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QUARGNENTO. LA FESTA DELLA LIBERAZIONE, 25 APRILE 2019.

La festa della Liberazione come da tradizione nel borgo di Quargnento ha unito la celebrazione religiosa e la commemorazione civile sotto i portici del comune. La Santa Messa in Basilica dove don Mario ha ricordato la figura di don Gioccahino Rei, cappellano militare con esperienza di guerra e sapeva come trattare con le truppe, tentò di salvare i romani del suo quartiere,(il Quadraro, facilmente controllabile nelle vie di accesso e di uscita),durante i rastrellamenti operati dai nazifascisti utilizzando i cunicoli presenti nel sottosuolo.Mettendo a rischio la propria vita. Don Mario ha ricordato come la resistenza sia stata attiva e passiva, ma sempre ugualmente importante per liberare l’Italia dalla dittatura e dall’occupazione nazista.

 Il sindaco, ancora per un mese essendo al suo ultimo 3° e mandato, Luigi Benzi ha invece ricordato come il 25 aprile non sia “divisiva”  o la festa di una sola parte del paese,ma sia invece la festa che unisce tutti gli italiani nei valori dell’antifascismo e della liberazione dalla dittatura fascista, dall’occupazione militare nazista e la riconquista della libertà.

Qualcuno scrive sui giornali che vorrebbe abolire la festa della liberazione e questo è una cosa orribile per l’Italia e gli italiani che da 74 anni festeggiano la libertà ritrovata. Sia di monito ai giovani di oggi che possono vivere in libertà perché i giovani di 16/17 anni negli anni della guerra civile non lo hanno potuto fare e molti sono morti per mano dei fascisti e degli invasori nazisti.

La commemorazione si è conclusa con la benedizione della corona ai quargnentini caduti nella lotta di liberazione alla presenza dei parenti dei partigiani.

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