Mese: novembre 2018

BOLOGNA. BANDO DI SOSTEGNO AL TURISMO LOCALE.

PROPOSTA  RELATIVA A BANDO DI SOSTEGNO AL TURISMO LOCALE

DESTINATARI : OPERATORI TURISMO E ACCOGLIENZA PROVINCIA DI RIMINI 

L’impegno all’assunzione

(anche solo per 1 settimana part time),

ti permette di accogliere per ulteriori 240 ore lavorative

totalmente a costo zero uno dei nostri diplomati in

Marketing e promozione turistico alberghiera attraverso i social e il web

o in

Ricezione e accoglienza turistica.

In sostanza, prima lo prendi con la formula dello stage di fine corso

(trattasi di stage curriculari e non retribuiti),

e successivamente continui la collaborazione

ma anche con un’assunzione di 1 sola settimana.

Se vuoi capire meglio continua a leggere…

Gentile Referente,

 il nostro ente di formazione accreditato per la formazione superiore sta organizzando alcuni corsi di alta specializzazione in:

MarkEting del territorio piacentino per la promozione di monumenti, luoghi, sapori e prodotti artigianali tipici;

 oppure in

 Ricezione e accoglienza turistica con competenze in web marketing

Potranno candidarsi solo diplomati che abbiano seguito percorsi di studio attinenti o che abbiano già esperienza lavorativa pregressa nel settore turismo e marketing, oppure laureati in marketing turistico, scienze della comunicazione,  scienze del turismo.

Rifacendoci alle passate edizioni da noi svolte di questi percorsi, prevediamo circa 300 candidature, tra le quali, attraverso  scrupolosi test selettivi attitudinali e motivazionali andremo a scegliere 12-14 corsisti da formare.

 I selezionati dovranno svolgere un percorso di alta formazione specialistica di 320 ore, nell’arco di 4-5 mesi di studio.

Apprenderanno:

  • Tecniche innovative di promozione sul web
  • Gestione efficace di pagine facebook, instagram, e di altri social per la promozione di un prodotto o di un servizio turistico (monumento, albergo, prodotto enogastronomico, località, etc)
  • Ideazione e organizzazione eventi, festival, manifestazioni e rassegne per attirare turisti
  • Ticerca partner di rete per creare network di percorsi o di progetti territoriali
  • Analisi concorrenza, analisi domanda turistica, configurazione offerta turistica per segmenti specifici, promozione offerta turistica.
  • Sviluppo piani di promozione culturale e turistica basati sull’accessibilità alle classi svantaggiate e sulla eco-sostenibilità
  • Ricerca bandi e fondi finanziamenti regionali , nazionali ed europei per settore culturale e turistico
  • Campagna pubblicitarie mirate sui social e sul web
  • Videoclip promozionali per youtube, instagram, facebook
  • Gestione Prenotazioni
  • Ideazione e creazione pacchetti
  • Come contattare possibili nuovi fornitori intermediari di clientela italiana ed estera
  • Ricerca di clienti esteri attraverso i social  e i canali web dell’Est
  • E tanto altro

Selezioneremo solo 12 ragazzi tra circa 300 candidati. 

Ogni ragazzo che si diplomerà, dovrà svolgere

dai 2 ai 3  mesi di stage curriculare

presso una realtà del settore turistico, culturale, artistico

della Provincia di Rimini

TUTTO  A COSTO ZERO  PER LA TUA AZIENDA

Anche l’apertura e gestione pratica stage e copertura assicurativa dello stagista non hanno alcun costo per lei ( sono a carico del nostro Ente di Formazione)

TI potrebbe interessare accogliere a costo zero

uno dei nostri stagisti specializzati per 2 o 3 mesi?

Contattaci  quanto prima

Compilando questo

form di  interesse

Qui puoi vedere chi siamo e i progetti approvati in passato dalla REGIONE EMILIA ROMAGNA E DALLA REGIONE LAZIO

QUi puoi vedere il livello dei nostri docenti

Cordiali Saluti

Dr. Rosario Alfano

Direttore didattico COM2 srl

Presidente Nazionale 

Unione Cultura e Turismo (  Associazione per lo sviluppo degli operatori culturali eturistici italiani)

KENIA. VOLONTARIA DELLA ONG AFRICA MILELE RAPITA IN KENIA.

