AGENDA E APPUNTAMENTI

ALESSANDRIA.IL GOVERNO DEI CONDONI,DEL DECRETO SICUREZZA, I REGALI,ALLE IMPRESE AMICHE E AGLI EVASORI FISCALI. LA “FUFFA” SULLA SICUREZZA DI RICCARDO MOLINARI

Le imprese amiche passano all’incasso per l’aiuto che in questi anni,ma sopratutto nell’ultima campagna elettorale.

Il sindaco di Alessandria con la sua inseparabile sigaretta elettronica.

La Lega pare che di finanziamenti ne abbia ricevuti in abbondanza,il caso Enimont con 200 milioni per la campagna elettorale del sindaco di Milano Formentini, il finanziamento che la società autostrade elargì alla Lega che poi ripagò il finanziatore votando a favore della liquidazione dei controlli e gli adempimenti a carico della concessionaria che Prodi pose come condizione alla società Autostrade.

Il crollo del ponte di Genova strumentalizzato a favore della propaganda elettorale della Lega si è invece dimostrato un boomerang, quindi la questione Genova è scomparsa dall’agenda della Lega, rimane qualcosa solo su quella dei 5 stelle che l’Hanno usata per far passare il condono per 28 mila abitazioni abusive ad Ischia e l’aumento fino a mille volte la quantità consentita di idrocarburi presenti nei fanghi da smaltire attraverso lo sversamento nei terreni.

 

Ma il segretario della Lega Matteo Salvini, dopo essersi fatto paladino della sicurezza, fautore per un uso incontrollato e padrino politico delle lobby industriale che produce armi, chissà come mai dietro ogni crisi sociale,dietro ogni allarme sicurezza spuntano affari milionari in euro a favore dei produttori della sicurezza.

Matteo Salvini ancora una volta non si è smentito e sono anni che conduce una battaglia politica a favore delle sigarette elettroniche,( propaganda e  partecipazione attiva, “prima gli italiani”,ma in questo caso “prima i fumatori”) partecipando a manifestazioni e portando avanti proposte per ridurre le imposte e facilitarne l’utilizzo in luoghi pubblici.

Ma come in ogni “caso” che stranamente coinvolge il ministro degli interni anche in questo “caso” qualcosa non quadra: I favori si restituiscono e a quanto pare la Lega sta per restituire un elargizione di 75.000 euro fatta proprio a favore della Lega.

La Lega ha infatti presentato in Senato un emendamento al decreto fiscale che, contro il parere del ministero della Salute, porterà a un taglio delle imposte e a un condono da 180 milioni di euro per il settore. Intendiamoci si parla di sigarette elettroniche che producono danni ai fumatori esattamente come le sigarette

I giornalisti della Stampa Gianluca Paolucci e Michele Sasso scrivono che nell’ultima campagna elettorale, un importante azienda del settore, la Vaporart, ha versato al partito 75 mila euro: “I soldi sono tanti, ma la Vaporart ha 12 milioni di fatturato e i bilanci in utile. Ha anche oltre due milioni di debiti tributari che, con il condono, diventerebbero magicamente quasi tutti utile netto».

Le campagne di Salvini oltre a fare molta acqua sprofonda sempre in un mare di fango di interessi personali e di partito, specialmente quando in gioco ci sono soldi e se sono tanti.

I titolari della società, i fratelli Gianluca e Stefano Giorgetti,si difendono spiegando di aver incontrato più volte il segretario della Lega, sia nel corso di manifestazioni pubbliche che nel corso di incontri privati nella sede della Lega a Milano: “Ha preso a cuore la nostra battaglia contro una tassa che nel resto d’Europa non c’è”, (ndr Gianluca Giorgetti)  riferendosi all’equiparazione fiscale tra sigarette e sigarette elettroniche introdotta in Italia nel 2014, ma sospesa da anni a causa di una serie di ricorsi in tribunale.

