Mese: ottobre 2018

TORINO.DAL 1° NOVEMBRE AL 31 MARZO SARA’ VIETATO BRUCIARE MATERIALE VEGETALE.

Dal 1 novembre al 31 marzo 2019, sarà vietato, su tutto il territorio regionale, bruciare materiale vegetale.

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Lo stabilisce un’apposita legge, emanata dal presidente della Giunta regionale Sergio Chiamparino, in materia di incendi boschivi.

In Piemonte non si potranno accendere fuochi, anche controllati, per bruciare materiale vegetale. La misura adottata dalla Regione sia come prevenzione degli incendi boschivi, che per la tutela della qualità dell’aria, “con la riduzione della percentuale di polveri sottili”.

Il periodo indicato dalla Legge regionale tiene conto del rischio di incendi boschivi che nel caso di precipitazioni assenti o  sporadiche è molto elevato.  Il divieto di accendere roghi veniva emanato solo in caso di massima pericolosità, ora la prescrizione si estende a cinque mesi.

Sono previste specifiche deroghe al divieto.

Le violazioni potranno essere sanzionate con un minimo di 200 a un massimo di 2 mila euro.

L’assessore regionale alla montagna, Alberto Vamaggia aveva dichiarato: Rispondendo alla necessità di tutelare i piemontesi e il loro territorio abbiamo inoltre fornito uno strumento in più per la tutela dell’ambiente e della qualità dell’aria, prevedendo infine importanti risorse e strumenti per la ricostruzione delle aree danneggiate”.

MILANO.LA MAGNETI MARELLI PASSA IN MANO GIAPPONESE,VENDUTA PER 6,2 MILIARDI DI EURO. LE VENDITE DEL NUOVO GRUPPO SUPERERANNO I 16 MILIARDI DI EURO.

Un altra eccellenza italiana passa di mano, la Magneti Marelli, la società di componentistica del gruppo Fiat-Chrysler,da oggi è ufficialmente giapponese.

La casa nipponica Calsonic Kansey ha acquistato il marchio italiano di Fiat Crysler per 6,2 miliardi di euro e controlla il 100% dell’azienda per un cifra poco sopra il margine operativo lordo.

La società è nata l’anno scorso da uno spin-off della casa automobilistica Nissan ed ora proprietà del fondo Usa Kkr.

Lìoperazione che è stata comunicata questa mattina ai mercati spiega che alla base dell’accordo e pre-condizione per la ratifica c’è il mantenimento dei livelli occupazionali nel nostro Paese e la tutela del marchio.

Magneti Marelli in Italia occupa 10 mila dipendenti in 20 stabilimenti, molti contigui agli impianti Fiat-Chrysler.

Il suo quartier generale è a Corbetta, provincia di Milano,che rimarrà tale per almeno 5 anni  e sedi in provincia di Udine, Torino, Bologna, Bari.

Le vendite del nuovo gruppo composto dalle due società congiunte supereranno i 16 miliardi, superando quella della francese Valeo, convertendo la nuova realtà nel decimo gruppo al mondo per ricavi al pari della cinese Huayu Automotive Systems.

 

La prima operazione dell’era Manley, il successore di Sergio Marchionne alla guida di Fiat-Chrysler che da seguito alle voci che negli ultimi mesi avevano parlato di uno spin-off, di una separazione societaria, di Magneti Marelli da Fca.

Le azioni Magneti Marelli sarebbero dovute essere distribuite agli  azionisti Fca, convertendo Exor, la holding di famiglia Agnelli, in azionista diretta della società.

La realtà di Magneti Marelli era unica nel panorama dell’industria automobilistica per le caratteristiche che l’hanno resa unica nel suo genere;  infatti pochissime industrie automobilistiche possono contare al loro interno una società di componentistica che produce contemporaneamente quadri di bordo, riconosciuta un’eccellenza mondiale, sistemi di illuminazione, sistemi di controllo motori benzina e diesel, ammortizzatori e sistemi di controllo dinamico dei veicoli.

Gli analisti concordano sulla necessità per i costruttori di concentrarsi sul cuore delle proprie attività cedendo le società di componentistica.

