Mese: novembre 2018

PALERMO. CLAN BRANCACCIO E BORGO VECCHIO 3 ARRESTI.

L’OPERAZIONE “PHEDRO” CONTRO LA  CRIMINALITA’ ORGANIZZATA HA PORTATO ALL’ ARRESTO DI 3 AFFILIATI AI CLAN DI BRANCACCIO E BORGO VECCHIO PER INTESTAZIONE FITTIZIA DI BENI E REIMPIEGO DI DENARO DI PROVENIENZA ILLECITA.

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Nella mattinata odierna, i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Palermo
hanno dato esecuzione a un’ordinanza impositiva di misure cautelari personali in
carcere – emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della
Direzione Distrettuale Antimafia / Sezione territoriale di Caltanissetta – nei confronti di 3
persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei delitti di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita e di trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante di aver commesso tali fatti al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso
denominata Cosa Nostra.
Gli accertamenti esperiti dai militari della Guardia di finanza, a seguito della trasmissione del fascicolo alla Procura della Repubblica di Caltanissetta, per competenza funzionale ex art. 11 c.p.p., in relazione alle responsabilità di un vice procuratore onorario (indagato ma non destinatario di provvedimenti restrittivi), hanno consentito di appurare che i soggetti coinvolti – appartenenti alle famiglie mafiose palermitane di
Brancaccio e Borgo Vecchio – hanno investito cospicue quantità di denaro di provenienza
delittuosa all’interno di attività imprenditoriali, operanti prevalentemente nel settore della raccolta e smaltimento di rifiuti, di cui sono risultati essere anche i gestori di fatto, sebbene non abbiano mai ricoperto formalmente alcuna carica sociale, né siano mai stati possessori di quote azionarie.

La ricerca delle risorse finanziare rientranti nella disponibilità degli indagati ha permesso di appurare, infatti, come le attività imprenditoriali siano state sovvenzionate mediante l’impiego di proventi derivanti dall’attività delittuosa.
Le misure cautelari personali costituiscono, quindi, l’esito di complesse indagini, condotte dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di finanza mediante attività di intercettazione telefonica e ambientale nonché accertamenti finanziari e patrimoniali, supportati dalle dichiarazioni raccolte da collaboratori di giustizia.
Fondamentale apporto alle indagini è derivato dall’approfondimento di segnalazioni di
operazioni sospette riguardanti specifiche anomalie finanziarie. Trattasi di un approccio e di un metodo investigativo a carattere “trasversale”, che parte dall’analisi delle
segnalazioni previste dal nostro ordinamento quale c.d. “presidio antiriciclaggio” e viene
sviluppato attraverso i successivi approfondimenti sul piano finanziario, patrimoniale ed
economico e i riscontri investigativi.
I provvedimenti cautelari eseguiti costituiscono dunque l’epilogo di articolate investigazioni, che si inquadrano nella costante azione della Guardia di finanza di ricerca e repressione dei fenomeni di criminalità organizzata.
Palermo, 09/11/2018.

ALESSANDRIA. ALESSANDRIA SI CURA: 50 ALBERI TAGLIATI IN NOME DELLA SICUREZZA.

Piazzale Berlinguer di nuovo al centro delle polemiche, ma questa volta non per le imboscate, vere o presunte, di immigrati clandestini che in cambio di un servizio da parcheggiatori abusivi chiedono in cambio qualche monetina, ma perché la città di Alessandria ha stabilito che l’ordine pubblico lo si fa rispettare, innanzitutto, tagliando le piante del parcheggio per far posto alle telecamere a basso costo e risoluzione.

Se poi le mettiamo finte sai che risparmio.

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Che male hanno fatto poi quei poveri alberi il sindaco ce lo dovrà spiegare, non sono certo gli alberi a creare allarme nell’opinione pubblica, neppure gli arbusti o le siepi, ma quando si è promesso tutto, di più, il contrario di tutto sulla sicurezza e non si hanno idee su come si affrontano queste problematiche allora si condanna il verde pubblico a scontare la pena per un reato che non ha commesso.

Il taglio delle 50 robinie in piazzale Berlinguer da parte dell’amministrazione ha fatto esplodere la polemica tra giunta e opposizione.

Il presidente del Consiglio Comunale Emanuele Locci si è sicuramente distinto nella polemica accusando la precedente giunta  guidata da Rita Rossa di aver non piantumato tanti alberi quanti sono stati i bambini nati:  “Dopo il taglio dei 50 alberi in piazzale Berlinguer ho preso in mano tutti gli atti che riguardano l’ambiente per vederci chiaro e mi sono reso conto di una cosa veramente fuori dal mondo, a proposito di quanto fatto dalla precedente Giunta, guidata dal sindaco RossaIl regolamento del verde è stato modificato con una determina dirigenziale, mentre invece la competenza è del competenza del consiglio comunale. E soprattutto nel censimento arboreo di fine mandato non è stata rispettata la legge che impone al Comune di piantumare tanti alberi quanti bambini nati. Innanzitutto nel documento si fa solo riferimento al saldo nascite/morti, con circa 740 nuovi residenti all’anno in media. Ma anziché mettere a dimora 3500 alberi si legge che il Comune potrebbe anche non fare più nulla per i prossimi 90 anni, vista la presenza delle 100 mila rose dalla Moldavia, piantumate durante la Giunta Fabbio. Insomma, un atto di una gravità inaudita. Far valere retroattivamente le “rose di Fabbio” come sostituzione della doverosa piantumazione di nuovi alberi per tutto il secolo è una presa in giro dei cittadini”. 

