Mese: ottobre 2018

ALESSANDRIA. PAREGGIO IN CASA PER I GRIGI. DE LUCA CADE NELLA TRAPPOLA DI BINI E PRENDE IL ROSSO.

Finisce 1 a 1 l’incontro tra Alessandria e Gozzano. Una partita difficile e nervosa con De Luca che casca nella trappola di Bini.

Il numero 9 grigio ha subito spintoni, calci, tirate di maglie da parte del difensore avversario fino a che alla sua reazione, con cui ha colpito l’avversario al volto, è scattato il rosso diretto.

 

La partita si sblocca al 12°, a favore degli ospiti, dopo una ripartenza sulla sinistra da manuale, Palazzolo non fa altro che mettere il pallone alle spalle di Cucchietti.

 

I Grigi nel primo tempo costruiscono poco, rifugiandosi in un giro palla contestato dai propri tifosi.

Nel secondo tempo i ragazzi di D’Agostino si risvegliano e costringono i Novaresi a chiudersi a centrocampo. Il Pareggio arriva al 57° con Santini che su una palla sporca riesce a girarsi e a calciare rubando il tempo al portiere.

 

Dopo l’espulsione di De Luca, la partita prende una piega molto aggressiva e l’arbitro perde il controllo della gara dovendo interrompere più volte il gioco dando parecchi cartellini gialli.

I due mister in sala stampa sottolineano che per le due squadre sono 2 punti persi e che questo è il campionato più instabile mai giocato, avendo squadre che dall’inizio della stagione hanno giocato 5 partite su 7 e che avendo una rosa lunga è più semplice vincere

 

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VARESE. WHIRLPOOL: DI MAIO SI PRENDE IL MERITO DELL’ACCORDO, MA L’ACCORDO E’ IN CONTINUITA’ CON QUELLO SOTTOSCRITTO DAL GOVERNO RENZI.

Il sindacato contro Luigi Di Maio accusato di prendersi meriti per accordi non suoi, lo aveva già fatto a Riva di Chieri e negli utlimi giorni a Varese , la Fim Cisl lo bacchetta: “Basta prenderti meriti che non hai”

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Alessandra Damiani, segretaria nazionale della Fim Cisl: “Il ministro è corso al ministero per appendersi la medaglia e fare le foto di rito prendendosi meriti di battaglie che non combatte, se non da spettatore, tra l’altro al fotofinish. L’accordo sottoscritto è in continuità con quello siglato con il governo Renzi, con l’allora ministro Guidi”.

 

L’intesa raggiunta tra le parti sociali e i vertici della Whirlpool, la segretaria nazionale della Fim Cisl, Alessandra Damiani,è in continuità con l’intesa raggiunta dal governo Renzi, ma Di Maio che è succeduto a Calenda alla guida del ministero è arrivato di corsa solo per fare le  foto di rito e prendersi i meriti per l’accordo raggiunto tra Whirlpool e sindacati.

“Caro Di Maio basta prenderti meriti che non  hai” così Alessandra Damiani ha svergognato il ministro a 5 stelle,Luigi Di Maio.

I metalmeccanici della Cisl, in occasione dell’accordo con Whirlpool, hanno denunciato il vergognoso spettacolo,che come da copione già messo in atto Ilva e Bekaert, il ministro che gli accordi li ha solo seguiti da spettatore e corso al ministero per prendersi la medaglia al merito e fare le foto di rito: “Il ministro Di Maio è corso al ministero per appendersi la medaglia e fare le foto di rito prendendosi meriti di battaglie che  non combatte, se non da spettatore, tra l’altro al fotofinish. L’accordo sottoscritto è in continuità con quello siglato con il governo Renzi, con l’allora ministro Guidi».

