Mese: ottobre 2018

ALESSANDRIA. AGGIORNAMENTO ALLERTA METEO ORE 15

Aggiornamento Allerta Meteo – ore 15
Prosegue lo stato di allerta meteo arancione diramato nella giornata di ieri, per le prossime dodici ore.
La situazione è sempre sotto costante monitoraggio da parte della Protezione Civile e dei tecnici dei Lavori Pubblici del Comune di Alessandria a seguito dell’intensificazione delle precipitazioni.
I livelli idrometrici dei fiumi sono sotto controllo e la situazione della viabilità sui ponti cittadini è regolare. Attualmente non sussiste alcuna chiusura dei ponti.
Si raccomanda, comunque, di mettersi alla guida solo se necessario.

ALESSANDRIA. ALTRE 36 ORE DI ALLERTA ARANCIONE.

Prosegue l’allerta meteo per le piogge che da sabato pomeriggio interessano la provincia di Alessandria su cui da sabato vigeva l’allerta gialla. Dalle 13 di ieri l’allerta è passata da gialla ad arancione sul territorio provinciale.

L’allerta rimane arancione per le prossime 36 ore. L’intera Liguria, invece, a mezzanotte ha visto l’allerta salire da arancione a rossa. Di conseguenza potranno esserci ripercussioni sul territorio della provincia di Alessandria.

INDONESIA. PRECIPITA IN MARE UN AEREO. 188 MORTI TRA CUI UN ITALIANO.

Un volo della compagnia Lion Air, con 188 persone a bordo (181 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio), è precipitato in mare 13 minuti dopo il decollo avvenuto dall’aeroporto della capitale Giacarta. L’aereo era diretto a Pangkal Pinang, sull’isola di Bangka, che si trova al largo di Sumatra. Il Boeing 737-800 era decollato alle 6:20 circa ora locale (00:20 in Italia). Tra le vittime anche un nostro connazionale, non ancora riconosciuto.

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Le squadre di soccorso sono state inviate sul posto. L’agenzia indonesiana per la gestione dei disastri ha pubblicato foto di detriti tra cui smartphone, libri, borse e parti della fusoliera dell’aereo raccolti dalle navi arrivate su luogo dell’incidente.

ALESSANDRIA.UN ONDATA DI MALTEMPO HA COLPITO LA PROVINCIA DI ALESSANDRIA. MOLTI DANNI ALL’AGRICOLTURA E SCUOLE CHIUSE.

L’aggiornamento continua della protezione civile sul maltempo nelle regioni della Liguria e del Piemonte insieme al monitoraggio dei corsi d’acqua e di tutto il territorio.

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Le precipitazioni proseguono senza sosta da 48 ore e il conto dei danni all’agricoltura è particolarmente alto,le difficoltà della viabilità sulle strade della provincia e i rischi collegati al violento fenomeno atmosferico ha spinto il sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica, a emanare un’ ordinanza per la chiusura delle scuole  di ogni ordine e grado per  la giornata odierna  nella città di Alessandria.

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Le precipitazioni proseguono incessanti ed interessano in maniera consistente che i comparti di confine tra Liguria e Piemonte.
Le piogge insistenti sulla provincia , nella notte, hanno interessato anche le pianura e hanno guadagnato terreno in tutto il territorio  alessandrino e il Monferrato settentrionale.

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Le pioggie hanno fatto registrare punte superiori ai 200 mm dall’inizio evento in alta Val Borbera e punte di 130/150mm in alta Valle Orba.
Per ora il livello dei fiumi non creano pericoli di esondazioni, ma la guardia deve restare alta per le ondate di piena che potrebbero arrivare dalle zone dell’alto Tanaro dove le precipitazioni di questi giorni sono state più abbondanti.

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Non sono previsti miglioramenti nelle prossime ore, ma l’attenuazione dei fenomeni nel pomeriggio potrebbero portare a un miglioramento della situazione generale.

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La giornata di martedì porterà un altro importante fronte perturbato interesserà la nostra regione.
L’Arpa, Protezione Civile e gli altri organi ufficiali di comunicazione comunicheranno in tempo reale le variazioni del tempo.

Le foto sono state fornite dalla Protezione civile e dal gruppo del comune di Quargnento.

ALESSANDRIA. ALLARME MALTEMPO. AGGIORNAMENTO DEL COMUNE DI ALESSANDRIA E CONTROLLO DEI CORSI D’ACQUA.


