Mese: novembre 2018

BOLZANO. LAVORO NERO E IRREGOLARE NEL SETTORE AGRICOLO.

LAVORO NERO E IRREGOLARE NEL SETTORE AGRICOLO: 131 CASI
SCOPERTI DALLA GUARDIA DI FINANZA IN SOLI DUE MESI

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Le Fiamme Gialle del Trentino Alto Adige hanno effettuato 100 controlli ad aziende
agricole impegnate nella vendemmia e nella raccolta delle mele
La Guardia di Finanza del Trentino-Alto Adige, nel periodo 1° settembre – 31 ottobre
2018, ha eseguito, nelle province di Trento e Bolzano, 100 controlli nei confronti di
aziende agricole impegnate nell’annuale raccolta delle mele e nella vendemmia.
L’attività complessivamente svolta, che rientra in un piano d’interventi predisposto dal
Comando Regionale, ha consentito di scoprire, presso 39 delle 100 aziende ispezionate,
131 lavoratori irregolarmente impiegati, dei quali 107 completamente “in nero” e 24 iscritti
a libro paga ma percettori di salari “fuori busta”.
I responsabili delle imprese “irregolari” sono stati segnalati ai competenti Uffici del Lavoro,
per quanto attiene alle violazioni relative all’illecito impiego della manodopera e all’Agenzia delle Entrate per i profili di carattere strettamente tributario.
Il 60% dei lavoratori irregolari individuati proviene dall’Unione Europea, con particolari
picchi fra gli italiani (36%) e gli slovacchi (11%).
I lavoratori provenienti, invece, da zone extra U.E., Africa e Asia rappresentano il
rimanente 40%, con una prevalenza di macedoni (14%).
Tra questi ultimi, è stato scoperto anche un bracciante “in nero” (proveniente appunto da
una provincia della Repubblica di Macedonia), privo di permesso di soggiorno e, quindi,
clandestinamente presente sul territorio nazionale. Il datore di lavoro è stato denunciato
alla Procura della Repubblica di Bolzano per violazione della legge “Bossi-Fini”, secondo
cui l’impiego di lavoratori stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno costituisce reato ed   è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni
lavoratore impiegato.
Le aziende agricole visitate dalla Guardia di Finanza hanno presentato anomalie nel 39%
dei casi mentre, a fronte di 630 lavoratori controllati, è stata riscontrata una
percentuale d’irregolarità pari a circa il 21% della forza lavoro (un lavoratore non in
regola ogni cinque impiegati).
Con riferimento al personale impiegato “in nero”, la disciplina di settore prevede
l’applicazione della cosiddetta “Maxisanzione”, che, nei casi individuati, oscilla da un
minimo di 1.500 a un massimo di 9.000 euro per ciascun lavoratore irregolare.
L’attività ispettiva, condotta in stretto coordinamento con i due Servizi Ispettivi del Lavoro delle Province Autonome di Trento e Bolzano e, in una decina di casi, congiuntamente con funzionari dell’INPS, ha permesso di riscontrare un costo orario a carico dell’imprenditore variabile dai 7 ai 10 euro, nei casi di rapporti diretti tra impresa e lavoratore, e dagli 8 ai 12 euro nei casi di intervento di agenzie di intermediazione.
Proprio con riferimento a queste ultime figure, gli accertamenti condotti hanno consentito di scovare 5 intermediari abusivi (1 persona fisica e 4 società, 2 italiane e 2 rumene), vale a dire soggetti che si occupano professionalmente di reperire manodopera per le imprese che ne hanno necessità ma che non sono iscritti all’Albo tenuto presso il Ministero del Lavoro.
In particolare, la persona fisica scoperta, di nazionalità macedone e con precedenti
specifici di abusiva intermediazione, ha “fornito” 4 braccianti a un’azienda agricola, che li ha impiegati “in nero”. L’intermediario si faceva corrispondere 12 euro per ogni ora di
lavoro prestata da ciascun dipendente, una parte dei quali venivano trattenuti a titolo di
“provvigione”. Per una delle due società abusive rumene, invece, è stata acquisita la copia di un contratto d’intermediazione di manodopera, concluso con un agricoltore della bassa atesina, che indicava la tariffa da “riconoscere” per ogni lavoratore “intermediato”, pari a 0,30 € l’ora.

