Mese: novembre 2018

ROMA. LA CARRIERA A TUTTO TONDO, DA 170 MILA EURO ALL’ANNO, DI ROCCO: VECCHI E DOWN MI FANNO SCHIFO.

Che dire? Nulla non si può dire nulla se non essere seriamente indignati e preoccupati per la posizione che occupa Rocco Casalino.

Video pubblico scaricato da facebook presente in rete.

Siamo partiti dalle minacce ai tecnici del ministero dell’Economia, il messaggio inviato ad alcuni giornalisti il 17 agosto dopo il crollo del ponte Morandi a Genova per lamentarsi delle troppe telefonate, il Ferragosto saltato, la protesta organizzata contro Maurizio martina e i Dem ai funerali delle vittime di Genova e ora spunta un video di ArcadeTv7 che ha per protagonista sempre Rocco Casalino, il portavoce del presidente del consiglio,Giuseppe Conte, colui che lo inibisce davanti ai giornalisti, non lo fa parlare e lo trascina via per il colletto della giacca.
Rocco Casalino smentisce la notizia parlando di un copione teatrale, ma arriva anche la smentita della smentita del video che ha suscitato scalpore: il giovane Rocco Casalino a lungo capo della comunicazione M5s  e portavoce del primo ministro sostiene che anziani, bambini e down gli “danno fastidio”, lo “irritano” e gli “fanno schifo, come fa schifo un ragno”.

Rocco Casalino si è difeso raccontando che la. “Frase decontestualizzata che non rappresenta assolutamente il mio pensiero” e di aver pronunciato quelle parole durante un corso teatrale.

I fatti raccontano, però una storia diversa da quella della difesa di Casalino: la dichiarazione incriminata era stata fatta durante un corso di giornalismo promosso dalla provincia di Milano all’Istituto professionale Bauer.
Non tiene la difesa che era solo un’interpretazione durante un corso di teatro che Casalino frequentava in quel periodo, per alcuni collaborava con il “Centro Teatro Attivo” di Milano.

Lo stesso Casalino ha raccontato: “In un corso di recitazione si sviluppò lo studio dei personaggi e a me fu affidata l’interpretazione di un personaggio snob, classista, xenofobo e omofobo”.
Si tratterebbe dunque dell’intepretazione di un personaggio e non di parole vere.

Il video mostra una realtà diversa da quella teatrale, una realtà che  ci racconta copme stesse parlando con i ragazzi di una classe e non recitando.

Il video integrale non lascia dubbi alla fantasia di un’interpetazione, ma Casalino esprimeva le sue opinioni ai ragazzi.
Rocco Casalino afferma che era un corso di teatro ed erano frasi volutamente paradossali e le sue parole su anziani, down e bambini pronunciate 10 anni fa erano “volutamente paradossali”, “non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora”.

In un post pubblicato sul Blog delle Stelle replica alla bufera scatenatasi e contrattacca i media e i giornali: “Oggi la stampa italiana pubblica vere e proprie bufale sul mio conto, con il solo obiettivo di colpirmi, infangarmi e mettere in dubbio la mia professionalità. Questa volta è stato pubblicato un video che risale ad oltre 10 anni fa, quando frequentavo il ‘Centro Teatro Attivo’ di Milano, come si vede benissimo dalla lavagna alle mie spalle. In quel corso si sviluppava lo studio dei personaggi, li si interpretava, forzandone i caratteri in maniera anche paradossale e provocatoria. Le mie parole sono inserite in quel contesto e non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora. Non capirlo è un atto di assoluta malafede. Gli articoli pubblicati sono vere e proprie bufale. Non hanno verificato nulla e hanno raccontato ai loro lettori assolute falsità lesive della mia persona. Già qualche anno fa è uscito fuori un altro spezzone di video in cui dicevo cose volutamente paradossali e già in quella occasione avevo chiarito e spiegato. Nessun giornale si è preso la briga di riportare le mie spiegazioni di allora e di verificare il contesto di quel video. Continuerò a lavorare con serenità e procederò a querelare chi ha diffuso menzogne sul mio conto. Spero che chi continua a insultarmi chieda scusa”.
Nella polemica interviene Matteo Renzi zio di una ragazza down, di quelle per intenderci che fanno schifo a Casalino: “non è vero che scherzava, se ne deve andare”.
“Mia nipote Maria ha la sindrome di Down. Merita il rispetto delle Istituzioni, rispetto che Casalino le ha negato. E non venga a dirci che stava scherzando. La mia battaglia non è per mia nipote: la mia battaglia è per la dignità delle Istituzioni italiane. #Casalino VATTENE”, scrive Matteo Renzi su twitter.
Il Pd si associa e chiede a Casalino che se ne vada via da Palazzo Chigi

