Mese: ottobre 2018

ROMA. GOVERNO CONTE: UOMINI D’ONORE.

La battuta di Salvini durante al conferenza stampa a palazzo Chigi ha qualcosa di stucchevole, spregiudicato e comico dopo che per due giorni se le sono date e dette  di santa ragione.  Siamo partiti dalla manina denunciata da Di Maio al non sono fesso di Salvini per tornare al non sono bugiardo di Giggino.

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Uno dettava, l’altro scriveva e io nel mezzo.
I veleni che i galoppini grillini e i galoppini leghisti spargevano nell’aria.

Infine una soluzione che mette tutti d’accordo, ma con le dovute differenze come  il detto sui ladri di Pisa che di giorno litigano e di notte vanno a rubare  Insieme.

Le quinte del teatrino delle marionette si è chiuso si chiudono e a farsa conclusa Matteo Salvini  racconta la migliore battuta della giornata: “siamo tre persone di parola.
Finalmente si chiudono due o tre giorni surreali, nessuno aveva intenzione di scudare, condonare regalare, non tutto il male vien per nuocere, tutto è bene quel che finisce bene”.

Il vicepremier Matteo Salvini al termine del Cdm racconta che c’è l’accordo “per recuperare quello che c’era nel contratto e non aveva trovato spazio, il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia, per le persone che versano in difficoltà economiche. Chiudiamo questa settimana con serenità fiducia compattezza e con questo impegno, e qua ci sono tre uomini di parola”.

Siamo o non siamo uomini d’onore.

ROMA.GOVERNO CONTE: INTESA PERFETTA, DI MAIO SMENTISCE SE STESSO, LA LEGA POTRA’ FAR RIENTRARE IN ITALA I 49 MILIONI DI EURO RUBATI E TENERSELI.

 

L’unica certezza e’ che Giggino Di Maio ha fatto una figura di m…. in mondo visione e dopo aver lanciato accuse contro occulti manovratori rinnega se stesso e nel CDM di oggi riscrive esattamente le stesse cose che denunciava a Porta a Porta.


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Non vogliamo usare parole offensive,ma Giggino Di Maio soffre di ansia da complottismo per non usare parole peggiori. Il terzo oppure il quarto complotto denunciato da Giggino, dal falso sbarco sulla luna al “poteri forti tramano per far cadere il governo”, fa coppia con il suo collega di movimento ministro Toninelli che a sua volta denuncia pressioni sull’affare del ponte Morandi,ma non sa chi stia complottando contro la sua persona e non sa neppure chi siano gli autori delle pressioni che denuncia di subire.

Non c’è che dire non ci sono novità nella comunicazione politica del M5s e della Lega, esperti in fatto di pubblicazioni di fake news senza rivali, che vuole tutti contro e che dichiarano di essere al centro del complottismo mondiale mentre dalla Rai gli fa eco il Presidente sovranista Foa che a sua volta denuncia, ma per correttezza lo scriviamo ha poi si è corretto e dichiarato di non aver mai detto che gli euro parlamentari del PD sono pagati da George Soros.

Il titolo :“Gli eurodeputati Pd sono finanziati da Soros”.

Foa pare abbia rilasciato una intervista ad Haaretz e parlato dell’imprenditore ungherese: “Non lo attaccano in quanto ebreo, non è antisemitismo” .
Foa nell’intervista ha accusato un “numero enorme” di eurodeputati, fra cui “l’intera delegazione” del Pd “ha ricevuto finanziamenti dal miliardario George Soros”.
Il presidente della Rai, Marcello Foa, citando un non ben definito rapporto, che il giornale ha già  dichiarato di non poter confermarne l’esistenza, ha fatto affermazioni dichiarazioni calunniose e  diffamatorie nei confronti degli eurodeputati del PD che a stretto giro di posta hanno già annunciato che Foa risponderà in sede civile e penale delle sue affermazioni.
A proposito dell’intervista al quotidiano israeliano Haaretz il portavoce del PD, Roberto Cuillo, ha spiegato che Foa  si riferiva probabilmente ad analoghe accuse lanciate sui media populisti e euroscettici nei confronti degli eurodpeputati presenti in una lista di consulting a cui venivano contestate posizioni che erano ritenute vicine a Soros 
Il giornale ha spiegato di non poter confermare l’esistenza di questo rapporto.