Per tutti questi soggetti è scattata la denuncia per intermediazione illecita di manodopera, reato punito con l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda da 1.500 a 7.500 euro.
Durante le attività svolte nelle campagne dai Finanzieri, non sono mancati i casi di
lavoratori che hanno tentato di sottrarsi ai controlli, dandosi alla fuga tra i vigneti o
dileguandosi nei boschi adiacenti e fingendosi cercatori di funghi.
L’azione di contrasto svolta dalla Guardia di Finanza a tutela della legalità fiscale e
contributiva assume un particolare rilievo non soltanto per via delle ingenti risorse che il “sommerso” sottrae al benessere della collettività ma anche per il fatto che questo genere di condotte illegali altera le regole del mercato e danneggia i cittadini e gli imprenditori onesti.
Con riguardo al comparto del lavoro, l’attività del Corpo è anche finalizzata a contrastare le più gravi forme di prevaricazione e sfruttamento in danno dei dipendenti, specie se costoro si trovano in condizioni di particolare debolezza o bisogno ovvero vengono impiegati in violazione delle regole in materia di sicurezza. A questo proposito, va ricordato come la mancata assunzione di un lavoratore, sebbene assicuri al dipendente “in nero” un immediato vantaggio economico, in realtà priva lo stesso di alcune forme di assistenza (ad es. in caso d’infortunio) ovvero del sostegno economico nell’ipotesi di licenziamento (la c.d. indennità di disoccupazione).

NOVI LIGURE.SERIE C FEMMINILE: IL ROMAGNANO DIFENDE, MA LA NOVESE VOLA.

La Novese porta a casa i tre punti con una prestazione buona, ma sofferta nel primo tempo. Maria Levis non si ferma più e aggiunge altri due gol al suo bottino personale, con le reti di oggi si porta a quota 8 in classifica marcatori.

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Nel primo tempo, le biancocelesti hanno sofferto la difesa delle ospiti, che pur non avendo un attacco incisivo, al 32esimo, sono riuscite a portarsi in vantaggio con il proprio difensore, Marta Dinasio, a conclusione di una ripartenza veloce. Sarà l’unica occasione pericolosa, per tutta la partita del Romagnano.

 

 

Prima della conclusione del primo tempo, al 42°, Levis pareggia i conti con un pallonetto fantastico a ridosso dell’area di rigore punendo l’improvvida uscita del portiere.

 

Nel secondo tempo è dominio Novese, il Romagnano si difende bene e arriva solo 2 volte al tiro ma niente di più.

 

Al 12°, Accoliti atterrata in area e l’arbitro assegna il calcio di rigore, Levis dal dischetto non sbaglia è 2 a 1.

 

16 minuti più tardi, ancora una Accoliti viene maltrattata e atterrata in area ed è di nuovo calcio di rigore, stavolta da dischetto si presenta il capitano Tessa Rigolino che dagli 11 metri insacca fissando il risultato della partita sul 3 a 1.

La fotocronaca della partita di calcio nella pagina dedicata alla Novese Calcio Femminile. Foto e articolo Andrea Amato

 

 

TORINO. LAVORO GREEN, UN BUSINESS ETICO E’ POSSIBILE. EVENTO ORGANIZZATO IL 19 NOVEMBRE 2018.

 

19 novembre evento pubblico:Lavoro green, un business etico è possibile! · Organizzato da Solobioperte di Adriana Rossi

 

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Nel mondo del lavoro la nuova parola d’ordine è green. SOLOBIOPERTE di Adriana Rossi, Vi invita a conoscere un’azienda austriaca e la sua filosofia orientata all’etica nei confronti degli animali e dell’ambiente e allo sviluppo di un lavoro ecosostenibile. In quest’azienda, leader nella produzione di biocosmesi fresca e di integratori alimentari naturali anche per lo sport, ha preso forma da più di 20 anni l’idea di un’economia verde e sostenibile.
Per l’espansione sul mercato italiano ed europeo si cercano persone dinamiche, brillanti e aperte al cambiamento. Durante la serata verrà presentata la filosofia aziendale e l’opportunità lavorativa da svolgere sia part-time che full-time con la possibilità quindi di un lavoro che apra le porte ad una vera e propria carriera.

L’evento si terrà il 19 novembre 2018 a Torino all’hotel NH Santo Stefano, sito in via Porta Palatina 19, dalle ore 19,00 alle ore 20,00. Nella prima parte dalle 19,00 alle 20,00 circa verranno fornite le informazioni sull’azienda, la sua filosofia e sull’opportunità lavorativa. La seconda parte, dalle 20,30 alle 22,45 è dedicata alle persone che decideranno di iniziare a collaborare con l’azienda e quindi di partecipare alla prima formazione aziendale.
La partecipazione è gratuita a numero chiuso, per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione accreditandosi con i propri dati (nome, cognome, indirizzo e indirizzo mail) presso:
Sig.ra Adriana Rossi
Mobile.: +39 340 3153887
E-mail: solobioperte@gmail.com

ALESSANDRIA. I RAGAZZI DEL LABORATORIO SOCIALE RIPIANTANO GLI ALBERI IN PIAZZALE BERLINGUER

Bastano poche parole per descrivere lo scempio compiuto in piazzale Berlinguer dal comune di Alessandria.

 

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I ragazzi del Laboratorio sociale di Alessandria come preannunciato sono confluiti in piazzale Berlinguer per piantumare nuovi alberi in sostituzione di quelli abbattuti.

 

 

Questa sera il video completo della giornata sul Quotidiano on line Alessandria

 

TORINO.PIAZZA CASTELLO, UN PEZZO DI CITTA’ IMPORTANTE A FAVORE DELLA TAV.