 

Il senatore Pd, Edoardo Patriarca, lo dice a chiare lettere: “Le cose sono due: o Casalino quando offendeva persone con la Sindrome di Down, anziani e bambini non era in sé, e allora ha bisogno di un ottimo psicologo; oppure crede davvero a quello che dice e allora non può stare a Palazzo Chigi. Non è la prima volta che lo sentiamo pronunciare frasi offensive e discriminatorie; l`imbarazzo di Conte si palesi in un licenziamento per il portavoce di Palazzo Chigi”.

ROMA. TUTTO DEVE CAMBIARE PERCHE’ NULLA CAMBI. FINITA LA PROPAGANDA GIALLO-VERDE RESTA SOLO IL CONDONO.

La manovra del cambiamento è arrivata a destinazione “ignota”, rimane solo il condono fiscale.

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Tutto deve cambiare perché nulla cambi:quota 100 rinviata a data da destinarsi. Flat tax in viaggio per il polo nord al gelo. Ilva, Tap, Tav queste sconosciute. Dopo aver promesso così tanto della manovra restano le bricciole targate Lega-M5s, con un unico sopravvissuto caro a Salvini e Di Maio: il condono.

 

Un film più bello e accattivante non poteva essere scritto, alla fine ne rimase solo uno: il condono fiscale.

Ad uno ad uno tutti le promesse del governo sono sparite,gli ultimi caduti in battaglia sono Quota 100 e le pensioni di cittadinanza,nelle intenzioni del governo  finanziate con 6,7 e 9 miliardi, ma  praticamente spostate a gennaio con anno da decifrare e due distinti decreti legge collegati.

Bisogna poi tenere conto dei tempi medi del senato e della camera che sono di circa 165 giorni e 95 per la seconda per cui,immaginiamo, ci vorranno almeno 8 mesi per l’approvazione. I maligni pensano, come pensiamo noi che la pubblicizzazione della manovra sulle pensioni servisse solo a convincere quanti più elettori possibili a votare per Lega e 5 stelle alle Europee per poi non farne nulla immediatamente il giorno dopo oppure rimandare tutto alle prossime politiche: che ci volete fare qualcosa bisogna pur raccontare al corpo elettorale.

Nemmeno la flat tax esce indenne dallo sfacelo seguito al Def, che deve ora fare i conti non con una o con due aliquote,ma forse con almeno tre o quattro, chi può saperlo,aliquote fiscali per lo sconto fiscale per le partite Iva, per finire tanti saluti alla reaganomics e alla curva di Laffer.

Lo stop a Ilva, Tap e Tav che sono stati i cavalli di battaglia dei Cinque Stelle, trasformati nel teatro dell’assurdo con dossier aperti e richiusi repentinamente raccontando le scuse più inverosimili su penali inesistenti per la Tap, pernacchioni sul bando di concorso truccato sull’Ilva poi rimangiato, ma lasciando aperta la porta del “io so,ma non posso fare diversamente.