Foa avrebbe dichiarato che gli attacchi contro Soros, preso di mira sia dal presidente americano Donald Trump che dal primo ministro ungherese Viktor Orban, non possono essere considerati antisemiti perché si basano sulle sue azioni: “Se fosse attaccato in quanto ebreo sarebbe antisemitismo, ma non è quello che accade e ritengo sia offensivo usare l’antisemitismo come alibi per soffocare questo dibattito”.

 

Il predidente della Rai, Marcello Foa, su facebook ha ribattuto: “Leggo dalle agenzie di nuove polemiche. Chi mi accusa di razzismo e di xenofobia forse farebbe meglio a leggere tutto il testo del lungo colloquio avuto con Haaretz”. “Nell’intervista ho dichiarato esattamente l’opposto e ho preso nettamente le distanze da ogni forma di razzismo e di estremismo. Sono dunque accuse strumentali il cui intento politico è evidente”.

Foa ha poi aggiunto: “Quanto alla vicinanza di alcuni esponenti politici italiani alla Open Society di Soros non sono io a dirlo ma la stessa Open Society in un suo rapporto interno che, chi vuole, può leggere qui e su tutto ciò non ho nulla da aggiungere”.

 

La risposta degli eurodeputati del PD è arrivata a stretto giro di posta: “Foa diffama, ne risponderà in sede civile e penale”

La dura la reazione degli eurodeputati Pd con Patrizia Toia a nome di tutti: “Il presidente della Rai Marcello Foa, ricicla una vecchia balla su presunti rapporti tra gli eurodeputati Pd e George Soros, aggravandola con una diffamazione nei nostri confronti. Abbiamo deciso tutti insieme di portarlo davanti ad un tribunale della Repubblica. Foa dovrà rispondere in sede penale con relativo risarcimento danni”.

David Sassoli,vice presidente del parlamento europeo, commentando la vicenda: “Non avrei mai immaginato di dover querelare e chiedere i danni al presidente della Rai”.

Il presidente dell’azienda di servizio pubblico italiana dovrà dimostrare quello che ha sostenuto, privo di ogni fondamento, in Tribunale davanti a un giudice.

Fin qui le vicende che coinvolgono gli esponenti che fanno riferimento all’ atualae governo, ricordiamo che Marcello Foa è stato eletto presidente della Rai solo in seconda votazione dopo un accordo tra Berlusconi e Salvini che liquidava la richiesta dei Giggini a 5 stelle di porre un tetto alla raccolta della pubblicità da parte di Mediaset.

Giggino Di Maio, per tornare all’argomento in tema,ha denunciato,  a proposito di documenti arrivati al Quirinale mai arrivate, di ‘manine’ occulte avvezze a modificare i decreti concordati e che invece erano quelle dei suoi colleghi di governo.

Il pasticcio di patti stipulati e poi negati con Salvini che gli manda a dire che “lui non è scemo” e non intende passare per fesso per dare una mano al suo collega di governo per toglierlo  dalla tagliola dei 5 stelle, dopodiché a Giggino,ma  non dopo aver dato del bugiardo al collega Salvini che invece bugiardo a quanto pare non era, non è rimasto che chiedere scusa per i danni che lui e gli altri esponenti del Governo più ignorante degli ultimi anni  hanno fatto ai risparmiatori italiani. Magari lo avesse fatto.
Non lo ha fatto ed ha rilanciato le accuse contro il potere forte che starebbe ostacolando il cammino del governo dello sfascio, che alla sua sbadataggine contrappone “manine e “manone” pronte a distruggere la coalizione di governo per regalare l’Italia agli speculatori.

