Mese: aprile 2019

ROMA. POLIZIA DI STATO. RIMPATRIATI DALL’INTERPOL 12 STRANIERI CONDANNATI PER SCONTARE LA PENA NEL LORO PAESE.

Sono stati riportati in Romania scortati da personale dello Scip – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, 12 uomini e una donna arrestati in Italia e responsabili, a vario titolo, di omicidio, riduzione in schiavitù, sequestro di persona, violenza sessuale e induzione alla prostituzione, rapina e ricettazione.

Il rimpatrio rientra nell’applicazione della decisione quadro del consiglio dell´Unione Europea che determina il reciproco riconoscimento tra stati UE delle pene detentive.
Sullo stesso volo della 46^ Brigata aerea di Pisa, torneranno quattro cittadini romeni che erano ricercati dall´Autorità giudiziaria italiana con mandati d´arresto europei e che sconteranno la pena in Italia. I quattro, tre uomini e una donna, sono accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, furto, istigazione e favoreggiamento della prostituzione, falsificazione documenti.

I quattro latitanti arriveranno a Ciampino (Roma) e saranno poi trasferiti in carcere.

ENNA. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE CERBERUS: 3 ARRESTI PER MAFIA.

Al termine dell’operazione “Cerberus” i poliziotti della questura di Enna hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Caltanissetta.

Sono tre le persone finite dietro le sbarre con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso e concorso esterno nell’organizzazione criminale “Cosa Nostra”.

Si tratta di uno dei principali esponenti della famiglia di Calascibetta (Enna) di Cosa Nostra e di due imprenditori, titolari di un impianto per la produzione di calcestruzzo.

Gli imprenditori sono accusati di aver concorso alle attività della famiglia mafiosa mettendo a disposizione le informazioni relative allo svolgimento di lavori edili sul territorio, di sostenere economicamente la “Famiglia” e di fare da intermediari tra Cosa Nostra e le ditte che eseguivano i lavori, in cambio del “sostegno” per vedersi assegnate le forniture di calcestruzzo, senza doversi attenere ai parametri concorrenziali.

L’indagine, portata a termine oggi dagli investigatori della Squadra mobile di Enna e del commissariato di Leonforte, in collaborazione con gli agenti delle Volanti e della Polizia scientifica, è il proseguimento dell’operazione “Goodfellas” del giugno 2017.

Il fatto che i due imprenditori, per assicurarsi le forniture di calcestruzzo, avrebbero avuto l’appoggio proprio dell’organizzazione mafiosa ennese, sarebbe stato confermato anche da un collaboratore di giustizia; inizialmente, l’attività era stata sottoposta al regolare pagamento del pizzo, fino all’intercessione di alcuni uomini d’onore, che decisero di esentare l’impresa di calcestruzzo.

Sergio Foffo

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. “I RAGAZZI” DEL 75° CORSO DI NUOVO A SCUOLA.

In 200 questa mattina si sono ritrovati alla Scuola allievi di Alessandria dopo quasi 40 anni di servizio.

Stiamo parlando dei poliziotti del 75° corso che il 1° aprile 1981 hanno varcato l’ingresso della Scuola indossando le stellette e ne sono usciti senza, per l’entrata in vigore della legge 121/1981. La Legge abolì il Corpo delle guardie di pubblica sicurezza ad ordinamento militare e istituì l’Amministrazione della pubblica sicurezza ad ordinamento civile di cui la Polizia di Stato fa parte.

Un incontro speciale dunque per gli appartenenti del “1° corso allievi agenti” a cui ha voluto prendere parte anche il capo della Polizia Franco Gabrielli.

I presenti di questa mattina sono stati purtroppo una parte di quei 750 uomini che indossarono l’uniforme quel 1° aprile di 38 anni fa. Alcuni di loro purtroppo per vicende diverse o perché non ci sono più, come coloro che sono rimasti vittime di atti criminali e terroristici, non hanno potuto esserci.

Prima di riabbracciarsi e condividere le proprie esperienze i “ragazzi” del 75° si sono di nuovo schierati di fronte al tricolore per partecipare all’alza bandiera a simboleggiare il loro attaccamento alla patria e ai doveri assunti con il giuramento.

Il capo della Polizia Franco Gabrielli nel suo intervento ha sottolineato come “Il senso di appartenenza e lo spirito di corpo sono fondamentali e ci permettono di essere una comunità che si riconosce in valori e tradizioni e in coloro che hanno dato la vita per questi. Ed è lo stesso spirito che ha spinto i colleghi entrati in Polizia 38 anni fa, in un momento in cui l’amministrazione stava cambiando pelle, a ritrovarsi e riunirsi oggi qui. Questo trovo sia straordinariamente bello”

Antonio Fantozzi

RIACE. MIMMO LUCANO, LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE: NON FAVORI’ MATRIMONI DI COMODO E NON RISULTANO “FRODI” NEGLI APPALTI.

La cassazione ha annullato il divieto di dimora di Mimmo Lucano nel comune di Riace non ritenendo che vi siano stati illeciti negli appalti concessi dal sindaco di Riace e non ha risulta che abbia favorito matrimoni di comodo. L’annullamento del divieto di dimora è stato rinviato al tribunale e sarano i giudici a decidere.