Alessandria, 29 ottobre 2018
COMUNICATO STAMPA

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Aggiornamento Allerta Meteo – ore 10

Alle ore 8.45 di questa mattina si è riunito il COM.
Nonostante una pausa nelle precipitazioni atmosferiche, prosegue lo stato di allerta meteo arancione diramato nella giornata di ieri, fino alle ore 24 di oggi, lunedì 29 ottobre.
La Protezione Civile Comunale monitora costantemente i livelli idrometrici dei fiumi Tanaro e Bormida e dei rii minori, in particolare il Rio Lovassina e, al momento non si segnalano criticità. Gli attuali livelli idrometrici non destano alcuna preoccupazione.
I volontari di Protezione Civile Comunale e i tecnici del servizio Lavori Pubblici del Comune di Alessandria sono impegnati nelle operazioni di monitoraggio del territorio comunale, in città e sobborghi.
I prossimi aggiornamenti sull’evoluzione della situazione meteorologica sono previsti alle ore 13.

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FIUME BORMIDA QUESTA MATTINA.

BRASILE.IL BRASILE IN MANI FASCISTE, JAIR BOLSONARO E’ STATO ELETTO PRESIDENTE DEL BRASILE.

l’ex ufficiale dei paracadutisti, denunciato da molti come una minaccia fascista, governerà la quarta democrazia al mondo. Con un passato neofascista Jair Bolsonaro è stato eletto presidente del Brasile battendo il suo rivale Fernando Haddad.

12 punti  percentuali di differenza, il 55,50% contro il 44,46% con il 94% delle schede scrutinate, regala al Brasile il nuovo corso politico ed economico.

La vittoria di Balsorano è stata  immediatamente salutata in italia dal leader della Lega Matteo Salvini: “Anche in Brasile i cittadini hanno mandato a casa la sinistra! Buon lavoro al presidente Bolsonaro, l’amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte”.

Nonostante il recupero di consensi dell’ ultimo periodo Haddad, erede politico di Lula da Silva del Partito dei Lavoratori (Pt) , il ballottaggio ha confermato le previsioni dei sondaggi, che davano Bolsonaro favorito alla presidenza del Brasile.

La vittoria di Bolsonaro è una frattura storica tra l’elettorato Brasiliano, dopo quattro governi consecutivi del Pt, e il partito dei lavoratori, che ha chiuso l’esperienza di governo nell’agosto del 2016 con l’impeachment di Dilma Rousseff,seguita dal breve mandato dell’amministrazione di Michel Temer, arrivato alla fine del suo mandato battendo tutti i record di impopolarità.

Le elezioni brasiliane hanno sancito la nuova sconfitta dei partiti e dei leader protagonisti della cosiddetta “marea rosa” progressista che ha investito l’America Latina all’inizio del 21° secolo, dopo le vittorie elettorali del centrodestra in Argentina, Cile, Perù e Colombia e le derive autoritarie in Venezuela e Nicaragua.

La storia di Bolsonaro rappresenta quanto di peggio il Brasile potesse augurarsi, il passato da ex ufficiale dei paracadutisti, noto per il suo appoggio alla dittatura militare, golpista, favorevole alle torture contro le donne e le minoranze razziali, etniche e sessuali,xenofobo e razzista, da deputato è passato per otto partiti  in quasi due decenni di attività parlamentare ed è sempre stato considerato un personaggio eccentrico.

Balsorano è diventato il leader della destra che ha cavalcato il crescente malessere di enormi fasce della società brasiliana.

La crisi economica iniziata durante il governo di Dilma Rousseff, la più grave della storia brasiliana, gli scandali, la corruzione politica che ha colpito i principali partiti politici e portato in carcere Lula, l’escalation della violenza criminale nel paese hanno favorito un sentimento di esasperazione diffusa.  I brasiliani hanno scelto un candidato che si è presentato come un outsider contro l’establishment politico, utilizzando gli stessi argomenti populisti, gli stessi slogan delle peggiori destre mondiali.

Nel ballottaggio il Brasile si è diviso fra chi vedeva in Bolsonaro  pericolo fascista e si è impegnato per impedirgli di vincere le elezioni e chi era disposto a votare chiunque purché fosse impedito il ritorno del PT al potere.

Lo svantaggio di Haddad che è stata la seconda scelta del Pt, che fino alla fine ha sperato nel ritorno di Lula come candidato, non ha sortito l’effetto desiderato.

La candidatura di Lula è stata  bocciata dalle autorità elettorali a causa della sua condanna a 12 anni per corruzione ed è stato l’elemento decisivo per far vincere Bolsonaro. Lula  non è riuscito a spostare i voti al suo successore, né ad ottenere l’appoggio di leader politici di altri partiti per lanciare il suo progetto di”«unità democratica” contro Bolsonaro.

LECCE. LA TAP SI FARA’, MA LE BUGIE SULLA PENALE RESTANO.

