini.

Il 25 aprile ricorda la vittoria degli ideali di libertà e democrazia che hanno spazzato via la dittatura. È il canto corale delle origini autentiche della nostra Repubblica. La maggioranza delle cittadine e dei cittadini italiani si riconosce con coscienza, fedeltà, entusiasmo e passione civile nella Festa della Liberazione. Saremo in piazza in tantissimi per ricordare che l’onore della Patria fu difeso dal suo popolo e per portare avanti ancora una volta gli ideali per cui lottarono i partigiani: un Mondo di Pace, più giusto e libero.

Viva la Resistenza, viva la Costituzione, viva l’Italia.

Presidenza e Segreteria nazionali ANPI

Roma, 23 aprile 2019

Su http://www.anpi.it/eventi/contesto/festa-della-liberazione sono disponibili i programmi delle manifestazioni in tutta Italia

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