Lo hanno sempre sostenuto. La colpa non è la loro che non sanno governare, la colpa è dei giornali che scrivono male di loro e fanno salire lo spread e fanno bocciare l’Italia dalle agenzie di rating.

Se l’economia va a rotoli dopo anni di crescita la colpa non è loro che sono incompetenti, ma delle banche cattive gestite da banksters.

Fanno gli accordi,ma poi non sanno cosa firmano, ma anche qui la colpa è delle élites che complotta contro il popolo e contro il movimento e il governo che si avvale dell’avvocato di tutti e del popolo, salvo poi scoprire che era a libro paga della società autostrade, che ha vinto un concorso grazie ad esponenti di una commissione amica.

Lo spread sale, la borsa crolla e le agenzie ci bocciano, ma la colpa è tutta di Soros, della UE, delle scie chimiche che offuscano le menti, dei congiuntivi e della matematica che sono nemici dichiarati di Giggino.
Giggino Di Maio mentre delirava memore delle sue “balle”, in preda a una crisi di vittimismo ha annunciato al popolo sovrano: “Il sistema è vivo e lotta contro di noi. C’è gente nell’apparato dello Stato che, dopo che abbiamo cercato di combatterli, poi ti puoi aspettare che ti facciano lo sgambetto. E’ una parte minoritaria ma è nei posti giusti, negli snodi cruciali”.
Poi la “balla” più grossa smentita dal CDM del pomeriggio che alla parola del vicepremier Luigi Di Maio:”Il Movimento 5 Stelle non vuole il condono, per cui se non lo vuole neanche la Lega il problema è risolto. Il governo deve andare avanti con il massimo della forza, più forte di prima”, ha sostituito il condono si farà e verranno depenalizzati i reati connessi all’evasione fiscale, i reati legati all’esportazione della valuta all’estero e verrà pure reintrodotto lo scudo fiscale che farà rientrare i 49 milioni di euro rubati dalla Lega, che potrà tenerseli,restituendoli all’Italia in comode rate per 80 anni a interessi 0.
Sembra una barzelletta ed invece è realtà non sanno cosa scrivono e firmano, aiutano i ladri a far rientrare la refurtiva e la colpa è del “sistema”.

Mentre Giggino e Salvini si scaricano le colpe sulle manine occulte che modificano gli accordi un “esercito di poveri” che necessitano del reddito di inclusione bussano alle porte.

La domanda  a cui il Reddito di Cittadinanza non da alcuna risposta è chi sono i poveri e che cosa si intende per povertà. La risposta degli intervistati pensa alla povertà come veniva intesa da San Giovanni Bosco: ” persone che non hanno nulla” indigenti alla fame ed invece le nuove povertà coinvolgono soprattutto giovani con 1 milione e 208 mila minorenni in condizione di povertà assoluta, 1 milione 112mila, il 10,4%,  i giovani nella fascia 18-34 anni.

Il rapporto mette in evidenza la stretta correlazione tra povertà economica e livelli di istruzione con la fascia di giovani in povertà che si pone tra i meno istruiti, destinati ad una esistenza precaria. I poveri aumentano e la povertà acquista dimensioni sempre maggiori includendo i precari, i lavoratori che percepiscono troppo bassi da garantire una esistenza dignitosa.

 La povertà colpisce le aree metropolitane, riguarda soprattutto i più giovani, denota l’assenza della mobilità sociale, i figli degli operai quasi sempre non riescono a migliorare la condizione di vita\retributiva dei loro padri, i «capofamiglia» con il tasso di istruzione più basso sono quelli che presentano maggiori difficoltà.

