POLITICA

ROMA. M5S IN TRAPPOLA, LA LEGA RACCOGLIE I FRUTTI, DI MAIO SI AGITA E CHIEDE IL RISPETTO DEL CONTRATTO.

Se a qualcuno venisse in mente di urlare al ribaltone è meglio che non lo faccia.

Il governo Conte è nato dalla coalizione di forze appartenenti a schieramenti diversi e la Lega, dopo aver imposto la sua tattica ed eroso i consensi ai 5 stelle. Pronta a dare il benservito ai grillini mentre Di Maio si agita e invoca: “rispettare il contratto di governo”.

Lo avevamo scritto a inizio legislatura richiamando alla mente il ricordo di un altro grande imbroglio politico, quello che nel ’94 portò al 1° governo Berlusconi.

Oggi a farne le spese e pagare il conto del secondo imbroglio politico è Giggino o scolaretto, Luigi Di Maio, in caduta libera nei sondaggi e la credibilità ridotta a un buco nero, ma sul reddito di cittadinanza non arretra neppure dopo essere stato sconfessato dagli alleati di governo.

Così mentre la Lega che ha saputo imporre le sue politiche e accaparrarsi consensi elettorali con i temi contro la migrazione, condono fiscale, prima gli italiani, ma non si è capito ancora quali, l’antieuropismo, il sovranismo mascherato da riformiamo l’Europa e la flat tax che regala ai ricchi e non da nulla alla scuola, la ricerca agli investimenti e ammazza le speranze degli elettori 5 stelle bocciando il reddito di cittadinanza.

La Lega vola nei sondaggi mentre per incapacità politica e impreparazione i 5 stelle soccombono: Il dietro front sulla vicenda della Tap è sintomatica di quanto siano state avventate le promesse della sprovveduta classe politica che anima i 5 stelle.

Alle mancate promesse i grillini, come è tipico del loro modo di ragionare o sragionare scaricano le colpe sugli altri: l’Europa al primo posto, ma anche le istituzioni, i governi passati; non hanno ancora capito che Salvini è l’unico responsabile delle loro disgrazie,  delle loro promesse mancate e si appresta a dargli  il benservito.

Missione compiuta,nel gioco della guerra navale la nave è stata affondata. Ai grillini non resta che leccarsi le ferite e sperare nella fortuna o una mano amica che li riporti in gioco.
Giggino da buon scolaretto, che ha appena subito una sonora tirata delle orecchia, alza la voce: “Abbiamo firmato un contratto di governo che va rispettato da entrambi i contraenti”.

Dalle colonne del Corriere della sera, il vicepremier Luigi Di Maio, lancia un messaggio agli alleati della Lega dopo la frenata sul reddito di cittadinanza operata dal sottosegretario Giorgetti, giustificata da “complicazioni attuative”.
Ma il reddito di cittadinanza “sarà operativo nei primi tre mesi del 2019″spiega Di Maio: “Se vedo un problema non è nelle risorse o nelle norme, ma quando qualcuno non crede in quello che stiamo facendo. Se qualche membro del governo non crede in quello che stiamo facendo, allora è un rischio per i cittadini prima di tutto”.
Per par condicio anche  flat tax è stata messa da parte per fare posto ad altre misure della manovra.

Di Maio manda a dire agli alleati leghisti: “Hanno fatto loro una scelta politica. Sono le loro scelte per la legge di Bilancio. Io sono soddisfatto delle mie, se loro non sono soddisfatti delle loro non dipende da noi. Quello che ha detto il Presidente Mattarella è ragionevole. Il Capo dello Stato sta osservando l’evolversi della situazione con molta attenzione. La sua attenzione è la nostra: anche noi teniamo alla salvaguardia degli interessi degli italiani”.
Di Maio riferendosi al monito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella:”E’ chiaro che con la Commissione Ue è importante avere un dialogo, ma non arretriamo di un millimetro sia per quello che c’è nel testo, sia per quello che ancora non c’è ma verrà aggiunto in Aula e mi riferisco a più soldi per la scuola, alla misura sulle pensioni d’oro e sui tagli all’editoria”.
Di Maio spiega di essere convinto che L’Ue non arriverà a comminare sanzioni all’Italia sulla manovra: “Non credo si arriverà a questo punto, non succederà, non ci sono nemmeno i presupposti per alcune ipotesi. E sono convinto che il premier Conte e il ministro Tria sapranno spiegare alla Commissione la bontà della manovra. Se il tema è mettere in discussione il reddito di cittadinanza o il superamento della Fornero non c’è rilievo che tenga. Specifico che ci sono ulteriori tagli agli sprechi da fare e andremo fino in fondo”.
Come se non bastasse i rapporti tra M5S e Lega sono a livello di non ritorno per lo stop del Carroccio alla norma sulla trasparenza delle donazioni ai partiti e alle fondazioni contenuta nel ddl Anticorruzione.

Per il capogruppo della Lega in Commissione Affari Costituzionali, Igor Iezzi, firmatario dell’emendamento soppressivo dell’articolo 9 del ddl, si tratta di “una norma controproducente, che rende impossibile il finanziamento lecito”.

I grillini,pare non intendano arretrare su questo tema, vedremo.

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