ANNUNCI ECONOMICI

ROMA. TUTTO DEVE CAMBIARE PERCHE’ NULLA CAMBI. FINITA LA PROPAGANDA GIALLO-VERDE RESTA SOLO IL CONDONO.

La manovra del cambiamento è arrivata a destinazione “ignota”, rimane solo il condono fiscale.

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Tutto deve cambiare perché nulla cambi:quota 100 rinviata a data da destinarsi. Flat tax in viaggio per il polo nord al gelo. Ilva, Tap, Tav queste sconosciute. Dopo aver promesso così tanto della manovra restano le bricciole targate Lega-M5s, con un unico sopravvissuto caro a Salvini e Di Maio: il condono.

 

Un film più bello e accattivante non poteva essere scritto, alla fine ne rimase solo uno: il condono fiscale.

Ad uno ad uno tutti le promesse del governo sono sparite,gli ultimi caduti in battaglia sono Quota 100 e le pensioni di cittadinanza,nelle intenzioni del governo  finanziate con 6,7 e 9 miliardi, ma  praticamente spostate a gennaio con anno da decifrare e due distinti decreti legge collegati.

Bisogna poi tenere conto dei tempi medi del senato e della camera che sono di circa 165 giorni e 95 per la seconda per cui,immaginiamo, ci vorranno almeno 8 mesi per l’approvazione. I maligni pensano, come pensiamo noi che la pubblicizzazione della manovra sulle pensioni servisse solo a convincere quanti più elettori possibili a votare per Lega e 5 stelle alle Europee per poi non farne nulla immediatamente il giorno dopo oppure rimandare tutto alle prossime politiche: che ci volete fare qualcosa bisogna pur raccontare al corpo elettorale.

Nemmeno la flat tax esce indenne dallo sfacelo seguito al Def, che deve ora fare i conti non con una o con due aliquote,ma forse con almeno tre o quattro, chi può saperlo,aliquote fiscali per lo sconto fiscale per le partite Iva, per finire tanti saluti alla reaganomics e alla curva di Laffer.

Lo stop a Ilva, Tap e Tav che sono stati i cavalli di battaglia dei Cinque Stelle, trasformati nel teatro dell’assurdo con dossier aperti e richiusi repentinamente raccontando le scuse più inverosimili su penali inesistenti per la Tap, pernacchioni sul bando di concorso truccato sull’Ilva poi rimangiato, ma lasciando aperta la porta del “io so,ma non posso fare diversamente.

Il governo allo sfascio dove ognuno dice la sua, la racconta sui social per poi ululare che ormai tutti sanno e non si può fare diversamente come è accaduto per il decreto sicurezza, se è vero che la fronda dei pentastellati dissidenti non hanno nessuna intenzione di votare a favore di un decreto che puzza di razzismo lontano un chilometro.

Non si  slava neppure la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia contro l’aumento dell’Iva che è stato scongiurato solo per il 2019 mentre per il 2020 e il 2021 è stata prevista una sterilizzazione solo parziale: la manovra prevede una riduzione “strutturale” del 1,5% dell’aumento dell’aliquota agevolata Iva, dal 10% all’11,5%.

 

Solo soletto resiste il condono Rimane nonostante manine e manone che lo avrebbero modificato ad insaputa dell’azionista di governo,Luigi Di Maio, e che ha scatenato non poche polemiche, ma che alo stato attuale è l’unica voce che parla di entrate e non di uscite nel “casino” che vorrebbe il deficit al 2,4%,ma che pare invece arriverà al 2,9%, secondo le stime di crescita dell’Ue.

La ricapitalizzazione delle banche dovrebbe far scendere le stime del deficit al 2,1% o al 2%  per rasserenare i mercati ed evitare la ricapitalizzare delle banche, che tanto ci pensa Salvini che di banche fallite se ne intende, che rappresenta un vero spauracchio di Lega e Cinque Stelle, che hanno costruito le loro fortune elettorali scagliandosi contro quelli che, a loro dire, avrebbero dato soldi alle banche.

Sparita la spending review da 13 miliardi che sarebbe servita a coprire il resto della manovra.

Ma la memoria corta premia gli incantatori di serpenti che se dovessero invece dovessero governare un branco di elefanti, che di memoria ne hanno tanta, sarebbero già “spiaccicati” in una fossa di fango e letame.

Ma dove è finito il protezionismo trumpiano, in nuovo modello di protezione sociale delle destre che se la prende con i più deboli, crea fratture sociali, generazionali e lascia gli evasori al loro “paese del bengodi”, dove è finita l’Europa da combattere a cannonate, la rivoluzione verde dell’economia, gli asili nido gratuiti,  gli aiuti alle famiglie e la battaglia contro le culle vuote, gli interventi radicali sull’edilizia scolastica, la legge che abolisce 400 leggi, il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari, l’acqua pubblica, la revoca delle concessioni autostradali dopo il crollo del ponte di genova.

Ne resterà uno solo, l’immortale, l’indistruttibile, il risorto dalle ceneri come una fenice: Il condono.  Il resto tutto dimenticato.