Il governo allo sfascio dove ognuno dice la sua, la racconta sui social per poi ululare che ormai tutti sanno e non si può fare diversamente come è accaduto per il decreto sicurezza, se è vero che la fronda dei pentastellati dissidenti non hanno nessuna intenzione di votare a favore di un decreto che puzza di razzismo lontano un chilometro.

Non si  slava neppure la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia contro l’aumento dell’Iva che è stato scongiurato solo per il 2019 mentre per il 2020 e il 2021 è stata prevista una sterilizzazione solo parziale: la manovra prevede una riduzione “strutturale” del 1,5% dell’aumento dell’aliquota agevolata Iva, dal 10% all’11,5%.

 

Solo soletto resiste il condono Rimane nonostante manine e manone che lo avrebbero modificato ad insaputa dell’azionista di governo,Luigi Di Maio, e che ha scatenato non poche polemiche, ma che alo stato attuale è l’unica voce che parla di entrate e non di uscite nel “casino” che vorrebbe il deficit al 2,4%,ma che pare invece arriverà al 2,9%, secondo le stime di crescita dell’Ue.

La ricapitalizzazione delle banche dovrebbe far scendere le stime del deficit al 2,1% o al 2%  per rasserenare i mercati ed evitare la ricapitalizzare delle banche, che tanto ci pensa Salvini che di banche fallite se ne intende, che rappresenta un vero spauracchio di Lega e Cinque Stelle, che hanno costruito le loro fortune elettorali scagliandosi contro quelli che, a loro dire, avrebbero dato soldi alle banche.

Sparita la spending review da 13 miliardi che sarebbe servita a coprire il resto della manovra.

Ma la memoria corta premia gli incantatori di serpenti che se dovessero invece dovessero governare un branco di elefanti, che di memoria ne hanno tanta, sarebbero già “spiaccicati” in una fossa di fango e letame.

Ma dove è finito il protezionismo trumpiano, in nuovo modello di protezione sociale delle destre che se la prende con i più deboli, crea fratture sociali, generazionali e lascia gli evasori al loro “paese del bengodi”, dove è finita l’Europa da combattere a cannonate, la rivoluzione verde dell’economia, gli asili nido gratuiti,  gli aiuti alle famiglie e la battaglia contro le culle vuote, gli interventi radicali sull’edilizia scolastica, la legge che abolisce 400 leggi, il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari, l’acqua pubblica, la revoca delle concessioni autostradali dopo il crollo del ponte di genova.

Ne resterà uno solo, l’immortale, l’indistruttibile, il risorto dalle ceneri come una fenice: Il condono.  Il resto tutto dimenticato.

TORINO. RIMBORSI PER DISSERVIZIO DELLA COMPAGNIA LOW COST, VOLO TORINO CASELLE.

Ancora disagi in aeroporto, ancora Blue Air. La compagnia low cost rumena, che ha il suo hub internazionale proprio nell’aeroporto di Torino – Caselle si è resa protagonista di un altro disservizio, la cancellazione del volo 0B4035 in partenza dall’aeroporto torinese e diretto a Venezia. Purtroppo per i passeggeri qualcosa non è andato come previsto. Il decollo dell’aeromobile era stato fissato per le 07:00 di ieri, Mercoledì 7 Novembre, per consentire l’atterraggio nello scalo di Venezia – Tessera. Inconvenienti che ci sembrano essere di carattere tecnico hanno costretto il vettore aereo a cancellare il volo in oggetto lasciando di fatto a terra svariati passeggeri.