Salvini nel 2014 partecipò allo “Svapo Day”,una raccolta di firme contro l’equiparazione, e da allora difende gli interessi del settore.

La Lega ha così a cuore e portafogli(75.000 euro) che ha preteso venisse inserita nel contratto di governo la  riduzione delle imposte sul settore. Si parla dell’intenzione di “provvedere alla correzione dell’extra tassazione sulle sigarette elettroniche”.

L’emendamento presentato in Senato mette in pratica,amplia,soddisfa e ripaga le promesse.

Le sigarette elettroniche sono tassate come le sigarette, mentre la proposta della Lega prevede di ridurla moltissimo: i liquidi per sigarette elettroniche senza nicotina saranno completamente detassati, mentre gli altri saranno tassati a 0,037 euro per ogni millilitro di nicotina (il ministero della Salute propone invece 1,2 euro di imposte per ogni flacone, con o senza nicotina, e l’estensione dei divieti fino ora previsti solo per le sigarette di tabacco).

L’emendamento contiene inoltre anche il condono per il settore che non è esplicitamente previsto dal contratto di governo.

L’origine di questa misura viene raccontata da Paolucci in un articolo che riproponiamo:

La questione della tassazione sulle sigarette elettroniche si trascina da un po’. Esattamente da quando, nel 2014, il governo decise di riorganizzare la fiscalità del settore, ordinando la giungla precedente ed equiparandola di fatto a quella dei tabacchi. Alla mossa del governo fece seguito un ricorso al Tar di una serie di produttori. Il Tar, il 16 dicembre 2015, ha ritenuto «non manifestamente infondato» il ricorso e rimandato alla Corte costituzionale. La Consulta ha deciso a fine 2017, ritenendo conforme alla Carta la normativa del 2014 e confermando quindi il regime fiscale che questa stabiliva. Tutto bene? Non proprio. Perché nel frattempo i produttori avevano fatto finta di niente, continuando ad auto-applicarsi la normativa fiscale precedente, per loro più favorevole. E pagandone la metà. Sì, perché guardando la relazione che accompagna l’arrivo in Aula del decreto fiscale, si arriva alla tabella che riassume gli effetti economici del condono. Per gli anni dal 2014 al 2018, il settore avrebbe dovuto pagare 205 milioni di euro di imposte.

Il condono della Lega, in sostanza, permetterà di risolvere queste pendenze con il fisco pagando il 5 per cento di quanto dovuto in rate che potranno essere distribuite nel corso di dieci anni.

ALESSANDRIA PREVEDE DI INSTALLARE TELECAMERE DI VIDEO SORVEGLIANZA PER SEICENTOMILA EURO. 

Il capogruppo alla camera,Riccardo Molinari,già condannato in appello per peculato ha annunciato che in provincia di Alessandria arriveranno quasi 600 mila euro  per la videosorveglianza.

Riccardo Molinariha spiegato che il bando sulla videosorveglianza è stato rifinanziato, privilegiando i comuni con il maggior tasso di criminalità.

In tutto il Paese saranno investiti: “37 milioni di euro complessivi per un totale di 428 comuni italiani. Al Piemonte andranno oltre 4 milioni e 274 mila euro, suddivisi tra 96 amministrazioni locali. Mentre altri chiacchierano, la Lega fa i fatti“.

La provincia di Alessandria, dopo Asti e Torino, è la terza realtà piemontese con il maggior investimento economico che andranno così ripartiti:
Alessandria
 (15 comuni) oltre 599.000 euro
Asti (51 comuni) 2.226.000 euro
Biella (2 comuni) 33.000 euro
Cuneo (8 comuni) oltre 320.000 euro
Novara (10 comuni) oltre 291.000 euro
Torino (7 comuni) 681.000 euro
Vercelli (3 comuni) oltre 124.000 euro