La povertà non è un fenomeno dell’ultimo periodo,ma figlia della crisi che dal 2008 che ha ormai oltrepassato il confine che un tempo distingueva le forme di protezione sociale come cassa integrazione, mobilità e sussidi di disoccupazione dalla sussistenza che si affidava solo alla solidarietà delle parrocchie, Caritas e volontariato sociale.

Gli interventi per combattere le cause che provocano povertà sono assenti nel programmi politici, mancano gli interventi per combattere le cause economiche e sociali che causano la povertà, non ci sono investimenti per creare nuovi posti di lavoro, favorire l’inserimento sociale delle classi più deboli,dare una possibilità agli ultimi di emergere, rendersi autonomi , indipendenti e capaci di assumersi responsabilità e prendere decisioni in autonomia.

La lotta tra i due baluardi del passato governo e il governo attuale è un falso problema, reddito di inclusione “ReI” e il “reddito di cittadinanza” sono solo pagliativi ad una malattia terminale.

La Caritas e il Pd sostengono, con i sindacati, il Rei mentre il reddito di cittadinanza è il cavallo di battaglia del Governo Conte, 5 Stelle, ma mediamente l’importo medio del Rei è di 206 euro.

I poveri di oggi sono migranti, vivono in piccole stanze ammassati come bestie,ma non mancano gli italiani, che spesso vengono strumentalizzati per le politiche delle destre piuttosto che aiutati a superare il loro stato di povertà.

Il primo posto assegnato alla povertà economica è assegnato alla perdita del posto di lavoro che ha come conseguenza diretta la perdita della casa e della dignità di persona. La Caritas ha uno sportello a cui si recano le persone più bisognose, ma i poveri non sono sempre identificabili con i fruitori della mensa della Caritas,la povertà legata alla perdita di lavoro e di casa crea il vero problema in ambito “laico” in cui non esistono centri di studio e di assistenza, forme di mutuo soccorso e di aiuto che un tempo esistevano in misura capillare attraverso centri sociali, case del popolo, realtà associative.

 La povertà come condizione sociale meriterebbe un approfondimento e un approccio meno superficiale perché la povertà non può essere misurata in tempi e termini parziali quali la presenza di un lavoro e l’autonomia economica che renderebbero meno ricattabile le persone in condizione di povertà. La presenza di un lavoro e della sicurezza economica non detterebbe le  linee comportamentali necessarie per accedere a un reddito anche se di cittadinanza quindi non si tratta di gestire la povertà, ma di combatterne le cause economiche e le conseguenze sociali, il povero ritenuto tale per ricevere il  sussidio di povertà è vincolato all’obbligo al lavoro e alla formazione.

Sia il “ReI” che il “reddito di cittadinanza” hanno un elemento in comune:  la dipendenza da una logica legata al lavoro e un comportamenti in linea la logica stessa .

Quello che manca è il lavoro, la capacità di mettere a frutto le esperienze personali maturate in ambito scolastico e professionale, manca il lavoro degno di questo nome che sia in grado di dare occupazione stabile ai giovani  agli anziani non ancora in età da pensione che sono rimasti senza lavoro.

Servono soldi per far far funzionare i centri per l’impiego, mancano i lavori socialmente utili collegati a progetti reali come la manutenzione delle strade, la cura del territorio e la salvaguardia dei beni ambientali e culturali.

Manca il lavoro senza il quale la povertà non si combatte e non si abbatte.

 

ROMA. IL GOVERNO CONTE A OGGI LE COMICHE. “UNO LEGGE L’ALTRO SCRIVE,MA NON CAPISCE QUELLO CHE SCRIVE”

Potrebbe essere il film di Totò e Peppino e la malafemmina dove uno,il più colto detta nella sua personale lingua italiana, l’altro scrive,ma senza capire il senso di quello che scrive sotto dettatura. Invece No! siamo nei palazzi del potere dove i sogni diventano incubi e la realtà si confonde con la fantasia deviata e malata dei due superman, Di Maio e Salvini con Conte che si accontenta di fare il terzo incomodo, tanto come al solito conta quanto il due da picche nel mazzo delle carte.

