Mese: ottobre 2018

TARANTO. “ORO BLU”, ARRESTATE SETTE PERSONE PER TRAFFICO ILLECITO DI PRODOTTI PETROLIFERI.

Taranto, 23 ottobre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA CON L’OPERAZIONE “ORO BLU”  HA ARRESTATO SETTE PERSONE RESPONSABILI DI TRAFFICO ILLECITO DI PRODOTTI PETROLIFERI.
SEQUESTRATI BENI PER 53 MILIONI DI EURO.
Militari del Gruppo di Taranto hanno eseguito una
ordinanza di applicazione di misure cautelari di arresti
domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Taranto, Dr.
Benedetto Ruberto, nei confronti di sette persone, sei delle
quali residenti nella provincia di Taranto ed una residente
nella provincia di Avellino.
I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere
finalizzata alla sottrazione di prodotti petroliferi
all’accertamento ed al pagamento dell’accisa, truffa e
falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Il provvedimento rappresenta l’epilogo di indagini, dirette
dal dott. Lanfranco MARAZIA, Sostituto della Procura della
Repubblica e co-delegate alla Guardia di Finanza e
all’Ufficio delle Dogane di Taranto, che hanno consentito di
individuare l’esistenza e l’operatività di una consolidata
organizzazione criminale operante nel territorio jonico, la
quale acquisiva la disponibilità di ingenti quantitativi di
gasolio agricolo, proveniente da vari depositi ubicati anche
fuori dal territorio regionale (prevalentemente in Campania
GUARDIA DI FINANZA
COMANDO PROVINCIALE TARANTO
Guardia di Finanza Punto di contatto: Ten.Col. Giuseppe MANIGLIO
Comando Provinciale Taranto Tel. 0997202110 – Cell. 3341162173
via Scoglio del Tonno, n. 31 – 74100 – Taranto
e nel Lazio), utilizzando falsa documentazione dalla quale
risultava che il prodotto era destinato a soggetti legittimati
a riceverlo.
In realtà, detto prodotto, complessivamente quantificato in
81 milioni e 500 mila litri, finiva sul “mercato nero”
alimentato dalla incessante domanda di gasolio che i vertici
dell’associazione ricevevano da un consistente bacino di
clienti.
Uno degli autoarticolati utilizzati per il traffico illecito, già
sequestrato nel mese di dicembre 2015 e sottoposto a
vincolo cautelare presso la caserma “Lorenzo Greco” delle
Fiamme Gialle di Taranto, è risultato indicato in epoca
successiva nei documenti di accompagnamento; ciò ad
evidente riprova di come il sodalizio falsificasse i documenti
e le annotazioni riportate sui registri di carico e scarico dei
carburanti al fine di impedirne la tracciabilità.
L’attività investigativa, durata due anni, è consistita in
pedinamenti, osservazioni, accertamenti bancari, analisi
documentali che hanno permesso di intercettare 5 distinti
illeciti trasporti di prodotto energetico con accisa agevolata
e sequestrare 5 motrici con rimorchio che trasportavano 79
mila litri di gasolio agricolo.
Nella predetta illecita attività risultano coinvolte 6 imprese
operanti nel settore del commercio di prodotti petroliferi,
due delle quali con sede a Palagiano (TA), 20 imprese di
autotrasporti, con sedi in Puglia, Campania, Basilicata e
Calabria, nonché altre 82 persone, tra intermediari di
GUARDIA DI FINANZA
COMANDO PROVINCIALE TARANTO
Guardia di Finanza Punto di contatto: Ten.Col. Giuseppe MANIGLIO
Comando Provinciale Taranto Tel. 0997202110 – Cell. 3341162173
via Scoglio del Tonno, n. 31 – 74100 – Taranto
commercio nel settore dei prodotti petroliferi e
autotrasportatori.
Nei confronti di quest’ultimi sono stati ipotizzati i reati di
truffa e falsità ideologica commessa dal privato in atto
pubblico.
Inoltre è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo
– ex art. 321 C.P.P. – di beni e prodotti finanziari nella
disponibilità delle predette persone arrestate e di 58
denunziati, fino alla concorrenza dell’importo complessivo
di 53 milioni e 260 mila euro, di cui:
– 39 milioni e 151 mila euro relativi all’importo delle
accise evase;
– 14 milioni e 109 mila euro relativi all’indebito risparmio
dell’I.V.A..
Nell’ambito dei predetti beni figurano:
 6 depositi commerciali di oli minerali siti a Palagiano
(TA), Scanzano Jonico (MT), Aliano (CE), Somma
Vesuviana (NA), Torre Annunziata (NA) e Fiumicino
(Roma);
 25 motrici e 16 rimorchi impiegati per gli illeciti trasporti
di prodotti petroliferi.

TORINO. STANZIATI 200 MILIONI DI EURO A SOSTEGNO DELL’ ECONOMIA PIEMONTESE.

Domenico Ravetti (Capogruppo PD Consiglio Regionale) “Abbiamo destinato oltre 200 milioni di fondi Finpiemonte a sostegno dell’economia piemontese.”