Il trio delle meraviglie hanno scoperto solo ora che cancellare le opere ha un costo, ma i grillini lo sapevano da tre anni e fingendosi un tantino tordi se ne sono dimenticati e hanno fatto solo finta per fregare i pugliesi.

Il premier,Giuseppe Conte, ha detto No!  Al popolo della NO TAP ha raccontato che c’è una penale assai costosa da pagare per bloccare il gasdotto che passerà per Meledugno e l’attuale governo, impelagato com’è con lo spread oltre i 300 punti base, il rating abbassato a livello di quasi spazzatura, i capitali che fuggono dal bel paese e l’economia che rallenta proprio non può permettersela.

Tutto ciò lascia qualche dubbio nei più critici alla manovra del governo che può invece permettersi una spesa a deficit per far quadrare i conti della Manovra del Popolo.

Luigi Di Maio ripete che esiste una penale per bloccare i lavori della TAP, ma il povero Di Maio, che ripetiamo essere un politico per caso che casualmente è stato eletto in parlamento ed ancora più casualmente e vicepremier e ministro nel governo dello sfascio, sostiene che prima loro non lo sapevano della penale, adesso sì.

Il “loro” di Di Maio si intende per Movimento 5 Stelle, lo stesso che prima promette e solo dopo verifica se è possibile soddisfare le promesse fatte. Ma è solo un altra bugia che serve al M5s per giustificarsi agli occhi dei salentini che pure avevano riposto la loo fiducia in chi prometteva il blocco dei lavori per la Tap.

Più che l’ansia di giustificarsi con gli attivisti che ha illuso  potè un posto comodo da oltre 10.000 euro al mese per giustificarsi nei confronti di coloro che adesso chiedono le dimissioni di ministri e parlamentari eletti in Puglia; perciò le “balle” hanno un valore e parlare di penali che non esistono rimandano la questione dimissioni a data da destinarsi.

Non esiste alcun contratto tra lo Stato italiano e il Consorzio TAP.  L’opera è privata, ma di interesse pubblico che non è da confondere con opera pubblica.

Trans Atlantic Pipeline ha firmato contratti con le aziende fornitrici che hanno quasi terminato la costruzione del gasdotto e con gli shippers.

TAP, però in caso di stop ai lavori potrebbe chiedere il riconoscimento del danno emergente e lucro cessante per l’autorizzazione che è stata concessa dal ministero dello Sviluppo economico nel maggio del 2015 e che ha messo in moto effetti economici di durata venticinquennale.

I contratti vanno dal 2020 , anno in cui Tap si è impegnata a consegnare la prima fornitura di gas, al 2045.

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Il progetto del TAP (Il Messaggero, 28 ottobre 2018)

Quindi non esistono penali,ma il rischio di vedersi citati in giudizio per i danni derivanti dal blocco dell’opera per non aver completato il percorso autorizzativo dell’opera.

La campagna elettorale portata avanti da Di Battista  parlava di TAP da fermare in 15 giorni mentre venivano firmati tre documenti che autorizzavano il TAP.

Il primo documento è la Ratifica del trattato Italia-Albania-Grecia pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 gennaio del 2014 che dà il via libera alla realizzazione dell’opera con l’Italia che si impegna a non ostacolarla.

Contro l’approvazione i 5 Stelle votarono contro,ma erano consapevoli che il voto favorevole rappresentava un punto di non ritorno per la realizzazione del gasdotto.

Un secondo punto arriva l’11 settembre del 2014 quando il ministero dell’Ambiente dà il via libera al decreto ambientale che autorizza tutte le opere necessarie per costruire il tubo nella parte italiana. 

Infine l’ultimo documento cruciale è del 20 maggio del 2015: l’Autorizzazione unica firmata dal Mise.

Il trattato internazionale, Il decreto ambientale, L’autorizzazione unica rende chiaro che non indietro non si poteva tornare e il M5s lo ha sempre saputo, ma ha ugualmente impostato la campagna elettorale in Puglia con lo slogan:”bloccheremo la TAP in 15 giorni”.

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Southern Gas Corridor (La Stampa, 19 luglio 2018)

I conti delle “penali” sono presto fatti:  l’opera costa 4,5 miliardi, fino ad ora è stata realizzata l’80% dell’opera. Il risarcimento del danno è di circa 3,5 miliardi.

Il governo stima in 11 miliardi di euro il danno per le mancate consegne delle forniture di gas da parte di Tap agli acquirenti, a cui va aggiunto l’utile a cui Tap dovrebbe rinunciare, i costi che ricadrebbero sui produttori azeri per il gas estratto e non venduto.

L’oste ha preparato il conto, ma dei commensali seduti a tavola nessuno vuole mettere mano al portafogli e pagare.

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