Comunque un merito al Governo, in merito all’accordo Whirlpool, Alessandra Damiani,  lo riconosce e riguarda la riconferma degli ammortizzatori sociali che permetteranno di attraversare il periodo di investimenti in sicurezza:  “Le soluzioni per tenere il lavoro di questo grande gruppo in Italia sono state frutto di dure battaglie dei lavoratori e del sindacato: scioperi e manifestazioni che nel periodo di crisi grazie al lavoro congiunto con il governo hanno costretto l’azienda a restare in Italia e avviare gli investimenti in tecnologia e formazione che  già nel 2015 avevano permesso  il reshoring  delle produzioni dall’estero. L’allora ministro Federica Guidi, nel 2015 ha seguito ogni secondo del negoziato, notti incluse lavorando fianco a fianco con il sindacato. Il ministro Di Maio lo vediamo comparire solo al fotofinish e nelle conferenze stampa. Oggi contrariamente ai toni trionfalistici del comunicato del ministro con lo spread sopra quota 300 le imprese sono in forte difficoltà e lo saranno sempre più. Già i primi dati mostrano un rallentamento delle imprese del triangolo del nord-est.  L’unico provvedimento di politica industriale pubblica che ha funzionato negli ultimi 20 anni:  il Piano per Industria 4.0 che stava dando importanti risultati in termini di ripresa e occupazione, con un orizzonte del lavoro che guardava al futuro e non alle prossime elezioni è stato dimezzato. Insieme alla completa cancellazione del credito d’imposta sulla formazione.  Sono tutti sintomi evidenti dello scarso interesse di questo Governo per il lavoro e per le imprese. D’altra parte un governo che punta a sussidi e condoni,  il lavoro è un di cui in mezzo alla prossima campagna elettorale. Il ministro Di Maio ricordi che noi ci siamo da prima della sua nomina a ministro e c’eravamo prima, non siamo più disposti a tollerale questo pressappochismo e strumentalizzazione dei lavoratori e del sindacato”.

PREDAPPIO. LA VERGOGNA FASCISTA:”Auschwitzland”. I NOSTALGICI DEL FASCISMO VOTANO SALVINI.

Il Fascismo rievocato nella manifestazione di Predappio in cui so sfilati in corteo duemila nostalgici provenuti da tutta Italia.

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I nostalgici del fascismo: “Oggi votiamo Salvini”

Si sono presentati con croci celtiche, bandiere con l’aquila romana e immagini di Benito Mussolini. In duemila i nostalgici del ventennio si sono radunati a Predappio per l’anniversario della marcia su Roma.

Bambini vestiti come i piccoli Balilla, cori fascisti,magliette e slogan che deridono i 6 milioni di morti nei campi di sterminio come se fossero stati a disneyland.

Selene Ticchi, ex candidata sindaco di Budrio per Aurora Italiana e militante di Forza Nuova,  sfoggia orgogliosa una maglia con scritto “Auschwitzland”, quasi a voler emulare la  Disney della follia nazista.

Molti nostalgici, in marcia verso San Cassiano,per commemorare Benito Mussolini sulla sua tomba, parteggiano per il governo di Matteo Salvini: “Ci sentiamo rappresentati da lui”.

I nostalgici arrivati davanti alla cripta del duce concludono la manifestazione con centinaia di saluti romani.

La signora si chiama Selene Ticchi, è candidata sindaco di Budrio con Aurora Italiana, militante di Forza Nuova è stata fotografata mentre indossa una maglietta che mostra chiaramente la volontà di infangare la memoria dei superstiti dei crimini nazifascisti  uno Stato normale le sarebbe valsa una condanna per apologia del fascismo e per vilipendio: “Auschwitzland” come fosse “Disneyland”.

Il lager dello sterminio di sei milioni di ebrei diventa “humor nero” per la soddisfazione della signora Ticchi, che sfoggia anche un bel sorrisetto.

Selene Ticchi a Predappio fa parte del servizio d’ordine all’adunata dei camerati, venuti a commemorare la tomba del Duce nel giorno della Marcia su Roma.

Selene Ticchi afferma: “Volevano vietarci la manifestazione, che democrazia è questa?”

Selene Ticchi che ha il coraggio di infangare la parola democrazia con la sua bocca da nostalgica fascista mentre indossa una maglietta che fa rivoltare nella tomba quanti sono passati dai forni  crematori e quanti sono stati giustiziati, impiccati, fucilati solo perché antifascisti.

A Predappio sono arrivati in 2000 per sprofondarsi nelle osterie a bere birra dalle prime ore del mattino, a comprare accendini con le effigi dell’amato Duce, suonare le trombe e le fanfare e chiamarsi tra loro “camerata”.

 

Il ricordo del duce non tradisce l’esaltazione per il nuovo comandante in pectore e tutti, ovviamente stanno dalla parte di Salvini sulla linea dura sull’immigrazione, intransigenza sulla famiglia tradizionale, contro l’aborto perché l’Italia deve riempire le culle e difendere la razza.

E poi che diamine,  si porti un po’ d’ordine in questa Italia che ha l’ardire, pensate pensate, di volere vivere nel 2018, il 21 esimo secolo, lasciandosi alle spalle gli orrori delle  dittature del 20° secolo.

