Mese: ottobre 2018

ALESSANDRIA.IL BAR VILLAGGIO DEL QUARTIERE CRISTO VERRA’ ABBATTUTO.

Alessandria, 18 ottobre 2018

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COMUNICATO STAMPA


Abbattimento locali ex Bar Villaggio al quartiere Cristo

Sono iniziati questa mattina lavori di abbattimento dei locali dell’ex Bar Villaggio, una struttura fatiscente e degradata, spesso utilizzata impropriamente per spaccio di droga e occupazioni abusive, in via Esuli Istriani e Dalmati al quartiere Cristo.
Dopo la recinzione dell’area, oggi le ruspe sono al lavoro per abbattere smantellare l’edificio. Le operazioni di demolizione si concluderanno entro la mattinata di domani e, successivamente alla rimozione dei materiali di risulta, si provvederà alla riqualificazione dell’area con la realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico.
I lavori sono stati auspicati anche da una mozione presentata dal consigliere, Giuseppe Bianchini, votata all’unanimità dal Consiglio Comunale della Città di Alessandria, nello scorso novembre 2017.
“Questo edificio è il simbolo di decenni di degrado – ha commentato il sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco -. Oggi con il suo abbattimento concretizziamo un impegno che ci eravamo assunti in campagna elettorale e riconsegniamo alla comunità un’area che fino a ieri era ritenuta periferia, ma che di fatto oggi consideriamo Città a tutti gli effetti. La zona verrà riqualificata nella sua interezza con il concorso della comunità locale nell’ottica di dare dignità e vivibilità ad un’area molto popolosa della nostra città”.
“Con l’abbattimento di questa struttura, da troppo tempo luogo di degrado e teatro di episodi di microcriminalità, si creerà lo spazio per la realizzazione di un parcheggio funzionale per la vicina Parrocchia di San Giuseppe Artigiano Centro Bosco, uno spazio che sarà funzionale anche per le molteplici attività dell’oratorio che qui opera. – ha continuato l’assessore ai Lavori Pubblici, Giovanni Barosini -. Tutta l’area sarà interessata da un progetto di riqualificazione perché prossimamente saranno rifatti i marciapiedi di via Norberto Rosa ed il muro di confine della Chiesa, oggi ricoperto da graffiti, sarà rigenerato con il contributo dei volontari della zona. Cercheremo, inoltre, di manutenere con maggiore cura ed attenzione le aree verdi circostanti. Nei mie sogni, con una visione ottimistica, ci sarebbe proprio il desiderio di creare un piccolo borgo in questa area tra le più popolose della nostra Città: mi piacerebbe poter prevedere un rifacimento delle facciate delle palazzine che si affacciano sulla via con colori pastello, per rivitalizzare ulteriormente questo spazio urbano”.

TORINO. FALSO MADE IN ITALY PER 500.000 EURO.

Torino, 18 ottobre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA SEQUESTRATO
FALSI “MADE IN ITALY” PER UN VALORE DI
OLTRE 500.000 EURO.

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15.000 articoli di maglieria falsi, migliaia di etichette ed imballi pronti per il confezionamento dei capi di abbigliamento, il tutto per un valore di oltre 500.000 euro.
E’ il bilancio di un sequestro effettuato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Torino in due market ubicati in Lombardia.
L’intervento dei Baschi Verdi del Gruppo Torino, nasce da un analogo sequestro di capi
contraffatti realizzato la scorsa settimana in uno store del Torinese, gestito da un
imprenditore cinese. I Finanzieri, al termine delle indagini, sono risaliti all’importatore della falsa merce, con depositi a Milano e in Agrate Brianza (MB), quest’ultimo ubicato all’interno di un noto centro commerciale.
Gli inquirenti, che per le analisi dei filati si sono avvalsi della collaborazione del laboratorio Chimico “BuzziLab di Prato, hanno appurato la non conformità di quanto indicato sulle etichette merceologiche.
I capi di abbigliamento, in sostanza, sono risultati composti di filato acrilico e non, come
indicato nelle etichette, con il tessuto di pregio denominato “LYCRA”, le cui caratteristiche di elasticità ad effetto “memoria” sono tutelate da un brevetto registrato.
Su quest’ultimo aspetto è bene ricordare che il marchio “LYCRA”, il cui brevetto è
riconducibile al diritto di privativa industriale della nota Azienda Multinazionale “Invista” con sede negli Stati Uniti, differenzia il proprio tessuto per delle caratteristiche ben definite che attribuisce allo stesso una nota di pregio rispetto ad altre fibre sintetiche.
Frode in commercio è l’accusa per l’imprenditore di origine cinese denunciato alla locale
Procura della Repubblica perdipiù sanzionato per oltre 5.000 euro. Come detto, 15.000 circa gli articoli di maglieria sequestrati oltre a migliaia di false etichette ed imballi pronti per l’illecito confezionamento, il tutto per un valore di oltre 500.000 euro.
Gli stessi imballi, tra l’altro, riportavano indicazioni e “claims” inequivocabilmente
riconducibili ad un origine italiana dei prodotti, di fatto, però, importati dalla Cina.