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Analoga sorte è toccata ai passeggeri del volo di ritorno, il volo 0B4036, in partenza dall’aeroporto Marco Polo di Venezia – Tessere alle 09:10 con destinazione l’aeroporto Sandro Pertini di Torino – Caselle. Anche questo volo è stato cancellato, molto probabilmente come conseguenza della cancellazione del volo di andata, quindi per assenza di un aeromobile col quale poter effettuare la tratta.
Nessuna comunicazione ufficiale è giunta ai viaggiatori per questa cancellazione, alimentando in loro la frustrazione per questo disservizio.
Una buona notizia, però, vogliamo darla noi a tutti coloro che hanno dovuto riprogrammare i loro spostamenti a seguito di questo disagio. Per questo volo cancellato, infatti, è possibile richiedere la Compensazione Pecuniaria a titolo di risarcimento.
Continuando nella lettura di questo articolo scoprirai su quali normative poggia questo istituto e come ottenerla in maniera totalmente gratuita con EasyRimborso.

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SIRACUSA.PORTO COMMERCIALE DI AUGUSTA, MANIPOLATE LE GARE D’APPALTO.

Siracusa, 08.11.2018
OPERAZIONE PORT UTILITY
SCOPERTO E DISVELATO IL METODO PER INQUINARE LA PROCEDURA
RELATIVA ALLA REALIZZAZIONE DI OPERE INFRASTRUTTURALI DEL PORTO
COMMERCIALE DI AUGUSTA.
GARE DI APPALTO MANIPOLATE: 6 PERSONE ARRESTATE, 2 SOGGETTI
INTERDETTI E SEQUESTRO DI SOMME PER OLTRE 1 MILIONE DI EURO.
SEQUESTRATA ANCHE UNA SOCIETÀ DI PROGETTAZIONE.