DSC_3202

Il Consiglio regionale – dichiara il Capogruppo del PD Domenico Ravetti – ha approvato all’unanimità dei votanti (27 sì e 10 non votanti) il disegno di legge 239 “Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2018, n. 7 (Disposizioni urgenti in materia di bilancio di previsione finanziario 2018-2020)” che da un lato si adegua ai rilievi governativi sulla modalità tecnica della cessione dei crediti della finanziaria alla Regione Piemonte, dall’altro approva puntualmente le scelte per i settori di intervento.

Per le attività culturali – continua Ravetti – ci sono 8,5 milioni di euro, per il turismo 18,25, mentre per l’ambiente saranno destinati 5,4 milioni. Alle politiche sociali e della famiglia andranno 8,3, e la parte più rilevante andrà allo sviluppo economico e competitività con oltre 141 milioni così suddivisi: industria pmi e artigianato 113 milioni, commercio e tutela consumatori 17,3 milioni, ricerca e innovazione 11 milioni. Lavoro e formazione otterranno 13 milioni mentre alle fonti energetiche sono destinati 5 milioni.

La nuova legge – conclude il Capogruppo – inserisce la modifica quindi nella norma che dispone la cancellazione dall’albo degli intermediatori finanziari di Finpiemonte Spa e che libera la somma di 200 milioni mediante la riduzione del capitale sociale della partecipata regionale che si attesta a 156 milioni.

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

Domenico Ravetti

Presidente

Gruppo consiliare Partito Democratico

Via Arsenale, 14 – 10121 Torino

Tel. 011 5757020 Fax 011 5757772

www.cr.piemonte.it 

ROMA. CASAPOUND MINACCIA LA GUARDIA DI FINANZA: “SE ENTRATE SARA’ UN BAGNO DI SANGUE”.

“Se entrate sarà un bagno di sangue”.

20266_img11838963320.jpg

CasaPound minaccia la Guardia di finanza che si è presentata nel quartier generale dell’organizzazione di estrema destra a Roma per eseguire gli sgomberi,decisi da tempo, dei locali occupati abusivamente dal 2003.

Le minacce hanno ottenuto l’effetto di far saltare lo sgombero e rinviarlo a data da destinarsi per evitare tensioni con tanto di strette di mano tra i fascisti del terzo millennio e la Digos.
La vicenda pare abbia lasciato senza parole il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini che al pugno duro contro i centri sociali e i migranti non applica la stessa politica per l’estrema destra.

La Guardia di finanza che avrebbe dovuto accedere ai locali di proprietà del Demanio, ma occupati da CasaPound con l’obiettivo di determinare i danni causati al pubblico erario con l’occupazione  15 anni fa del civico 8 in via Napoleone III.

Il tentativo della Guardia di Finanza è fallito e dopo una serie di strette di mano tra militanti del centro e agenti della Digos in borghese inviati sul posto dalla Questura per mediare e arginare possibili disordini tutti sono ritornati sui loro passi.

I militanti di Casapound hanno accolto ieri pomeriggio le Fiamme Gialle fuori dallo stabile di via Napoleone III minacciando un bagno di sangue se la G.di F.avesse tentato di varcare l’ingresso dello stabile occupato.

I locali di proprietà del Demanio sono stati occupati abusivamente dai neofascisti il 27 dicembre del 2003 e la Guardia di Finanza, su ordine della Corte dei Conti, aveva il compito di verificare i danni erariali derivati da questa presa coatta dell’ufficio in pieno centro a Roma.
Invece nulla è stato fatto, anzi, alle minacce contro la Guardia di Finanza sono seguite le  strette di mano tra Davide Di Stefano, fratello di Simone, uno dei leader di CasaPound, e alcuni funzionari della Digos che ha sancito il mancato intervento dei militari.
Simone Di Stefano ha dichiarato che nel palazzo di sei piani , 60 locali, vivrebbero alcune famiglie italiane rimaste senza un tetto.

I mancati controlli erano stati disposti per ottenere le misure catastali, le misurazioni planimetriche degli spazi comuni e la ricostruzione della storia di questa occupazione.

Nulla è stato fatto, facendo esultare il numero uno di Casapound, Gianluca Iannone, che ha commentato: “Non c’è stata nessuna perquisizione”.
La Corte dei Conti non ha intenzione di arrendersi alle minacce dei fascisti di CasaPound e, nonostante la stretta di mano tra gli uomini in borghese della Digos e i rappresentanti della tartaruga, lo sgombero potrebbe andare avanti.
Per acquisire la documentazione: dalle planimetrie degli spazi comuni e degli appartamenti ricavati all’interno dell’immobile fino ai dati catastali, e ricostruire la storia dell’occupazione i pm contabili si rivolgeranno altrove.
La caccia dei responsabili di uno spreco milionario è oggetto di indagine  dei magistrati che hanno messo in fila tutti gli sgomberi evitati da CasaPound.