Non ci sono indizi di comportamenti fraudolenti nell’assegnazione di alcuni servizi a due cooperative di Riace nella raccolta di rifiuti decisa dal sindaco Mimmo Lucano.

Le delibere e gli atti di affidamento sono stati adottati con collegialità e con iprescritti pareri di regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi responsabili del servizio interessato”.

La Cassazione lo ha evidenziato nelle motivazioni depositate il 2 Aprile 2019 in relazione all’udienza dello scorso 26 febbraio che si è conclusa con l’annullamento del divieto di dimora a Riace e il rinvio al tribunale che dovrà decidere.

Riace è una cittadina calabrese divenuta nel mondo il simbolo di accoglienza dei migranti che ha ispirato una fiction televisiva prodotta dalla Rai che, però non è mai andata in onda perché invisa al nuovo governo giallo-verde.

La Cassazione nella sentenza ha sottolineato che non sono mai state provate le “opacità” che avrebbero compromesso l’azione di Mimmo Lucano per l’affidamento dei servizi.

La legge consente “l’affidamento diretto di appalti” in favore di cooperative sociali “finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate” a condizione, però che gli importi del servizio siano “inferiori alla soglia comunitaria”.

I giudici hanno evidenziato come manchino i comportamenti fraudolenti nell’affidamento degli appalti e anche sui matrimoni combinati non ci sono prove facendo cadere l’impianto accusatorio che aveva portato Mimmo Lucano all’allontanamento da Riace di cui era Sindaco.

La Cassazione evidenzia inoltre elementi di “gravità indiziaria” per il fatto che Lucano si sia adoperato per la permanenza in Italia della sua compagna Lemlem Tesfahun, ma invita altresì a tenere conto della “relazione affettiva” che lega Domenico Lucano e Lemlem Tesfahun. Oltre al fatto che lo stesso Lucano è incensurato.

Per la Cassazione Mimmo Lucano ha cercato di aiutare solo Lemlem Tesfahun “tenuto conto del fatto” che il richiamo a “presunti matrimoni di comodo” che sarebbero stati “favoriti” dal sindaco Mimmo Lucano, tra immigrati e concittadini, “poggia sulle incerte basi di un quadro di riferimento fattuale non solo sfornito di significativi e precisi elementi di riscontro ma, addirittura, escluso da qualsiasi contestazione formalmente elevata in sede cautelare”.

ALESSANDRIA. VIETATO SEPPELLIRE I PROPRI ANIMALI NEI TERRENI COMUNALI.

Il sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, ha firmato l’ordinanza n. 165 con cui si fa divieto di seppellire gli animali in terreni comunali, nell’attesa di realizzare un cimitero comunale per gli animali da affezione regolamentato e a norma di Legge.

Lo spazio utilizzato attualmente presenta molteplici criticità a livello igienico-ambientale per cui occorre predisporre quanto prima misure e criteri per il seppellimento degli animali da compagnia in aree autorizzate allo scopo. L’Amministrazione Comunale sta già provvedendo ad avviare le procedure per realizzare una struttura idonea per assicurare la continuità del rapporto affettivo tra i proprietari e i loro animali deceduti.
Chi avesse già seppellito il proprio animale in quell’area può continuare a fargli visita; infatti, l’area è gestita da un gruppo di volontari che si occupano della cura dello spazio.
“Il problema del cimitero degli animali è annoso e va risolto con una regolamentazione adeguata e predisponendo una struttura che rispetti le norme, specie quelle igienico- ambientali – ha commentato l’assessore al Welfare Animale, Giovanni Barosini –. Sappiamo che si tratta di un luogo caro a molti alessandrini e proprio per questo riteniamo doveroso dotarci di uno spazio con misure e criteri autorizzati allo scopo”.
“Siamo in costante contatto con i preziosi volontari che da tempo si occupano di gestire il ‘cimiterino’ e magari li invitiamo, anche, a costituirsi in associazione – ha continuato l’assessore -. Solo così sarà possibile avere con l’Amministrazione comunale un rapporto più organico e strutturato. Da parte nostra abbiamo già previsto una posta a Bilancio che ci permetta di eseguire i lavori necessari all’adeguamento dello spazio alle norme vigenti. Gli uffici stanno studiando un regolamento ad hoc”.

CASTELCERIOLO. LA DISCARICA RIPRENDE IL SERVIZIO

La società A.R.A.L. s.p.a. ha comunicato al Comune di Alessandria che a partire dal giorno 8 aprile riprenderanno presso la discarica di Castelceriolo i conferimenti di alcune tipologie di rifiuti ( ad esempio ingombranti, legno, cimiteriali, plastiche assimilabili, Raee e ramaglie) che erano stati sospesi a seguito degli incendi che avevano interessato l’impianto nello scorso mese di agosto.

A seguito degli interventi effettuati e del totale svuotamento dei materiali presenti in stoccaggio, l’impianto ora è nuovamente idoneo a ricevere questa tipologia di rifiuti.

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