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La Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito sei ordinanze custodiali, emesse, su
richiesta della Procura della Repubblica di Siracusa, dal G.I.P. del Tribunale nei
confronti di 4 professionisti e di 2 funzionari dell’Autorità Portuale di Augusta, in ordine al reato di corruzione. Il provvedimento riconosce la ricorrenza di diverse ipotesi di
corruzione e di turbativa d’asta nell’ambito delle gare d’appalto bandite dall’Autorità
Portuale megarese per la realizzazione di importanti opere infrastrutturali del locale porto commerciale.
Gli appalti “pilotati” rientrano in quelli previsti nella “Scheda Grandi Progetti – Hub porto di Augusta”. Le opere sono finanziate nell’ambito della programmazione 2007/2013 con fondi PON e ammontano a circa 100 milioni di euro.
Le investigazioni, condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria sotto la direzione e il coordinamento della Procura, hanno anzitutto dimostrato che le gare pubbliche bandite dall’A.P.A. sono state “turbate”. I bandi e i disciplinari di gara, infatti, non venivano direttamente predisposti dai funzionari dell’Ente pubblico appaltante, bensì venivano realizzati da professionisti titolari di una società di progettazione siracusana.
Inoltre in alcune circostanze, taluni commissari di gara, dopo aver svolto l’incarico di
componente della commissione aggiudicatrice, ricevevano – anche con lo schermo di terzi soggetti – incarichi di consulenza dalla società che si era aggiudicata l’appalto.
Attraverso la meticolosa ricostruzione delle “relazioni” intercorrenti tra i tre professionisti titolari della società di progettazione e i due funzionari dell’A.P.A. addetti alle procedure di evidenza pubblica, è stato acclarato che i tre privati “ideavano” i bandi e i disciplinari di gara, mentre i Responsabili Unici del Procedimento dell’Autorità Portuale si limitavano, di fatto, alla stampa e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Sotto altro profilo è emerso che l’illecito condizionamento delle procedure era preordinato alla pilotata aggiudicazione dell’appalto a soggetti economici con i quali i titolari dello studio di progettazione avevano già concluso “accordi preventivi” finalizzati a trasferire agli stessi importanti quote di utili, attraverso apposite “consulenze”. Un collaudato sistema che ha portato gli stessi professionisti ad assicurarsi “consulenze” per quasi 8 milioni di euro, da incassare dai vincitori delle milionarie gare d’appalto.
Per la gestione dei contratti di consulenza i tre professionisti avevano anche creato alcune società di diritto maltese. Queste però sono risultate strumentalmente utilizzate solo per incassare i relativi compensi. Infatti, all’esito delle apposite rogatorie internazionali, le  società straniere sono risultate prive di effettiva operatività e preordinate all’illecito sistema.
Dal lato pubblico, i due funzionari dell’Autorità Portuale, incaricati di gestire le gare di
appalto quali Responsabili Unici del Procedimento, hanno incassato circa 500 mila euro
ciascuno a titolo di incentivi per le relative attività d’istituto. Come dimostrato dalle indagini, queste attività sono state in realtà svolte dai tre professionisti titolari dello studio di progettazione.
Il meccanismo sopra delineato trova ampia conferma negli atti d’indagine eseguiti.
Nei personal computers in uso ai privati è stata infatti rinvenuta documentazione di quasi tutte le gare di appalto bandite, nonché diversi atti dell’Autorità Portuale. L’indagine tecnica sui computers ha poi acclarato che lo studio di progettazione aveva stipulato accordi con le imprese che avrebbero vinto gli appalti ancor prima che venisse pubblicato il bando di gara. Inoltre gli stessi indagati, sentiti sul punto, hanno ammesso che gli atti di gara erano stati predisposti da mano privata.
Figura di spicco del complesso sistema corruttivo è risultato l’ingegnere dello studio di
progettazione, il quale assume il ruolo di “regista” del sistema di distribuzione degli appalti.
Soci in affari sono risultati invece gli altri titolari dello Studio, un architetto e un geometra, tra loro fratelli e i due funzionari pubblici “piegati” al generale sistema.
Oltre a queste 5 persone, è stato inoltre arrestato per corruzione anche un altro
professionista, nel ruolo di commissario di gara. Più sfumate le posizioni degli altri soggetti colpiti dal provvedimento: disposto il divieto di esercitare l’attività di ingegnere per 6 mesi nei confronti di un consulente dell’A.P.A. di supporto al R.U.P. e per 12 mesi nei confronti di un altro un commissario di gara.
Agli indagati, a vario titolo, vengono contestati i reati di corruzione per atto contrario ai
doveri d’ufficio (articolo 319 c.p.) unitamente alle circostanze aggravanti (articolo 319 bis
c.p.) e alle pene per il corruttore (articolo 321 c.p.), turbata libertà degli incanti (articolo 353 c.p.)
Infine è stato disposto il sequestro della somma di circa 1 milione di euro, anche per
equivalente, in ordine ai patrimoni personali di ciascuno, ivi comprese eventuali
partecipazioni in società o enti. Sequestrata anche la società di progettazione siracusana.

RAGUSA. TRUFFA AI DANNI DEI RISPARMIATORI.

Ragusa, 8 novembre 2018
GUARDIA DI FINANZA: TRUFFA AI DANNI DI RISPARMIATORI PER 4 MILIONI DI
EURO, ARRESTATI DUE PROMOTORI FINANZIARI E UN IMPRENDITORE.