ROMA. IL GOVERNO DELLA DEMENZA PREPARA LA BALCANIZZAZIONE DELL’ITALIA.

La machina  del tempo riporta indietro la memoria gli ignavi e i dementi agli anni ’90, la dramma Jugoslavo, alla disintegrazione di uno stato per creare tanti staterelli in cui ha prevalso l’egoismo sulla solidarietà.

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La premessa è necessaria perché se da una parte si muovono forze oscure, ma non troppo che fanno capo al ministro sovranista pronte a comprare a prezzi di saldo le macerie dello stato italiano, dall’altro si muovono forze secessioniste che non hanno mai rinunciato e tantomeno tolto dallo statuto l’idea della secessione del nord dal resto d’Italia e la creazione di macroregioni confederate tra loro.

Il rischio disintegrazione dello stato italiano è attuale e pericolosamente presente, gestito e foraggiato dalla manovra economica del governo del trio delle meraviglie Conte-Salvini- Di Maio. La costruzione delle prerogative dello sfascio italiano sta nel DEF stesso, concepito e scritto in maniera tale da non poter essere ricevuto in alcun modo dall’UE, al grido contro l’Europa cattiva che toglie sovranità al bel paese potrebbe, nello scenario di un futuro neppure troppo lontano, aprirsi la strada per la cacciata dell’Italia e il suo isolamento dal resto d’Europa.

La crisi finanziaria ed economica che si innescherebbe da una uscita repentina dall’UE darebbe spazio alle forze secessioniste che vedono nel sud un ostacolo allo sviluppo industriale del nord e alla crescita dell’economia, L’ egoismo generalizzato e alimentato dall’odio etnico, razziale e anche solo regionale farebbe il resto; se è vero che solo il 44% degli italiani vuole restare in Europa viene da chiedersi quanti saranno poi disponibili a difendere l’unità del paese.

Ma torniamo al governo della demenza che tutto dimentica e tutto vuol fare dimenticare.

Esisteva un tempo una manovra fiscale che nelle intenzioni, ancora da dimostrare e spiegare, aiutava i  poveri ad accettare la loro povertà in cambio di 780 euro al mese da spendere come, dove e quando decideva il vicepremier Di Maio, altrimenti scattano i controlli della G.diF., ma la manovra soprattutto  aiutava i ricchi, gli evasori e perfino evasori in odore di riciclaggio.

Per aiutare i poveri era stato scritto anche un decreto che per rispondere ai bisogni delle vittime della tragedia di Ponte Morandi e a quelle degli sfollati conteneva una norma che sanava le case abusive crollate dopo il terremoto di Ischia, risarciva con i soldi del “Popolino” gli abusivi che hanno costruito case, ma che non avrebbero potuto costruirle e lo hanno fatto lo stesso in barba a qualsiasi norma vigente.  Tanto per essere chiari la legge consentiva agli stessi di poter ricostruire le case esattamente negli stessi posti dove erano state edificate e dove non potevano edificare sempre il tutto legalmente illegale.
Da ricordare il Decreto Dignità che a detta di Rocco Casalino i “pezzi di merda” funzionari del ministero non volevano e remavano contro e che sempre Rocco Casalino minacciava di cacciare dal loro posto di lavoro se non trovavano i soldi: ‘o trovano i soldi da qualche parte o volano i coltelli’. (Mi scuso per le offese rivolte da Rocco Casalino nei confronti dei funzionari del ministero che sono persone che lavorano e fanno solo il loro mestiere).
Ricordiamo sempre a tutti che il vice-premier del Governo è andato a Porta a Posta, ovvero in quel girone infernale, il talk show nemico del movimento, dove un tempo si veniva espulsi se ci si metteva piede, ma le regole valgono il tempo di cinque rutti quante sono le stelle dei grillini.

