Mese: aprile 2019

TRIESTE.LA PROVOCAZIONE: FUORI GLI AFRICANI DALLA MEZZA MARATONA AL TRIESTE RUNNING FESTIVAL.

Lo slogan coniato per raccogliere consensi politici ha finito per inquinare anche lo sport, succede a Trieste dove gli atleti africani erano stati esclusi dalla competizione della Trieste Running Festival, la mezza maratona che si terrà a Trieste dal 3 al 5 maggio.

La decisione degli organizzatori della manifestazione sportiva si è trasformata in un caso politico ,verso sera il dietrofront con Fabio Carini che spiega: “Dopo avere lanciato una provocazione che ha colto nel segno, richiamando grande attenzione su un tema etico fondamentale, contrariamente a quanto comunicato ieri, inviteremo anche atleti africani”. Una provocazione dal sapore esclusivamente economico per far cessare lo sfruttamento degli atleti africani pagati molto meno di quello che valgono.

La decisione di Fabio Carini, presidente della Apd Miramar che da otto anni si occupa dell’organizzazione della corsa aveva scatenato una serie di polemiche politiche e sportive tanto da indurre la Procura della Federazione di atletica ad aprire un fascicolo sulla vicenda mentre di pari passo sui social in molti avevano proposto il boicottaggio della manifestazione.

La gara giunta alla sua 24 esima edizione lo scorso anno ha visto salire sul podio due atleti del Burundi Olivier Irabaruta e Elvanie Nimbona.

PONTEDERA. I GRIGI VINCONO A SORPRESA E POSSONO ANCORA SPERARE NEI PLAY OFF

I grigi vincono 2-1 a Pontedera, ma per poter sperare in un posto nei playoff devono vincere anche contro l’Albissola e contemporaneamente sperare che il Pontedera inciampi nella partita contro il Lucca.

L’Alessandria contro il Pontedera ha presentato numerose novità: il debutto del giovane Gerace e Coralli con De Luca in attacco.

La prima vera occasione è stata del Pontedera al 6′ con Pinzauti che si libera in area e calcia di destro sul primo palo,ma sulla traettoria trova Pop che devia in angolo.

I grigi al 13’ con la diagonale di De Luca che sfiora il palo.

Al 24’ per il Pontedera Caponi raccoglie al limite dell’area una respinta della difesa e con un destro piazza la palla alle spalle di Pop.

Al 39’, la reazione dei grigi, Coralli ruba palla dai piedi di Vettori tira e coglie la traversa.

Colombo nel secondo tempo opera due cambi e modifica lo schieramento che diventa 4-2-3-1 con De Luca unica punta e tre giocatori con caratteristiche offensive immediatamente dietro: Sartore, Coralli e Bellazzini.

Il cambio di schema favorisce i grigi con Coralli che al 14′ libera De Luca che faccia a faccia con Biggeri non sbaglia.

Al 21’ i grigi raddoppiano con calcio d’angolo di Bellazzini che serve Coralli e di piatto centra l’angolino più lontano. 

Altra fase di gioco favorevole ai grigi al 35’ con Bellazzini che serve in contropiede De Luca, palla alta.

Rischio per i grigi al 42’ quando su punizione di Caponi Bellazzini tocca di mano ed è rigore,ma Pop para un tiro particolarmente centrale di Mannini. Sulla ribattuta Caponi calcia alto sulla traversa.

In pieno recupero altro brivido per i grigi cherischiano di veder sfumare la vittoria dopo un calcio di punizione battuto da Caponi e Borri sfiora il pareggio.

Al 94′ l’ultimo assalto di gatto che in contropiede obbliga Biggeri ad impegnarsi in angolo. Il triplice fischio assegna i tre punti ai grigi che possono tornare a sperare in un posto nei playoff

PALERMO.POLIZIA DI STATO. INAUGURATO IL NUOVO COMMISSARIATO DI CORLEONE.

Si inaugura questa mattina con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani e il capo della Polizia Franco Gabrielli, il nuovo commissariato di Polizia di Corleone (Palermo).