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Avevano organizzato una truffa del valore di oltre quattro milioni di euro
approfittando della fiducia di ignari investitori delle Province di Ragusa, Siracusa e
Catania che continuavano ad affidargli i loro risparmi. Sono finiti in manette la scorsa
mattina, arrestati dai militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Ragusa
tre persone, un imprenditore, P.M., e due promotori finanziari, C.E. e G.G..
Una quarta persona, l’imprenditore F.G., è allo stato ricercata, in quanto da mesi
trasferitasi all’estero.
Associazione a delinquere dedita all’esercizio abusivo della raccolta del risparmio,
fatture false, appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni di circa 70 famiglie:
sono queste le accuse contestate ai due promotori finanziari, il cui compito era quello
di raccogliere il denaro, ed ai due imprenditori, che avrebbero dovuto gestire ed
investire il le somme.
L’indagine è partita nel 2017 dopo le denunce di alcuni risparmiatori che, dietro la
promessa di rendimenti altissimi, avevano deciso di investire i risparmi di una vita. Il
sistema era ingegnoso, ma allo stesso tempo molto semplice: i promotori finanziari,
forti del rapporto di fiducia che potevano vantare con molti investitori e, soprattutto,
consapevoli della consistenza dei risparmi di molti loro clienti, sceglievano con cura
le proprie vittime, in alcuni casi anche ultra 70enni, selezionandole con cura tra
quelle che non avrebbero fatto troppe domande sugli investimenti proposti.
D’altro canto i guadagni e le condizioni promesse erano ottime: basso rischio, tassi
di rendimento fissi, investimenti garantiti e possibilità di smobilizzare in qualsiasi
momento. Peccato che nulla di tutto questo era vero.
Infatti, le vittime, pensando di investire in strumenti finanziari o addirittura in titoli
azionari di grosse società, in verità, sottoscrivevano contratti di associazione in
partecipazione riconducibili ad una società a ristretta base azionaria, denominata
CIFRA S.r.l.. Questo particolare istituto giuridico consente alle società di ottenere
finanziamenti in partecipazione da parte di soggetti associati senza che questi
acquisiscano la veste di soci.
Gli associati, a ragion di legge, investono capitale di rischio in un particolare
progetto, nel caso di specie in una costruzione residenziale, in merito al quale
devono però essere costantemente informati e liquidati nel caso in cui detto progetto
porti degli utili.
Comando Provinciale
Guardia di Finanza Ragusa
97100 Ragusa, Piazza Libertà 6
Telefono 0932.621004
Fax 0932.621318
Gli ignari investitori, invece, ricevevano periodicamente delle cedole, contabilmente
giustificate come anticipi sugli utili, che non servivano ad altro se non a far credere
che tutto procedesse secondo quanto promesso e l’investimento fosse fruttuoso.
Nel frattempo gli amministratori della società potevano appropriarsi indisturbati del
capitale investito, spostando periodicamente somme sui propri conti correnti.
In alcuni casi, addirittura, è stato provato come alcune movimentazioni finanziarie dai
conti della società siano state fatte grazie all’utilizzo di fatture per operazioni
inesistenti emesse per lavori di edilizia da un imprenditore compiacente, che poi
provvedeva a girare il denaro sui conti correnti degli amministratori della CIFRA S.r.l.
Complessivamente il valore della truffa arriva ad oltre 4 milioni di euro.
Contestualmente alle misure cautelari personali è stato disposto anche il sequestro
delle quote della CIFRA S.r.l.. La società, che avrebbe dovuto procedere ad
eseguire la costruzione residenziale, verrà ora affidata alla gestione di un
amministratore giudiziario, il quale tenterà, per quanto possibile, di risarcire i
malcapitati investitori. L’immobile di proprietà della società del valore di circa 2,5
milioni euro, ad oggi in costruzione, servirà per risarcire tutti gli associati, alcuni dei
quali sono arrivati a perdere anche più di mezzo milione di euro, con gravi
ripercussioni anche sulla vita dei nuclei familiari delle persone coinvolte.
L’attività in esame rappresenta un esempio della costante attenzione che il Corpo
riserva ai fenomeni criminali che interessano il mondo del risparmio, dove l’esistenza
di fatti come quello portato alla luce dalle indagini delle Fiamme Gialle Iblee, oltre al
danno patrimoniale provocano anche un ulteriore effetto negativo “sistemico”
laddove viene minata la fiducia dei risparmiatori e si riduce conseguentemente la
propensione ad investire.
E’ per questo che la Guardia di Finanza è da sempre in prima linea nella lotta ad
ogni forma di illecito che interessi il mercato dei capitali e la raccolta del risparmio,
anche attraverso il monitoraggio del sistema finanziario grazie all’analisi delle
segnalazioni delle operazioni sospette antiriciclaggio.