Mese: ottobre 2018

ALESSANDRIA. L’ASSESSORE,PIERVITTORIO CICCAGLIONI, IN VISITA ALL’ACCADEMIA KODOKAN DI ALESSANDRIA.

Alessandria, 1° ottobre 2018
COMUNICATO STAMPA

image001
L’assessore allo Sport in visita all’Accademia Kodokan

ciccaglioni.jpg
L’assessore allo Sport, Piervittorio Ciccaglioni, ha incontrato gli atleti dell’Accademia Kodokan di Alessandria e il Direttore Tecnico, il maestro Nando Magarotto, dopo i successi conseguiti ai campionati del mondo di Kendo in Corea del Sud.
I campionati che si sono svolti dal 8 al 19 settembre a Incheon hanno visto schierati, in maglia azzurra, gli atleti Fabrizio Mandia e Alberto Sozzi, che hanno riportato importanti successi. Francesco Mandia è risultato essere ancora una volta il migliore degli atleti italiani nella competizione individuale; nella competizione a squadre la squadra italiana ha lasciato il passo agli USA ai sedicesimi di finale.
Gli atleti dell’Accademia Kodokan saranno nuovamente protagonisti, dal 6 al 7 ottobre, a Ginevra per la 32° edizione del ‘Kasahara Cup’, un evento supportato dalla federazione elvetica, considerato una delle competizioni più importanti sull’agenda internazionale.
Infine l’atleta Fabrizio Mandia è stato designato come selezionatore della squadra che rappresenterà il Piemonte Est alla 2° edizione del torneo ‘Coppa Ambasciatore’ che si terrà a Roma il 21 ottobre.

magarotto.jpg
L’assessore allo Sport ha inteso presentare gli omaggi dell’Amministrazione Comunale per i molteplici successi conseguiti agli atleti facendo personalmente visita all’Accademia:
“Ho voluto recarmi di persona a ringraziare questi atleti e il loro maestro, testimoniando la vicinanza di tutta l’Amministrazione comunale. Era un dovere da parte mia, in qualità di assessore allo Sport, fare visita a questo luogo in cui si respira l’aria dell’impegno, della fatica e del sudore versato per conseguire questi importanti risultati. Grazie per aver portato la nostra Alessandria agli onori sportivi e comportamentali in tutto il mondo”.

RIACE. ARRESTO DEL SINDACO DI RIACE, DOMENICO LUCANO.IL COMUNICATO UFFICIALE DELLA PROCURA DI LOCRI IN MERITO ALL’ARRESTO DEL SINDACO.

PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI LOCRI
COMUNICATO STAMPA
“Operazione Xenia”
RIACE (RC), GDF ARRESTA IL SINDACO LUCANO PER FAVOREGGIAMENTO
DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA ED IL FRAUDOLENTO AFFIDAMENTO
DIRETTO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI.
DISPOSTO IL DIVIETO DI DIMORA NEL TERRITORIO DEL COMUNE ALLA
SUA COMPAGNA.