Una giornata dal significato particolare quella di oggi, ricorrenza della liberazione dalle truppe nazi-fasciste nella seconda guerra mondiale; ma anche giornata che assume il significato di liberazione da tutte le mafie confermando, con la presenza dell’Autorità nazionale di pubblica sicurezza, la volontà di sconfiggere la criminalità organizzata nelle terre dove Cosa Nostra si è radicata.

Accolti dal prefetto di Palermo, Antonella De Miro, le autorità hanno raggiunto Corleone per la cerimonia d’inaugurazione, partecipando alla scopertura della targa del nuovo commissariato e la benedizione di monsignor Michele Pennisi arcivescovo di Monreale.

Dopo il taglio del nastro, i presenti hanno visitato i nuovi locali ricevendo i saluti del questore di Palermo, Renato Cortese, per poi assistere alla proiezione di un video che racconta l’attività contro la criminalità nel territorio di Corleone, con un focus sulla cattura di Bernardo Provenzano elemento di spicco della Cupola mafiosa.

“Questo commissariato – ha detto il questore di Palermo – è un presidio di legalità che non va ritenuto un’oasi nel deserto. Corleone, associata spesso alla Mafia, è popolata da gente onesta. Ha dato i natali a criminali malvagi e stragisti. Ma lo Stato ha saputo reagire alle ferite che Cosa Nostra ha inferto quale piovra che ha infiltrato la politica e l’economia. Quel dolore – ha aggiunto Cortese – è rimasto vivo, lo vedo anche negli occhi dei miei poliziotti ai quali dico grazie, perché non si sono piegati. Le istituzioni hanno inferto duri colpi e continuano a farlo. La battaglia non si ferma”.

Dopo l’intervento del sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi, la cerimonia si è conclusa con il discorso del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Nella giornata della Liberazione ho voluto essere qui per liberare questo territorio da un’etichetta sbagliata. Corleone non è Mafia. In Italia la Mafia la sconfiggiamo. Gli uomini e le donne della Polizia di Stato fanno ogni giorno, in tutta Italia, un lavoro straordinario. In queste zone c’è bisogno di una marcia in più e inaugurando il nuovo Commissariato cerco di dargliela, sostenendoli e ringraziandoli per il loro sforzo. Ho scelto Corleone per dire ai giovani che vince lo Stato. Il sangue dei tanti agenti di polizia in questi territori non è stato speso invano. La Mafia non vince”.

REGGIO EMILIA. POLIZIA DI STATO. SCOPERTA OFFICINA DELLA DROGA.

La droga era stipata ovunque: nei controsoffitti, nelle autovetture in riparazione e nei cassetti dell’officina meccanica a Reggio Emilia di proprietà di un cittadino maghrebino, da anni residente regolarmente in Italia.

Gli uomini della Squadra mobile della Questura hanno scoperto e sequestrato oltre due quintali di stupefacente: 221 chili di hashish, 4 di cocaina ed 1 chilo di marijuana.

Insieme al titolare dell’attività, gli agenti hanno arrestato anche i due dipendenti, tutti sono accusati di detenzione di droga ai fini di spaccio.

Oltre alla droga sono stati trovati anche pacchetti con grosse somme di denaro contante.

PERUGIA. POLIZIA DI STATO. ARRESTATI DUE SFRUTTATORI PER LA TRATTA DELLE SCHIAVE DALL’AFRICA ALL’ITALIA.

Organizzavano la tratta di giovani donne dall’Africa all’Italia, le riducevano in schiavitù e le costringevano a prostituirsi per rimborsare le spese di viaggio.

Al termine dell’indagine della Squadra mobile di Perugia, due cittadini nigeriani sono stati arrestati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata ai reati di riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione, il tutto con l’aggravante della transnazionalità. Una terza persona, connazionale dei primi due, è stata indagata in stato di libertà.