Silvia Romano, 23 anni milanese, volontaria italiana della Ong Africa Milele è stata rapita in Kenia da un gruppo armato di cui non si conoscono le finalità. La polizia ha arrestato 14 persone, componenti del commando e stanno ricercando attivamente un uomo allontanatosi dal villaggio poco prima dell’assalto. Il rapimento è avvenuto nella contea di Kilifi.

le foto dell’articolo sono di Silvia Romano prese su facebook

Silvia aveva accettato di recarsi in Kenia per partecipare a progetti di cooperazione internazionale.

La sua vita scandita dai post su facebook la collocano in un orfanotrofio a Likoni con la Onlus Orphan’s dreams, ad agosto prima dl suo ritorno in Italia. Poco dopo era ripartita per il Kenia con un altra Ong per prestare servizio nella contea di Kilifi dove è stata rapita, nello scontro a fuoco sono anche rimaste ferite 5 persone. 

Sulla pagina Facebook di Silvia vengono ampiamente documentate le sue passioni, si può scoprire il suo entusiamo, la sua voglia di giustizia, la dimensione degli altri e la sete di bellezza.

Silvia scrive: “Si sopravvive di ciò che si riceve ma si vive di ciò che si dona. Amo piangere commuovendomi per emozioni forti, sia belle sia brutte, ma soprattutto amo reagire alle avversità. Amo stringere i denti ed essere una testa più dura della durezza della vita. Amo con profonda gratitudine l’aver avuto l’opportunità di vivere.

La testimonianza di una ragazza che rappresenta la meglio gioventù dell’Italia che può guarirci da quella chiusura ottusa di certa politica razista e xenofoba. 

TRENTO. STRONCATO COMMERCIO ON LINE DI MARCHI CONTRAFFATTI.

In carcere con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’introduzione nel territorio dello Stato, produzione, commercio e vendita di merci contraffatte sono finiti S.U., 51 anni e S.A. 50 anni S.B., 53 anni, C.A., 52 anni e S.G., 52 anni e T.A., 42 anni, mentre ai domiciliari con l’accusa di ricettazione e cessione di marchi contraffatti sono finiti G.A., 51 anni, N.E., 46 anni, S.C., 27 anni, M.P., 51 anni e S.G., 52 anni. In esecuzione del decreto di sequestro preventivo del G.I.P. di Rovereto (TN), sono state sequestrate migliaia di euro, sia in contanti sia su conti bancari e carte ricaricabili, corrispondenti ai guadagni ottenuti dal gruppo criminale che saranno segnalati al Fisco in base alle norme sulla tassazione dei proventi illeciti; tutti coloro che hanno acquistato merci contraffatte, una quarantina di soggetti in tutto, sono stati identificati e denunciati per ricettazione.

Nel corso delle quaranta perquisizioni sono stati sequestrati circa diecimila tra capi di abbigliamento (giubbotti, felpe, magliette e maglioni), accessori (scarpe, cinture, borse e borsette) e marchi quali “Moncler”, “Armani”, “Prada”, “Napapijri”, “Woolrich”, “Gucci”, “Fendi”, “Burberry”, “Timberland”, “Dolce &Gabbana”, “Versace”, “Moschino”, “Adidas”, “Luis Vuitton”, Liu Jo”, “Puma”, “Nike” e altri; sono anche stati sequestrati cinque finti “Rolex” di buona fattura, penne e bracciali contraffatti. Al termine delle operazioni sono state smantellate tre fabbriche clandestine, due a Napoli e una a Volla (NA), dove sono stati sequestrati sei macchinari e attrezzature, tessili rotoli di pellame serigrafato, punzoni metallici e due cliché (Armani e Louis Vuitton), oltre a ventuno cellulari, due computer portatili e sette carte prepagate su cui far transitare il denaro.