310x0_1538457684420.LP_5577992
I finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito, alle prime luci dell’alba, un’ordinanza di
custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti
domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace ed il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione denominata
“Xenia”.
La misura cautelare rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette
dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti
erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.
Nel corso dell’attività di indagine è infatti emersa la particolare spregiudicatezza del
Sindaco Lucano, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, nell’organizzare veri e propri
“matrimoni di convenienza” tra cittadini riacesi e donne straniere, al fine di favorire
illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano.
Gli elementi di prova raccolti hanno permesso di dimostrare infatti come il Sindaco
Lucano, unitamente alla sua compagna Tesfahun Lemlem, avessero architettato degli
espedienti criminosi, tanto semplici quanto efficaci, volti ad aggirare la disciplina prevista dalle norme nazionali per ottenere l’ingresso in Italia.
Particolarmente allarmanti si sono rivelate non solo la lunga serie di irregolarità
amministrative e di illeciti penalmente rilevanti che costellavano la realizzazione del
progetto, ma anche e soprattutto l’estrema naturalezza con la quale il Lucano e la sua
compagna si risolvevano a trasgredire norme civili, amministrative e penali.
Ancor più disarmante è risultata poi la spigliatezza con la quale il Lucano, nonostante il
ruolo istituzionale rivestito, ammetteva pacificamente più volte, ed in termini che non
potevano in alcun modo essere equivocati, di essersi reso materialmente protagonista ed
in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni “di comodo”.
Sul punto, particolarmente significativi appaiono i dialoghi intercettati dalla Guardia di
Finanza, ad esempio, in merito all’illecita organizzazione del matrimonio di una cittadina straniera cui era già stato negato – per ben tre volte – il permesso di soggiorno, in cui il Lucano: “… se ne deve andare, se ha avuto per tre volte il diniego … ecco perché non lo rinnovano più. Ti spiego dal punto di vista dei documenti lei non può stare … mica
dipende da … questo purtroppo, dico purtroppo perché io non sono d’accordo con questo
decreto, come documenti lei non ha diritto di stare in Italia, se la vedono i carabinieri la
rinchiudono … perché non ha i documenti, non ha niente … da un punto di vista umano
ovviamente le possibilità che ha a Riace di non avere problemi sono più alte, si confonde
in mezzo a tutti, però lei i documenti difficilmente ce li avrà, perché ha fatto già tre volte la commissione, ecco perché non rinnovano il permesso di soggiorno, se lei va alla
Questura di Siderno se parla di documenti … io la carta d’identità gliela faccio … io
sono un fuorilegge, sono un fuorilegge, perché per fare la carta d’identità io dovrei
avere un permesso di soggiorno in corso di validità … in più lei deve dimostrare che
abita a Riace, che ha una dimora a Riace, allora io dico così, non mando neanche i
vigili, mi assumo io la responsabilità e gli dico va bene, sono responsabile dei vigili
… la carta d’identità tre fotografie, all’ufficio anagrafe, la iscriviamo subito …”
O anche: “…allora, io fino ad ora la carta d’identità l’ho fatta così, li faccio
immediatamente, perché sono responsabile dell’ufficio anagrafe e stato civile, come
sindaco. l’impiegato che c’era prima è andato in pensione, sotto i 3.000 abitanti l’ho
assunta io questa delega, quindi ho doppia valenza diciamo, sia come sindaco e
soprattutto come responsabile dell’ufficio … proprio per disattendere queste leggi
balorde vado contro la legge però non è che le serve molto che ha la carta d’identità
…”.
Inoltre, “…allora guarda qua, non andare avanti, analizziamo la sua situazione sul piano
giuridico. Oggi lei è una diniegata per tre volte, lei non può fare più una commissione, non è più una ricorrente, se è come dice lei che è stata diniegata per tre volte non c’è una
quarta possibilità, lei ha solo la possibilità di ritornare in Nigeria però … fammi andare
avanti … sai qual è secondo me l’unica strada percorribile, volendo spremere le meningi,
che lei si sposa! come ha fatto Stella … Stella si è sposata con Nazareno, io sono
responsabile dell’ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente … con
un cittadino italiano … guarda come funziona Daniela, se lei … però dobbiamo trovare un
uomo che è libero come stato civile … divorziato si … se lei si sposa a noi deve portare
soltanto come richiedente asilo … almeno io non sto là a guardare se i suoi documenti
sono a posto, mi fa un atto notorio dove dice che è libera di poter contrarre
matrimonio e siccome è una richiedente asilo non vado ad esaminare i suoi documenti
perché ovviamente uno che è in fuga dalle guerre non ha documenti con lei e mi basta
una sua dichiarazione, un atto notorio … dovremmo chiedere all’ambasciata ma mi
basta un’autocertificazione dove mi dice che lei è libera. Quello che invece è italiano
che si vuole sposare con lei deve portare i documenti che è libero per sposarsi. Se
succede questo in un giorno li sposiamo. poi dopo mi chiede al comune il certificato di
matrimonio … va alla questura di Siderno e chiede un permesso di soggiorno per