Di Maio annunciava anzi denunciava il complotto ordito da manine oscure per manomettere il testo mandato al Quirinale. Ops il testo del Decreto non arrivò mai al Quirinale. Poteva essere arrivato un testo manomesso che non è mai arrivato al Quirinale?

Ultim’ora anche il decreto sul condono fiscale è stato manomesso da manine oscure e Di Maio si appresta ad andare a denunciare gli ignoti in Procura, ma forse farebbe meglio a chiedere al suo nemico alleato chi ha inserito lo scudo fiscale nel moderno condono fiscale, ma non chiamatelo condono perché si tratta di una pacificazione, una semplificazione per aiutare che ha dimenticato di pagare le tasse ei soldi  li ha portati all’estero o forse è il modo per far rientrare lindi e puliti i 49 milioni che la Lega ha rubato e mai restituito, il modo per tenerseli senza rendere conto alle autorità e alla Cassazione che ne chiede la restituzione .

Il vicepremier Di Maio chissà se ha mai avuto occasione di vedere qualche film di Totò, ma se non lo ha fatto forse è meglio che trovi il tempo per farlo, magari in compagnia del trio che presiede il governo del cambiamento della demenza.

ALESSANDRIA.LA RACCOLTA ALIMENTARE PER GLI ANIMALI E’ ARRIVATA ALLA NONA EDIZIONE.

Alessandria, 17 ottobre 2018
COMUNICATO STAMPA

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9A giornata nazionale della raccolta alimentare PER GLI animali

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La nona edizione della giornata nazionale per la raccolta alimentare per gli animali, in provincia di Alessandria, si svolgerà in tre momenti distinti:
sabato 20 ottobre:
Alessandria: Pam Panorama, Basko
Casale: Centro Commerciale La Cittadella, Nova Coop, Eurospin, In’s
Tortona: Iper Oasi, Iperespress/Petfood Store
Serravalle Scrivia: Iper
Acqui Terme: Gulliver

sabato 27 ottobre
Alessandria: Unes (Via De Andrè).
Sabato 10 novembre
Valenza: Esselunga, Gulliver, Isola dei Tesori.
Alessandria: Esselunga
L’evento che si svolgerà in contemporanea in numerose città italiane si avvale del patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria,della Città di Alessandria, della Città di Casale Monferrato, della Città di Tortona, della Città di Valenza, del CSVA Centro Servizi Volontariato di Asti e Alessandria,della Consulta del Volontariato del Comune di Valenza e di tutte le Associazioni Animaliste che si dedicheranno alla raccolta.
«Essere amici degli animali — per Giovanni Barosini, assessore al Welfare Animale del Comune di Alessandria — significa goderne della compagnia, ma anche attivarsi perché le generali condizioni di vita degli animali, di tutti gli animali, siano buone e concorrano a creare un contesto locale positivo, piacevole, corretto e controllato anche dal punto di vista igienico-sanitario. Per questo, l’Amministrazione Comunale è ben lieta di dare tutta la sua collaborazione alla nona edizione della Giornata Nazionale della Raccolta Alimentare per gli Animali. Un’occasione importante anche per la comunità alessandrina, per sentirsi coinvolta con un piccolo gesto di solidarietà e dimostrare, ancora una volta, la generosità e la sensibilità del nostro territorio non solo verso le persone, ma anche verso gli animali, soprattutto quelli più bisognosi di attenzione e cure».

«Desidero ringraziare tutti i volontari, le Direzioni dei supermercati che si sono date disponibili, le associazioni animaliste che si stanno tutte fattivamente e generosamente impegnando per la positiva riuscita dell’evento – ha commentato Fernando Tempesta, presidente dell’Associazione Giornata Nazionale della Raccolta Alimentare per gli Animali di Alessandria —. Il cibo raccolto sarà poi redistribuito alle associazioni animaliste impegnate, ai canili e gattili locali e alle “gattare” regolarmente censite dagli Uffici Comunali Tutela Animali nonché alle persone assistite dal Cissaca proprietarie di animali domestici. Una cortesia, se possibile: donate più cibo per gatti: il randagismo felino è maggiore di quello canino e sono davvero tante le colonie feline e quindi i gattari: oltre duecento solo in Alessandria!”.
Per informazioni:
Associazione Giornata Nazionale della Raccolta Alimentare per gli Animali di Alessandria
tel. 348 2308530
Ufficio Tutela animali del Comune di Alessandria: 0131 515 249 – tutela.animali@comune.alessandria.it

ROMA. MANOVRA ECONOMICA: L’ITALIA VENDUTA A PREZZI (STRACCIATI) A SALDO.