L’attività delle Fiamme Gialle trentine fa parte del complesso di iniziative di prevenzione e repressione che la Guardia di Finanza dispiega a tutela della proprietà intellettuale e dei marchi, per contrastare l’abusivismo commerciale, la vendita di prodotti contraffatti o falsi e la tutela del “Made in Italy”, puntando con le proprie indagini a smantellare la c.d. “filiera del falso” che genera guadagni illeciti e distorce le regole del mercato e della libera concorrenza, mettendo a repentaglio la salute del consumatore con prodotti di provenienza non certificata. I rapporti con S.A. si sono poi interrotti bruscamente nel giugno 2018 a seguito del rifiuto di questi alla richiesta pervenutagli da G.A. di sostituire una borsa “Gucci” contraffatta arrivata rovinata via posta alla cliente finale, che se n’era lamentata con G.A.: questa si è quindi rivolta a una coppia, T.A. (42 anni) e N.E. (46 anni), residenti ad Acerra (NA), con precedenti specifici per vendita di prodotti contraffatti, con cui ha proseguito i propri traffici illeciti divenendone socia in affari. T.A. e N.E. si sono rivelati molto più accorti: utilizzavano finti nomi, usavano schede telefoniche intestate a terze persone ed erano in grado di gestire un flusso di capi d’abbigliamento proveniente da Cina, Turchia e Vietnam cui poi apponevano i marchi di alcune delle più note firme, rifornendosi anche di altri capi d’abbigliamento e accessori con marchi contraffatti da un altro gruppo criminale comandato da due campani (S.U., 51 anni e S.A. 50 anni, entrambi di Napoli).

I due gestivano un’organizzazione familiare più ampia, composta da altre sei persone, anch’esse con precedenti penali specifici nel settore del falso (S.C., 27 anni, S.G., 38 anni, S.B., 53 anni, M.P., 51 anni, C.A., 52 anni e S.G., 52 anni), che era in grado di produrre e commercializzare borse di ogni tipo delle più svariate “griffe” di alta moda, acquistando le materie prime, organizzando i turni di lavoro e operando in proprio anche a casa.: il gruppo criminale operava a Napoli, dove disponeva di vari appartamenti e locali, usati per la fabbricazione, deposito e vendita della merce contraffatta, la cui produzione arrivava a 160 “pezzi” al giorno. G.A. gestiva gli ordinativi on-line descrivendo i prodotti, illustrandone le caratteristiche e contribuendo a creare un mercato illecito di più ampie proporzioni: G.A. non vendeva solo a clienti finali, ma anche a soggetti che rivendevano a loro volta i prodotti contraffatti, come ha rivelato il caso di un ragazzo egiziano residente in provincia di Brescia che in una sola settimana aveva acquistato merce contraffatta per circa mille euro; G.A. commercializzava sporadicamente anche Rolex contraffatti, acquistandoli sempre on-line per 500,00 euro e rivendendoli a circa 900,00 euro, con un ricarico illecito pari quasi al 100% del costo iniziale. G.A. ricevute le spedizioni da Napoli, contribuiva anche all’attività di contraffazione dei marchi applicandoli personalmente sui capi di vestiario e sugli accessori; in media il prezzo di una borsa contraffatta viaggiava dai 45 ai 65 euro ma con borse di maggior qualità il prezzo giungeva a circa 200 euro; il guadagno mensile netto di tali traffici le fruttava più di 2.000,00 euro al mese.

La rete di acquirenti, sia privati che commercianti al dettaglio, copriva l’intero territorio nazionale: le perquisizioni hanno interessato dieci Regioni d’Italia, in particolare – oltre a quella di Trento – le province di Milano, Bergamo, Cremona, Venezia, Vicenza, Trieste, Pordenone, Firenze, Roma, Viterbo, Napoli, Caserta, Taranto, Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia e Siracusa. In carcere con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’introduzione nel territorio dello Stato, produzione, commercio e vendita di merci contraffatte sono finiti S.U., 51 anni e S.A. 50 anni S.B., 53 anni, C.A., 52 anni e S.G., 52 anni e T.A., 42 anni, mentre ai domiciliari con l’accusa di ricettazione e cessione di marchi contraffatti sono finiti G.A., 51 anni, N.E., 46 anni, S.C., 27 anni, M.P., 51 anni e S.G., 52 anni. In esecuzione del decreto di sequestro preventivo del G.I.P. di Rovereto (TN), sono state sequestrate migliaia di euro, sia in contanti sia su conti bancari e carte ricaricabili, corrispondenti ai guadagni ottenuti dal gruppo criminale che saranno segnalati al Fisco in base alle norme sulla tassazione dei proventi illeciti; tutti coloro che hanno acquistato merci contraffatte, una quarantina di soggetti in tutto, sono stati identificati e denunciati per ricettazione.