Prima con Alemanno sindaco, poi con la stesura della shortlist degli edifici occupati firmata nel 2016 dal prefetto Francesco Paolo Tronca.

Lo stabile all’Esquilino è nell’elenco dei 93 immobili occupati abusivamente stilato dalla questura, ma non tra le 16 situazioni più critiche individuate dall’ex commissario del Campidoglio.

L’amministrazione Raggi non fatto di meglio a punto che il quartier generale di CasaPound, dopo essere finito all’ordine del giorno di uno dei comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza per fare il punto sulla situazione degli sgomberi, è sparito dall’agenda del Campidoglio.

ROMA. BOCCIATA SENZA APPELLO. LA MANOVRA GIALLO-VERDE RISPEDITA AL MITTENTE.

La manovra è stata bocciata, ma questa non è una novità nel nuovo clima politico di scontro istituzionale che il governo Conte a trazione leghista e sovranista ha creato in Europa e nel mondo.

conte-1-2-680x453.jpg

L’Italia sempre più isolata nel panorama internazionale fa perno sull’orgoglio nazionale e pretende che siano gli italiani in prima persona a farsi carico dei danni provocati da questa squadra di guastatori a fronte di una procedura che porterebbe l’Italia a subire sanzioni e a una stretta sorveglianza delle finanze pubbliche da parte della UE.

 

La manovra italiana è stata bocciata, ma questo lo si sapeva senza dover attendere la decisione della commissione europea che spiega per bocca del commissario Dombrovskis i motivi per cui è stata rigettata: “la Commissione è stata costretta a rigettare la manovra dell’Italia e a chiedere una nuova versione del documento programmatico di bilancio perché il governo italiano sta apertamente e deliberatamente andando contro gli impegni che aveva preso. Per la prima volta la Commissione è obbligata a richiedere a un paese dell’area euro di rivedere il suo documento programmatico di bilancio. Ma non vediamo alternativa”.

I commissari Dombrovskis e Moscovici sono  preoccupati per il debito italiano che non consente di produrre altro deficit.

Il governo avrà tre settimane per presentare un nuovo documento di bilancio, anche se Moscovici ha invitato le autorità italiane a presentarlo il prima possibile.

Dombrovskis che Moscovici hanno rassicurato che le porte del dialogo sono aperte, ma nello stesso tempo hanno avvisato l’Italia che c’è bisogno di un netto cambio di rotta verso gli impegni presi in precedenza.

Gli spazi di manovra saranno molto ridotti per il conflitto in atto da molti mesi con gli altri paesi dell’unione. Salvini su tutti ha aperto fronti di scontro con Francia e Germania che potevano essere coloro che avrebbero potuto concedere qualche margine in più, non certo quanto previsto dalla manovra,  e strizzato l’occhio ai leader sovranisti, che per definizione non contemplano una politica di solidarietà.

Conte, Di Maio e Salvini confermano che il governo non intende fare passi indietro e confermano le stime di crescita invece sconfessate da tutti gli organismi terzi.

Qualora il governo decidesse di procedere per la sua strada e no rivedere la manovra è forte il richio che si apra nei confronti dell”Italia una procedura per il debito che potrebbe portare a sanzioni e a una stretta sorveglianza sulle finanze pubbliche.

L’opposizione contesta le misure contenute nella manovra e con Martina commenta: “Questo è un governo di furbi che pensa di governare stando sempre in campagna elettorale, ma sulla pelle dei cittadini. Non hanno idea di cosa significhi pensare con responsabilità al paese”.

Il presidente di Confindustria Boccia sospetta che qualcuno abbia cercato questo scontro e aggiunge che “la cosa da evitare è che questo non diventi l’alibi da usare per la campagna elettorale delle europee in modo da poter dire che l’Europa è cattiva”.

Lo spread continua a salire e a pesare sulle tasche dei cittadini.

ROMA. CROLLA UNA SCALA MOBILE DELLA METROPOLITANA. 27 FERITI, ALCUNI IN GRAVI CONDIZIONI.

Intorno alle 20 di questa sera, nella stazione Repubblica della metropolitana A di Roma, Una scala mobile è crollata trascinando con se una quarantina di persone, molti tra i quali sono tifosi russi accorsi nella capitale per la partita di Champions League contro la Roma in programma questa sera.

scala-mobile

Secondo alcune voci, sarebbero stati proprio i tifosi a provocare il cedimento. I feriti sarebbero 27, il più grave, in codice rosso, con una semi amputazione del piede, Gli altri in codice giallo con fratture e traumi. Le persone coinvolte nel crollo sono state trasportate dal 118 in diversi ospedali.

maxresdefault

A quanto riferiscono i soccorritori, il cedimento sarebbe stato causato dal fatto che “i tifosi stavano saltellando sulla scala mobile tutti contemporaneamente”. L’episodio si è verificato mentre sulla banchina dei treni c’erano circa altri 40 tifosi e altrettanti si trovavano all’esterno della stazione. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, la Polizia e il 118. La stazione Repubblica della metro A di Roma è stata chiusa “per motivi di ordine pubblico”.