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Salvini che ha costruito la sua immagine di uomo di ferro, arrogante e prepotente, contro le Ong e i disperati morti di fame di mezzo mondo ha da poco scoperto di essere poco più di un bulletto da strapazzo a cui basta poco per dargli una sonora lezione.  Intanto dopo aver usato tutta la sua arroganza contro i migranti ora deve fare i conti le istituzioni europee che sono poco inclini ad accettare le prepotenze di Salvini.

Saòvini e Di Maio che dietro ai muscoli scoprono di aver messo in piedi un governo debole, il più debole che si potesse immaginare, che pensava di poter vivere di sola prepotenza. Non è così e allora tra i due volano sberle e cazzotti virtuali con Di Maio che in trasmissione da Vespa accusa manine occulte che hanno cambiato inserito,a sua insaputa, la depenalizzazione dei reati finanziari, quelli cari alla Lega per intenderci, e introdotto lo scudo fiscale per i capitali che rientrano in Italia, sempre per puro interesse della Lega, ma Salvini non ci sta e accusa Di Maio di essere a conoscenza di tutto, di fare lo gnorri, e di voler solo allontanare da se le responsabilità dei provvedimenti contenuti nel condono, perché di condono si tratta comunque lo si voglia chiamare.

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, attacca il governo sulla questione del decreto fiscale e del condono: “Siamo alle comiche, è molto doloroso assistere a questo teatrino, questo è un governo innaturale. Secondo me gli esponenti del M5s hanno letto le norme sul condono, ma non le hanno capite”.

 

Il “casino” scatenato da Luigi Di Maio ha coinvolto l’opinione pubblica e il mondo politico e arriva anche il commento del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi: “Siamo alle comiche, è molto doloroso assistere a questo teatrino, questo è un governo innaturale. È molto brutta l’immagine che stiamo dando in Europa oggi e anche negli scontri precedenti”.

Belrisconi da anche la sua personale interpretazione di quanto accaduto: “Secondo me gli esponenti del M5s hanno letto le norme sul condono, ma non le hanno capite”. Per Berlusconi nessuno ha cambiato il testo e accusa gli esponenti del governo del M5s quindi fa una previsione: “si augura che che questa situazione duri poco”

Berlusconi prosegue lanciando uno sguardo all’Europa: “Se vince il sovranismo l’Europa scomparirà e questo sarebbe un grave danno. L’Europa siamo noi, non possiamo non riconoscerci. Dobbiamo difenderne l’identità e la libertà nella religione, nel sociale, nella politica. Dobbiamo essere orgogliosi di essere europei, ma dobbiamo voler cambiare questa Europa”.

Berlusconi non nega la sua preoccupazione in riferimento alla legge di bilancio presentata dall’Italia a Bruxelles: “Questa manovra economica rompe il patto con l’Unione europea, crea più deficit che alla fine non sarà del 2,4% ma addirittura sopra il 3%, sarà davvero una catastrofe. Lo spread a 320 significa poca fiducia, una situazione molto negativa”.

Berlusconi smorza la possibile di una sua candidatura alle elezioni europee: “Non so se sarò in campo, non ho mai avuto ambizioni politiche, ho fatto solo le cose che il mio senso di responsabilità mi chiedeva. Dobbiamo però difendere l’identità, lo spazio di libertà fra i popolo nella pace, favorendo una politica estera e di difesa comune, difendendo la democrazia e la libertà per il mondo intero. I sovranismi e i nazionalismi sono molto pericolosi”.

 

ROMA. L’AGENZIA MOODY’S TAGLIA IL RATING ALL’ITALIA: “IN 4 MESI DI GOVERNO GIALO-VERDE SIAMO DIVENTATI POCO PIU’ CHE SPAZZATURA”.

