Mese: febbraio 2019

LUCCA. CARABINIERI- ARRESTATO PIROMANE INDIZIATO DI NUMEROSI ROGHI.

COMUNICATI STAMPA

Incendi: dopo numerosi roghi arrestato piromane nel viareggino

Comando Provinciale di lucca – Viareggio (LU), 25/02/2019 18:13

Gravemente indiziato degli incendi verificatisi negli ultimi giorni a Viareggio a danno di alcune autovetture parcheggiate, un giovane di 23 anni, senza fissa dimora, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto.

Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Viareggio ad incastrarlo dopo una serie di incessanti e scrupolose indagini.

Lo scorso 21 febbraio, nel tardo pomeriggio, su segnalazione di alcuni residenti, i militari dell’Arma sono intervenuti in via della Bozzana Est a seguito di due episodi criminosi, il primo un tentativo di incendio di un’autovettura FIAT 500 ed il secondo, poco distante dal primo, in via Aurelia, all’interno di un giardino dove era stata data alle fiamme e distrutta completamente un’autovettura MINI  Cooper.

La preliminare attività investigativa dei Carabinieri ha permesso di rilevare che gli eventi criminosi erano stati commessi dalla stessa persona con lo stesso modus operandi, infatti in entrambi gli episodi l’autore, dopo aver infranto un finestrino con una grossa pietra, aveva appiccato il fuoco al veicolo cospargendo i sedili di olio esausto utilizzando pezze imbevute o bottigliette di plastica.

La pista investigativa è stata poi confermata da alcuni testimoni che hanno riferito anche di aver visto un giovane scappare a bordo di una bicicletta.

La sera successiva, in via della Gronda, un’altra autovettura parcheggiata, una BMW, era stata data alle fiamme con le stesse identiche modalità.

I militari dell’Arma hanno dunque concentrato l’attenzione su soggetti di giovane età gravitanti nel territorio e dediti a delitti di tal tenore e, sulla base delle attente e scrupolose indagini e delle descrizioni fornite dai testimoni, hanno tracciato un identikit del piromane che è stato poi riconosciuto da chi lo aveva visto in occasione dei diversi episodi delittuosi.

A questo punto, dopo incessanti ricerche, nella giornata di ieri, i Carabinieri della Sezione Operativa di Viareggio e della Stazione di Torre del Lago hanno rintracciato il soggetto e lo hanno condotto in caserma sottoponendolo a fermo di indiziato di delitto. 

Al termine delle formalità, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria lucchese, il giovane piromane è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lucca.

ROMA.POLIZIA DI STATO- IL LAVORO DEI REPARTI MOBILI RACCONTATO IN UN LIBRO.

È stato presentato oggi, a Roma, il libro “La tutela dell’Ordine Pubblico come garanzia di libertà” scritto dal direttore centrale delle Specialità, Roberto Sgalla con la prefazione del capo della Polizia Franco Gabrielli. L’evento è stato moderato dal giornalista Riccardo Iacona.

“Il volume, che vuole essere un omaggio ai tanti operatori dei Reparti mobili – come spiega il prefetto Gabrielli nella prefazione – analizza con un approccio interdisciplinare i molteplici aspetti dell’attività della Polizia di Stato a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il lavoro dei Reparti mobili viene infatti ricostruito, indagato e spiegato da diversi esperti esterni e da alcuni dei dirigenti di polizia maggiormente coinvolti nel funzionamento di questa articolata “macchina” per la sicurezza”.

Durante la tavola rotonda, dopo il primo intervento dell’autore, il direttore del Servizio dei Reparti speciali, Benedetto Sanna, ha affrontato il tema della formazione e della professionalità dei poliziotti chiamati ad intervenire sulla gestione dell’ordine pubblico. A questo intervento sono seguiti quello di Anna Maria Giannini, docente alla facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma e del sociologo Nicola Ferrigni, dell’università Link Campus.

Successivamente hanno preso la parola il comandante del Reparto mobile di Roma Paolo Mazzini e un operatore di quello di Padova e hanno testimoniato l’impegno e il lavoro svolto quotidianamente dal personale dei Reparti mobili a tutela dei diritti costituzionali.