Nel corso delle quaranta perquisizioni sono stati sequestrati circa diecimila tra capi di abbigliamento (giubbotti, felpe, magliette e maglioni), accessori (scarpe, cinture, borse e borsette) e marchi quali “Moncler”, “Armani”, “Prada”, “Napapijri”, “Woolrich”, “Gucci”, “Fendi”, “Burberry”, “Timberland”, “Dolce &Gabbana”, “Versace”, “Moschino”, “Adidas”, “Luis Vuitton”, Liu Jo”, “Puma”, “Nike” e altri; sono anche stati sequestrati cinque finti “Rolex” di buona fattura, penne e bracciali contraffatti. Al termine delle operazioni sono state smantellate tre fabbriche clandestine, due a Napoli e una a Volla (NA), dove sono stati sequestrati sei macchinari e attrezzature, tessili rotoli di pellame serigrafato, punzoni metallici e due cliché (Armani e Louis Vuitton), oltre a ventuno cellulari, due computer portatili e sette carte prepagate su cui far transitare il denaro.

BRESCIA. OPERAZIONE BOCA: 56 ARRESTI E 130 KG DI COCAINA SEQUESTRATI.

Comando Provinciale Brescia

Nella giornata odierna, gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia, stanno eseguendo 32 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, emessi dal Tribunale di Brescia, nei confronti dei componenti di tre organizzazioni criminali transnazionali operanti in Europa, di matrice albanese, dedite al traffico internazionale di cocaina.

Le operazioni – dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Brescia e svolte con il costante ausilio tecnico del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza e della Direzione Centrale Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno – coinvolgono, a supporto, anche le Polizie estere di Belgio, Germania, Grecia e Albania.

Le indagini hanno consentito di ricostruire e smantellare tre sodalizi criminali che importavano sul territorio nazionale, grazie a ramificazioni estere, rilevanti quantitativi di cocaina proveniente dal nord Europa.

Le varie partite di stupefacente viaggiavano su una vera propria “rotta europea della droga” tracciata dai trafficanti: dall’Olanda, alla Germania, all’Italia. Le organizzazioni disponevano di una concessionaria d’auto e, dunque, di una “flotta tecnologica di mezzi” composta da decine di autovetture, sottoposte a sequestro dalle Fiamme Gialle.

Tutte auto di grossa cilindrata, con doppi fondi ad “alta ingegneria”.

Davvero ingegnosi i meccanismi: in un caso l’inserimento contestuale della retromarcia, la chiusura dell’aria condizionata e l’accensione del mezzo, facevano scattare l’apertura del vano nascosto. In altri casi, l’abbassamento delle alette parasole, in contemporanea con la messa in folle, liberavano il doppio fondo.

La scoperta di tali “marchingegni” ha consentito di trarre in arresto in flagranza di reato ulteriori 24 persone – oltre alle 32 oggetto dell’odierna ordinanza – e di sequestrare 130 chilogrammi di cocaina, oltre a diverse armi da fuoco, beni mobili e immobili per oltre 1 milione di euro, nonché la citata concessionaria d’auto.

I vari sequestri di droga, anche di 30 chilogrammi in una sola occasione, sono stati operati nelle province di Brescia, Bergamo, Lucca, Pavia, Macerata, Monza, Modena, oltre che in Olanda, nei pressi dell’aeroporto di Amsterdam.

Significativa l’intensità investigativa degli uomini del Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata – Gruppo Operativo Antidroga di Brescia della G. di F.: i 130 kg di droga sono stati sequestrati con una serie di fitti interventi repressivi posti in essere in quasi un anno di indagini, con una cadenza media di circa due sequestri al mese.

La pericolosità del sodalizio criminale trova piena conferma, oltre che nella disponibilità di armi, in un episodio emblematico: il rapimento di un sodale che aveva “tradito” il gruppo, rubando lo stupefacente per tentare di venderlo autonomamente.

La Guardia di Finanza individuava il luogo di “detenzione” richiedendo l’immediata attivazione del BKA della polizia di Francoforte e della polizia olandese di Utrecht.

In particolare, la polizia olandese arrestava il soggetto incaricato di consegnare l’arma al sicario per punire il “traditore”. La polizia tedesca faceva irruzione nel luogo di prigionia, traendo in arresto i responsabili.

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