Le nuove risorse ottenute dalla vendita di magneti Marelli dovrebbero dare un forte impulso a FCA  per investire  nelle auto del futuro, elettrico e guida autonoma, dove già esiste una collaborazione con BMW e Intel.

Tra le ipotesi e i rumor di corridoio si era anche ipotizzato un interesse dell’italiana Brembo per alcuni parti della Magneti Marelli, ma non è mai stata aperta una trattativa con Alberto Bombassei.

I sindacati metalmeccanici, Fiom-Cgil in testa, sono preoccupati per l’operazione di vendita dell’attività di Magneti Marelli ed hanno chiesto l’avvio di un tavolo al ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio.

ROMA.IL PREMIER GIUSEPPE CONTE SCIVOLA SULLA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI E BATTE DI MAIO IN MATEMATICA.

Il suo curriculum vitae potrebbe raccontare cose che voi umani non avete mai visto, per fortuna, e neppure potete immaginare.

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La foto è stata realizzata in occasione di Alecomics che anticipava la “manina” dispettosa”.

Sono professore e sono anche avvocato(del popolo),ho fatto molti master nel mondo,ma nel mondo Giuseppe Conte neppure se lo ricordano se non come quello che si faceva le vacanze a New York e frequentava la biblioteca dell’università, ma tra frequentare una biblioteca e fare un master ce ne passa. Un po come saper nuotare e mettersi con il salvagente nella vasca da bagno.

Insomma il premier professor avvocato Giuseppe Conte conta quanto un due da picche in un mazzo di carte, se poi le carte sono taroccate allora i guai aumentano e quel due da picche si può trasformare nell’appeso dei tarocchi( nulla a che vedere con le denunce che la Mussolini minaccia a chi parla male del nonno Benito associandolo all’appeso dei tarocchi).

Lo spicodramma di Giuseppe Conte non sta nel fatto che è professore e avvocato(del popolo), ma nel fatto che nel contesto politico, in cui è entrato come notaio deve solo verificare il rispetto di un contratto tra due movimenti totalmente incompatibili tra di loro se non nell’esercizio della spartizione delle poltrone, deve imparare tutto a memoria.

Tutto perché se le due forze in campo sono diverse nel Dna, come dice l’altro Beppe cioè Grillo, ma hanno trovato un equilibrio che se pur precario gli garantisce di occupare tutto quanto disponibile, dalla Rai alle Ferrovie fino a Fincantieri e la Cassa di Depositi e prestiti, lui Giuseppe Conte in questo contesto è l’attore principale ombra, colui che esce in scena solo per enunciare quello che altri faranno e in questi continui cambi di scena può capitare qualche piccolo attimo di imbarazzo che per Giuseppe Conte,oggi in conferenza stampa alla Stampa Estera a Roma, parlando di migranti, incalzato dai giornalisti in sala ha detto: “Vi sfido a trovare un altro Paese in Europa che dal 2013 abbia ricevuto 688 mila persone con accoglienza indiscriminata e poi mi dite cosa succede”.

Per dirla alla Cochi e Renato: “ma che figura premier….”, la sua frase viene interrotta dai giornalisti e mentre in platea si odono i mormorii, qualcuno obietta che i numeri di migranti accolti dai tedeschi sono di molto superiori. “Non con gli sbarchi…”, replica il Peppino Conte facendo un altra figura da “pupetto siculo” mosso dal puparo,anche se per sua sfortuna oggi il puparo, Rocco casalino, attento ad ogni movimento di labbra del pupetto-premier, che ancora odora di naftalina tanto il suo compito è considerato importante dai suoi vicepremier, non lo ha bloccato, strattonato per un braccio e portato in salvo lontano dal fango di certa stampa estera ostile al governo giallo-verde.

Dal pubblico altri mormorii, poi Conte abbassa lo guardo.

TREVISO. LUTTO NELLA FAMIGLIA BENETTON, E’ MORTO GILBERTO STORICO FONDATORE DEL GRUPPO.

Gilberto Benetton  fondatore del gruppo con i fratelli è morto a 77 anni.

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Gilberto Benetton era gravemente malato ed è morto all’età di 77 anni.