motivi familiari perché si è sposata in Italia con cittadino italiano e non gli deve
portare niente … solo il certificato di matrimonio … in quel modo, dopo che lei ha il
permesso di soggiorno per motivi familiari, i tre dinieghi non hanno nessun valore è
subentrata un’altra situazione civile … non solo, dopo un po’ di tempo prende anche
la cittadinanza italiana”.
Nel corso delle indagini la Guardia di Finanza ha poi raccolto inconfutabili elementi circa il fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti della cittadina riacese, così impedendo l’effettuazione delle necessarie procedure di gara previste dal Codice dei contratti pubblici e favorendo invece due cooperative sociali, la “Ecoriace” e L’Aquilone”.
Le predette cooperative sociali difettavano infatti dei requisiti di legge richiesti per
l’ottenimento del servizio pubblico, poiché non iscritte nell’apposito albo regionale previsto dalla normativa di settore.
Le indagini hanno invece dimostrato come il Lucano, al precipuo scopo di ottenere il suo
illecito fine, a seguito dei suoi vani e diretti tentativi di far ottenere quella iscrizione, si sia determinato ad istituire un albo comunale delle cooperative sociali cui poter affidare
direttamente, secondo il sistema agevolato previsto dalle norme, lo svolgimento di servizi pubblici.
Il Lucano approntava così le condizioni per incaricare, in maniera solo apparentemente
conforme al dettato legislativo, la “Ecoriace” e “L’Aquilone” della raccolta e del trasporto di rifiuti nel territorio comunale riacese: l’attività veniva peraltro espletata dall’ottobre 2012 fino all’aprile 2016.
Con tale decisione, in sostanza, si procedeva fraudolentemente all’artificioso
riconoscimento (del tutto sganciato dalla normativa vigente e dunque sprovvisto di validi effetti) in capo alle due cooperative dei presupposti necessari per la disapplicazione delle regole in materia di selezione, da parte delle amministrazioni pubbliche, dei soggetti cui aggiudicare servizi, lavori od opere.
Il Lucano dunque, rilevato a seguito del suo quanto meno inopportuno interessamento per conto delle due cooperative, che queste non sarebbero mai riuscite ad ottenere l’iscrizione tempestiva nel citato albo regionale, si risolveva fraudolentemente ad ammantare di legalità l’assegnazione diretta dei servizi alle citate cooperative:
– prima facendo approvare alla Giunta da lui presieduta un albo comunale simile a
quello previsto dalle norme;
– poi suggerendo con successo al Consiglio comunale di procedere alla suddetta
assegnazione diretta;
– infine proponendo più volte, ancora alla Giunta comunale, la proroga dell’affidamento,
che risultava effettivamente concessa.
In conclusione, affidando in via diretta alla “Ecoriace” ed a “L’Aquilone” i servizi di raccolta e trasporto rifiuti, il Lucano ha impedito l’effettuazione delle necessarie e previste procedure di gara, così inevitabilmente:
– condizionando le modalità di scelta dei contraenti da parte dell’ente amministrativo da
lui gestito e violando il principio di libera e sana concorrenza;
– producendo in capo alle due cooperative sociali un ingiusto vantaggio patrimoniale,
quantificato in circa un milione di euro.
La vasta attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza e diretta da questo Ufficio di Procura, ha poi riguardato numerosi e diversificati profili relativi alla gestione dei rilevanti flussi di denaro pubblico destinati alla gestione dell’accoglienza dei migranti nel Comune di Riace, al cui esito sono emerse e riscontrate diffuse e gravi irregolarità anche in merito:
– ad altre e diverse procedure di affidamento diretto alle associazioni operanti nel
settore dell’accoglienza;
– alla irregolare rendicontazione dei criteri riguardanti la lungo permanenza dei rifugiati;
– all’utilizzo di fatture false tramite le quali venivano attestati fraudolentemente costi
gonfiati e/o fittizi;
– al prelevamento, dai conti accesi ed esclusivamente dedicati alla gestione
dell’accoglienza dei migranti, di ingentissime somme di denaro cui è stata impressa
una difforme destinazione, atteso che di tali somme non vi è riscontro in termini di
corrispondenti finalità.
Sulla ricostruzione di tali circostanze, così come rappresentate nel corpo della richiesta di applicazione delle misure cautelari, il GIP presso il Tribunale di Locri ha tuttavia affermato che “Ferme restando le valutazioni già espresse in ordine alla tutt’altro che trasparente gestione, da parte del Comune di Riace e dei vari enti attuatori, delle risorse erogate per l’esecuzione dei progetti S.P.R.A.R. e C.A.S., ed acclarato quindi che tutti i protagonisti dell’attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”.
È evidente che su tali profili, sui quali lo stesso GIP si sofferma per evidenziare che nella
delicata materia dell’immigrazione sono stati riscontrati comportamenti superficiali ed
improntati ad un diffuso malcostume, questo Ufficio di Procura doverosamente
procederà nei prossimi giorni ad approfondire ogni opportuno aspetto per presentare
l’eventuale, apposito ricorso presso il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, fermo
restando che dalle indagini è comunque emersa una pluralità di situazioni che,
nell’immediatezza, impone la trasmissione degli atti alla Procura Regionale della Corte dei Conti ai fini dell’accertamento del connesso danno erariale.
Locri, 2 ottobre 2018
IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
(Dott. Luigi D’Alessio)