L’incontro si è concluso con l’intervento del capo della Polizia: “Ordine pubblico è molte cose, è qualcosa di complesso e complicato su cui influiscono innumerevoli variabili. La delicatezza della gestione dell’ordine pubblico ci ha portato nel tempo a ragionare e a pensare come affrontare il tema in modo sempre più professionale e con maggiore preparazione. Per questo motivo abbiamo istituito una Scuola dove preparare i poliziotti che svolgono questo servizio”. Il Prefetto ha poi continuato: “Il libro affronta il tema importante dell’approccio psicologico, fondamentale per gli operatori e per il loro lavoro al servizio delle comunità. I Reparti mobili sono infatti chiamati ad intervenire per il soccorso pubblico e sono vicini ai cittadini nei momenti più difficili”.

CAGLIARI. LA SARDEGNA SCEGLIE CHRISTIAN SOLINAS PER RINGRAZIARLO DEL CRAC DELLA FLOTTA SARDA, SAREMAR.

Il giorno della restituzione per i 5 stelle ha una data: il 24 febbraio 2019, giorno in cui i 5 stelle restituiscono 300.000 voti al centro destra e fanno vincere Christian Solinas, senatore della Lega, possessore di ben due chiacchiarate lauree: la prima conseguita all’Università di Santa Fè nel New Messico, più precisamente nel Leibniz Business Institute, la seconda in giurisprudenza all’Università di Sassari con qualche curiosità da chiarire.

La laurea in sociologia nella fantomatica Università di Santa Fè non è mai stata riconosciuta dal dal ministero dell’istruzione italiano, ma che ci volete fare altri l’hanno preso a Tirana senza neppure saperlo, vedi il Trota in tribunale che ha ingenuamente dichiarato: “Non sapevo di avere una laurea”.

Il curriculum vitae di Christian Solinas si è arricchito negli ultimi due mesi per aver conseguito la laurea a Sassari e anche qui qualche dubbio e qualche ombra aleggia sul neo governatore della sardegna: “La laurea in Giurisprudenza “vecchio ordinamento” è stata conseguita il 12 dicembre 2018 a Sassari. Ma la sua carriera accademica si era arenata nel 2008, anno in cui Solinas si era trasferito dall’Ateneo di Cagliari a quello di Sassari con 13 esami riconosciuti fino ad allora, ma da quel punto in poi iniziano le anomalie e i dubbi da chiarire: “Il libretto degli esami di Solinas riporta 4 esami sostenuti nel 2008,ma verbalizzati solo 10 anni dopo. Gli esami in questione sono: Diritto penale, Diritto amministrativo, Diritto romano e Diritto civile superati il 2 aprile 208,ma verbalizzati il 30 novembre 2018. Stranezza degli atenei, irregolarità( noi non ci pronunciamo e aspettiamo che sia la Magistratura e Guardi di Finanza a farlo).

Il regolamento dell’Università di Sassari prevede che la firma del verbale avvenga contestualmente o immediatamente dopo l’inserimento degli esiti, comunque non più tardi di 15 giorni dalla data di fine appello mentre tutti gli esami sono stati registrati il 30 novembre 2018.

Due esami riportano la stessa data di verbalizzazione e cioè il 30 novembre 2018, ma questi sarebbero state sostenute il 27 febbraio 2017,Diritto Penale II e il 10 aprile 2017,Diritto Civile II. Anche in questo caso gli esami sono stati verbalizzati a mesi di distanza e a rendere ancora più fitta la nebbia del ciclo di studi di Solinas il pagamento del triennio 2015-2018 in un unica rata dell’ottobre del 2018 per cui non essendo in regola con le tasse universitarie non poteva neppure sostenere gli esami.

Le ombre e i dubbi sul percorso di studi del senatore del partito sardo d’azione si addensano perché dopo 10 anni di inattività scolastica improvvisamente decide di ritornare sui libri pochi mesi prima di essere eletto in senato il 4 marzo 2018.

Solinas si fa verbalizzare esami dal 2008 al 2017, poi ne supera due: Procedura Penale e Diritto Commerciale, scrive la tesi e si laurea il 12 dicembre 2018.

Un curriculum di tutto rispetto che lo portato prima ad essere eletto senatore nelle liste della Lega e oggi governatore della Sardegna per il centro destra.

Le fonti e alcune informazioni sono state ricavate dal Fatto Quotidiano.

ALESSANDRIA. CANONE PATRIMONIALE NON RICOGNITORIO.