Baa2-Baa3: sigle che a guardarle dicono poco,ma incidono sulla vita di milioni di persone,sugli interessi che l’Italia dovrà pagare per ottenere mutui e prestiti dagli investitori sopratutto esteri. Baa2 a Baa3,siamo diventati poco più che “spazzatura”.

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L’agenzia accusa l’Italia di non avere una coerente agenda di riforme per la crescita.

Le conseguenze per il nostro paese possono diventare devastanti come la possibilità di addio all’euro, che per ora sono molto basse, ma possono aumentare.

Il debito resterà al 130% del Pil.

Dopo anni di sacrifici, di riforme lacrime e sangue pagate sopratutto dai lavoratori, in pochi mesi tutto è stato buttato alle ortiche per soddisfare i capricci di due bulli del quartierino che per mesi hanno giocato a fare la guerra alle istituzioni Europee e internazionali con il risultato che tutti abbiamo sotto gli occhi: l’Europa che ha bocciato senza appello la manovra da trentasette miliardi di debiti,lo spread che è arrrivato a toccare quota 347 punti base che in soldini vuol dire più 2% e tredici miliardi in più all’anno da sborsare in interessi ai creditori, le agenzie di rating che ci declassano a livello poco più che “spazzatura” e i due bulletti che in veste di vicepremier e capo partiti continuano a litigare per decidere di chi è la colpa di un disastro annunciato da mesi.

L’agenzia Moody’s taglia il rating dell’Italia e declassa il nostro paese da Baa2 a Baa3, l’ultimo gradino prima del livello “spazzatura”.

La decisione di Moody’s di tagliare il rating dell’Italia è legata a un “cambio concreto della strategia di bilancio, con un deficit significativamente più elevato rispetto alle attese”.

La decisione di Moody’s di tagliare il rating è dovuto alla mancanza di una coerente agenda di riforme per la crescita che tradotto significa avere una crescita debole nel medio termine.

L’agenzia spiega che i piani del governo non rappresentano un coerente programma di riforme che può spingere la mediocre performance della crescita su base sostenuta.

Le stime del governo italiano sulla crescita sono troppo ottimistiche: il debito non calerà concretamente nei prossimi anni, rimanendo stabile attorno al 130% del Pil.

Moody’s bacchetta l’Italia sulla capacità di restare nella zona euro: le possibilità di un’uscita dell’Italia dall’euro sono al momento molto basse, ma potrebbero aumentare se le tensioni fra il governo italiano e le autorità europee sulla manovra e sugli impegni sui vincoli bilancio dovessero subire una ulteriore escalation.

ALESSANDRIA. PROVVEDIMENTI VIABILI PER TAGLIO RAMI BASSI IN VIA SARDEGNA.

Alessandria, 19 ottobre 2018
COMUNICATO STAMPA

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Provvedimenti viabili

Lavori di taglio rami bassi in via Sardegna – lunedì 22 ottobre 2018

Per la necessità di autorizzare lo svolgimento dei lavori di potatura dei rami bassi delle piante site in via Sardegna, dalle ore 8 alle ore 18 del giorno 22 ottobre 2018, vigerà il divieto di sosta con rimozione forzata e di transito in VIA SARDEGNA, fra la rotatoria di via San Giovanni Bosco fino al Circolo Sardo (tratto stradale a senso unico di circolazione).

Svolgimento dei lavori di asfaltatura in via Gambalera e via Romera nel sobborgo di Spinetta Marengo – 29-30 ottobre 2018.

Per consentire lo svolgimento dei lavori di ripristino della pavimentazione bituminata per conto Telecom, a seguito di scavi per posa pozzetti, nel sobborgo di Spinetta Marengo nelle via Gambalera e Romera, dalle ore 8 alle ore 18 dei giorni 29-30 ottobre 2018, vigerà il divieto di sosta con rimozione forzata ambo i lati della carreggiata con contestuale restringimento della sezione stradale nelle seguenti vie: via Gambalera e via Romera, in località Spinetta Marengo.