Gli investigatori hanno accertato che i due stranieri arrestati, un uomo di 45 anni e una donna di 40, entrambi regolari sul territorio italiano e residenti a Perugia, erano a capo di una più vasta organizzazione, con ramificazioni in Nigeria e Libia, specializzata nel reclutare ragazze per alimentare il mercato del sesso a pagamento.

Per “convincere” le giovani vittime a rimanere soggiogate, l’organizzazione le sottoponeva, oltre che a una violenza fisica, anche ad una forte violenza psicologica, esercitata con minacce di gravi conseguenze derivanti dalla sottoposizione a riti voodoo, rituali magici alla base di una religione molto diffusa in diverse zone africane.

Grazie al timore esercitato da queste minacce, le ragazze accettavano di prostituirsi e di versare i compensi delle loro prestazioni agli sfruttatori.

Sergio Foffo

MILANO.POLIZIA DI STATO. CITTADINO COLOMBIANO ESTRADATO DALLA FRANCIA PER L’OMICIDIO DI UN CONNAZIONALE.

Estradato dalla Francia uno dei presunti autori dell’omicidio del cittadino colombiano Hernandez Tautiva Cristian Giovanny il cui cadavere fu fatto a pezzi e bruciato tra i rifiuti in via Cascina dei Prati a Milano zona Bovisasca nella serata del 30 marzo scorso.

Si tratta del 21enne colombiano Mateus Carddenas Dilan Mateo, detto “Mateo”, che arrestato lo scorso 2 aprile a Rungis a sud di Parigi nelle vicinanze dell’aeroporto di Orly, è stato riportato oggi in Italia scortato da personale dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia).

“Mateo” era fuggito da Milano la domenica mattina successiva al delitto con un volo diretto in Francia, ma le immediate ricerche della Squadra mobile di Milano in collaborazione con o SCIP che ha attivato i collaterali francesi, ne hanno permesso l’immediata individuazione ed il fermo per l’estradizione.

MODENA. POLIZIA DI STATO. ARRESTATI I RAPINATORI DEI FIDANZATI A CARPI.

Svolta nelle indagini sulla rapina avvenuta la notte tra venerdì e sabato scorso a Carpi, ai danni di due fidanzati italiani brutalmente aggrediti per strada e poi derubati di soldi e cellulare.

I poliziotti della Squadra mobile modenese e del commissariato di Carpi hanno arrestato quattro cittadini stranieri, due tunisini di 20 e 21 anni e due marocchini di 21 e 29 anni, tutti pregiudicati, ritenuti i presunti responsabili della violenta rapina.

Dopo l’arresto di uno dei rapinatori, avvenuto poco dopo i fatti, grazie all’intervento della donna vittima della rapina, ex campionessa di arti marziali, è stato possibile chiudere il cerchio anche intorno agli altri tre complici.

Decisive sono state anche le testimonianze di alcune persone che avevano assistito ai fatti e le immagini delle telecamere di una sala slot nelle vicinanze del luogo della rapina che hanno ripreso gli aggressori mentre scappavano ed uno in particolare che si puliva dentro il bagno e gettava un giubbotto insanguinato poi recuperato dalla Polizia.

Gli agenti, inoltre, hanno avuto ulteriori riscontri dal pronto soccorso del locale ospedale dove uno dei malviventi si era recato per le ferite riportate per la difesa messa in atto dalla ex campionessa di arti marziali.

L’uomo, quel sabato mattina, andando in ospedale è stato riconosciuto da altri testimoni, così come sono stati riconosciuti insieme a lui altri due uomini chiave della vicenda: un testimone italiano, amico dei componenti del branco, che aveva cercato di sedare l’aggressione ma che era rimasto contuso e un altro dei partecipanti alla rapina che aveva accompagnato l’amico sanguinante in ospedale.

Il branco era solito agire sotto l’effetto di un cocktail di psicofarmaci e alcolici che li rendeva allucinati e aggressivi verso chiunque, oltre che sprezzanti del pericolo e incuranti del dolore fisico. I poliziotti hanno infine sequestrato le ricette mediche, verosimilmente falsificate, con cui gli arrestati acquistavano i farmaci per usarli per i cocktail.

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