Alessandria, 25 febbraio 2018

COMUNICATO STAMPA

Canone patrimoniale non ricognitorio
Precisazioni dell’assessore Lumiera

La Giunta Comunale, in riferimento all’applicazione del canone patrimoniale non ricognitorio intende chiedere al Consiglio Comunale di Alessandria di fornire una interpretazione autentica relativamente ai dehor, in quanto la voce ‘dehor’ non è espressamente indicata nel regolamento approvato nell’aprile 2017.
“Ci siamo avvalsi di un parere dell’Avvocatura comunale per favorire una pronuncia del Consiglio Comunale su questo tema – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Cinzia Lumiera -. Riteniamo questa applicazione del canone ingiusta e vessatoria nei confronti dei cittadini, dal momento che sulle strutture esterne ai pubblici esercizi insistono già la TOSAP, la COSAP e altre importanti tasse tra cui la TARI, “dimenticata” dai precedenti Amministratori. Purtroppo questa Amministrazione è stata vincolata dal regolamento in vigore e, pertanto, non abbiamo potuto fare altro che metterne in atto l’applicazione, inviando gli avvisi di accertamento per l’anno 2018.”.
“Ricordo che – ha continuato l’assessore Lumiera – la delibera di approvazione delle tariffe relative a questo canone fu approvata nel Luglio 2015, mentre nell’aprile del 2017 fu approvato il “Regolamento per l’applicazione del canone patrimoniale non ricognitorio” con tariffe rimodulate e rialzate con previsione di applicazione dall’1/1/18. Abbiamo dovuto adempiere alle norme, pur non condividendole, ma stiamo lavorando per fare in modo che emerga con chiarezza che i dehor non devono essere ricompresi in questo computo per l’anno 2018, mentre per l’anno 2019 andremo, a breve, ad approvare una modifica del regolamento con la rimodulazione delle tariffe per il 2019 laddove sia già stata applicata la TOSAP O COSAP  e per valutare l’applicazione della stessa”. 
 
 

ALESSANDRIA. GIO. MIGLIARA, VIAGGIO IN ITALIA.

Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto – Torino

28 febbraio – 16 giugno 2019

«Dinanzi a quell’innumerevole serie di vedute, specie dell’Italia pittoresca che svolge dinanzi a noi con uno spirito veramente nazionale, ci arrestiamo affascinati, oscillanti tra l’inno e l’elegia, tra le età passate e quelle che verranno, sognando sogni di gloria, di tristezza, di speranza» (Giuseppe Mazzini, La pittura moderna italiana, 1840)

La Fondazione Accorsi-Ometto rende omaggio a un altro importante pittore piemontese dell’Ottocento: Giovanni Migliara.

La mostra, curata da Sergio Rebora e in collaborazione con la Città di Alessandria e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, intende evidenziare uno dei temi centrali della ricerca dell’artista, quello del viaggio, intrapreso lungo città e luoghi del territorio italiano e restituito attraverso la raffigurazione emblematica di monumenti e di paesaggi identificati nella loro peculiarità.

La rassegna comprende un centinaio di opere, tra dipinti a olio, acquarelli, tempere, disegni e sofisticati fixès sous verre (miniature a olio su seta applicata su vetro) e si avvale dell’apporto di due tra i nuclei collezionistici più significativi di opere di Migliara, quelli del Museo e Pinacoteca Civica di Alessandria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, città di origine dell’artista. A essi si aggiungono i prestiti di raccolte private e di numerose istituzioni, tra cui Palazzo Madama, Palazzo Reale e la Galleria Sabauda di Torino; la Basilica di Superga; il Castello di Masino del FAI; il Museo Borgogna di Vercelli; la Galleria d’Arte Moderna, il Museo del Risorgimento e la Fondazione Cariplo di Milano; i Musei Civici di Como e Villa Vigoni di Menaggio.

Particolare rilevanza presenta anche la collaborazione offerta dai discendenti dell’artista che hanno messo a disposizione preziosi materiali documentari, conservati in famiglia di generazione in generazione, tra cui il celebre Album in cui Migliara conservava i suoi acquarelli e disegni ritenuti più significativi.

La mostra, suddivisa in sette sezioni che ripercorrono, cronologicamente, le principali tappe della vita artistica del pittore, prende avvio dai “Capricci” e vedute di fantasia. Dal 1812 Migliara prese parte alle esposizioni annuali indette dall’Accademia di Brera, inizialmente con vedute milanesi e capricci architettonici, conquistando in breve il consenso della critica e i favori della committenza ambrosiana e lombarda. Dei cosiddetti “capricci”, di lontana ascendenza settecentesca, ispirati alla Venezia di Canaletto e di Guardi, Migliara mantenne sempre la componente fantastica, rielaborandola attraverso l’inserimento di elementi architettonici e decorativi fittizi o estrapolati dal contesto originario. Attraverso queste opere si percepisce come il suo estro poliedrico attuasse felici contaminazioni tra generi differenti e tra fonti iconografiche e culturali diverse, creando un repertorio di immagini pressoché sterminato.