I fascisti come la Ticchi pretende di  tornare al ventennio fascista, che poi per la Ticchi se riuscisse a realizzare il suo sogno realizzasse si aprirebbe un mondo completamente nuovo il suo mondo: ” La Ticchi con la sua maglietta nera sarebbe confinata in una casa a cucinare per il marito, sfornare bambini per la patria( braccia per le campagne da dissodare, zappare e seminare).  Forse le toccherebbe anche un ruolo più arduo e ardito: “far piacere al gerarca di turno perché se sei fascista non puoi esimerti dal dispensare piacere al capo”.

Chissà se la Ticchi sa che la democrazia di cui si riempie la bocca è quella che vogliono cancellare.

Selene Ticchi forse non ha ancora capito che fare la fascista in democrazia è incredibilmente troppo facile, forse non lo ha ancora capito che deve baciare la terra dove gli  antifascisti camminano, che la libertà conquistata con la lotta al nazifascismo le permettono di andare in giro a insultare e sputare tutto lo schifo che ha in testa.

ROMA.I ROMANI IN RIVOLTA CONTRO LA SINDACA, LEI: “E’ TUTTA COLPA DE P.D.”

Il Popolo in rivolta contro la sindaca Raggi. La replica rabbiosa della sindaca: “è il Pd mascherato”

Erano almeno diecimila a manifestare contro la sindaca Raggi e il degrado in cui ha sprofondato la capitale. I romani senza bandiere, ma avvolti rotoli di plastica arancione che si usano per delimitare i cantieri in migliaia si sono radunati in Piazza del Campidoglio per difendere la dignità di Roma.

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La disastrosa amministrazione della sindaca Raggi ha coperto Roma con un tappeto di immondizia per strada e poi buche grandi quanto crateri scavati dopo un bombardamento, la città paralizzata ogni volta che piove.

Problemi endemici che si perdono nella notte dei tempi per Roma, ma che nonostante le promesse elettorali dei cinque stelle sono ancora lì a fare bella mostra di se dopo due anni e mezzo di amministrazione M5s-Raggi,in cui nulla è cambiato, ma la colpa è sempre dei governi che l’hanno preceduta

Tra le richieste dei manifestanti sotto il Campidoglio mezzi di trasporto pubblico più adeguati e maggiore protezione per i negozianti.

Migliaia le persone riunitesi in piazza e  per le strade con cartelli e fischietti, uno striscione che circonda il Nettuno e piazza del Campidoglio con scritto: “dimissioni, dimissioni”.

La Roma borghese, che non annovera tra le sue tradizioni la protesta di piazza,ma che ha tanta rabbia dentro quella che per un giorno ha assediato Palazzo Senatorio. I simboli della protesta sono le reti dei lavori infiniti messi in testa a mo’ di corona dai manifestanti, le ramazze di saggina, le biciclette e i tamburi.

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L’età media è quelli in cui i capelli si imbiancano e qualche passeggino a indicare l’unione generazionale per il disagio che accomuna i romani del centro e delle periferie, che hanno rappresentato un bacino di voti  da cui Virginia Raggi ha attinto consensi elettorali e poi abbandonato a se stessi.

Chiedono le dimissioni della giunta Raggi i manifestanti in piazza e un cambiamento di rotta per la capitale: “Abbiamo tollerato troppo, la Capitale è nostra, riprendiamocela”.

La reazione della sindaca non si è fatta attendere e il giorno dopo ha sbuffato, e violentemente attaccato i manifestanti, bollati come piddini camuffati da cittadini ai quali manda a dire: “i problemi li stiamo affrontando”

La manifestazione “Roma dice basta” in Piazza del Campidoglio per la sindaca Raggi è solo un affare fastidioso, la sindaca Virginia Raggi come nella migliore tradizione dei despoti poco illuminati  ha commentato: “Il Pd, mascherato e orfano di Mafia capitale, ha provato a strumentalizzare i cittadini, camuffando una manifestazione di partito in una sollevazione. Gli è andata male stavolta”.

Messa alle strette la Raggi, che ha vinto il premio della sindaca più impopolare di Roma  più impopolare della storia di Roma, scarica le colpe sui governi precedenti e sostiene di aver raggiunto risultati invisibili agli occhi dei romani: “I problemi li stiamo affrontando.

Problema buche? Abbiamo stanziato 140 milioni per il rifacimento delle strade. Ed ora ci sono cantieri in tutta la città.