La prima repubblica è tornata di moda nell’Italia in vendita a prezzi di saldo.

L’unica vera novità del “Governo del cambiamento” è che la “finanziaria del popolo” è diventata l’ecatombe dell’onestà dove vengono premiati i furbetti dell’evasione fiscale.

Quota 100 per le pensioni sono una passeggiata, dal costo non proprio modesto circa 140 miliardi in 10 anni, in confronto alla svendita totale che il governo dei “sovranisti” sta preparando.

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L’uscita dall’Euro e dall’eurozona non serve a recuperare sovranità,ma a svendere quanto resterà sotto le ceneri dopo il fallimento annunciato dal Def approvato in consiglio dei ministri  e che già producendo i risultati voluti: farsi bocciare la finanziaria dall’UE, far aumentare lo spread a livelli insostenibili, far crollare l’economia italiana per poi svenderla ai gruppi che fanno capo al ministro Savona che intanto ha messo al sicuro, in Svizzera i suoi risparmi.

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IL PIANO B DI SAVONA, il ministro Savona, dopo aver sostenuto il piano B  per uscita dall’Euro, era il bene per l’Italia ovviamente,e aver  tenuto i suoi risparmi al sicuro in Svizzera, scopre le sue carte in cui il piano B è semplicemente il suo piano di comprare a saldi in Italia dopo aver generato il crollo.

Quale credibilità può avere Savona come Ministro degli Affari Europei se i suoi soldi li tiene fuori dall’Unione e mentre il governo invita gli italiani a comprare i titoli di stato i suoi ministri investono in titoli esteri.

La stessa logica usata è stata usata dal presidente della commissione finanza Borghi che con la stessa facilità con cui auspica l’aumento del debito dello Stato, per aumentare il consenso, porta i suoi soldi all’estero.

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Borghi, il Presidente della Commissione Bilancio, che spara a zero sull’euro dopo aver messo al sicuro i suoi risparmi.
Condoni fiscali agli evasori, sussidi a chi non ha mai lavorato un giorno e che non ha neppure voglia di sbattersi e spostarsi da casa per cercare un lavoro.

Tagli lineari alla spesa pubblica e ritorno al passato per i comuni coi bilanci in rosso

Nel girone infernale di chi prende e chi perde non è stato previsto un euro per la scuola,la cultura, la tutela dell’ambiente,l’ economia circolare,l’innovazione sociale.

L’unica riforme che può vantare risorse la “controriforma” delle pensioni addebitata alle generazioni che verranno, che dovranno pagare il conto salato di quota 100 che poi 100 non è.

Un oceano di soldi presi a debito,l’allarme per lo sforamento del deficit al 2,4% per pagare il “pizzo” del reddito di cittadinanza” e la “marchetta” agli elettori della Lega contro la legge Fornero che va molto oltre la soglia che ci potremmo permettere,con il  rapporto debito/Pil aumentare nel 2019, dopo che da due anni aveva iniziato una lenta discesa.

Cosa ha di buono questa manovra economica? L’unica nota positiva della manovra è che verrà bocciata inesorabilmente dalla UE e il governo giallo-verde potrà urlare al complotto per farli cadere. Mentre si premiano i furbetti, la vera sfida è trovare nella manovra  una sola misura che non sia una ruffianata verso i furbi e i fannulloni.

Non c’è una sola misura che possa servire a creare sviluppo economico, lavoro, ricchezza e a proiettare nel futuro il Paese e invece la manovra serve per tirare a campare fino alle prossime elezioni europee.

Nell’agenda politica di Salvini e Di Maio non esiste alcuna misura che non sia una “marchetta elettorale”, lucidata e vestita a festa dal marketing politico che sfocia nell’azione, che in tempi passati furono il fiore all’occhiello delle politiche di spesa del pentapartito.

La norma che salda e stralcia i debiti col fisco, ma non solo di chi ha presentato una corretta dichiarazione dei redditi dimenticandosi di pagare le tasse, anche degli evasori parziali che hanno dichiarato meno di 100.000 euro e infine una bella sanatoria a dieci milioni di furbetti delle multe e delle cartelle esattoriali sotto i mille euro.