L’ex sindaco,Rita Rossa, non ha atteso molto per rispedire al mittente le accuse di Emanuele Locci:  “Locci vada in procura e ci denunci, prendendosi tutte le responsabilità del caso. In quel documento abbiamo semplicemente fotografato l’esistente in modo oggettivo, e quindi anche le rose. Non potevamo mica toglierle, o dichiarare il falso. Probabilmente il numero degli alberi piantumati non corrisponde esattamente al numero dei nuovi nati, ma mi risulta comunque che il saldo sia positivo. Noi abbiamo sempre imposto a chi costruiva, su permessi già acquisiti con le amministrazioni precedenti, di piantare degli alberi. In ogni caso è comico il fatto che Locci parli oggi di questo dopo quanto è stato fatto la scorsa settimana in piazzale Berlinguer, un taglio di 50 alberi adottato senza alcuna trasparenza. Sul taglio delle robinie non sono stati informati né le Commissioni né il Consiglio Comunale. Mi risulta, e stiamo facendo tutte le verifiche del caso, che non ci siano gli atti dove è stato dichiarato che le piante erano malate. Non era vero, le piante erano sane. Bastava vedere i tronchi. E poi non c’è alcun progetto che rendesse necessario il taglio delle piante: hanno tagliato le piante per permettere una visuale migliore alle telecamere che, costando poco, garantiscono una definizione minore. Insomma, Alessandria ha altri problemi, anziché fare polemiche sul passato si occupi del presente. Cominci a immaginare il futuro di Alessandria. E abbia l’onestà intellettuale di criticare anche l’attuale Giunta”.

Il consiglio comunale in programma promette scintille. Emanuele Locci  per concludere dichiara: “Sarà discussa la mia mozione dove sollecito l’istituzione del 21 novembre come Giornata Nazionale degli Alberi, il rispetto della legge sul censimento degli alberi e la piantumazione di un albero per ogni nuovo nato. chiederò anche al Consiglio introdurre il Piano Urbano del Verde e la ripristinare la Consulta Comunale dell’Ambiente approvata nel 2007, il mio primo atto da consigliere comunale, che poi fu soppressa nel 2012”.

Intanto è stata comunicata l’iniziativa del laboratorio sociale Alessandria: Alessandria si cura, la vera emergenza è l’ambiente.

Ovvero ripiantiamo gli alberi in piazzale Berlinguer:

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NOVI LIGURE. SERIE C FEMMINILE. LA NOVESE PRONTA PER CONFERMARSI REGINA.

Tutto pronto al Girardengo per la partita di domenica tra Novese e Romagnano. Le biancocelesti sono pronte e cariche per difendere il primo posto, conquistato contro il Pinerolo settimana scorsa.

La vittoria ovviamente non è scontata, perché le ragazze dovranno comunque scendere in campo con l’atteggiamento giusto e giocare senza superficialità. Fossati può contare certamente sul suo attacco con Levis e Accoliti che stanno attraversando un periodo di forma incredibile, 6 gol a testa in sole 3 partite.

I presupposti per una partita combattuta ci sono tutti, la Novese detiene il miglior attacco e la miglior difesa mentre il Romagnano cercherà a tutti i costi di fermare l’avanzata delle 11 di Fossati senza risparmiare un colpo e soprattutto le Novaresi cercheranno di portare a casa i primi 3 punti della stagione.

Attenzione però, perchè dalla sala dell’infermeria arriva il campanello d’allarme per il portierone titolare della Novese, Elisabetta Milone, che nella partita contro il Pinerolo, per uno scontro di gioco, è dovuta uscire dal campo accompagnata dal medico della squadra e a quanto riferito dalla società potrebbe saltare l’incontro di Domenica.

ALESSANDRIA. GUAZZORA: IL RITORNO DELLO SQUADRISMO CONTRO IL PRESIDIO DEI LAVORATORI IN LOTTA.

Il Comune di Guazzora, provincia di Alessandria, 300 anime più o meno sta vivendo un incubo che ricorda l’Italia del ventennio con lo squadrismo neofascista in difesa degli interessi del “padrone”, interessi che in più occasione si è scontrato con i diritti e le rivendicazioni economiche dei braccianti agricoli.