Rifiuti? Abbiamo esteso il porta a porta a 150 mila abitanti in meno di otto mesi ed abbiamo scoperto, solo in due municipi, 120 mila scrocconi che prima non pagavano l’Ama”, chissà se nella lista degli scrocconi è presente anche la madre della senatrice Paola Taverna che continua ad occupare un immobile popolare pur avendo la disponibilità di alcuni immobili di proprietà( della figlia come sostiene la senatrice Taverna?)  .

“L’impazienza del Pd nasconde una loro difficoltà politica evidente”.

Intanto segnaliamo le novità sull’uccisione della 16 enne Desirèe Mariottini  avvenuto a San Lorenzo. Il fermo di tre sospetti di origine extracomunitaria a Roma e di un quarto nella baraccopoli di Foggia hanno esasperato gli animi e fatto decollare per un giorno la politica anti-immigrazione del ministro Salvini e della sindaca Raggi, ma un documento inviato alle autorità competenti dimostra come per anni siano state disattese le richieste dei cittadini, degli amministratori locali e di circoscrizione per la riqualificazione delle aree degradate,interessate dallo spaccio di droga, e contro cui non si è mai fatto abbastanza fino all’uccisione di Desirèe.  Un quinto uomo, un italiano è in via di identificazione, sarebbe l’autore della cessione di un mix di pastiglie che hanno reso Desirèe un vegetale incapace di difendersi e di reagire allo stupro continuato per ore, che ha provocato il decesso della ragazza.

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Da quanto si apprende da ambienti, non meglio identificati, sembrerebbe che la ragazza sia stata drogata e “venduta” al gruppo di violentatori da un altra “tossica” in cambio di alcune dosi di droga: “di lei fate quello che volete”.

la Raggi afferma: “Come donna e madre provo un dolore e una rabbia immense. Come sindaca, da due anni chiedo che il Governo metta a disposizione di Roma forze dell’ordine adeguate. È cambiato il Governo e ha annunciato che arriveranno 154 poliziotti e 100 carabinieri in più”.

La sindaca spiega che “si lavora su due piani. Nel decreto sicurezza vanno inserite misure immediate come l’adeguamento dell’organico di polizia locale, ora limitato a meno di 6000 agenti su un fabbisogno di 8000. Discorso diverso è quello di una ridefinizione dei poteri per la Capitale che ha a disposizione gli stessi strumenti di un qualsiasi altro Comune”.

Nel caso in cui Salvini fosse contrario, “dovrebbe spiegarlo ai romani. Nel contratto di governo è scritto forte e chiaro. Sono fiduciosa che verrà rispettato”

LEICESTER. SI SCHIANTA FUORI DALLO STADIO L’ELICOTTERO DEL PATRON DEL LEICESTER.

Con Srivaddhanaprabha viaggiavano la figlia e i due membri dell’equipaggio. L’incidente è avvenuto al termine dell’incontro al King Power con il West Ham.

si è schiantato all’esterno del King Power Stadium, nell’area del parcheggio che si trova a circa 200 metri dall’impianto: ha preso fuoco subito dopo essere decollato. A bordo c’erano lo stesso patron, la figlia e due membri dell’equipaggio. Sono tutti morti.

Srivaddhanaprabha era solito lasciare lo stadio in elicottero, così come ha fatto anche venti minuti dopo la fine della partita contro il West Ham terminata 1-1. La zona è stata subito chiusa, mentre lo stadio è stato evacuato. Kasper Schmeichel, il portiere, è stato visto in lacrime, mentre Jamie Vardy ha twittato una serie di mani giunte in preghiera.

ASTI. CENTINAIA DI GIOVANI IN CORTEO CONTRO IL RAZZISMO: “RESTIAMO UMANI”

Sembra passato un secolo,ma è stato solo qualche mese fa che Matteo Salvini erigeva muri contro i migranti, i disperati, i poveri e gli ultimi della terra. Tra sagre, abbuffate, bevute e selfie in spiaggia con la “sirenetta” di Rai 1, Elisa Isoardi, e poi ancora su e giù per lo stivale in cerca di consensi che non sono tardati ad arrivare e riempire le caselle dei sondaggi.

Al ministro dell’interno sarebbe piaciuto vincere facile, la disperazione dei migranti, dei poveri che scappando da guerre e carestie sono caduti nella rete ideologica del ministro, che li ha strumentalizzati per conquistare consensi elettorali. Tutto per una manciata di voti, la disperazione di persone ridotte in schiavitù,incarcerate senza aver commesso crimini, abusate, torturate e infine buttate su un barcone ad affrontare i pericoli del mediterraneo al servizio della propaganda del ministro Salvini.