Il capogruppo della Lega in un intervento, che somiglia più a un comizio che alla spiegazione pratica dell’utilità e l’utilizzo delle telecamere ha spiegato( il testo è integrale e ripreso da una emittente radiofonica locale):

 “Una politica, quella per la sicurezza dei territori, e delle persone che li abitano, da sempre nel Dna della Lega, e che Matteo Salvini ha sempre posto come priorità assoluta, e ora con coerenza sta perseguendo da Ministro dell’Interno. La richiesta di maggior protezione, da parte dei cittadini e delle imprese, è forte e per nulla legata ad emotività, come qualcuno ha sostenuto in passato: semmai determinata dal bisogno oggettivo di poter vivere, spostarsi, lavorare sul proprio territorio con serenità, e nella certezza che lo Stato, nelle sue diverse articolazioni, è presente e vigile al fianco delle persone. Esigenza, questa, che emerge con ancora maggior forza nelle piccole comunità, capaci di forte coesione, ma che spesso si trovano a maggior distanza fisica rispetto ai presidi delle forze dell’ordine. Consentire a tanti piccoli e medi comuni del territorio piemontese di effettuare importanti investimenti in videocamere e altri strumenti elettronici di controllo del territorio significa permettere ai cittadini di vivere, muoversi, lavorare in contesti di maggior sicurezza, in forte sinergia con le Prefetture e le Forze dell’Ordine cui spetta naturalmente il compito di intervenire tempestivamente, ogni volta che se ne manifesta la necessità. La Lega come sempre privilegia i fatti alle parole. A chi da anni parla, spesso a vanvera, di insicurezza ‘percepita’ il Governo risponde con un provvedimento che si preoccupa di produrre maggior sicurezza reale, mettendo a disposizione dei sindaci le risorse per dotarsi delle strumentazioni necessarie”. 

In un post su Facebook a Riccardo Molinari rispondono i militanti del Laboratorio Sociale di Alessandria:

Per bocca del concittadino Molinari, capogruppo della Lega alla Camera e già condannato a 11 mesi per il reato di peculato ci viene spiegato come la sicurezza dei territori passi per la spesa di 600mila euro in telecamere.
Tuttavia sappiamo bene che quel tipo di “sicurezza del territorio” è pura retorica acchiappavoti, sappiamo bene che i sistemi di videosorveglianza hanno già fallito in passato propagandati da giunte interessate.
Molinari, la sicurezza che il territorio ha bisogno è quella idrogeologica, quella di una viabilità sostenibile, di un’aria pulita che sia sicura da respirare, una città a misura di bici e di bambini.

A Riccardo Molinari rispondiamo anche noi del Quotidiano on line che sui temi della sicurezza,della lotta alla povertà e del lavoro ci siamo spesi molte volte:

Il tema della sicurezza non passa solo attraverso la militarizzazione del territorio,temi cari alle destre mondiali che alla risoluzione dei proble e dei conflitti antepongono solo propaganda e retorica. 

La sicurezza passa da una migliore ridistribuzione delle ricchezze, dagli investimenti sul territorio che siano in grado di garantire lavoro e una vita dignitosa ai cittadini, la sicurezza intesa come garanzia di integrità fisica e psichica deve necessariamente passare dal recupero dei rapporti personali, sociali ed economici.

La sicurezza non è solo spendere 600 mila euro per installare le telecamere, ma la sicurezza è spendere molto più di 600 mila euro per mettere in sicurezza il territorio dai rischi idrogeologici, mettere in sicurezza le scuole finanziando l’edilizia scolastica, investire sulla salute e sul diritto all’accesso gratuito alle cure mediche per imeno abbienti,sicurezza sociale è  garantire il diritto allo studio e alla formazione continua, la sicurezza è garanzia di un posto di lavoro dignitoso e questo passa per un più attento investimento dei soldi pubblici.

Caro Riccardo Molinari tutto il resto è “FUFFA” , propaganda spalata a piene mani sulla faccia dei creduloni o degli interessati.