Insomma il cambiamento dove i furbi vincono sempre e gli onesti soccombono.

La nota stonata di un film che abbiamo già visto il reddito di cittadinanza, a cui è stato cambiato nome,(reddito minimo garantito condizionato) 780 euro di sussidio mensile a chi fa finta di cercare attivamente lavoro, frequenta corsi di formazione senza avere l’obbligo di capire quello di cui stanno parlando, che fa finta di svolgere 8 ore a settimana servizi di pubblica utilità per la sua comunità.

Un film splendido quello proposto da Di Maio se non fosse che tutto si fonda sul corretto funzionamento dei moribondi centri per l’impiego, su cui sarebbero dovuti essere investiti 3 miliardi, poi diventati 2 per finire con 1 solo, a dimostrazione di quanto ci si crede.

La scenetta da teatro delle “fesserie” la scelta di non penalizzare chi non accetterà come prima offerta un’occupazione al di fuori della propria città o regione. Il lavoro lo voglio sotto casa e se poi posso farlo standomene comodamente seduto in poltrona tanto meglio.

 

Tra tutte le balle che il Trio Conte-Slvini -Di Maio ha messo in scena c’è pure il teatro dell’ipocrisia perché non conosciamo alìtri termini con cui definire la più sonora delle prese in giro nei confronti dei disoccupati:  Quota 100, spacciato come politica di sostegno all’occupazione giovanile (per ogni pensionato che esce c’è un giovane che entra nel mercato del lavoro) quando invece non è neppure certo che il provvedimento raggiungerà lo scopo di pensionare i nati tra il 1945 e il 1967,  che dovranno valutare bene quali sono le condizioni con cui usciranno dal mercato del lavoro senza potevi fare più ritorno, che è una delle fregature in essere mentre ai giovani e  alle generazioni future resterà un debito pensionistico lievitato di 100 miliardi.

Una polpetta avvelenata da 7 miliardi quest’anno, che a regime saranno 13 circa, le cui coperture e la cui sostenibilità futura sono un pozzo nero che potrebbe affondare le speranze di non ritrovarsi con una Fornero bis decuplicata.

Premettiamo uno di quei sette miliardi potrebbero venire fantomatico taglio delle pensioni d’oro,ma tra ricorsi e consulta i tempi potrebbero slittare ad un futuro molto lontano, oltre al fatto che il presidente Inps Tito Boeri parla di 150 milioni massimo.

Tutto il resto è noia e mistero mentre nel frattempo assistiamo allo sblocco dei bilanci dei Comuni in perdita e la revisione della soglia per gli appalti senza gara, che quintuplica da 40 a 200 mila euro, un mix da brividi, dopo anni di vacche magre è tornata l’ora dei sindaci con le mani bucate e imprenditori amici.

Restano gli incentivi a industria 4.0, il supersconto fiscale per i giovani che vogliono creare una start up, la defiscalizzazione degli utili reinvestiti nelle imprese per le spese di ricerca e sviluppo.

100 adempimenti in meno per le imprese e investimenti pubblici pari a 3,5 miliardi, lo 0,2% del Pil e l’insieme di queste ultime non fanno il costo di Quota 100.

La scarsa propensione agli investimenti, la scarsa lungimiranza del governo è risultata indigesta ai mercati, che man mano che si avvicina il voto finale perdono fiducia nel paese e quel che è peggio è che la perdita di fiducia nel paese svuoterà le tasche degli italiani.

La legge di bilancio licenziata pochi giorni fa dal governo spagnolo guidato dal socialista Pedro Sanchez, in maggioranza con Podemos è la cartina di tornasole della desolante manovra  italiana.

La manovra è a deficit, che devia dai parametri di Maastricht, come la nostra, ma una manovra in cui, però c’è il “congelamento degli affitti nei quartieri popolari”, “l’aumento di un quinto del salario minimo”, “il raddoppio degli assegni familiari”, “la promessa di asili nido e materne per tutti”, “l’aumento dei finanziamenti per istruzione e ricerca”.

Cifra da mettere in preventivo di spesa: 11 miliardi, contro i 37 che spenderemo noi.

Stranezze della vita: la manovra spagnola è stata premiata dai mercati, la nostra no.

Concedetevi un minuto di tempo per chiedervi perché e scusate se è poco.