TORINO. CONTROLLO DEL TERRITORIO IN PROVINCIA.

Torino, 2 ottobre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA  INTENSIFICATA L’ATTIVITÀ DI CONTROLLO DEL TERRITORIO

20805_img
La Guardia di Finanza di Torino ha intensificato nei giorni scorsi i controlli di
prevenzione su tutto il territorio del Pinerolese e dei comuni limitrofi, con particolare
attenzione alle principali arterie stradali e agli scali ferroviari.
Nel corso dell’intervento i Finanzieri della Compagnia di Pinerolo, hanno identificato
una trentina di persone e sequestrato alcune dosi di sostanze stupefacenti.
Nei pressi della Stazione Ferroviaria di Pinerolo, i Finanzieri hanno fermato un
trentenne che occultava, tra gli effetti personali, una decina di grammi di marijuana.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per fatti analoghi, è stato segnalato alla
Prefettura Torinese e, come vuole la normativa, verrà indirizzato ad appositi
percorsi di recupero.
Stessa sorte, poco dopo, è toccata ad un ventinovenne fermato a bordo di auto
dove, al suo interno, sono stati rinvenuti alcuni grammi di marijuana.

RIACE. ARRESTATO IL SINDACO,DOMENICO LUCANO, PER FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

Riace 02 ottobre 2018

La lotta all’immigrazione clandestina, dopo il blocco del film dedicato all’eroe moderno Domenico Lucano, continua a mietere vittime. Il blocco imposto dal ministro dell’interno alle navi delle Ong ad approdare nei porti italiani, al blocco della motonave “Diciotti” della Guardia Costiera italiana, la rottura nei fatti dei rapporti con i paesi del nord Africa,Tunisia in particolare, sugli accordi sui rimpatri  nei confronti dei non aventi diritto ed oggi la notizia dell’arresto del sindaco di Riace,Domenico Lucano, che in questi anni ha saputo creare un modello di accoglienza e integrazione sul tema dei migrati.

Non conosciamo le carte della Procura che ha disposto l’arresto del sindaco, ma speriamo che la sua posizione venga chiarita al più presto. Possiamo solo ipotizzare che l’accusa per illecito affidamento diretto della raccolta rifiuti sia da collegare al la possibilità data ai migranti di integrarsi nella comunità facendo servizi di pubblica utilità e che anche la gestione dei finanziamenti sia da ricollegare all’attività svolta dai migranti, ma per ora sono solo nostre ipotesi.

20805_img

La Guardia di Finanza del Gruppo di Locri ha eseguito, alle prime luci dell’alba, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace.  L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Disposto inoltre il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione denominata “Xenia”. La misura cautelare rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso della mattinata.

310x0_1538457684420.LP_5577992

 

PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI LOCRI
COMUNICATO STAMPA
“Operazione Xenia”
RIACE (RC), GDF ARRESTA IL SINDACO LUCANO PER FAVOREGGIAMENTO
DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA ED IL FRAUDOLENTO AFFIDAMENTO
DIRETTO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI.
DISPOSTO IL DIVIETO DI DIMORA NEL TERRITORIO DEL COMUNE ALLA
SUA COMPAGNA.
I finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito, alle prime luci dell’alba, un’ordinanza di
custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti
domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace ed il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione denominata “Xenia”.
La misura cautelare rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette
dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti
erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.
Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso della mattinata.
Locri, 2 ottobre 2018
IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
(Dott. Luigi D’Alessio)

TORINO. SEQUESTRATE CALZATURE CONTRAFFATE.

Torino, 01 ottobre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA SEQUESTRATO UN CARICO DI CALZATURE CONTRAFFATTE

20836_IMG1
400 paia di calzature “Hogan” ed oltre 1.600 accessori, tutti legati al prestigioso
marchio, destinati al mercato del falso.
E’ il bilancio di un sequestro della Guardia di Finanza di Susa effettuato unitamente
alla Polizia Locale di Alpignano.
Proprio nel citato comune del torinese, i Finanzieri hanno controllato un furgone
condotto da un cinquantenne residente nella zona, già noto alle forze dell’ordine.
Nel corso del controllo della merce trasportata dall’uomo, sono state rinvenute circa
400 paia di calzature “Hogan” abilmente contraffatte e oltre 1.600 accessori,
altrettanto falsi.
L’uomo, che è stato denunciato alla Procura della Repubblica per vendita di
prodotti contraffatti, non ha saputo, tra l’altro, fornire agli inquirenti informazioni utili
circa la provenienza della merce. Su quest’ultimo aspetto, infatti, sono in corso gli
accertamenti da parte dei Finanzieri, considerata anche la mancanza di documenti
utili a risalire al fornitore.
La merce, del valore di circa 40.000 euro, è stata sequestrata.