Vicepresidente di Edizione, la finanziaria di famiglia, e di Autogrill; negli ultimi mesi la famiglia Benetton era tornata alle cronache dopo la morte del fratello Carlo e la tragedia del Ponte Morandi a Genova

Gilberto Benetton è morto a Treviso nelòle vicinanze di Piazza dei Signori.

Era gravemente malato e alcuni giorni fa era stato ricoverato per una polmonite,ma le sue condizioni dal giorno dl ricovero erano ulteriormente peggiorate.

Gilberto, che in società con i fratelli Luciano, Giuliana e Carlo nel 1945 aveva aveva dato inizio all’attività di Benetton Group, società leader nel settore moda,è stato vicepresidente di Edizione, la finanziaria di famiglia, di Autogrill e consigliere del Gruppo Benetton, di AtlantiaMediobanca, Pirelli e Allianz.

Nel 2012 era stato inserito nell’Italian Basket Hall of Fame per i successi con la Benetton Pallacanestro Treviso.

La finanziaria di famiglia Edizione, attraverso Sintonia Spa, detiene il 30,25% di Atlantia, che possiede l’88,06% di Autostrade per l’Italia.

La famiglia Benetton era tornata al centro delle cronache dopo la morte di Carlo e la tragedia del ponte Morandi di Genova. Gilberto aveva rotto il silenzio dopo 24 giorni dal crollo del ponte e dopo essere stato messo sotto accusa per il disastro:  “Dalle nostre parti il silenzio è considerato segno di rispetto. Edizione, la nostra holding, ha parlato meno di 48 ore dopo la tragedia, a voce bassa è vero, perché la discrezione fa parte della nostra cultura. Ha però comunicato con parole chiare e inequivocabili un pensiero di cordoglio alle famiglie delle vittime e la vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questo disastro“.

 

ROMA.”I TIRA A DRITTU”. IL GOVERNO FELICE DI ANDARE A SBATTERE CONTRO UN MURO, TANTO PAGANO GLI ITALIANI.

Il ministro Tria spiega che “il governo è cosciente di aver scelto un’impostazione della politica di bilancio non in linea con le norme”

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I richiami di Bruxelles servono a poco ai sordi al governo e nonostante la bocciatura della totalità degli enti terzi che vanno dalla Bce al Fmi, da Istat alla Banca d’Italia,  il governo tira dritto e non intende rivedere la manovra e quando sbatteranno contro il muro saranno gli italiani a caricarsi delle spese e pagare i danni .

La risposta di Tria alla lettera della Commissione non lascia dubbie spazio alla fantasia.

Il ministro dell’Economia spiega che “il governo è cosciente di aver scelto un’impostazione della politica di bilancio non in linea con le norme applicative del Patto di stabilità e crescita. E’ stata una decisione difficile ma necessaria alla luce del persistente ritardo nel recuperare i livelli di Pil pre crisi e delle drammatiche condizioni economiche in cui si trovano gli strati più svantaggiati della popolazione”.

Ma aggiunge che nella lettera esiste un punto, una sorta di clausola molto preoccupante per il futuro del nostro Paese: “Qualora i rapporti deficit/Pil e debito/Pil non dovessero evolvere in linea con quanto programmato, il Governo si impegna a intervenire adottando tutte le necessarie misure affinché gli obiettivi indicati siano rigorosamente rispettati”.

Viste le previsioni illusoriamente ottimistiche del governo suona come l’ annuncio del conto che sarà presentato agli italiani nei prossimi anni.

Lo spread si mantiene da giorni intorno a quota 300.

Gli ex alleati di Salvini, o come ama definirli i suoi futuri “compari” che cambieranno questa Europa insieme a lui, nella giornata attaccano nuovamente l’Italia e lo fanno con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, uno degli “amici” europei di Salvini, che invoca la linea dura contro l’Italia, invitando la Commissione a bocciare la manovra italiana a meno che non vengano apportate modifiche.

Conte, Salvini e Di Maio continuano a raccontare di voler dialogare con l’Europa,ma si dicono non disponibili a fare un passo indietro.

Il governo tira dritto pronto a far sbattere l’Italia contro un muro, che per il livello che ha raggiunto lo spread sta già pagando un conto salato: “l’arroganza di Di Maio e Salvini costerà nel 2019 cinque miliardi in più di interessi passivi”, tutto sulle spalle degli italiani.

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