Erano almeno trentamila questa mattina in piazza Castello per di Si alla Tav.

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Piazza Castello piena, stracolma di Torinesi che hanno manifestato a favore della Tav, l’alta velocità Torino-Lione, ma c’erano anche i delusi della Appendino, gli arrabbiati della ZTL, Forzisti, fratelli che vagano tra i favori nei confronti del governo e le posizioni demagogiche contro lo stesso governo, insomma una maggioranza eterogenea e trasversale che investe tutte le posizioni politiche presenti in parlamento.

Ma i piemontesi vogliono un progetto di futuro, che crei sviluppo e occupazione dopo anni di cassa integrazione, disoccupazione e assistenzialismo.

Il sostegno alla Torino-Lione, il terzo valico, la Tap,il Mose, il traforo del Brennero per quanto criticabili sul piano politico e progettuale rappresentano una risposta alla domanda di sviluppo del Piemonte e per l’Italia.

Le infrastrutture rappresentano una possibilità di sviluppo e mobilità per il Piemonte, ma contemporaneamente sono un veicolo per soddisfare gli appetiti  del malaffare, la corruzione e le infiltrazioni mafiose nel territorio e nella politica.

Torino non si sicuramente mobilitata per favorire il malaffare,non chiede assistenzialismo e neppure il reddito di cittadinanza,  ma le 30 mila persone che hanno invaso pacificamente piazza Castello chiedono un progetto di sviluppo, investimenti, occupazione e sicurezza economica e lo fanno a meno di due settimane dal voto, in Consiglio comunale, dell’ordine del giorno contrario alla Torino-Lione voluto dalla maggioranza Cinque Stelle.

Sette donne, private cittadine e professioniste, sostenute dal mondo produttivo, dagli ordini professionali, da parte del sindacato si sono ribellate alla decrescita infelice alla quale è stata condannata Torino da due anni di giunta pentastellata a guida Appendino.

In piazza non c’erano bandiere di partito, le regole erano chiare: non una manifestazione politica di appartenenza partitica,ma dar autonomamente voce alla volontà dei cittadini  anche se la politica si è comunque mobilitata a sostegno dell’appuntamento, a iniziare dal Pd  con i consiglieri comunali che due settimane fa sono stati espulsi dall’aula durante la discussione dell’ordine del giorno per aver esposto dei cartelli a sostegno della Torino-Lione,  Forza Italia, che ha sostenuto la piazza di oggi, ma ha anche deciso di organizzare una propria manifestazione il 17 novembre prossimo, e la Lega, alleata di governo dei 5 stelle, che ha diffuso una nota a sostegno della mobilitazione Pro-Tav.

Al ritmo delle note dell’“onda che viene e che va” di Jovanotti si è aperta la manifestazione alle 11 mentre  l’inno d’Italia l’ha chiusa,circa un’ora dopo.

I tempi della manifestazione non hanno permesso di montare un palco in piazza Castello, perciò gli interventi sono stati fatti dal tetto di un camion installato nell’angolo della piazza.

Sono stati due studenti di ingegneria ad avviare le riflessioni seguiti da Mino Giachino, ex sottosegretario che spiega: “Siamo qui per dire sì al futuro e sì al lavoro” poi ricorda gli anni delle proteste, gli scontri e aggiunte:”Da oggi cambia il vento, da oggi è a favore delle infrastrutture”.

Le organizzatrici della manifestazione sono intervenute dal camion palco, Patrizia Ghiazza interviene per dire Si: “Vogliamo dire Sì agli investimenti su eventi artistici, sportivi, culturali. Vogliamo dire Sì alla Tav, alla metropolitana, a una città sicura ed efficiente, attenta alle persone nella gestione dei servizi pubblici”.

La piazza ha scelto il colore arancione e bandito le bandiere di partito e delle associazioni per ribadire il carattere civico della manifestazione: “presenti solo gli striscioni Sì Tav e anche le bandiere delle Olimpiadi del 2006”.

Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: “La manifestazione di ha inequivocabilmente chiarito che Torino e il Piemonte vogliono la Tav, e vogliono il collegamento con l’Europa, senza barriere”.

La mobilitazione ha anche ribadito che Torino deve essere al centro dello sviluppo,Il sostegno al progetto della Torino-Lione, la candidatura per le Olimpiadi del 2026 e un diverso modo di vivere la città.

Una delegazione di associazioni di categoria ha consegnato un documento congiunto al prefetto di Torino, Claudio Palomba, per chiedere di “procedere speditamente nell’avanzamento dell’opera, nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti tra l’Italia, la Francia e l’Unione Europea, della Legge 1/2017 e dei successivi atti approvati dal Cipe”.

La sindaca Chiara Appendino scrive sul blog: “Oggi, in piazza Castello sono state sollevate delle critiche, che accolgo, ma c’erano anche molte energie positive. La mia porta è sempre aperta.  La sindaca parla di istanze e energie positive in piazza: “Sono pronta a discuterne già dalla settimana prossima”.