Mese: novembre 2018

ALESSANDRIA. PRESIDIO DEI BRACCIANTI AGRICOLI SOTTO LA PREFETTURA DI ALESSANDRIA CONTRO LO SFRUTTAMENTO E LO SQUADRISMO NEOFASCISTA.

Presidio dei braccianti agricoli sotto la Prefettura di Alessandria contro lo sfruttamento del lavoro agricolo, del caporalato e della nuova forma di squadrismo di stampo neofascista.

Il presidio dei braccianti agricoli intende sensibilizzare  lo stato e le autorità al fenomeno del caporalato, dello sfruttamento dei braccianti nelle nostre campagne vittime della sopraffazione e della prepotenza di alcuni proprietari terrieri.

Il fatto inedito e preoccupante di questi giorni è stata la visita di esponenti di Casapound al proprietario di una azienda agricola ai quali hanno espresso la loro solidarietà contro i lavoratori in lotta.

A queste nuove forme di squadrismo neofascista i braccianti hanno deciso di opporsi e l’intera comunità civile deve opporsi al ritorno di metodi che troppo spesso la memoria ha dimenticato.

 

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ALESSANDRIA. PIAZZALE BERLINGUER LA STRAGE DEGLI ALBERI IN NOME DELLA SICUREZZA.

Piazzale Berlinguer come appariva questa mattina: una steppa sterminata e desolata.

La città di Alessandria ha compiuto una strage di alberi in nome della sicurezza, quella propagandata e strumentalizzata durante la campagna elettorale e a cui non hanno saputo realizzare se non attraverso la criminalizzazione della povertà e la distruzione di massa degli alberi del parcheggio Berlinguer che avevano un unica colpa: stare lì a fare ombra alle automobili e regalare un po di ossigeno alla città troppo spesso messa sotto accusa per gli alti livelli raggiunti dall’inquinamento.

 

 

 

Ogni ulteriore commento è superfluo.

ROMA. 12 KG DI COCAINA NASCOSTI IN BUSTI ORTOPEDICI E PRODOTTI CILENI.

Roma, 10 novembre 2018
AEROPORTO DI FIUMICINO: SEQUESTRATI OLTRE 12 KG DI
COCAINA OCCULTATI IN BUSTI ORTOPEDICI E IN CONFEZIONI
DI PRODOTTI CILENI. ARRESTATI TRE CORRIERI.

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, in
collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in
meno di 24 ore, hanno proceduto all’arresto di tre “insospettabili” trafficanti
che cercavano di introdurre nel territorio nazionale oltre 12 chilogrammi di
cocaina purissima.
All’apparenza potevano sembrare passeggeri come tanti, magari dal look un
po’ stravagante: in realtà, sotto le mentite spoglie di un amante del turismo o
di due indaffarati manager, si celavano veri e propri esperti corrieri, al soldo di
un’organizzazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
I finanzieri del Gruppo di Fiumicino, grazie all’acume investigativo e a una
meticolosa attività di intelligence, hanno subito svelato i fantasiosi quanto
insidiosi metodi di occultamento adottati dai narcotrafficanti per eludere i
controlli.
Infatti, nella prima circostanza, è stato individuato un passeggero cileno, in
arrivo da Buenos Aires, insospettabile turista, ospite in Italia presso alcuni
parenti emigrati anni prima, con al seguito alcune confezioni di prodotti cileni,
tra barattoli di locale maionese e creme per la cura del corpo. Il soggetto è
apparso, in prima battuta, fin troppo determinato a giustificare il trasporto di
così tanti vasetti e flaconi, solo per ricambiare l’ospitalità offertagli dai suoi
familiari. L’ostentata sicurezza è però crollata dinnanzi alla scoperta
dell’effettivo materiale trasportato, abilmente occultato all’interno delle
confezioni, involucri in lattice contenenti cocaina purissima composta da
sostanza liquida gelatinosa per complessivi sei chilogrammi.
Immediatamente dopo l’arresto del turista cileno, le fiamme gialle hanno
intercettato l’arrivo di altri due passeggeri, di origine lettone, ma provenienti da
San Paolo del Brasile, risultati “frequent flyer” per il Sud America. Il portamento
innaturale assunto da uno dei due nella fase di recupero della propria valigia
sui nastri di riconsegna, ha insospettito i finanzieri che decidevano così di
eseguire un controllo. Il viaggiatore, dichiaratosi intermediario finanziario, nel
corso dell’ispezione enfatizzava la gravità dei suoi problemi posturali per
giustificare l’utilizzo di un busto ortopedico. I militari notavano, però, che anche
il “compagno di viaggio” indossava analoga protesi, ma questi non riferiva di
alcuna patologia per motivarne l’uso. Decidevano così di procedere a un
esame più accurato del busto, scoprendo sia che trattavasi di una “panciera”,
al cui interno erano trasportati panetti di cocaina, sia che i due sedicenti
intermediari vestivano parastinchi e altre “protezioni” delle gambe tutti
rigorosamente “realizzati” in cocaina.
L’operazione di servizio, che ha consentito di togliere dal mercato al dettaglio
oltre 50.000 dosi, per un controvalore di circa tre milioni di euro, conferma
il costante impegno della Guardia di Finanza di Roma a contrasto del traffico e
dello spaccio di sostanze stupefacenti, a tutela della salute pubblica.

VIBO VALENTIA.SCOPERTO FALSO CIECO, DENUNCIATI ANCHE DUE MEDICI.

Vibo Valentia, 10.11.2018
LA GUARDIA DI FINANZA HA SCOPERTO UN FALSO CIECO, DENUNCIATI ANCHE DUE MEDICI

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, a conclusione di un’attività di contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica nazionale, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia due medici per il reato di falso ideologico ed un pensionato di 63 anni, di Rombiolo (VV), per il reato di truffa aggravata in danno dell’INPS, per l’indebito conseguimento di erogazioni per un importo complessivo di oltre 200.000 euro.
Le investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, in seguito ad
appostamenti e pedinamenti, hanno consentito di sorprendere il sedicente invalido mentre svolgeva normali attività quotidiane non compatibili con lo status di “cieco assoluto”, da lui ricoperto dall’anno 2001, come ad esempio: muoversi senza alcun ausilio o accompagnatore in strade e su terreni, anche sconnessi, compiendo azioni quali raccogliere e sbucciare frutti, ripararsi la vista con la mano dai raggi solari, spostarsi da un luogo all’altro in maniera fluida.
L’invalidità attestata risultava documentata da certificati rilasciati dai due medici denunciati per falso, sulla base dei quali l’Istituto di previdenza riconosceva la pensione di invalidità (100%) e pertanto anche l’indennità di accompagnamento.
Sulla base della ricostruzione dei fatti operata dalla Guardia di Finanza, su richiesta della
locale A.G,, è stato notificato ai tre indagati l’avviso di conclusione indagini, a firma del P.M. –Sostituto Procuratore Dr.ssa Benedetta Callea.
Ora, il falso cieco dovrà restituire all’INPS le somme percepite indebitamente.

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