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I braccianti agricoli di un’azienda locale stanno subendo da troppo tempo una continua  forma di sopraffazione e sfruttamento che nelle campagne pare siano la normalità insieme all’arroganza dei datori di lavoro.

I braccianti lamentano che da sempre i salari sono pagati con ritardo di mesi, le ore di lavoro straordinario non pagate,gli arretrati messi in dubbio,il TFR in ritardo di anni,gli accordi regolarmente disattesi, e l’azienda che si rifiuta di collaborare.

I lavoratori avviliti dal comportamento dell’azienda si rivolgono al sindacato di base CUB di Alessandria, ma la contrattazione non porta a risultati soddisfacenti, anzi non porta ad alcun risultato, lo scontro tra azienda e sindacato è un muro contro muro voluto dalla proprietà.

I braccianti dopo una assemblea a cui hanno partecipato sia lavoratori italiani che immigrati proclamano lo stato di agitazione e lo sciopero.

Quando la situazione sembra sbloccarsi per riprendere la strada della trattativa l’azienda riceve la visita di una delegazione di Casapound. Il fatto non sfugge al sindacato che diffonde un comunicato in cui si denuncia l’accaduto: “l’Azienda Angeleri riceve la visita di una delegazione di Casapound, evidentemente gradita, viste anche le conclamate simpatie politiche dei proprietari”.

I neofascisti, ma non è una novità, giustificano il loro intervento per impedire ai lavoratori di scioperare e creare un danno all’azienda e lo spiegano con le parole di un loro esponente: “perché le aziende del territorio devono essere tutelate, non messe in difficoltà come sta facendo la CUB in questi giorni, che portando i dipendenti allo sciopero hanno rischiato di far perdere consegne all’azienda”.

I neofascisti, esattamente come il fascismo del ventennio, insegnano che se  il padrone non ti paga avrà i suoi buoni motivi, il lavoratore non deve essere egoista, deve sacrificarsi e collaborare  per il “bene comune”, ma sopratutto per il “bene dell’azienda” oppure”ma che vuoi ti faccio lavorare, vorrai mica essere anche pagato”.

Ai lavoratori i neofascisti vogliono ricordare come funziona il “corporativismo”: la rigida difesa del profitto del padrone sul sudore di chi lavora da privare anche della propria organizzazione indipendente, imponendo quel “collaborazionismo” tanto caro a Mussolini e agli squadristi che non hanno mai lavorato,ma pretendono di imporre agli altri le regole del lavoro senza regole.

Il fascismo nato dalla collusione delle organizzazioni padronali, confindustria e grandi proprietari fondiari,serviva solo per difendere i padroni dalle rivendicazioni operaie ce lo insegna la storia.

La complicità dei proprietari terrieri e grandi industriali si manifestava con il finanziamento degli squadristi per aggredire fisicamente operai e braccianti e reprimere nel sangue scioperi, lotte e occupazioni per fermare l’avanzata del movimento dei lavoratori dopo la fine della prima guerra mondiale e la Rivoluzione Sovietica.

 

I neofascisti di Casapound proseguono confermando le posizioni del  ventennio che solo qualche revisionista storica tenta di mettere in dubbio: “Lo sciopero è un diritto dei lavoratori […] ma senza ostacolare il lavoro dell’azienda”.

La CUB Piemonte nel suo comunicato spiega che  uno sciopero che non danneggia il padronato non è uno sciopero vero, ma fittizio e non bisogna mai cadere nel tranello di sovrapporre l’interesse dell’azienda (intesa come proprietà) con quello dei lavoratori.

La CUB ha indetto per sabato 10 novembre alle ore 11:00 un presidio davanti alla prefettura di Alessandria in solidarietà ai braccianti dell’azienda e ai sindacalisti dell’organizzazione locale, invitando “tutti coloro che vogliono difendere sul serio la libertà di organizzazione e di lotta dei lavoratori e l’unità della nostra classe”.

ALESSANDRIA. DOMENICO RAVETTI INTERVIENE SULLA CRISI DELLA PERNIGOTTI.

Ravetti: “Martedì prossimo in Consiglio Regionale si discuta della crisi Pernigotti. Facciamo di tutto per salvare stabilimento e lavoro”

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In questo contesto di crisi economica e occupazionale la notizia della possibile chiusura della Pernigotti di Novi Ligure è un dramma per i lavoratori e per le loro famiglie e una pesante perdita di un altro marchio rilevante, una delle più importanti e storiche realtà nel settore dolciario del nostro Paese. Per questo ho presentato un documento che sarà discusso e votato in Consiglio Regionale martedì 13 p.v.; questo atto formale è finalizzato a dare ancora più forza alla Giunta Regionale nel confronto attivato attorno al Tavolo di crisi già convocato presso il competente Ministero. Occorre intervenire per scongiurare la chiusura dello stabilimento e per salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali.
Domenico Ravetti
Consigliere Regionale – Capogruppo PD

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