L’esposizione prosegue con Scene popolari e paesaggi. Migliara non era interessato solo all’aspetto architettonico e paesaggistico dei suoi soggetti, ma anche a particolari momenti di vita quotidiana: le scene popolari, spesso animate da vivaci personaggi, come ne Il ciarlatano Dulcamara che vende l’elisir, 1837, sottolineano un’attenzione tutta personale all’elemento antropologico e una notevole sensibilità per il dato di cronaca o di costume, tanto che l’uso del termine “macchiette”, per definire tale componente, pare riduttivo. Nelle sue vedute urbane, siano esse disegni dal vero, articolate composizioni a olio o lenticolari fixès, l’erudito dato monumentale si stempera in una visione “naturale” dai toni cordialmente narrativi, a volte divertiti.

Gli Interni di edifici conventuali e di chiese della terza sezionemostrano come l’artista si fosse avvicinato al gusto troubadour, che nella Francia dell’Impero napoleonico e della Restaurazione stava riscuotendo grande successo, grazie ai maestri Charles-Marie Bouton, Fleury Francois Richard, Pierre Révoil, Louis-Jacques-Mandé Daguerre, Hyppolite Sebron e, soprattutto, Francois-Marius Granet. Come quest’ultimo, affermatosi anche in Italia, Migliara diede vita a un inesauribile assortimento di scene interpretate da frati e monache sullo sfondo di ambienti conventuali quasi sempre di invenzione, in prevalenza interni di chiese, chiostri, cucine e altane da giardino che si prestavano a una narrazione affettuosamente partecipe.

La quarta sezione, dedicata alle Composizioni storiche e letterarie,risente ancora del gusto troubadour: la narrazione si fa più fantasiosa ed elabora lo spunto offerto da un episodio storico o da una fonte letteraria spesso di qualificata levatura. Opere come Romeo e Giulietta, 1826 circa, o Paolo e Francesca da Rimini,1826 circa, mostrano un’attenta costruzione prospettica unita a una resa pittorica dettagliata e minuziosa e a effetti di luce suggestivi e a cromie smaltate, definite dal linguaggio del tempo “alla fiamminga”; mentre il dipinto Jacopo di Molay, gran maestro dei Templari, che viene condannato a morte unitamente a molti altri cavalieri del Tempio sotto Filippo il Bello Re di Francia, 1828, è ambientato su uno sfondo architettonico “romanticizzato”,  attraverso la citazione di elementi architettonici, scultorei e decorativi tratti da luoghi reali, studiati e riprodotti dal vero.

La quinta sezione, Storia e cronaca del tempo, testimonia del vivo interesse dimostrato dall’artista nei confronti delle vicende pubbliche del suo tempo, in parte sollecitato da espresse richieste, come nel caso delle quattro tempere commissionate dal generale Domenico Pino, raffiguranti altrettanti episodi dei tumulti popolari milanesi antibonapartisti verificatisi nel 1814. Non manca una delle opere più celebri di Migliara, La filanda a vapore Mylius di Boffalora, 1828, che illustra esemplarmente i traguardi della meccanizzazione industriale italiana nel primo Ottocento.

Le Vedute urbane e viaggio in Italia,nella sesta sezione,dimostrano come, tra i temi centrali della ricerca di Migliara, ci fosse il viaggio attraverso le località del territorio italiano. Di ogni città, il pittore descriveva – tanto all’esterno quanto all’interno – innanzitutto gli edifici di culto, quali chiese, basiliche e cattedrali, assegnando a ciascuna un valore simbolico: di solito preferiva le chiese medievali contraddistinte da stilemi romanici o gotici, in sintonia con il gusto romantico rappresentato nelle ricostruzioni vedutistiche di invenzione. Poi le piazze e le strade, quasi sempre animate dai passanti con gli abiti del tempo, borghesi e popolani mescolati tra loro, spesso intenti alle rispettive occupazioni quotidiane, come nella realtà. Un numero consistente di vedute rappresenta Milano, città di elezione del pittore, e località non lontane dalla città lombarda, come Pavia e la sua Certosa. Oltre a questo, un nucleo illustra alcune delle principali mete toccate da Migliara nei suoi spostamenti in Italia: la Toscana e l’Emilia nel 1825; Venezia – già

visitata nel 1820 – più volte dopo il 1827; la Liguria nel 1828; il Piemonte e la Savoia tra il 1831 e il 1832; il Lazio e la Campania nel 1834.