Ma come per ogni cosa il vento sta cambiando e chi in questi mesi ha taciuto oggi inizia a prendere coscienza della pericolosa deriva autoritaria imposta dal ministro e dal governo. Le fake news che nei mesi scorsi hanno cambiato regole e spostato consensi politici non funzionano più e la propaganda si sta sgonfiando mentre emergono le bugie che hanno nutrito la propaganda razzista e xenofoba del governo del cambiamento, con i 5 stelle che se non sono direttamente responsabili sono comunque complici nel naufragio e la morte di oltre 800 persone, quelle di cui si conosce il destino, ma potrebbero essere molte di più a giacere nel cimitero chiamato “Mediterraneo”.

Matteo Salvini contestato solo alcuni giorni fa a Roma, nel quartiere di San Lorenzo e poi a Milano, Firenze, Torino e Napoli ha oggi subito lo schiaffo della contestazione anche nella provincia del più profondo nord, Asti, che fu protagonista già negli anni ’90 nell’accoglienza della marea di migranti albanesi che giunti con una nave rottame in Puglia furono distribuiti su tutto il territorio nazionale,Asti compresa che li ospitò nell’ex caserma Colli di Felizzano.

Erano in centinaia oggi ad Asti a manifestare contro il decreto sicurezza di Salvini sull’immigrazione e a chiederne il ritiro.

Uno striscione ha aperto il corteo con lo slogan “restiamo umani”, per dire  No a respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi e per manifestare il proprio sostegno al sindaco di Riace Mimmo Lucano e al lavoro delle Ong, criminalizzate dal ministro che gli impedito di attraccare nei porti italiani durante e dopo le operazioni di salvataggio in mare dei migranti.

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“Restiamo Umani”, un invito e una promessa che tantissimi astigiani hanno ripetuto oggi sfilando lungo le vie del centro storico.

Sindaci di diversi comuni, mondo delle associazioni, studenti, attivisti del Coordinamento Asti Est, a tutela delle famiglie sotto sfratto, sindacati e associazione Lgtb contro l’omofobia erano presenti ed animato il corteo:  “In un momento in cui l’Italia sembra prendere una deriva autoritaria, razzista e xenofoba, il mondo sindacale, della solidarietà, di movimenti cattolici e progressisti, comuni si sono mobilitati per rompere il silenzio e ribadire i valori e i principi costituzionali fondanti della nostra democrazia e per mostrare il volto di una società solidale e rispettosa delle differenze. Ad allarmarci profondamente è il clima di indifferenza, egoismo, timori, intolleranza che tutto ciò ha alimentato e reso possibile».

NAPOLI. “JANUARIUS” VIETATO AI RAZZISTI. SALVINI:”IO QUI NON POSSO ENTRARE”.

Lo ha scritto a chiare lettere su un cartello che poi ha affisso alla porta: “Io qui non posso entrare”,  il ministro dell’Interno Matteo Salvini, è avvisato, è una persona sgradita con tanto di simbolo di divieto.

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Il manifesto con scritto: “Locale napoletano. Vietato ai razzisti”, è stato esposto in un ristorante di Napoli di fronte al Duomo.

L’attività di Francesco Andoli è dedicata a San Gennaro come recita il nome del ristorante che a “Il Mattino”   ha spiegato: “Januarius”, lo street food include una bottega, considera la sua iniziativa quasi obbligatoria: “C’è ormai un clima di orrore, rigurgiti fascisti, xenofobi, razzisti. Io non appartengo a quei napoletani che credono nella verginità politica di Salvini. Dopo che per anni ci ha insultato, dopo che su quegli insulti ha creato la sua carriera politica, ora ci vuol far credere di tenere alle sorti del Sud? Io non ci credo. Solo gli stolti, i fessi, o chi ha un tornaconto politico ci può crederePer me chi è razzista, chi è omofobo, qui dentro non entra. Abbiamo messo la faccia di Salvini, ma il messaggio vale per tutti i razzisti: qui non entrerete mai. Sono tantissimi i napoletani, ma anche i turisti settentrionali, che si stanno complimentando e ci stanno stringendo la mano”.

Il gestore di “Januarius” che se Salvini dovesse presentarsi davanti al suo locale non lo lascerà entrare.

 

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