Le vedute delle città erano sempre realizzate sulla base dei preziosi taccuini di viaggio nei quali l’artista riproduceva con attenzione ciò che osservava; le molteplici varianti e i numerosi dettagli eseguiti dal vero venivano poi rielaborati a cavalletto, nel suo studio milanese, in articolate composizioni a olio.

Conclude la mostre la piccola sezione dedicata agli Album: attraverso il ricchissimo corpus di taccuini di viaggio e di disegni conservati presso la Pinacoteca Civica di Alessandria è possibile ricostruire con attendibilità e nel dettaglio i viaggi effettuati da Migliara. Erano, al contempo, tours accompagnati da una inesauribile curiosità culturale e spedizioni di lavoro, finalizzati alla osservazione e riproduzione dal vero e destinati a tradursi in vedute, semplici dettagli oppure veri e propri panorami, organizzati secondo un gusto squisitamente prospettico che tradiva la forte radice scenografica dell’artista.  

Trasferitosi a Milano dopo aver operato a Torino come ebanista, seguendo la tradizione familiare, Giovanni Migliara (Alessandria 1785-Milano 1837) si formò a Brera, collaborando con Gaspare Galliari come aiuto scenografo ai teatri alla Scala e Carcano. Dal 1812 prese parte alle esposizioni annuali indette dall’Accademia di Brera, conquistando in breve il consenso della critica e i favori della committenza ambrosiana e lombarda. Tra gli anni Venti e Trenta dell’Ottocento intraprese alcuni viaggi in Italia toccando molteplici località, puntualmente immortalate in disegni e dipinti che, nel loro insieme, compongono un caleidoscopico panorama della penisola negli anni della Restaurazione. Migliara ebbe inoltre stretti e frequenti rapporti con la committenza torinese, a cominciare da Casa Savoia: prima Carlo Felice, poi Carlo Alberto e Maria Cristina, lo onorarono con commissioni rilevanti, tra cui quella dell’Album personale di Carlo Alberto, oggi conservato alla Biblioteca Reale di Torino, comprendente vedute del Piemonte e della Savoia.

Gli studi dedicati alle arti figurative del XIX secolo e in particolare dell’età romantica, avviati con la rivoluzionaria mostra Romanticismo storico, svoltasi a Firenze nel 1974, hanno evidenziato il valore della pittura di veduta, significativamente diffusa su tutto il territorio italiano. Tali indagini, sfociate in mostre, cataloghi e monografie, hanno inoltre sottolineato il ruolo di primissimo piano

ricoperto, in questo ambito, da Giovanni Migliara, artista dalla fisionomia inconfondibile, in sintonia con il gusto internazionale e conteso dalla committenza più prestigiosa del tempo.

Per questo motivo la Fondazione Accorsi-Ometto è lieta di celebrare questo grande maestro che seppe adottare un’inedita sperimentazione della luce che rendeva la scena più realistica e “naturale”, che introdusse innovazioni strutturali nel genere della veduta prospettica, conferendole una fisionomia inconfondibile e autorevolmente paradigmatica e che si fece non solo un efficace illustratore urbano di Milano e delle città d’Italia da lui visitate, ma anche un attento cronista del dato storico o di costume.

Informazioni per il pubblico:

011 837 688 int. 3 | info@fondazioneaccorsi-ometto.it

Informazioni per la stampa:

Vittoria Cibrario – Relazioni Esterne | 011 817 08 12 | v.cibrario@fondazioneaccorsi-ometto.it     Cristina Giusio – Ufficio Stampa | 011 837 688 int. 5 | c.giusio@fondazioneaccorsi-ometto.it

ALESSANDRIA. SCELTA SCRUTATORI PER LE ELEZIONI EUROPEE DEL 26 MAGGIO 2019

Alessandria, 25 febbraio 2019

COMUNICATO STAMPA


Elezione del parlamento europeo di domenica 26 maggio 2019
Scelta degli scrutatori da parte della Commissione Elettorale Comunale

In occasione dell’elezione del Parlamento Europeo fissata per domenica 26 maggio 2019, la Commissione Elettorale Comunale ha il compito di provvedere alla nomina degli scrutatori da assegnare ai seggi elettorali. Gli elettori iscritti all’Albo scrutatori possono segnalare la propria disponibilità a ricoprire l’incarico in occasione delle prossime consultazioni.
Da venerdì 1° marzo sino a martedì 16 aprile 2019 gli interessati potranno segnalare la loro disponibilità presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (piano terra, androne palazzo comunale) nei seguenti orari:
lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30
martedì e giovedì dalle ore 8.30 alle ore 15.30

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